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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Venerdì 13 gennaio inaugurazione della VI edizione dei “Vespri d’organo” con il concerto di Mauro Castaldo

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 13 gennaio, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina a Chiaia, si terrà il primo appuntamento della VI edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci.
Il concerto inaugurale avrà come protagonista il maestro Mauro Castaldo, direttore artistico dell’Associazione, che proporrà un programma incentrato sui compositori francesi dell’Ottocento e del Novecento, preceduto dall’esecuzione di un suo brano intitolato Ouverture.
Sarà poi la volta del Corale in si minore, dai Tre corali per organo, scritti nel 1890 da César Franck (1822-1890), vero e proprio testamento spirituale dell’autore, di nascita belga, che fornì un fondamentale apporto alla scuola organistica transalpina.
Toccherà quindi a Elévation in la bemolle maggiore, op. 25 (dal libro VIII dei Pièces dans différents styles pour orgue) e Epithalame, op. 58 b 2 (da L’Organiste pratique), appartenenti alla vasta produzione di Alexandre Guilmant (1837-1911), organista della chiesa parigina della Santa Trinità per quasi trent’anni e noto per aver pubblicato le raccolte Archives des Maîtres de l’Orgue e l’École classique de l’Orgue.
Uno sguardo sul Novecento, con Plainte e Dialogue sur les mixtures, due dei quattro movimenti che costituiscono la Suite Brève, scritta nel 1947 da Jean Langlais (1907-1991), allievo di Dupré e Tournemire, ai quali seguiranno Recueillement in re bemolle maggiore e Offertoire in mi bemolle maggiore di Louis Raffy (1844-1910), noto soprattutto per i suoi libri teorico-pratici legati alla pratica organistica.
Il corposo recital si chiuderà con la Toccata in sol maggiore n. 3, dai Douze Pièces pour orgue ou piano-pédalier, di Théodore Dubois (1837-1924), vincitore del Prix de Rome nel 1861 e docente del Conservatorio di Parigi, dove ebbe fra i suoi allievi Paul Dukas e Florent Schmitt.

L’ingresso è libero

Per ulteriori informazioni
Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci
Via Duca di San Donato, 28 – Napoli
Tel.: 081.5634518
Cell.: 339.5389103
e.mail: associazionetrabaci@alice.it
sito web: www.associazionetrabaci.it

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7 gennaio, 2012 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Trabaci, Concerti, Musica classica, Napoli, Organisti | , , , , , , | Lascia un commento

La rassegna “Organi Storici della Campania” chiude con un maestoso omaggio alla scuola francese da parte del maestro Vincenzo De Gregorio

Il recupero del concerto di monsignor Vincenzo De Gregorio nel Duomo di Napoli, slittato per motivi tecnici, dovuti ad un fulmine che aveva messo fuori uso la centralina elettrica dell’organo, ha chiuso la rassegna “Organi Storici della Campania”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti.
Il celebre organista ha presentato un programma prevalentemente rivolto al repertorio francese, apertosi però con un omaggio a Franz Liszt nel bicentenario dalla nascita.
E’ molto probabile che il soggiorno parigino dell’autore ungherese, risalente agli anni dell’adolescenza, abbia lasciato anche ricordi legati all’organo, sviluppati però in un secondo momento, con il conforto di approfondimenti e studi personali, in quanto quasi tutti i brani, scritti per harmonium, datano dal 1861 in poi.
Quelli proposti nel recital comprendevano Der Papst hymnus S.261 (1863), sul tema composto dall’austriaco Viktorin Hallmayer nel 1857, che fu l’inno del Vaticano fino al 1950, quando venne sostituito dalla Marcia Pontificale di Gounod, Évocation à la Chapelle Sixtine S.658 (1862), dove rivivevano gli echi del Miserere di Allegri e dell’Ave Verum di Mozart e Angelus! Prière aux anges gardiens, S.672c (1877), caratteristico per la suggestiva descrizione del fruscìo di ali posta all’inizio ed alla fine del pezzo.
Da brani pensati per harmonium, a composizioni della gloriosa scuola transalpina, concepite per i monumentali Cavaillé-Coll, partendo da Alexandre Guilmant (1837-1911), figura prestigiosa legata al rinnovamento del movimento organistico dell’Ottocento, per la sua attività che lo vide eccellere anche come interprete, docente e musicologo.
Nonostante ciò, oggi la sua fama risulta abbastanza offuscata, ed è un vero peccato, se pensiamo che pezzi di straordinaria intensità quali Communion (creato per accompagnare i fedeli durante la Comunione) o Marche funèbre e Chant seraphique, grandioso affresco che fa riferimento al Giudizio Universale, si ascoltano molto raramente.
Sicuramente più conosciuto, anche se non per il suo decisivo apporto alla letteratura organistica, César Franck (1822-1890), belga trapiantato in Francia, del quale è stato eseguito un piacevole Andantino (1889), di chiara matrice pianistica ed il Corale n. 1 in mi minore, primo dei Tre corali scritti nel 1890, che rappresentano, nel loro complesso, una sorta di testamento spirituale dell’autore.
Chiusura con Litanies, op. 13 di Jehan-Ariste Alain (1911-1940), del quale si celebra il centenario della nascita.
Caduto sul fronte francese durante l’ultimo conflitto mondiale, proveniva da una famiglia di grandi tradizioni musicali, con il padre Albert compositore ed organista di ottimo livello e la sorella minore, Marie-Claire (1926), tuttora vivente, che va annoverata fra gli organisti più celebri del Novecento, per non parlare degli altri due fratelli, Marie-Odile (1914-1937) e Olivier (1918-1994), soprano e pianista la prima e compositore, organista e musicologo il secondo.
Il brano proposto, risalente al 1937, rappresenta uno dei pezzi più conosciuti del suo repertorio e si basa sulla ripetizione quasi ossessiva di un motivo di impetrazione (non a caso, il primo titolo pensato da Alain era Supplications), con ritmi che attingono anche al jazz e sembrano a tratti appartenere agli anni ’70.
Veniamo, quindi, al protagonista della serata, Vincenzo De Gregorio, che solo da qualche anno ha ricominciato ad esibirsi in concerti pubblici, dopo una lunga pausa dovuta ai suoi innumerevoli impegni istituzionali, fra i quali ricordiamo il lungo e proficuo mandato come direttore del Conservatorio di Napoli nel periodo 2000-2008.
Un ritorno che fa sicuramente bene all’intero movimento organistico cittadino, in quanto grazie alla sua vasta esperienza, il maestro è in grado di proporre recital che non solo vivono sulla sua indiscutibile bravura, ma su programmi molto ben strutturati, pensati specificatamente per le caratteristiche dell’organo suonato in quel momento, avvalendosi inoltre di brevi ed esaurienti spiegazioni relative ai brani eseguiti, ovvero quanto di meglio ci si potesse attendere nell’ambito della conclusione di una rassegna breve ma molto interessante.

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1 luglio, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Concerti, Musica classica, Napoli, Organisti | , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 26 giugno la rassegna “Organi Storici della Campania” chiude con il concerto di Vincenzo De Gregorio

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Domenica 26 giugno, alle ore 19.30, in Duomo, si chiude la rassegna “Organi Storici della Campania”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, con il recupero del concerto di Vincenzo De Gregorio, annullato a seguito dei danni subiti dallo storico organo della Cattedrale, colpito da un fulmine durante un temporale alla fine di maggio.
La storia dell’organo del Duomo risale al 1545 quando il cardinale Farnese fece collocare un primo strumento, opera di De Palma, al di sopra del pulpito.
Sul lato opposto, al di sopra del trono marmoreo, fu costruito un altro strumento, nel 1652 per opera degli organari napoletani Pompeo e Martino De Franco.
Tali strumenti furono sostituiti nel 1767 da due organi “gemelli” costruiti da Fabrizio Cimino, cui si aggiunse, nel 1782 un organo corale, opera di Francesco Cimino, per meglio sostenere il canto dei canonici.
Nel 1843, l’organaro veneto Quirico Gennari costruì un nuovo organo sulla cantoria sovrastante il trono marmoreo, dotato di 32 registri.
L’altro organo Cimino rimase praticamente intatto (sia pur in stato di abbandono) fino al 1931, anno in cui l’organaro cremonese Giuseppe Rotelli unificò i tre organi preesistenti in un unico strumento, completamente elettrificato nel 1963.
Le nuove esigenze degli spazi celebrativi, richiamate dalla riforma liturgica conseguente il Concilio Vaticano II e il degrado dello strumento nel frattempo intervenuto, avevano reso urgente il restauro dei tre corpi d’organo e la diversa collocazione di quello posto alle spalle dell’altare maggiore. L’intervento iniziato durante l’episcopato del Cardinale Michele Giordano e continuato e concluso dal Cardinale Crescenzio Sepe, ha comportato il restauro radicale dei due corpi sonori, collocati al di sopra del pulpito e del trono marmoreo, e la creazione del terzo corpo sonoro interamente nuovo costituito da uno strumento autonomo a trasmissione meccanica, collocato nel transetto della Cappella di S. Aspreno, dove canta il coro che anima le liturgie e guida l’assemblea.

Il concerto è gratuito.

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Programma

Franz Liszt (1811 – 1886)
Der Papst hymnus
Evocation à la Chapelle Sixtine
Angelus

Alexandre Guilmant (1837 – 1911)
Communion
Marche funèbre e Chant seraphique

César Franck (1822 – 1890)
Andantino
Corale n. 1 in mi maggiore

Jehan Alain (1911 – 1940): Litanies, op. 13

Vincenzo De Gregorio

Nato in Capri, allievo di Emilia Gubitosi, ha compiuto gli studi organistici con A. Santini ed E. Marchetti e quelli di Composizione con A. Di Martino e V. Tosatti.
Insegnante nel Conservatorio di Napoli, ha diretto il Conservatorio di Avellino per 11 anni e dal 2000 al 2008 il San Pietro a Majella di Napoli.
Ha suonato in festival e rassegne in molti paesi europei ed ha collaborato come organista con l’Orchestra Scarlatti della Rai e con quella del teatro di San Carlo con i direttori: Franco Caracciolo, Peter Maag, Pierlugi Urbini, Piero Bellugi, Massimo Pradella.
Dopo essere stato per lungo tempo organista della Basilica di S. Chiara, è organista e maestro di Cappella del Duomo di Napoli nonché Abate Prelato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro.
Ha fondato e dirige il Coro di Canto Gregoriano della Basilica di S. Maria Maggiore della Pietrasanta in Napoli.
Dal 2010 è il Consulente per la musica dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.

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23 giugno, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Musica, Musica classica, Napoli, Organisti | , , , , , , | Lascia un commento

L’organista Emanule Cardi evidenzia le qualità del Vegezzi-Bossi della Chiesa vomerese del Sacro Cuore

Il penultimo appuntamento della rassegna “Organi Storici della Campania”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, ha avuto luogo nella chiesa vomerese del Sacro Cuore di Gesù, dove è collocato un Vegezzi-Bossi risalente al 1914.
Ospite della serata, il maestro Emanuele Cardi, organista titolare della Chiesa di Santa Maria della Speranza a Battipaglia (Sa), che ha aperto il suo recital con la Sonata prima in re minore, op. 60 di Marco Enrico Bossi (1861-1925), che evidenziava le peculiarità di uno delle figure maggiormente rappresentative, in assoluto, della letteratura organistica italiana.
A seguire quattro brani, tratti dai Sei Studi per Pedalflügel, op. 56 (1845), di Robert Schumann (1810-1856), rara incursione in campo organistico dell’autore tedesco, che scaturì da un acquisto effettuato presso il costruttore Louis Schone di un Pedalflügel, strumento formato da un pianoforte, al quale veniva aggiunta una pedaliera simile a quella dell’organo.
Terzo brano in programma, la Sonata n. 7 in fa maggiore, op. 89, datata 1902, del francese Alexandre Guilmant (1837-1911), allievo di Lemmens e figura fondamentale del rinnovamento della gloriosa scuola francese.
A tal proposito va ricordato come Guilmant non fu solo compositore, ma prestigioso organista, attivo per più di trenta anni alla Église de la Sainte-Trinité di Parigi, per poi essere nominato “organista onorario di Notre-Dame”, ed anche autore di una monumentale opera, comprendente 25 volumi, dieci dei quali rivolti alle partiture organistiche di autori francesi, raccolti sotto il titolo Archives des Maîtres de l’Orgue) e quindici dedicati ai musicisti del resto d’Europa (L’École classique de l’Orgue).
Chiusura con un autore poco conosciuto, Pietro Alessandro Yon (1886-1943), nato a Settimo Vittone (To), che iniziò molto giovane la sua luminosa carriera e, a partire dal 1907, si trasferì definitivamente negli USA, dove ricoprì incarichi importanti, fu docente di Cole Porter e Norman Dello Joio e, in seguito, ottenne anche la cittadinanza americana.
Tre i brani dell’italo-americano proposti, Toccatina for flute n. 1, Speranza (Hope) solo for diapason n. 3 e Rapsodia Italiana, n. 5, tratti dalla raccolta Twelve divertimenti for organ.
Per quanto riguarda il solista, Emanuele Cardi ha eseguito con impegno e bravura brani per la maggior parte di grande complessità, raggiungendo l’apice nella splendida sonata di Guilmant, composizione che maggiormente ha permesso di mettere in luce le notevoli potenzialità dello strumento.
Quest’ultimo ha rappresentato per noi una vera e propria scoperta, in un quartiere dove sono presenti già due organi Mascioni, uno del 1985 e l’altro del 1998, (appartenenti rispettivamente alla Chiesa dell’Immacolata e alla Chiesa di Santa Maria della Rotonda), per cui speriamo che, da ora in poi, anche il Vegezzi-Bossi possa godere della cura e della manutenzione necessarie.
La rassegna “Organi Storici della Campania” si chiuderà domenica 26 giugno, al Duomo, con l’attesissimo concerto di monsignor Vincenzo De Gregorio.

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20 giugno, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Musica, Musica classica, Napoli, Organisti | , , , , , , | Lascia un commento

   

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