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Taccuino personale di Francesco Canessa:SAN CARLO DEI RECORD DI COMMISSARIAMENTO

San Carlo dei record di commissariamento
da Repubblica Napoli del 11 gennaio 2011

 

 

 

GALEOTTO fu il cellulare perduto, per il divorzio lampo tra il San Carlo e il suo consulente artistico arrivato di fresco. Matrimonio rato e non consumato, pur essendo stato un Compare illustre a combinarlo, per evidente incompatibilità di carattere, qualche scelta bizzarra e qualche fuga di troppo dal tetto coniugale. Bene ha fatto la dirigenza del Teatro a tagliar corto e non aumentare i danni. a storia del telefonino smarrito quale causa del licenziamento era risibile, ma alcuni giornali ci hanno creduto e ne è venuto fuori un polverone che ha nascosto una notizia sul San Carlo assai più interessante. Un decreto del ministro ha prorogato ancora una volta la gestione commissariale del Teatro, che cominciata il primo agosto del 2007 doveva durare al massimo sei mesi. Il traumatico provvedimento, che mandò a casa sovrintendente e consiglio di amministrazione, fu la conseguenza di un abnorme disavanzo del bilancio, che aveva superato per due anni di seguito la soglia di sicurezza indicata dalla legge. Finalità del commissariamento era il risanamento finanziario, presupposto per il ritorno alla conduzione ordinaria della Fondazione. Sei mesi risultarono pochi, per una impresa tanto complessa, la proroga arrivò puntuale nel gennaio 2008. Ancora si rinnovò nel 2009, anche per via dei lavori di restauro e di riadattamento del palcoscenico, coraggiosamente avviati e felicemente compiuti. Ora il Teatro è operativo, anche se le scarse risorse ne frenano la produzione, i conti sono tornati in equilibrio, eppure il commissariamento continua. A febbraio del 2010 fu prorogato sino ad aprile, e ora ancora sino a fine 2011. Analoghe situazioni hanno vissuto il Maggio Fiorentino (2006) e l’ Arena di Verona (2008), ma il commissariamento in entrambi i casi è durato quattro mesi. Più lungo quello del Carlo Felice di Genova, due anni, il San Carlo sta già a tre e con la nuova proroga faranno quattro e mezzo. Non è un record di cui portar vanto. Il testo del penultimo decreto già dava atto che «gli interventi di rimozione delle irregolarità e di promozione di nuove soluzioni gestionali sono prossimi al raggiungimento dei risultati prefissi» prolungando il regime commissariale per la necessità di «creare le condizioni di designazione dei componenti del ricostituendo Consiglio di amministrazione». Queste «condizioni» riguardano Comune, Regione, Provincia, gli enti locali designatari, cui si aggiungono lo Stato stesso ed eventuali soci privati. Condizioni che a tutt’ oggi non si sono realizzate, di qui l’ ennesimo provvedimento che ripetendo quella motivazione prolunga a tutto il 2011 la gestione commissariale. Il sottinteso di tempi così lunghi – già a febbraio 2010 il sindaco si era dichiarato indisponibile a riprendersi la presidenza della Fondazione – è evidente: dovranno prima tenersi le elezioni al Comune. Chi sa di politica e di politichese, parola riduttiva che non indica soltanto linguaggio, ma anche comportamenti, non se ne meraviglierà affatto. Ma chi ancora s’ illude che l’ orgoglio civico, l’ amore per l’ arte, il rispetto per la cultura e le eccellenze che la esprimono, dovrebbero prevalere su interessi diversi, non può che dolersi di una classe dirigente che rinuncia a partecipare alla vita e alle scelte di una istituzione come il San Carlo, pur continuando a versare nelle sue casse i contributi finanziari dovuti, perché non è ancora giunto il tempo della spartizione degli incarichi. Secondoi criteri sempre attuali del Manuale Cencelli di democristiana memoria.

Francesco Canessa

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19 gennaio, 2011 Posted by | Campania, Cultura, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro La Fenice, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo | , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:VIENNA E NAPOLI

VIENNA E NAPOLI di Francesco Canessa
da Repubblica Napoli del 5 gennaio 2011

 

 

 

Tradizione rispettata il 1 gennaio: Concerto viennese di Capodanno, 50 milioni di spettatori, 70 paesi collegati in diretta, ma non l’Italia, che da otto anni gli preferisce una sbiadita copia veneziana, ancora in cerca di identità malgrado gli sforzi del suo curatore Fortunato Ortombina, direttore artistico de La Fenice con passato sancarliano, tra brani d’opera d’autori vari – da Rossini a Mozart –  e l’immancabile italico Va Pensiero a chiudere il programma. E una prima parte sinfonica per pochi intimi e a telecamere spente, che stavolta era la Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvorak.

Concerto che si è preso la prima ramanzina dell’anno dall’immancabile seguace di Bossi, arrabbiato per la scelta d’un direttore inglese, l’ormai accreditatissimo Daniel Harding già assistente di  Claudio Abbado: ” Dobbiamo ricorrere a un britannico per ricordare quanto i nostri geni hanno dato alla cultura?” ha protestato con indignazione il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni.

Altra vitalità nel Concerto di Vienna, facilmente scovato in parabola dai telespettatori nostrani su una qualsiasi delle molte  stazioni europee che vi erano collegate. Lo dirigeva finalmente un viennese, Franz Welser-Möst dopo italiani, francesi, tedeschi. Bravo, di bell’aspetto e assai elegante in un tight grigio cucito a Londra nell’atelier del napoletano Mariano Rubinacci, al 96 di Mount Street. E che da Radio3 – che trasmetteva in diretta, ma per soli orecchi, il concerto – veniva maldestramente definito <frac> da un conduttore  poco pratico di abiti da società.

Da 71 anni a questa parte la seriosa, esemplare Filarmonica di Vienna sgombra i leggìi da Mozart, Schubert, Beethoven per attaccare nella prestigiosa sala dei Musikverein polke, valzer, mazurche e quant’altro rappresenti lo spirito e l’allegria della Vienna Biedermeier, compresi i lazzi e i frizzi nati con quella musica nei Kaffeehauser. Il segreto del suo successo ormai planetario sta nella formula, nell’esprimere al meglio e con orgoglio una propria, precisa identità musicale, di spirito e di popolo. Invano perciò è imitata o inseguita un po’ dappertutto. A parte la miriade di Danubi blu e Marce di Radetzky che nell’occasione trovano posto in concertini di piccolo e medio calibro sparsi un po’ dovunque, anche dalle nostre parti, c’erano quest’anno sull’etere , tra i più importanti e distanziati inseguitori, oltre Venezia anche Berlino (dalla Philarmonie con Gustavo Dudamel in un programma francese) e Dresda (dalla Staatskapelelle con Christian Thieleman ne “La vedova allegra”). Patrimoni musicali tutti presi in prestito.

A questo punto varrebbe la pena rispolverare una vecchia idea, che all’inseguimento si inserisca anche Napoli, che una diversa, ma equivalente identità musicale di spirito e di popolo possiede al pari di Vienna e più di altre possibili concorrenti. Ed immaginare che una volta l’anno il San Carlo e la sua orchestra ormai pienamente qualificata nel grande repertorio sinfonico e operistico possa proporre un concerto dedicato alla Canzone Napoletana storica, con le partiture riscritte in grande, le migliori voci della lirica, il suo coro, i suoi ballerini, nella sua sala splendente. E’ una ipotesi avvincente, potrebbe funzionare. Non vi pare?

Francesco Canessa

Aggiungo un post scriptum, per fatto personale: qualche lettore o qualche addetto ai lavori si chiederà: Ma come mai Canessa, sovrintendente del San Carlo per tanti anni, non ha realizzato lui stesso questo progetto? Domanda giusta: Perché i tempi erano diversi, il San Carlo era un Ente di diritto pubblico, non una Fondazione, e uscir fuori dai binari della musica classica comportava il rischio di perdere una quota del finanziamento statale. Vero è che già di suo Canessa viveva il ruolo un po’all’antica ed era portato a non permettere eccezioni, anche se sporadiche. Ora è tutt’altra cosa, quell’atteggiamento sarebbe datato. Senza contare che il tempio della lirica è in perenne quaresima e la necessità si fa virtù. Anche nella musica.

 

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17 gennaio, 2011 Posted by | Arte, Cantanti, Canto, Cultura, Francesco Canessa, Giornalisti, Musica, Teatro La Fenice, Teatro La Fenice, Teatro San Carlo | , , , , , | 1 commento

   

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