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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Sabato 3 novembre a Palazzo Zevallos la rassegna “E’ aperto a tutti quanti” propone gli “Intrecci Barocchi” dell’Ensemble dell’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino


Sabato 3 novembre, alle ore 13.00, a Palazzo Zevallos Stigliano (v. Toledo, 185 – Napoli), per la rassegna “E’ aperto a tutti quanti”, concerto dell’Ensemble dell’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretto da Giuseppe Camerlingo, dal titolo “Intrecci Barocchi”, con la partecipazione di Francesco Apostolico e Federica Basile (violini), Gerardo Del Gaudio e Manuel Molinario (oboi)

Programma

A. Corelli: Concerto grosso in re maggiore op. 6 n. 7

A. Scarlatti: Concerto Grosso in fa minore n. 1

A. Vivaldi
Concerto per due oboi e archi in re minore RV 535
(solisti Gerardo Del Gaudio e Manuel Molinario)

Sinfonia in sol maggiore RV 149

Concerto per due violini e archi in la minore
(solisti Francesco Apostolico e Federica Basile)

F. Durante: Concerto n. 8 in la maggiore “La pazzia”

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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1 novembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 8 febbraio la Cappella Neapolitana di Antonio Florio ospite dalla stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

logo-associazione-alessandro-scarlatti-2016-2017
Mercoledì 8 febbraio, alle ore 21.00, al Teatro di Corte di Palazzo Reale, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio nel concerto Padri e figli, zii e nipoti nella Napoli del XVII e XVIII secolo.
Un viaggio nelle dinastie musicali, quella più famosa di Alessandro Scarlatti e di suo figlio Domenico, coppia di compositori di genio.
Quella meno celebrata di Pietro Marchitelli, virtuoso di violino a Napoli tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, che sfidò in una gara musicale anche il grande Corelli, e di suo nipote Michele Mascitti.
Violinisti e autori di pagine musicali di incredibile fascino.
“Un programma che mette in luce quanto siano state importanti a Napoli le famiglie musicalispiega Antonio Florioper gli sviluppi di una tradizione strumentale che si è tramandata attraverso la consanguineità dal Cinquecento all’Ottocento. I Sabino, gli Ansalone, i Veneziano, come i Prota, hanno contribuito a designare Napoli come capitale della musica. E per questo concerto ho voluto presentare due personaggi singolari come Alessandro Scarlatti e Pietro Marchitelli come omaggio alla città di Napoli”.
L’Orchestra, ambasciatrice del Barocco napoletano nel mondo, quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni di attività.
L’originalità dei programmi e il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca ne fanno una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea.
“Trent’anni in cui con entusiasmo e rigore continuiamo nella ricerca, nel recupero e nell’esecuzione di pagine relegate all’oblio. Trent’anni di successi in cui la vera protagonista è stata l’Orchestra, una compagine coesa il cui organico è rimasto quasi inalterato, Pino De Vittorio, Rosario Di Meglio, Nunzia Sorrentino, per fare qualche nome, hanno cominciato con me questa splendida avventura nel lontano 1987. Trent’anni festeggiati con più di quaranta incisioni, e con esibizioni nelle più prestigiosi sedi europee, mi piace ricordare l’invito di Claudio Abbado alla Filarmonica di Berlino, e nel mondo, dagli Stati Uniti e il Sud America, alla Cina e al Giappone.”

Filo conduttore del programma è l’analisi di due dinastie musicali, nell’ottica del loro confrontarsi con la musica strumentale.
Alessandro Scarlatti è figura dominante della scena italiana a cavallo del Settecento, autore prolifico in tutti i generi musicali dalla musica religiosa, al teatro d’opera, alle pagine per tastiera.
L’elemento comune di questa copiosa mole di lavori è un linguaggio agile e fantasioso, dove l’invenzione melodica si fonde in maniera naturale con il contrappunto e la polifonia.
Il secondo figlio di Alessandro, Domenico, nato nello stesso anno di Bach e Haendel, mostrò ben presto di possedere un talento fuori dal comune per la musica, e lega il suo nome al cembalo.
L’energia ritmica e lo stile imitativo ricordano da vicino la scrittura del padre, ma la concisione e la forza espressiva delle ardite armonie negli adagi appartengono a un mondo nuovo, che Domenico sa interpretare con eleganza e una fantasia.
Pietro Marchitelli, fu un compositore fecondo e originale, il maggior virtuoso di violino di Napoli a cavallo del Settecento.
Partendo quasi dal nulla, il giovane violinista abruzzese riuscì a scalare tutta la gerarchia musicale della corte napoletana, grazie alle eccellenti doti di virtuoso. Conquistò la posizione di primo violino della Cappella reale.
Non ebbe figli maschi e fu generoso nell’aiutare nipoti abruzzesi musicisti, soprattutto Michele Mascitti.
Mascitti si trasferì a Parigi contribuendo a diffondere lo stile della sonata violinistica italiana in Francia.
La sua Passacaglia mette in luce il grado di raffinatezza raggiunto dalla scuola italiana.

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani ( under 30): 10 Euro
Last minute: 3 Euro (under 25) in vendita un’ora prima del concerto.

Infoline
081 406011
www.associazionescarlatti.it

Ufficio Stampa Associazione Scarlatti
Chiara Eminente
mail: info@associazionescarlatti.it

Ufficio Stampa Cappella Neapolitana
Giusi Zippo
mail: giusizippo@alice.it
mob. 3396276954

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Mercoledì 8 febbraio 2017
Teatro di Corte di Palazzo Reale – ore 21.00

Cappella Neapolitana
Antonio Florio, direttore

Padri e figli, zii e nipoti nella Napoli del XVII e XVIII secolo

Programma

Alessandro Scarlatti: Concerto grosso in re minore n.5

Pietro Marchitelli: Sonata n.6 in sol minore

Domenico Scarlatti: Sinfonia per archi in do maggiore

Michele Mascitti: Concerto grosso in si bemolle maggiore op. 71 n.1

Pietro Marchitelli: Sonata n.10 in re maggiore

Domenico Scarlatti: Sinfonia in sol maggiore

Pietro Marchitelli:
Sonata n. 11 in fa maggiore
Concerto grosso in la minore

Michele Mascitti: Passacaglia variata in la maggiore

Cappella Neapolitana
Cappella Neapolitana Antonio FlorioEnsemble fondato nel 1987 da Antonio Florio inizialmente col nome di Cappella della Pietà de’ Turchini, ha modificato nel 2016 il nome in Cappella Neapolitana.
È costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari.
L’ensemble è stato invitato ad esibirsi su palcoscenici importanti e ha preso parte ai maggiori festival di musica antica europei.
Ricco il cartellone delle opere portate in scena tra le quali segnaliamo La Partenope di Vinci in prima moderna, La finta giardiniera di Anfossi, Ottavia restituita al trono di Domenico Scarlatti.
L’ensemble ha registrato per Radio France, BBC, Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca. Particolarmente intensa è l’attività discografica, con la realizzazione di sette cd dedicati a inediti del repertorio napoletano barocco in più occasioni premiati dalla critica internazionale.
Dal 1996 ha pubblicato 15 titoli per la collana “Tesori di Napoli”.
Tra i numerosi riconoscimenti si segnalano il premio “Vivaldi” della Fondazione Cini di Venezia, il Premio Abbiati, il “Diapason d’Or” per Li Zite’n Galera (1999) e per Il Pulcinella vendicato (2002).
Ha inoltre partecipato a MITO SettembreMusica con Aci, Galatea e Polifemo di Händel.
Nel 2010 ha eseguito, in prima edizione moderna, Orfeo e Euridice di Fux alla Konzerthaus di Vienna.
Nel 2013 è stato in tournée con Giovanni Sollima per importanti istituzioni concertistiche italiane e nel 2014 si è esibito al Festival Terra Sem Sombras in Portogallo, a San Pietroburgo per il Festival of Early Music e nel 2015 a Chicago per il Museum of Fine Arts e l’Istituto Italiano di Cultura.
Tra gli ultimi cd ricordiamo I viaggi di Faustina con Roberta Invernizzi e nel 2016 Passio, la Passione secondo Giovanni di Gaetano Veneziano.

Antonio Florio
Antonio FlorioSi è diplomato in violoncello, pianoforte e composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota, approfondendo in seguito lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio napoletano dei secoli XVII e XVIII.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita, Il schiavo di sua moglie e La Stellidaura vendicante di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco Boerio; La finta cameriera di Gaetano Latilla; La Statira di Francesco Cavalli; Motezuma di Francesco De Majo.
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra Sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, la Fondation Royaumont e il Conservatorio di Tolosa.
È titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco.
È direttore artistico dello “Scarlatti LAB”, laboratorio per la musica barocca a cura dell’Associazione Scarlatti di Napoli.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’Alidoro di Leo, il cui dvd si è aggiudicato il Diapason d’Or e l’Orphèe d’or dell’Académie du disque lyrique.
A Oviedo gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni” – corrispondente al nostro Premio Abbiati – per la miglior direzione musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’Ottavia restituita al trono di Domenico Scarlatti.
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3 febbraio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Prima del concerto, Regioni | , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 10 novembre al Teatro di Corte di Palazzo Reale primo appuntamento della stagione della Associazione Alessandro Scarlatti con lo ScarlattiLab Barocco

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Martedì 10 novembre, alle ore 21 nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, tornano i giovani cantanti e strumentisti dei Conservatori del Sud diretti da Antonio Florio per il laboratorio ScarlattiLab\Barocco in un concerto dedicato al confronto tra due generazioni di compositori napoletani a cavallo tra sei e settecento, rappresentate da Alessandro Scarlatti e Gennaro Manna, del quale ricorrono i trecento anni dalla nascita.
Considerato uno dei più autorevoli rappresentanti della musica napoletana del settecento, Manna è autore ancora poco conosciuto, la cui abbondante produzione sacra è in gran parte custodita nell’Archivio Musicale dell’Oratorio dei Girolamini di Napoli.

Doppiamente meritevole è quindi l’operazione di Antonio Florio e Dinko Fabris, instancabili ricercatori dei tesori del nostro patrimonio musicale, ma anche ispiratori del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Grazie alla collaborazione tra Conservatorio ed Associazione Scarlatti infatti questo patrimonio viene riportato a nuova vita dalle energie dei giovani esecutori, creando intorno a questi concerti ScalattiLab una atmosfera di entusiasmo del tutto particolare.

Un progetto innovativo ed unico in Italia, il contenitore ScarlattiLab, giunto alla quinta edizione, raccoglie le iniziative della Associazione Alessandro Scarlatti dedicate ai giovani cantanti e strumentisti del II livello dei Conservatori del Sud che si affacciano alla carriera professionale.
Nato nel 2011 con lo scopo di creare un necessario punto di incontro e di stimolo tra la sperimentazione didattica e l’attività concertistica, in cui giovani studenti dei Conservatori sono impegnati accanto ai loro maestri e a musicisti professionisti in masterclass che ruotano intorno alla realizzazione di una “performance”, questo laboratorio comincia dare i suoi frutti: giovani partecipanti ai primi laboratori si stanno affacciando con successo al mondo del lavoro in prestigiose produzioni per il Teatro San Carlo di Napoli o il Festival Opera Barga.

Biglietti:
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Martedì 10 novembre 2015, ore 21.00 – Teatro di Corte di Palazzo Reale (Napoli)
Gennaro Manna e Alessandro Scarlatti – Due generazioni a confronto

ScarlattiLab\Barocco
Direzione Artistica: Antonio Florio e Dinko Fabris
In collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica Cappella della Pietà de’ Turchini del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli

Olga Cafiero, Federica Pagliuca, Graziana Palazzo: soprani
Daniela Salvo: mezzosoprano
Leopoldo Punziano: tenore

Orchestra ScarlattiLab
Antonio Florio: direttore
Enrico Parizzi, Giovanni Rota, Massimo Percivaldi, Giuseppe Guida: violini primi
Marco Piantoni, Patrizio Focardi, Nunzia Sorrentino: violini secondi
Rosario Di Meglio: Violino e viola
Adriano Fazio, Chiara Mallozzi: violoncelli
Giorgio Sanvito: contrabbasso
Carlo Barile, Angelo Trancone, Luigi Trivisano: organo e cembalo

Programma

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): “Mortales non auditis?” mottetto a 2 voci con violini
rev. Luca Della Libera

Gennaro Manna ( 1715 – 1779)
“Animae vulneratae” mottetto a voce sola con violini
“Tantum ergo” mottetto a voce sola con violini
rev. Antonio Florio

attr. Alessandro Scarlatti: “Ave Regina per divozione della Vergine di Loreto fatta dal Cav. A. Scarlatti nel passaggio ch’egli fe’ per Loreto nel 1722” a 2 voci
rev. Antonio Florio

Gennaro Manna
Litanie a 2 voci per la Beata Vergine, con violini
“Sponse care” mottetto a voce sola con violini
rev. Antonio Florio

Alessandro Scarlatti: “Quae est ista” mottetto a 3 voci con violini
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6 novembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 31 maggio il duo Grifone-Trancone apre la XVI edizione del ciclo “Organi Storici della Campania” organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti

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Domenica 31 maggio 2015, alle ore 18.00, la XVI edizione del ciclo Organi Storici della Campania della Associazione Alessandro Scarlatti, si inaugura nella storica Cappella del Pio Monte della Misericordia, al cospetto di uno dei capolavori del Caravaggio.
L’organista Angelo Trancone e il soprano Cristina Grifone presenteranno per l’occasione un raffinato programma di arie di scuola napoletana tra Seicento e Settecento.
L’esecuzione avverrà sul prezioso organo settecentesco napoletano, la cui cassa è decorata con motivi floreali su fondo rosso vermiglio, costruito da Tommaso De Martino.

Seguiranno appuntamenti per tutto il mese di giugno con alcuni dei più prestigiosi strumenti della città: giovedì 11 giugno alla Cappella Real Monte Manso di Scala, domenica 14 giugno nella Basilica di Santa Chiara ed infine venerdì 19 giugno nella sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella.

Nato nel 2001 e dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del vasto patrimonio organario della nostra Regione, il ciclo ha spaziato negli anni in varie sedi in tutta la Campania come il Santuario di San Rocco a Lioni, la Chiesa di Santa Maria della Speranza a Battipaglia, la Chiesa di Sant’Antonio al Seggio di Aversa, il Santuario di Sant’Antonio di Afragola , la cinquecentesca Collegiata di San Michele a Solofra.

Il concerto è gratuito

Infoline
Associazione Alessandro Scarlatti
081 406011
www.associazionescarlatti.it

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Programma

Antonio Valente (1520-1601): Ballo dell’intorcia

Andrea Cima: (1606-1627): La novella canzona

Gaetano Veneziano: (1665-1716): “Mia Colomba intemerata”, aria dall’oratorio “La Santissima Trinità” (revisione di Antonio Florio)

Giovanni Salvatore (1611-1688): Toccata

Alessandro Scarlatti (1660-1725): “Vò goder senza contrasto”, aria dalla cantata “Marc’Antonio e Cleopatra”

Giovanni Salvatore
Corrente n. 1
Corrente n. 2

Gaetano Veneziano: “Senz’ombra concetta”, aria dall’oratorio “La Santissima Trinità” (revisione di Antonio Florio)

Ignazio Fiorillo (1715-1787): Fuga

Francesco Mancini (1672-1737): “Sempre è bella un bel volto c’alletta”, aria dalla cantata “Un amante ama due belle”

Baldassarre Galuppi (1706-1785): Sonata in re minore

Francesco Provenzale (1624-1704): “Che speri o mio core”, aria dall’opera “Schiavo di sua moglie” (revisione di Antonio Florio)

Bernardo Pasquini (1637-1710):
Variazioni per il paggio todesco
Variazioni capricciose

Alessandro Scarlatti: “Amare et non videre”, aria dal mottetto sacro “Rorate Coeli”

Angelo Trancone
Angelo TranconeNato a Napoli nel 1993 fin dall’età di 10 anni ha mostrato una particolare predisposizione musicale iniziando e proseguendo gli studi sotto la guida di Maurizio Rea.
All’età di 20 anni consegue la Laurea di Primo Livello in “Organo e Composizione Organistica” con il massimo dei voti, lode e menzione speciale, nella classe di Roberto Canali presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.
Attualmente prosegue gli studi nella classe di “Improvvisazione Organistica” di Theo Flury al “Pontificio Istituto di Musica Sacra” di Roma e si specializzerà con il bienniale ”Organ Master” presso la “Royal Danish Academy of Music” di Copenaghen.
Frequenta corsi di perfezionamento per l’interpretazione delle diverse scuole organistiche : Letteratura Bachiana con Ludger Lohmann; Repertorio Nord-Europeo con Matteo Imbruno; Letteratura sinfonico-francese con Jean Guillou; Settecento Napoletano con Emanuele Cardi e Ottocento Italiano con Enrico Viccardi.
Dal 2011 ad oggi è risultato : “2° Classificato” ( 1° non assegnato ) alla X Edizione del Concorso Organistico Internazionale di “Fano Adriano”, “1° Classificato” alla IV Edizione del Concorso Nazionale di Musica “Antonello da Caserta” ( Sez. Organo ), “3° Classificato” alla II edizione del Concorso Organistico Nazionale “Città di Napoli – 11 Fiori del Melarancio”e “1° Classificato” alla IV edizione del Concorso Organistico Nazionale “Camillo Guglielmo Bianchi” di Varzi.
Nel 2013 è il rappresentante Campano Under 21 della VIII Edizione del Concorso Nazionale per “Giovani talenti della Musica” presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze.
Organista del gruppo ottoni “San Pietro a Majella Brass Ensemble”, si esibisce come solista o continuista a numerose rassegne e festival organistici italiani.
Nel 2012, inaugura la cerimonia di apertura della “Association Européenne des Conservatoires” (AEC ), riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica.
È attualmente Organista Titolare presso la Basilica Santuario dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, in Capodimonte.

Cristina Grifone
Cristina GrifoneLaureata in psicologia, nel 2008 si diploma brillantemente presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ma già dal 2006 inizia a collaborare con numerosi cori e orchestre (in particolare con il coro “Mysterium Vocis”), sia a Napoli che in Francia e in Finlandia; con la “Nuova Orchestra Alessandro Scarlatti” si esibisce da solista in numerosi concerti al Parco della Musica di Roma, all’Auditorium RAI di Napoli, al Printzregentertheatre di Monaco e al “Festival delle Nazioni”. Specializzata in musica antica, ha preso parte a stagioni come Pavia Barocca , “Actus Humanus” Danzica, “Festival Bach de Lausanne” e, per l’associazione “Alessandro Scarlatti”, a concerti nell’ambito del progetto ScarlattiLab, con cui ottiene anche il Premio Nazionale delle Arti 2011, sezione Musica Antica.
Nel 2012 vince il concorso internazionale di musica sacra “Beata Paola Montaldi” e nel 2013 è finalista al concorso lirico internazionale “Città di Bologna”.
Attualmente collabora con “I Turchini” di Antonio Florio, esibendosi in numerosi festival internazionali e incidendo nel 2013, per la casa discografica Glossa, il disco “La Santissima Trinità” Oratorio per la Nascita del Verbo di Gaetano Veneziano.

29 maggio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 2 maggio l’Ensemble Barocco di Napoli festeggia il compositore palermitano Alessandro Scarlatti

Logo Dissonanzen + Scarlatti
Sabato 2 maggio, alle ore 19.00, nella Sala del Velario di Castel Sant’Elmo, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta il soprano Valentina Varriale, accompagnata dall’Ensemble Barocco di Napoli, nel concerto 355 candeline per Alessandro Scarlatti, che sarà preceduto da un’introduzione del musicologo Dinko Fabris.
Il compositore palermitano, uno dei più alti ingegni del Barocco italiano, tra i padri fondatori della Scuola Napoletana, sarà festeggiato, nel giorno del suo compleanno, con l’esecuzione di partiture in cui intrecci di linguaggi e alchemiche mistioni di armonia e melodia si coniugano ad un sentimento di sottile e sublime malinconia, il tratto distintivo delle sue composizioni.

Il concerto si aprirà con il primo dei Concerti per archi, pubblicati postumi a Londra nel 1740.
Il successo londinese di Alessandro Scarlatti risale agli anni dell’apertura del teatro di Haymarket (1705) dove, anche grazie agli auspici del castrato Nicolino Grimaldi, vera star londinese dell’epoca, furono realizzate molte sue opere.
Autore singolare e molto originale, compose partiture complesse e articolate.
È molto probabile che abbia contribuito alla diffusione della musica di Alessandro a Londra uno dei figli, Francesco, che, nel 1719 fu invitato nella capitale inglese forse da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani, e che si stabilì poi, definitivamente, a Dublino.
La musica di Alessandro Scarlatti, specie quella strumentale, divenne in quegli anni, al pari di quella di Corelli, un punto di riferimento estetico nell’ambiente dei musicisti italiani residenti nella capitale inglese.
Un nutrito gruppo di artisti aveva scelto di vivere a Londra in quel periodo, attirato dalle possibilità di lavoro offerte dalla ricca attività concertistica.
Scarlatti, il quale con ogni probabilità componeva i testi di molte sue cantate, possiede il dono straordinario di tradurre un testo poetico in espressione musicale.
A volte una sola parola può essere la chiave per delineare il clima emotivo del pezzo.
Nella prima aria Clori mia Clori bella, il mormorio delle acque, che allude alle lacrime sparse per l’amata Clori, è raccontato attraverso una lunga figurazione di semicrome legate a due a due, che il flauto declama in contrappunto con la voce, in questo caso, quello di Valentina Varriale, una delle interpreti di spicco del repertorio barocco.

L’evento, ad ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si inserisce nel Progetto “Campania: dal Barocco al Contemporaneo” organizzato dall’Associazione Dissonanzen.

Ufficio stampa per Dissonanzen:
Giusi Zippo
mob. 3396276954
e-mail: giusizippo@alice.it

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Sabato 2 maggio, ore 19.00 – Sala del Velario (Castel Sant’Elmo – Napoli)

355 candeline per Alessandro Scarlatti
Presentazione di Dinko Fabris
Valentina Varriale, soprano
Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna, Lucia Bartolucci, flauti dolci
Nicholas Robinson, Marco Piantoni, violini
Rosario di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Giorgio Sanvito, violone
Ugo di Giovanni, arciliuto
Patrizia Varone, clavicembalo

Programma

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

Concerto in fa minore n.1 per due violini, viola e basso continuo
Clori mia, Clori bella, Cantata per soprano, flauto e basso continuo
Sonata a tre flauti e basso continuo
Ombre tacite e sole, Cantata per soprano, due violini, viola e basso continuo
Sonata XXIV in sol minore per flauto, due violini e basso continuo

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28 aprile, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Prima del concerto, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 29 aprile la Associazione Alessandro Scarlatti chiude la stagione concertistica con il ritorno a Napoli della grande voce di Roberta Invernizzi

Logo Associazione Scarlatti 2014-2015
Mercoledì 29 aprile, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo per la Associazione Alessandro Scarlatti, I Turchini di Antonio Florio riportano a Napoli Roberta Invernizzi, una delle voci più richieste nel panorama barocco europeo.
Il programma prende spunto dal progetto “Viaggi musicali di celebri cantanti” che il gruppo barocco napoletano sta sviluppando per la casa discografica Glossa: un itinerario in varie tappe che vuole ricreare, per l’ascoltatore di oggi, il mondo musicale di grandi interpreti del 18° secolo che hanno viaggiato attraverso l’Europa richiestissimi da compositori, impresari e appassionati ascoltatori, la cui presenza assicurava il successo delle nuove opere.

Questo concerto, intitolato “Faustina Bordoni e Domenico Gizzi, fenomeni vocali a confronto”, unisce in un’unica serata due successi discografici del gruppo guidato da Antonio Florio: la prima parte è dedicata al sopranista castrato Domenico Gizzi, divo molto celebre a Roma dove le norme che vietavano la presenza di cantanti donne in chiesa si estendevano anche alle rappresentazioni teatrali profane.
La seconda parte del programma rievoca il viaggio a Napoli di Faustina Bordoni, grandissima cantante prediletta da Haendel, agli albori della sua strepitosa carriera .

Il cd dedicato a Faustina Bordoni è stato segnalato come “recording of the month” dal prestigioso BBC Magazine.

Costo del biglietto
Platea I settore: 25 Euro
Platea II settore: 20 Euro
Platea III settore
Intero: 15 Euro
Giovani: 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it;
info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma

I parte: Domenico Gizzi, sopranista – Roma

Alessandro Scarlatti (1660-1725): Crude Parche, aria da “Telemaco”

Domenico Sarro (1679-1744): Concerto per flauto e archi

Leonardo Vinci (1690-1730):
Amor che nasce, aria da “Didone abbandonata”
Sinfonia, da “Partenope”

Francesco Feo (1691-1761): Prima il vorace fulmine, aria da “Andromaca”

Domenico Sarro: da “Ginevra regina di Scozia”
Sinfonia
Cieca nave, aria

Nicola Porpora (1686-1768): Volo il mio sangue sciogliere, aria da “Adelaide”

II parte: Faustina Bordoni, canterina – Haendel e Napoli

Francesco Mancini: Canta e dì, caro usignolo, aria da “Traiano”

Nicola Porpora: Sinfonia, da “Agrippina”

Georg Friedrich Haendel(1685-1759): Spera sì, mio caro bene, aria da “Admeto”

Nicola Porpora: Son prigioniera d’amore, aria da “Poro”

Francesco Mancini: Sinfonia da “Traiano”

Georg Friedrich Haendel:
Gelosia spietata, aria da “Admeto”
O scemami il diletto, aria da “Radamisto”

I Turchini
I Turchini di Antonio Florio 2Ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio, conosciuto fino al 2010 come Cappella della Pietà de’ Turchini, anno in cui ha preferito adottare la denominazione de “I Turchini di Antonio Florio”, è costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano di Sei e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari.
L’originalità dei programmi ed il rispetto rigoroso della prassi esecutiva barocca, fanno dei Turchini una delle punte di diamante della vita musicale italiana ed europea.
L’ensemble è stato invitato ad esibirsi su palcoscenici importanti (Accademia di Santa Cecilia di Roma, Teatro di San Carlo, Palau de la Música di Barcellona, Berliner Philharmonie, Wiener Konzerthaus, Teatro Lope de Vega di Siviglia, Associazione Scarlatti di Napoli, Teatro La Monnaie) e ha preso parte ai maggiori festival di musica antica europei: Festival Monteverdi di Cremona, Festival di Versailles, Nancy, Nantes, Metz, Caen, Ambronay, Festival de Otoño di Madrid, Festival di Musica Antica di Tel Aviv, Barcellona, Potsdam, BBC Early Music Festival, Cité de la Musique di Parigi, Saison Musicale de la Fondation Royamount, Festival “Mozart” di La Coruña.
È “ensemble in residence” presso il Centre Lyrique d’Auvergne di Clermont Ferrand.
Ricco il cartellone delle opere portate in scena o eseguite in forma concertistica dai Turchini: “Il disperato innocente” di Boerio, “Dido and Æneas” e “The Fairy Queen” di Purcell, “Festa napoletana”, “La Statira principessa di Persia” (per il San Carlo), quindi “Montezuma” di Ciccio De Majo, “La Partenope” di Vinci in prima moderna, “La finta giardiniera” di Anfossi; “L’Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, “La Salustia” di Pergolesi, “Aci Galatea e Polifemo” di Haendel.
L’ensemble ha registrato per Radio France, per la BBC di Londra, per la Radio belga, spagnola, tedesca e austriaca.
Nel 1998 i Turchini sono stati impegnati nella realizzazione di un documentario per la televisione belga e di un film dedicato all’opera buffa per l’emittente franco-tedesca ARTE (vincitore del premio UNESCO).
Particolarmente intensa è l’attività discografica, con la realizzazione di sette cd per l’etichetta Symphonia dedicati ad inediti del repertorio napoletano barocco e in più occasioni premiati dalla critica internazionale.
Dal 1996 i Turchini hanno inciso per la prestigiosa etichetta Opus 111-Naive di Parigi, pubblicando 15 titoli per la collana “Tesori di Napoli”.
Tra i numerosi riconoscimenti si segnalano il Premio 1996 del quotidiano francese Le Monde, il premio “Vivaldi” della Fondazione Cini di Venezia, il premio “Abbiati” dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, il “Diapason d’Or” per “Li Zite’n Galera” (1999) e per “Il Pulcinella vendicato” (2002), e “Le Cantate Spagnole” di Vinci (2006); il Premio “Charles Cros” dell’Accademie du Disque (1999), il “Timbre de Platine” per “La Statira” di Francesco Cavalli.
Dal 2005, infine, hanno registrato per la casa discografica francese Eloquentia “Stabat Mater” di Pergolesi; “Missa Defunctorum” di Provenzale e“Le cantate napoletane del ‘700″.
Alla Cité de la Musique di Parigi i Turchini si sono esibiti nella doppia esecuzione de “La Partenope” di Händel e di Vinci.
Sempre in Francia hanno eseguito “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, in collaborazione con la Fondation Royaumont, e sono stati tra i protagonisti della settimana di musica napoletana organizzata dal Ministero della Cultura spagnolo.
Quindi si sono esibiti a Pisa, nell’ambito del Festival “Anima Mundi”, ed ancora in Cina, in Giappone e in Portogallo.
Fra i numerosi progetti esteri e tournée che hanno coinvolto l’ensemble negli ultimi due anni, primeggiano la messa in scena dell’ “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti – che è valsa ad Antonio Florio il prestigioso “Premio Oviedo per la Miglior Direzione Musicale” – l’esecuzione de “La Passione” di Antonio Caldara al Festival de la Chaise Dieu in Francia e al Festival di Ravello, e la tournée negli Stati Uniti nel corso della quale l’orchestra si è esibita a New York e a Washington. L’Ensemble ha inoltre inaugurato la stagione di concerti 2007/2008 di Radio Tre tenuti nella Cappella Paolina nel Palazzo del Quirinale in Roma con il concerto “Angeli e Demoni”.
Il 2008 li ha visti coinvolti nella messa in scena delle opere “L’ Alidoro” di Leo presso il Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia e il Teatro Mercadante di Napoli – da cui è tratta la registrazione di un dvd che si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or” e “L’Orphèe d’or” dell’Accademie du Disque Lyrique de Paris – e “La Salustia” di Giovan Battista Pergolesi coprodotta dal Festival de Radio France di Montpellier e dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi.
Hanno partecipato, inoltre, al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, ripresa poi in versione scenica, con la regia di Davide Livermore.
L’Orchestra, infine, è stata insignita nel 2008 del “Premio Napoli”, per la sezione speciale “Eccellenze Nascoste” della città e nel corso del 2009 è stata impegnata nell’allestimento della “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna e in una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater” di Pergolesi.
Nel gennaio 2010 l’ensemble ha eseguito, in prima edizione moderna, “Orfeo e Euridice” di J.J. Fux alla Konzerthaus di Vienna.
Nel corso del 2012 si sono esibiti alla Konzerthaus di Vienna, al teatro Calderon di Valladolid con “L’Incoronazione di Poppea” di Monterverdi in un allestimento di Emilio Sagi, alla Laeiszhalle di Amburgo, alla Philamonie di Colonia e all’ auditorium di Cuenca per la Semana de musica religiosa. Nell’aprile del 2013 sono stati impegnati in una tournée con Giovanni Sollima per importanti istituzioni concertistiche italiane e con altri programmi, hanno suonato per l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, L’Auditorio Nacional di Madrid, L’Opera di Losanna.
Nel corso del 2014 si sono esibiti per Festival “Terra Sem Sombras” in Portogallo, a San Pietroburgo per il festival of Early Music e all’inizio del 2015 a Chicago per il Museum of Fine Arts e l’Istituto Italiano di Cultura
Con l’etichetta discografica “Glossa” hanno inciso 2 cd: “L’Adoratione de’ Maggi” di Cristofaro Caresana (premio discografico “Christmas Choise-BBC review) e “Tenebrae – musica per la Settimana Santa a Napoli”, uscito ad aprile 2011 Neapolitan cello concertos” con Giovanni Sollima come solista ed autore di uno dei brani, scritto apposta per i Turchini, “Il tesoro di San Gennaro” Sacred Music in Early 18th Century in Naples” , “I viaggi di Faustina” con il soprano Roberta Invernizzi (recording of the month per BBC magazine) “La Santissima Trinità” , oratorio di Gaetano Veneziano, “Domenico Gizzi, a star castrato in baroque Roma” con Roberta Invernizzi.

Roberta invernizzi
Roberta InvernizziNata a Milano, ha studiato pianoforte e contrabbasso prima di dedicarsi al canto, che ha studiato con Margaret Heyward.
Riconosciuta a livello internazionale come uno dei punti di riferimento per l’interpretazione del repertorio barocco, ha cantato nei più importanti teatri di Europa e Stati Uniti accanto a direttori come Nikolaus Harnoncourt, Claudio Abbado, Ton Koopman, Franz Bruggen e Gustavo Dudamel ed ha collaborato con gli ensemble più prestigiosi nell’ambito della musica barocca.
Recentemente ha per due volte riscosso grande successo al Teatro alla Scala di Milano: nel Rinaldo di Haendel diretto da Ottavio Dantone per la regia di Pierluigi Pizzi e nell’Orfeo di Monteverdi diretto da Rinaldo Alessandrini per la regia di Robert Wilson.
Nel 2012 è stata scelta per festeggiare con un recital i 20 anni del Resonanzen Festival di Vienna e nello stesso anno è stata invitata come solista da Harnoncourt per la celebrazione dei 200 anni del Musikverein.
Nel repertorio con orchestra spiccano le collaborazioni con Claudio Abbado per la Messa Solenne di Mozart al Festival di Salisburgo, dove è spesso ospite, e con Harnoncourt per la Messa in do minore sempre di Mozart.
Roberta Invernizzi ha pubblicato più di 70 incisioni per prestigiose case discografiche come Sony, Deutsche Grammophon, EMI/Virgin vincendo più volte il Diapason d’Or, lo Choc du Monde de la Musique, Grammophon Awards e Deutsche Schallplatten Preis.
Ha anche vinto il Midem Classical Award 2007 e lo Stanley Prize nel 2010 con l’incisione delle “Cantate Italiane” di Haendel per Glossa.
Le sue più recenti incisioni sono “Vivaldi Album”, “I viaggi di Faustina Bordoni” e “La Bella più Bella”, che sono state acclamate dalla critica internazionale.

Antonio Florio
Nato a Bari, riceve una formazione classica, diplomandosi in Violoncello, Pianoforte e Composizione al Conservatorio di Bari, sotto la guida di Nino Rota.
Approfondisce, in seguito, lo studio degli strumenti antichi e della prassi esecutiva barocca.
Dopo aver dato vita, nel 1987, all’ensemble i Turchini, si dedica con pari impegno all’attività concertistica e ad un’intensa ricerca musicologica, esplorando soprattutto il repertorio della musica napoletana dei secoli XVII e XVIII, recuperando in quest’ambito capolavori dell’opera assolutamente inediti, infine curandone la proposta per i più prestigiosi teatri europei e italiani.
Tra i molti titoli riscoperti da Florio citiamo La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e la Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale; Il disperato innocente di Francesco, Boerio(1673); La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673); Li Zite’n galera di Leonardo Vinci (1722); il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767); La Statira di Francesco Cavalli (nell’edizione per Napoli del 1666); Motezuma di Francesco De Majo(1765).
Nel 1999 e nel 2000 ha diretto l’Orchestra sinfonica di Santiago de Compostela, presentando La serva padrona e lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi.
Non meno impegnativa è la sua attività didattica: ha tenuto seminari e masterclass sulla vocalità barocca e sulla musica da camera per il Centre de Musique Baroque di Versailles, per la Fondation Royaumont e per il Conservatorio di Toulouse.
E’, inoltre, titolare della cattedra di Musica da camera del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli dove svolge un corso universitario sullo stile e il repertorio barocco.
Tra i suoi impegni più recenti citiamo l’opera di recupero e di revisione dell’opera seria di Leonardo Vinci “La Partenope”, la cui edizione è stata realizzata nel 2004 e sarà proposta in forma scenica quest’anno nel Teatro di Ponferrada e nell’Auditorio di León, in Spagna.
Il 2005 ha visto Antonio Florio dedicarsi alla riscoperta e revisione dell’opera “La finta giardiniera” di Pasquale Anfossi, già proposta insieme all’omonimo titolo mozartiano presso la Fondation Royaumont, in forma di concerto e successivamente in forma teatrale, costituendo anche argomento di uno stage internazionale.
Quindi nel 2006, ha diretto i Turchini nell’ambito del prestigioso festival “Anima Mundi” di Pisa, prima di portare in Cina, attraverso quattro tappe, lo spettacolo “Festa Napoletana”.
Nello stesso anno, nell’ambito del Festival di musica antica del Mediterraneo Mousiké di Bari, Antonio Florio ha ricevuto il primo Premio per la diffusione della Musica Mediterranea.
Nel corso della stagione concertistica del 2007 è stato ospite dell’Accademia Chigiana di Siena e del Ravenna Festival, Associazione Scarlatti di Napoli, del Centre Lyrique D’Auvergne di Clermont Ferrand in Francia e del Ravello Festival.
Nel 2008 ha diretto al Teatro Valli di Reggio Emilia e al Mercadante di Napoli l’opera “Alidoro” di Leo, il cui allestimento, racchiuso in un dvd, si è recentemente aggiudicato il prestigioso riconoscimento del “Diapason d’Or”e “Orphèe d’or-Paris-accademie du disque lyrique”.
Insieme a quest’ultimo, ad Oviedo in Spagna, gli è stato attribuito il premio “Luis Gracia Iberni”, corrispondente al nostro premio Abbiati, per la Miglior Direzione Musicale in occasione della prima esecuzione in tempi moderni dell’opera “Ottavia restituita al trono” di Domenico Scarlatti, presentata a San Sebastian nell’agosto del 2007.
Nell’ottobre 2008, insieme con i Turchini, si è aggiudicato inoltre il “Premio Napoli”, nella sezione “eccellenze nascoste” della città.
Ha partecipato al Festival “MITO” presentando in versione concertistica l’opera “Aci, Galatea e Polifemo” di Haendel nel Teatro dell’Arte di Milano, poi nel giugno 2009 in versione scenica, con la regia di Davide Livermore, al Teatro Regio di Torino.
Sempre nel 2009 “Partenope” di Vinci in coproduzione con il teatro di Leon in Spagna(teatro S.Carlo-Napoli, La Maestranza, Sevilla-La Coruna e Santander, Murcia- miglior produzione teatrale –premio Oviedo-) e una lunga tournée in Italia con lo “Stabat Mater“ di Pergolesi
nel 2010.
Ha diretto “Orfeo e Euridice” di Fux alla Konzerthaus di Vienna, e in più occasioni, l’orchestra barocca “Casa da Musica” di Oporto e l’orchestra di Galicia-La Coruna.
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27 aprile, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Prima del concerto, Regioni, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Al Teatrino di Corte di Palazzo Reale un magnifico concerto dedicato agli albori del Settecento napoletano

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Ultimo appuntamento, al Teatrino di Palazzo Reale a Napoli, con il ciclo “Una balconata per la musica di corte”, inserito nell’ambito della stagione ufficiale dell’Associazione Alessandro Scarlatti.
Il concerto conclusivo, dal titolo “Sotto le ali dell’Aquila Imperiale”, in quanto incentrato sugli autori attivi alla corte di Napoli durante la dominazione asburgica (1707-1734), ha avuto come prestigiosi protagonisti l’ Ensemble Barocco di Napoli, diretto dal flautista Tommaso Rossi, ed il soprano Maria Grazia Schiavo.
La serata ha avuto inizio con il Concerto in sol minore per flauto, due violini, viola e basso continuo di Francesco Mancini (1672-1737), allievo di Francesco Provenzale al Conservatorio della Pietà de’ Turchini, che portò avanti una prestigiosa carriera, come direttore del Conservatorio di Santa Maria di Loreto e in qualità di maestro della Cappella Reale, dove successe ad Alessandro Scarlatti.
La successiva aria Amare e tacere è pena tiranna, accompagnata dai flauti, apparteneva ad “Astarto” del sassone Johann Adolf Hasse (1689-1733), dramma in musica che esordì nel 1726 al Teatro San Bartolomeo di Napoli.
Altra figura di spicco fu Leonardo Vinci (1690-1730), tra gli autori più noti e richiesti della prima metà del Settecento.
Dalla sua ultima opera “Artaserse”, su testo di Metastasio, abbiamo ascoltato l’aria di Arbace “Vo solcando un mar crudele” che, alla “prima” tenutasi a Roma nel 1730, venne interpretata dal castrato Giovanni Carestini.
Decisamente oggi meno noto, ma molto famoso ai suoi tempi, il compositore e virtuoso del violino Angelo Ragazzi (1680-1750), che visse fra le corti di Napoli e Vienna.
La sua Sonata VI in sol minore per violino e archi, tratta dalla raccolta di 12 Sonate a quattro op. 1 (Roma, 1736) evidenziava un brano di ottima fattura, caratterizzato da passaggi di grande difficoltà affidati allo strumento solista.
Ultimo brano, prima dell’intervallo, “Mentre dormi amor fomenti”, aria di Licida da “Olimpiade” di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) che musicò, in occasione del carnevale romano del 1735, uno dei più famosi libretti di Metastasio (utilizzato, in circa un secolo, almeno da una cinquantina di compositori).
La seconda parte si apriva con “Ahi se la speme”, aria per soprano, traversiere e archi, nuova incursione nell’ “Astarto” di Johann Adolf Hasse, seguita dal Concerto in la minore per flauto, due violini, viola e basso continuo, risalente al 1725 del pugliese Domenico Sarro (1679-1744), celebre soprattutto per la sua produzione operistica, al punto che il suo dramma “Achille in Sciro” fu scelto per inaugurare nel 1737 il Teatro di San Carlo.
Penultimo brano in programma “Lieto così talvolta”, aria di Farnaspe da “Adriano in Siria” di Giovanni Battista Pergolesi, sempre su libretto di Metastasio, affidata al suo esordio nel 1735 alla strepitosa vocalità del castrato Gaetano Majorano, conosciuto con il soprannome di Caffarelli.
Chiusura con “Torbido e irato”, altro pezzo ricco di passaggi virtuosistici, creato per porre in risalto la bravura di Farinelli, tratto da “Erminia” di Alessandro Scarlatti (1660-1725), scritta nel 1723 in occasione delle nozze fra Maria Luisa Caracciolo de’ Principi di Santobuono e Ferdinando Colonna Principe di Stigliano.
Uno sguardo ora agli interpreti, a cominciare dal soprano Maria Grazia Schiavo che, confrontatosi con un repertorio quanto mai vario e complesso, caratterizzato da arditezze virtuosistiche, abbinate a passaggi ricchi di suggestioni, ha fornito un’altra prova straordinaria.
A tal proposito, va ricordato che tutte le arie eseguite, come accennato precedentemente, avevano per destinatari una serie di castrati di assoluto valore e, seppure possa apparire una affermazione scontata, la loro vocalità si discostava nettamente da quella che caratterizza un soprano o un mezzosoprano.
In altre parole, l’interprete femminile, se non vuole andare incontro a problemi, che talora possono risultare abbastanza seri nell’economia complessiva, deve letteralmente “entrare nei panni” di un castrato.
E, se diamo uno sguardo a quanto attualmente offre il campo in ambito barocco, ci rendiamo conto che artisti della bravura e dell’esperienza di Maria Grazia Schiavo ve ne sono ben pochi.
Venendo alla parte strumentale, va innanzitutto citato Tommaso Rossi, nel duplice ruolo, ottimamente ricoperto, di flauto solista e direttore dell’Ensemble Barocco di Napoli.
Interprete di fama internazionale, il flautista ha avuto l’ulteriore merito di aver concepito un bellissimo programma, scegliendo, nell’ambito di un periodo abbastanza circoscritto, una serie di piccoli capolavori.
Relativamente all’Ensemble Barocco, compagine formata da Raffaele Di Donna (flauto), Rossella Croce (primo violino, impegnata come splendida solista nel brano di Ragazzi), Marco Piantoni (violino secondo), Raffaele Tiseo (violino terzo), Rosario Di Meglio (viola), Rebeca Ferri (violoncello), Giorgio Sanvito (violone), Ugo Di Giovanni (arciliuto) e Patrizia Varone (clavicembalo), ha anch’esso evidenziato una estrema bravura dei singoli, un affiatamento perfetto nei pezzi strumentale ed un’intesa notevolissima anche con il soprano.
L’unica nota stonata è venuta da una certa parte del pubblico (giunto numeroso, ma non quanto l’evento meritasse), che continua imperturbabile a lasciare accesi i telefoni cellulari nonostante l’annuncio fatto prima dell’inizio del concerto, tossisce continuamente, senza preoccuparsi di limitare l’entità dei colpi, che rasentano spesso delle vere e proprie fucilate (amplificate da ambienti acusticamente favorevoli) e fa apprezzamenti ad alta voce mentre gli artisti si esibiscono.
A ciò va aggiunto che la porta d’entrata del Teatrino di Corte è stata più volte sbattuta in modo violento.
E qui entra in gioco il servizio di protezione, che deve obbligatoriamente accompagnare qualsiasi tipo di manifestazioni, ma non si riesce a comprendere perché, quando il concerto ha luogo nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, tutto fila liscio, mentre al Teatrino di Corte diventa un ulteriore fattore di disturbo.
Chiudiamo ricordando i due bis, entrambi da brividi, consistenti nella splendida trascrizione in stile barocco di “Viento”, omaggio a Pino Daniele del maestro Marco Sannini, e nell’aria “Il volo così fido”, dall’opera “Riccardo I” di Georg Friedrich Händel, a coronamento di un concerto di elevatissimo livello.
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24 gennaio, 2015 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 18 gennaio l’Associazione Alessandro Scarlatti ospita l’Ensemble Barocco di Napoli, diretto da Tommaso Rossi, e il soprano Maria Grazia Schiavo

Logo Associazione Scarlatti 2014-2015
Domenica 18 gennaio, alle 20.30, al Teatrino di Corte di Palazzo Reale, l’Associazione Alessandro Scarlatti presenta l’Ensemble Barocco di Napoli, diretto da Tommaso Rossi, e come solista d’eccezione, il soprano Maria Grazia Schiavo, ne il concerto Sotto le Ali dell’Aquila Imperiale, nell’ambito del ciclo Musiche per le corti europee del Settecento.
Un’esibizione con cui l’Ensemble Barocco di Napoli si propone di offrire uno spaccato della produzione musicale presso la corte dei Viceré austriaci di Napoli con partiture che fanno capo ad alcuni degli autori più significativi del periodo, Francesco Mancini, Johann Adolf Hasse, Alessandro Scarlatti, Angelo Ragazzi, Giovanni Battista Pergolesi, Domenico Sarri, Leonardo Vinci.
Musiche dai disegni melodici vividi e coloriti, mirabili nella loro espressività, eseguite, con un rigoroso rispetto nella prassi esecutiva, dall’Ensemble Barocco di Napoli.
Il concerto in cui saranno presentate composizione di raro ascolto, vede protagonisti la voce del soprano Maria Grazia Schiavo, interprete raffinata, dal grande spessore drammatico e dalle grandi doti interpretative.
Da segnalare anche la presenza come solisti di Tommaso Rossi al flauto e di Rossella Croce al violino, impegnati rispettivamente in concerti strumentali di Francesco Mancini e Domenico Sarri e di Angelo Ragazzi.

“Questo programma è rappresentativo di due aspetti importanti della produzione musicale del periodo del Viceregno Austriaco. Da un lato presenteremo una selezione di arie da opere serie o da serenate, che mostra il virtuosismo della scrittura vocale di autori quali Vinci e Scarlatti e nello stesso tempo la sensuale cantabilità di alcuni autori quali Pergolesi e Hasse.” spiega Tommaso Rossi. “In particolare eseguiremo una versione con il flauto obbligato della stupenda e famosissima aria di Pergolesi Lieto così talvolta tratta dall’Adriano in Siria, e due arie con i flauti obbligati tratte dall’Astarto di Hasse, una delle sue opere del periodo napoletano, composta nel 1726.”

Parte del concerto è invece dedicata al repertorio strumentale, che proprio durante il periodo del Viceregno austriaco raggiunse importanti traguardi in termini di complessità della scrittura, un repertorio ancora tutto da scoprire.
In particolare il repertorio flautistico, una frontiera ancora ricca di spunti, alla cui riscoperta l’Ensemble Barocco di Napoli si sta dedicando.

Gli anni del viceregno austriaco a Napoli videro fiorire di una straordinaria stagione artistica di eccezionale qualità.
La musica doveva testimoniare la magnificenza della corte vicereale.
Innanzitutto la musica di Alessandro Scarlatti, che proprio il primo Vicerè austriaco di Napoli, il Cardinal Grimani, richiamerà a Napoli nel 1708, che rappresenta un indiscusso punto di riferimento e modello per i suoi contemporanei.
Poi Francesco Mancini, suo vice-maestro presso la Real Cappella e Primo Maestro del Conservatorio di Santa Maria di Loreto a partire dal 1720, compositore che dedicò grande spazio alla produzione strumentale e per flauto in particolare.
Domenico Sarri, legato agli ambienti dell’Arcadia napoletana e autore della musica per il primo melodramma scritto da Pietro Metastasio; Johann Adolph Hasse, il compositore sassone che dal maggio del 1722 al dicembre del 1729 visse a Napoli, diventando amico e allievo dell’ormai anziano Alessandro Scarlatti, e ottenendo nella città partenopea i suoi primi grandi successi; Giovan Battista Pergolesi, che colse i suoi grandi successi al termine proprio del periodo della dominazione austriaca su Napoli.
Completano il programma un concerto di Angelo Ragazzi, virtuoso di violino e tra i fondatori della Scuola violinistica napoletana, e un’aria tratta dall’Artaserse di Leonardo Vinci, opera che trionfò sui palcoscenici nel 1730.

Costo del biglietto

Intero: 20 Euro
Giovani: 8 Euro
Last minute: 3 Euro (giovani al di sotto dei 25 anni, biglietti messi in vendita un’ora prima del concerto)

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it; info@associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

Ufficio stampa:
Giusi Zippo
mob. 3396276954
mail: giusizippo@alice.it

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Domenica 18 gennaio 2015 – Teatrino di Corte di Palazzo Reale
Sotto le Ali dell’Aquila Imperiale
Musiche di Francesco Mancini, Alessandro Scarlatti, Angelo Ragazzi, Domenico Sarri, Johann Adolf Hasse, Giovan Battista Pergolesi, Leonardo Vinci.

Maria Grazia Schiavo, soprano
Tommaso Rossi, flauto solista
Rossella Croce, violino solista
Ensemble Barocco di Napoli

Tommaso Rossi
Tommaso RossiSi è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, sotto la guida di Pasquale Esposito, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina, perfezionandosi con Pedro Memelsdorff in flauto dolce e con Jesper Christensen in Musica da Camera, presso la Schola Cantorum Basiliensis.
Partecipa stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali (Utrecht, Barcellona, Schleswig-Holstein, Siviglia, Brema, Ambronay, Lisbona, Halle, Bruxelles, Città del Messico, Parigi, Il Cairo, Rabat, Madrid, Bergen, Vienna, Bruxelles, Settembre Musica di Torino, Accademia di Santa Cecilia, Amici della Musica di Palermo, Teatro S. Carlo, Associazione A. Scarlatti, GOG, Amici della Musica di Perugia, Festival di Zagabria, Accademia Filarmonica di Verona, Copenaghen Renaissance Festival, Opera di Losanna).
Nel 2010 ha fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd di sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto per l’etichetta Stradivarius e ha realizzato concerti per l’Associazione “Scarlatti” di Napoli, Il festival Cusiano di Musica Antica, l’Opera Giocosa di Savona, il Festival barocco “Leonardo Leo”.
Nel 2013 ha pubblicato la prima registrazione assoluta delle Sonate di Leonardo Leo per flauto dolce e basso continuo.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e recentemente ha pubblicato per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Ha studiato il flauto traversiere con Marcello Gatti, strumento con il quale si è più volte esibito in qualità di solista in campo internazionale (Arsenal di Metz, Opera di Montpellier, Opera di Losanna).
Con l’etichetta Eloquentia ha registrato il concerto in sol maggiore per traverso, archi e basso continuo di Leonardo Leo.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo.
Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel. È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
Con suoi interventi ha partecipato al XV colloquio di musicologia del Saggiatore Musicale, al recente Convegno su Niccolò Jommelli organizzato dal Conservatorio di Napoli e al convegno “Marchitelli, Mascitti e la Scuola Strumentale napoletana” organizzato dall’Istituto Abruzzese di Storia Musicale.

Maria Grazia Schiavo
Maria Grazia SchiavoNapoletana, diplomata al Conservatorio S. Pietro a Majella sotto la guida del M° R. Passaro col massimo dei voti, vince numerosi concorsi internazionali tra cui Santa Cecilia di Roma e Clermont Ferrand.
Consegue il diploma di laurea in Musica da Camera con il Maestro Florio ottenendo 110/110 lode e menzione speciale per meriti artistici.
Il suo debutto operistico avviene giovanissima nella compagnia teatrale di Roberto De Simone, portando in scena il ruolo titolo ne La Gatta Cenerentola, debuttando nei principali teatri italiani ed esteri.
Specializzata nella prassi vocale barocca, ha collaborato con prestigiosi gruppi di musica antica tra cui Le Concert des Nations di Jordi Savall; Europa Galante/Fabio Biondi; La Cappella dei Turchini/Antonio Florio; La Risonanza/Fabio Bonizzoni; Concerto Italiano/Rinaldo Alessandrini; Al Ayre espanol/Lopez Banzo; Accademia Bizantina/Ottavio Dantone.
E’ ospite delle più prestigiose sale da concerto e Festival internazionali mondiali quali la Citè de la Musique di Parigi, la Konzerthaus di Vienna, la Gulbenkian di Bilbao, Accademia di Santa Cecilia a Roma, Chicaco Symphony Orchestra a Chicago, Accademia Chigiana di Siena, Società del Quartetto di Milano, Festival di Beaune in Francia, Festival di Ravello, Festival dello Chateaux di Versailles, Fondazione Calousta Gulbenkian di Lisbona, Philarmonica di Cracovia (dove viene invitata dal 2005 tutti gli anni), Theatre Natiolan Mohammed V di Rabat, Marocco, teatro Gumhurey di Citta del Cairo, Festival di Saint Denis, Teatro Colon di Buenos Aires, Teatro San Carlo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Municipal di Santiago del Cile.
Affermata come uno dei soprani italiani di riferimento nel repertorio classico e barocco, recentemente ha cantato il ruolo titolo di Lucia di Lammermoor al Teatro Regio di Torino diretta da B. Campanella, Konstanze nel Ratto del Serraglio di Mozart all’Opera di Roma diretta da G. Ferro ed il ruolo di Dircea nel Demofoonte di Jommelli a Salisburgo, Ravenna e Parigi, all’Opera Garnier, diretta da Riccardo Muti, Donna Anna nel Don Giovanni al Teatro Regio di Torino sotto la direzione di C. Hogwood, Clelia ne “Il Trionfo di Clelia” al Comunale di Bologna per il 250° del Teatro Comunale.
Tra gli impegni di spicco dell’ultimo periodo citiamo: Stabat Mater di Rossini in Sala Nervi Vaticano per il Santo Padre diretta da J. Lopez Cobos; Amital nella Betulia Liberata di Mozart al Festival di Salisburgo diretta da Riccardo Muti; Almirena nel Rinaldo di Händel al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi con Ottavio Dantone; Dalinda nell’Ariodante di Händel al Theater an der Wien con Christoph Rousset; Seleuce nel Tolomeo di Händel al Teatro Arriaga di Bilbao con C. Aragon; Marioletta nel Pulcinella Vendicato al Teatro San Carlo di Napoli diretta da A. Florio; Idaspe nel Bajazet di Vivaldi diretta da F. Biondi alla Fenice di Venezia, al Teatro di Montpellier; Floralba nella Statira di Cavalli al Teatro San Carlo diretta da A. Florio;Selene nella Didone abbandonata di Piccinni alla Citè de la Musique di Parigi diretta da A. Florio; Guacosinga nel Motezuma di De Majo al teatro di Schaffenburg diretta da A. Florio; Venere nelle Disgrazie di Amore di A. Cesti diretta da C. Ipata; Zerlina nel Don Giovanni con Lorin Maazel per l’inaugurazione del Palau de las Arts di Valencia; ruolo titolo ne La Partenope di Handel a Beaune; la Fida Ninfa di Vivaldi al Festival Opera Rara di Cracovia diretta da Spinosì; Cleopatra nel Giulio Cesare di Händel diretta da Ottavio Dantone, Accademia Bizantina a Ravenna e Ferrara; Aristea nell’Olimpiade di Pergolesi al San Carlo di Napoli; Berenice nel Farnace di Vivaldi e Arianna nel Giustino di Vivaldi al Theater an der Wien e Théâtre de Champs Elysées diretta da Stefano Molardi; Susanna nelle Nozze di Figaro di Mozart a Cagliari dirette da H. Soudant; ha cantato i Carmina Burana diretta dal Maestro Muti a Chicago con la Chicago Symphony Orchestra; è stata Mandane nell’Artaserse di Hasse per il Festival della Valle d’Itria diretta da C. Rovaris; ha cantato la Messa in do minore di Mozart per il Teatro dell’Opera di Roma; ha inaugurato, sotto la direzione del Maestro Muti, la sala del teatro San Carlo dopo il restauro avvenuto nel 2009 con un concerto di musiche di Jommelli.
E’ stata Mandane nell’Artaserse di Hasse al Festival della Valle d’Itria sotto la direzione di C. Rovaris; ha interpretato Maddalena nell’oratorio “Maddalena ai piedi di Cristo” di Caldara al Festival di Musica antica di Bruges e di Bremen sotto la direzione di O. Dantone, Susanna nelle Nozze di Figaro al Teatro Lirico di Cagliari.
Tra i prossimi impegni citiamo Konstanze all’Opera di Wallonie nel Die Entfuhrung aus dem Serail, Pamina nel Flauto Magico al Teatro Regio di Torino, Nannetta nel Falstaff all’Opera di Amsterdam….

L’Ensemble Barocco di Napoli
E’ stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito con grande successo di pubblico il 2 maggio del 2010 in occasione di un concerto organizzato dall’Associazione “ Alessandro Scarlatti” di Napoli per festeggiare il 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini musicali napoletane (Orchestra del Teatro San Carlo, I Turchini di Antonio Florio, Ensemble Dissonanzen) con una serie di collaborazioni di rilievo internazionale (Concerto Italiano, Ensemble Aurora, Il Complesso barocco, Dolce & Tempesta, Accademia Montis Regalis ecc.).
Nel 2012 il gruppo ha pubblicato il suo primo cd dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti e nel 2014 la prima registrazione assoluta delle Sette Sonate di Leonardo Leo per flauto e basso continuo.
Entrambi i cd sono editi da Stradivarius. L’Ensemble ha inaugurato la trentesima edizione del Festival Cusiano di Musica Antica e ha suonato per la stagione estiva dell’Opera Giocosa di Savona.
Le Sonate di Leonardo Leo sono state eseguite in prima esecuzione moderna il 6 settembre 2013 nell’ambito del Festival barocco “Leonardo Leo” a S. Vito dei Normanni.

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14 gennaio, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 2 maggio Alessandro Scarlatti compie 352 anni

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Dopo il successo delle passate edizioni, il 2 maggio è diventato un appuntamento fisso per celebrare l’anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti, uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.
Nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo, alle ore 20.00, nell’ambito dei concerti organizzati dall’Associazione Alessandro Scarlatti, l’Ensemble Barocco di Napoli sarà protagonista di “352 candeline per Alessandro Scarlatti” , proponendo arie e concerti di ampie dimensioni, vocali e strumentali, con la presenza accanto alla voce degli archi e di due flauti solisti; questo patrimonio musicale poco conosciuto proviene dalla collezione dell’Abate Fortunato Santini custodita nella biblioteca di Münster, che è tra le raccolte di manoscritti scarlattiani più ricca al mondo, seconda solo al Conservatorio San Pietro a Majella.

Il concerto è fuori abbonamento; i biglietti, del costo di 5 Euro, andranno in vendita un’ora prima dell’inizio del concerto presso la Chiesa dei Santi Marcellino e Festo
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Giornata celebrativa di Alessandro Scarlatti nel 352° anniversario della nascita

Mercoledì 2 maggio, ore 20.00 – Chiesa dei Santi Marcellino e Festo

Alessandro Scarlatti (1660-1725)

Sonata VII in re maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Sconsolato rusignolo, aria per soprano, flautino, violini, viola e basso continuo
Sonata in fa maggiore per flauto e basso continuo
Antri voi d’un core amante aria per soprano, due flauti, archi e continuo
Sonata in la maggiore per due flauti, due violini e basso continuo
Quella pace gradita cantata per sorano, violino, flauto, violoncello, e basso continuo
Begl’occhi del mio ben, aria per la sig.ra Faustina

Ensemble Barocco di Napoli
Lene Langballe, flauto dolce
Nicholas Robinson, violino
Marco Piantoni, violino
Rosario Di Meglio, viola
Eva Sola, violoncello
Giorgio Sanvito, contrabbasso
Ugo Di Giovanni, arciliuto
Patrizia Varone, clavicembalo

Valentina Varriale, soprano
Tommaso Rossi, flauto dolce e concertazione

Ensemble Barocco di Napoli
L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di “A.Scarlatti”.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini musicali napoletane(Orchestra del Teatro San Carlo, I Turchini di Antonio Florio, Ensemble Dissonanzen), con una serie di collaborazioni di rilievo internazionale nelsettore della musica antica (Concerto Italiano, Ensemble Aurora, Il Complesso Barocco Dolce & Tempesta).
Il suo primo cd, dedicato alle Sonate e Cantate con flauto di Alessandro Scarlatti è appena stato pubblicato.

Tommaso Rossi
Tommaso Rossi si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Laureatosi con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina. Partecipa stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia e Dynamic e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali (Utrecht, Barcellona, Schleswig-Holstein, Siviglia, Brema, Ambronnay, Lisbona, Halle, Bruxelles, Città del Messico, Parigi, Il Cairo, Rabat, Madrid, Bergen, Vienna, Bruxelles, Settembre Musica di Torino, Accademia di Santa Cecilia, Amici della Musica di Palermo, Teatro S. Carlo, Associazione A. Scarlatti, GOG, Amici della Musica di Perugia, Festival di Zagabria, Accademia Filarmonica di Verona).
È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli. Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò e con la Mode Records di New York.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza. Suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.

Valentina Varriale
Valentina Varriale, diplomatasi brillantemente e laureatasi con lode al Conservatorio S. Pietro Majella di Napoli, ha cominciato molto giovane la carriera solistica.
Ha cantato nei principali teatri italiani ed europei sotto la direzione di R. Alessandrini, O. Dantone, J. Savall, F. Bonizzoni, I Sonatori della Gioiosa Marca e collabora stabilmente con I Turchini di A. Florio esibendosi in numerosi festival ( Beaune, Montpellier, Pergolesi-Spontini, Santiago deCompostela, Citè de la Musique, Theatre des Champs- Elyseè, …).
Ha inciso per la Opus 111, la Eloquentia , la Berlin Classic e la Glossa ed è vincitrice di diversi concorsi internazionali di canto.
Particolarmente interessata al repertorio barocco ha seguito masterclass del soprano Roberta Invernizzi ed ha partecipato a corsi di alto perfezionamento tenuti da grandi personalità del panorama lirico internazionale quali Mirella Freni, Lella Cuberli e la June Anderson, mentre continua regolarmente a perfezionarsi sotto la guida del soprano Maria Ercolano.

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30 aprile, 2012 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , | Lascia un commento

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