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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Sabato 24 giugno a Benevento finale del concorso per la sezione Pop Rock della dodicesima edizione del “Premio Nazionale delle Arti”, evento dedicato a Pino Daniele


Manca poco al gran finale del concorso per la sezione pop rock della dodicesima edizione del “Premio Nazionale delle Arti”, quest’anno dedicata al musicista Pino Daniele!
Il concorso è promosso, ogni anno, dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca “Direzione Generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore”.

Domani, sabato 24 giugno, nella suggestiva cornice del Teatro Romano di Benevento (via Port’Arsa, 1 – ingresso gratuitoore 20.00) si terrà infatti il concerto e gran finale per la sezione Pop Rock, con l’orchestra Ritmo Sinfonica del Conservatorio Nicola Sala, diretta dal M° Gianluca Podio.
Già presente in qualità di membro della commissione Pop Rock, durante la serata si esibirà Teresa De Sio.
Condurrà l’evento Ida Di Martino di Radio Kiss Kiss Italia, partner della finale Pop Rock promossa dal Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento.
La serata sarà a ingresso è gratuito, ma sarà istituita anche una raccolta fondi per la OPEN ONLUS (Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma – nata per volere di genitori, medici e ricercatori da anni impegnati nella lotta contro i tumori solidi che colpiscono i bambini).

Al vincitore del Premio Nazionale delle Arti sezione Pop Rock verranno assegnati una borsa di studio offerta dal Pino Daniele Trust Onlus, in collaborazione con SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, e la possibilità di incidere i brani presentati avvalendosi dello studio di registrazione del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento.
Inoltre saranno assegnati i tre premi speciali come “Miglior chitarrista”, “Miglior interprete vocale” e “Miglior bassista”, ai quali verranno offerti strumenti musicali dal Pino Daniele Trust Onlus in collaborazione con Mogar Music distributore italiano dei marchi Ibanez, Zoom e IK Multimedia e dalla Galli Strings produttore di corde Galli.
Per maggiori informazioni: www.conservatorio.bn.it

«La disciplina nello studio della musica è stata per Pino una costante – dichiara Alessandro Daniele, Presidente del Pino Daniele Trust Onlus – oggi attraverso il Pino Daniele Trust Onlus, e grazie alla collaborazione e alla sensibilità del MIUR/AFAM, è possibile trasferire alle nuove generazioni quei valori e quelle peculiarità di Pino che attraverso la propria identità culturale ne ha fatto lo snodo di un processo aperto al cambiamento, un esempio di ricerca e contaminazione che tradotto in musica ha rappresentato per i musicisti una rivoluzione epocale. Il settore musicale del Premio Nazionale delle Arti nel segno di Pino rappresenta una moneta di scambio di libera circolazione. Tenere viva la sua opera aiuterà le nuove generazioni a recuperare quel senso di bellezza e di rispetto per tutti i popoli del mondo».

Il sostegno, le borse di studio istituite per i vincitori delle due sezioni e l’impegno dedicato a questa iniziativa sono un’ulteriore conferma dell’attenzione del Pino Daniele Trust Onlus nei confronti dei giovani talenti.

Il Pino Daniele Trust Onlus è l’Ente no profit per le iniziative culturali e musicali in nome di Pino Daniele: la missione è quella di valorizzare il grande patrimonio artistico e umano che ha lasciato, promuovendo iniziative di interesse culturale in ambito musicale, lo studio della musica e della sua contaminazione nelle culture del pianeta.

www.pinodanieletrustonlus.org

Milano, 23 giugno 2017

Ufficio Stampa Pino Daniele Trust Onlus: Parole & Dintorni
(Sara Bricchi – sara@paroleedintorni.it)

Ufficio Stampa Conservatorio di Milano: Raffaella Valsecchi
ufficiostampa@consmilano.it

Ufficio Stampa Conservatorio di Benevento:
Augusto Ozzella info@augustoozzella.com
Rossella Vendemia rossella.vendemia@gmail.com

Responsabile Progetti Alta Formazione Musicale Pino Daniele Trust Onlus:
Fabrizio Bianco f.bianco@pinodanieletrustonlus.org

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23 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Italia, Musica, Regioni | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

A Palazzo Marigliano il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento propone MEMINI nell’ambito della I edizione di APERTURE


Saranno gli spazi del monumentale Palazzo Marigliano di Napoli a ospitare la prima edizione di APERTURE, rassegna indipendente di arte contemporanea, che venerdì 9 e sabato 10 giugno 2017 (a partire dalle ore 21.00) si apre con MEMINI, l’inedita installazione performativa “site specific” realizzata con lo stile visionario dall’artista pesarese Gianluca Panareo curato da Marco Izzolino.

APERTURE è un nuovo esperimento culturale aperto alla città, ideato da Riot Studio grazie al contributo economico e di valore dell’azienda napoletana Tecnosistem SpA in occasione dei suoi 40 anni di attività.
Una rassegna di respiro internazionale che gode del Patrocinio Morale del Comune di Napoli e che invita a ogni nuova edizione artisti da tutto il mondo a reinterpretare la relazione della città con un suo luogo storico oppure un’area dismessa, pubblica o privata, attraverso una ricerca site specific di nuovi e inaspettati immaginari.

Palazzo Marigliano è il punto di partenza di questa nuova impresa culturale, un luogo di storia e di innovazione al tempo stesso, all’interno del quale si dipana MEMINI, una performance costruita lungo i diversi livelli dell’edificio cinquecentesco che obbliga il visitatore a una lettura nuova dello spazio con cui egli stesso è chiamato a interagire. Una macchina scenica frutto di una controriforma elettronica dell’immagine della città, nella quale una volta entrato il visitatore non potrà che uscire trasformato.

L’installazione “vivente” di Gianluca Panareo coinvolge non solo il palazzo ma l’intero tessuto sociale che lo ha ospitato: lo testimoniano la collaborazione d’avanguardia con il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento – che ha curato la ricerca sonora dell’evento

Con la prima edizione di APERTURE, Riot Studio e Tecnosistem hanno ragionato su una visione condivisa della città e del suo futuro, perché l’arte nelle sue diverse forme e applicazioni, non resti solo un ideale ma lasci il segno di un concreto contributo ai processi di rigenerazione e trasformazione urbana.

La parola latina campeggia come un monito sulle finestre e sui portali di Palazzo Marigliano.
Una parola incisa nel marmo: ricordare nel passato così come continuare a ricordare nel futuro, sopravvivere al tempo imprimendo un segno.
È su questo concetto che la prima edizione di APERTURE elabora il suo percorso, chiamando l’arte contemporanea a relazionarsi col ricordo, con la storia, con gli ambienti antichi del palazzo a loro volta fusi nel tessuto urbano in quell’unicum edile, paesaggistico ed umano che è Napoli.

Palazzo Marigliano diventa la cornice per un’indagine sulla città, sulle sue caratteristiche più intrinseche che la rendono una città unica, viva, vulcanica, refrattaria alla gentrificazione e alla spersonalizzazione, contraria all’ordine asettico della città contemporanea, sporca di una vita e di un’umanità ben più solide del mattone e della pietra, resistenti ai disastri, alle guerre, ai cataclismi che più volte hanno colpito gli edifici, ma non lo spirito di una comunità resiliente e di carattere.

MEMINI diventa quindi un percorso, un’ascesa dantesca attraverso gli aspetti caratteristici della città, da quelli più oscuri ed infernali a quelli più sublimi ed elevati, un cammino che dalle cavità telluriche e vulcaniche della terra porti alla luce lieve del cielo e allo splendore del sole.
Perché non può esserci luce senza oscurità, e Napoli questo lo racconta molto bene, coi suoi vicoli bui che esplodono sul mare più luminoso, con la sua terra fertile che nasce dal vulcano, con la lava che diventa scultura, con la sua veracità che la rende unica ed ambita.

Un intervento site specific non solo sul palazzo, quindi, ma sull’intero tessuto che lo ospita, in cui l’arte contemporanea è chiamata prima di tutto ad osservare, per poi riuscire a creare un’allegoria potente della città, che racconti al meglio la sua potenza, la sua unicità, la sua bellezza spinosa e allo stesso tempo avvolgente.

Le installazioni sonore sono curate dai Professori Giosuè Grassia (Responsabile del Dipartimento) Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri.

I lavori principali sono stati realizzati con le seguenti tecniche:

1) L’installazione sonora realizzata nell’“ex. Tipografia” è stata progettata per l’elaborazione del suono prodotto dalla sollecitazione di grandi piastre in acciaio posizionate lungo la struttura interna della sala: il suono viene captato mediante particolari sensori microfonici disposti su punti prestabiliti di ogni piastra e il segnale ricavato viene elaborato in tempo reale da un computer e quindi da un software appositamente scritto per l’installazione.
Il compito principale del software è quello di elaborare musicalmente i modi propri delle piastre percosse producendo sonorità ad alta, media e soprattutto bassa frequenza, in accordo al tema principale dell’installazione, rispondendo in modo interattivo alle sollecitazioni delle piastre.
Il suono così ottenuto viene arricchito da altri elementi tematici e viene diffuso all’esterno della sala mediante una catena elettroacustica che sfrutta un apposito diffusore monolitico ad elevata potenza al fine di enfatizzare l’atto del calcio, l’energia dei moti tellurici, il rumore dei quartieri e altri gesti caratterizzanti la città di Napoli.

2) L’installazione sonora progettata nel salone principale del palazzo realizza uno spazio sonoro immersivo suggerito dalla figura del “Cristo velato”, interpretata in tal caso da un’artista distesa su un piano rialzato.
Mediante appositi sensori sperimentali, disposti sul corpo dell’artista, vengono enfatizzati suoni come: il battito cardiaco, il respiro, il movimento articolatorio, etc. opportunamente elaborati e amplificati mediante un computer e una catena elettroacustica.
La diffusione sonora avviene all’interno della stessa sala e un software provvede alla riduzione del rumore di fondo e all’attenuazione del feedback.
L’obiettivo è quello di rivelare al pubblico le sonorità musicali del “Cristo velato” attraverso l’enfatizzazione di alcune risonanze e delle microvariazioni emergenti dalle cavità del corpo umano.

A cura dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio «Nicola Sala» di Benevento

7 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Italia, Musica, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Mostra di Maria Pia Daidone con “OROROSSORAME” dal 24 aprile al 13 maggio 2014 a Benevento

6X - Foto Maurizio Vitiello - Maria Pia Daidone, 2011, Fiori dorati, tecnica mista su cartone, cm. 40x40x12, part. - GDSCF4358Mostra di Maria Pia Daidone

con “OROROSSORAME”,

a cura di Maurizio Vitiello,

all’Arte/Studio-Gallery, Benevento

dal 24 aprile al 13 maggio 2014.

Giovedì 24 Aprile 2014, alle ore 19, all’Arte/Studio-Gallery, Via Sant’Agostino, 15, 82100 Benevento, sarà inaugurata la mostra, curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, intitolata “OROROSSORAME”, con opere recenti dell’artista napoletana Maria Pia Daidone.
Alle ore 19.30 interventi, moderati da Maurizio Vitiello, di: Antonio Sposito, Presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Campania, Pino Cotarelli, critico teatrale, e Mario Lansione, direttore artistico di ArteStudio-Gallery.

Orario: aperto il martedì e giovedì, dalle 17 alle 19, e su appuntamento – per qualsiasi ora e giorno da concordare – telefonare al 333.924.20.84.

L’esposizione resterà aperta sino a martedì 13 Maggio 2014.

Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello.
Maria Pia Daidone precisa: “Ho privilegiato, ultimamente, il rame, il cartone, il plexiglas. Il primo perché è duttile nella lavorazione, ricorda la sacralità, dà energia e ha la luminosità accesa dell’oro; il secondo con un’adeguata lavorazione perde totalmente la propria identità e diventa altro; il plexiglas usato come rivestimento esalta i materiali e li cristallizza in un’atmosfera senza tempo.” L’artista napoletana crea maglie di ritagliate e brevi tessere di fogli di rame; usa anche fogli di cartone, pressati, ricoperti di cromatismi rossi, dorati e ramati, in parte aggettanti e in parte ricoperti da trasparenze, che predispongono e programmano morbide, intriganti, piacevoli seduzioni di senso. Il rame con la sua calda venatura riesce a stendere temprate superfici. Le ultime redazioni pittoriche e plastiche dell’artista accolgono accostamenti di sacro e profano, comprendono gli stordimenti e le vertigini del nostro tempo e ci rimandano alle dimensioni mitiche di tempi antichi. Le metabolizzate, significative, leggere tessere di rame s’interpolano come elementi preziosi, perché, segnico-simbolici di interpretazione e di comunicazione sociale. La “texture” di ogni riquadro ramato è un sottile ricalco arricciato, increspato, mosso, sbalzato, ondulato su cui scivolano motivi ritmati e strette pressioni, mentre i bordi si solleticano e si sfiorano, limitati e ristretti, in una raffinata disposizione, che assicura una maglia, abbigliata lusinga, o un accurato mantello, appropriato richiamo per un fantasmatico corpo. Un mantello di tessere di rame, ultimamente prodotto, sembrerebbe tendere verso la pronuncia di un’overdose estetica, ma, a ben guardare, risulta, poi, essere cortina di un’essenza calamitante, dall’indubbio influsso e fascino pervasivo, che prende l’animo e la mente in modo completo. Non mancano di stupire i quadrati di cartone pressato punteggiati di inserti dorati, nonché ramati, e di finezze disegnative e di minuzie ben calcolate e di sottigliezze ponderate.

L’opera “Fil rouge su tessere oro”, presente nella mostra “OROROSSORAME”, merita particolare attenzione: l’impianto compositivo prende spunto ed è sostenuto dall’ultima produzione dell’artista che ha investito nelle qualità cromatiche del rame, dell’oro, del rosso e del nero. “Fil rouge su tessere oro” è impostato a continuare la produzione ultima che accoglie, su uno sfondo lattiginoso e frastagliato, battenti tessere d’oro attraversate da un filo rosso, indirizzato a continuare un sentiero palpitante, a richiamo di vita in una luce divina. La recentissima redazione pittorica dell’artista accoglie accostamenti di sacro e profano; si comprendono le vertigini del nostro tempo e, nel contempo, tutto è rimandato alle dimensioni mitiche di tempi antichi. Le metabolizzate, significative, leggere tessere dorate formano una “texture”, su cui scivola un ritmico rosso sentiero, che esplicita un’essenza calamitante.

Scheda biografica di Maria Pia Daidone
a cura di Maurizio Vitiello

4X - Foto Maurizio Vitiello - Maria Pia DaidoneMaria Pia Daidone è nata a Napoli e opera nello studio di Piazza IV Giornate, 64 – Vomero – 80128 Napoli (081.05.02.188 – 339.695.03.02). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Filippo Palizzi”. Conclusa la maturità artistica, incomincia subito ad insegnare. Dopo alcuni anni di frequenza a scenografia, ritorna negli anni Novanta, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, diretta da Gianni Pisani, e segue i corsi di pittura di Carmine Di Ruggiero. Si diploma nel 1996 con la tesi “L’idea del volo nella poetica visiva di Paul Klee” per la cattedra di Storia dell’Arte, tenuta da Aurora Spinosa. Si è sempre interessata di pittura, oltre a comporre plastici, sezioni minime di architettura e scenografie presepiali. Dall’ ’89 all’inizio del ’95, privilegiando valenze simboliche in una trattazione materica, ha sottolineato un’allegorica linea pittorica. Dalla prima metà del ’95 ha maturato un registro informale rilasciando e siglando una molteplicità di emozioni. Lieviti ed orizzonti, segni e miti, campiture di luce e sottili presenze ludiche hanno informato un’attendibile ricerca. Nel ’96 sintetizza una visibilità dei contrassegni e degli umori materici definendo la prima serie di “Cerchi Graffiti”. Effetti segnici, prodotti da graffi, mentre solchi, segmenti e tracciati cromatici determinano un dettato dinamico e il definito anello visivo è corroso e striato. Quest’indagine è stata proseguita, con il conforto e il consenso critico, e ha evidenziato una raggiunta “cifra” pittorica, resa con asciutta misura dall’artista. Maria Pia Daidone ha registrato e determinato, rilanciato e siglato un ventaglio di emozioni approdando a una selezione di lavori, intitolata “Nonsolocerchi”, sviluppata tra il ’97 e il ’98. Negli ultimissimi mesi del ’98 ha preparato visioni ironiche, dai risvolti “pop” e senza dubbio originali, utilizzando i grattini del parcheggio, foglietti con le caselle argentate e ispirandosi alle figure degli “accertatori”, che spesso in coppia, o in gruppi di tre, vagano per i parcheggi col blocchetto delle multe per punire i trasgressori. Questa serie è stata intitolata “Accertamenti Metropolitani”. Da ricordare, in ultimo, che da sempre lavora con la carta. Dal 1995 ha intensificato quest’attività affrontando vari temi. Ha fissato, tra il 1998 e il 2000, con il più diverso materiale cartaceo, scene primarie che ancora oggi elabora e varia. Questi collages raccontano fabulisticamente o penetrano negli spaccati del nostro quotidiano. Dopo la fortunata e apprezzata serie “Accertamenti Metropolitani”, molto apprezzata da Ela Caroli, e le numerose variazioni sui collages, ha impostato un nuovo ciclo, realizzato in tecnica mista, che ha intitolato “Dame a Palazzo”, che ha presentato, in prima istanza, nella sede dell’Associazione Culturale “Passaggio Bianco”, allocata nel Cortile d’Onore di Palazzo Serra di Cassano di Napoli. In strette bacheche di plexiglas, sono raccolte su tele dal fondo nero o azzurro-blu, in una misurata sequenza di silenzi, successioni epocali di volti femminili con singolari copricapi, che ci rimandano, in particolare, preziosità rinascimentali, tracce settecentesche e riflessi di attraversamenti contemporanei. I raffinati risultati, tra il pop e l’aristocratico, esplicitano ritratti carichi di metafore in cadenze mute. Dal 2001 al 2002, lavorando con colori e carte su tele, realizza la serie “Birilli”, che dal 2002 al 2006 sostanzia e sintetizza, anche su supporti lignei, con la conseguente serie “Sagome”. Nel 2007 e nel 2008 ha condensato, su vari supporti, il mondo umano e il mondo animale con le sequenze “Macrostampelle”, “Valigie” e “Zoophantasy”. Da ricordare che partecipa, dall’agosto 2005, all’attività espositiva del “Movimento Iperspazialista”. Di prestigio le seguenti esposizioni al “Museo Mineralogico Campano – Fondazione Discepolo”, di Vico Equense (Na), nel 2003, con la personale “Sagome per un Trittico”; al Museo Archeologico “Silio Italico”, sempre a Vico Equense (Na), nel 2004-5, con la personale “Sagome Mediterranee”; al “Museo dei Tarocchi”, di Riola di Vergato (Bo), nel 2007, con la partecipazione alla rassegna “22 Artisti per 22 Arcani”; all’illustre sede universitaria del “Museo Zoologico”, di Napoli, nel 2008-9, con la personale “Zoophantasy”; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli) con la personale “Oronerorame”, a febbraio 2011; alla Biblioteca Comunale di Cameri (NO) con la collettiva “Arcaicità e Futuro Ecosostenibile”, a settembre-ottobre 2011; al Palazzo degli Alessandri, a Viterbo, per il Padiglione Italia della 54^ edizione de “La Biennale” di Venezia, che per volontà di Vittorio Sgarbi è intitolato “L’Arte non è Cosa Nostra”, a novembre-dicembre 2011. Da tenere in considerazione anche le recenti esposizioni: allo “Studio Arte Fuori Centro” di Roma, dal 21.02. al 09.03.2012, con la personale “Rossorame”, curata da Loredana Rea, con l’organizzazione di Teresa Pollidori; alla “Casetta della Musica” di Latina, dal 25.02 al 13.04.2012, con la partecipazione alla Mostra Internazionale di Arte Contemporanea “33 Donne Amorose. Terza edizione”, curata da Emanuela Bianchi e Massimo Pompeo; al “Lavatoio Contumaciale” di Roma, dal 23 al 30.06.2012, con la partecipazione alla mostra “Eduardo Palumbo e Gli Amici”, curata da Leonardo Faccioli, Bianca Menna, Mssimo Pompeo; alla “Saletta dell’Asilo Comunale” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 22 al 28.07.2012, con la partecipazione alla mostra “Controventi Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello; al Fortino di Sant’Antonio Abate di Bari, dall’11 al 21.11.2012, con la partecipazione alla mostra “Contropiani Mediterranei”, curata da Maurizio Vitiello; al Castel dell’Ovo di Napoli, dal 1° al 15.12.2012, con la partecipazione alla mostra “Biennale del Libro d’Artista” II^ Edizione, curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito; al PAN (Palazzo delle Arti Napoli), dal 18 al 20.06.2013 con la partecipazione alla mostra-asta “Incendium” per la ricostruzione di Città della Scienza, curata da Clorinda Irace, Rosa Romano, con il coordinamento organizzativo di Alexandra Abbate, Anna di Prisco,Tina Ferrara, Tiziana Gelsomino, Clorinda Irace, Susie Romano; alla “Saletta dell’Asilo Comunale” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 03 all’11.08.07.2013, con la partecipazione alla mostra “Controventi Mediterranei 2”, curata da Maurizio Vitiello; al Castel dell’Ovo di Napoli, dal 25.10. al 10.11.2013, con la partecipazione alla mostra di arte contemporanea, elettronica e digitale Vuotociclo IV “Sankta Sango”, ideata da Agata Chiusano, nata dal Laboratorio di Videoarte dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; a “Intragallery” di Napoli, dal 15.12.2013 al 31.01.2014, con la partecipazione alla mostra “Palle d’Autore”, curata da Anna Maria De Fanis e Anna Rossi Scialò; al nuovo ”Open Space” di Cantalupo nel Sannio (IS), dal 21.12.2013 al 06.01.2014, con la partecipazione alla mostra “Radici e Novità”, curata da Marisa Rizzato, Maurizio Vitiello; a “Il Ramo d’Oro”, dall’08 al 23.02.2014, con la partecipazione alla mostra “Fuori dalla crisi”, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Vincenzo Montella; al Centro Culturale “L’approdo” di Avellino, dal 12.04. al 12.05.2014, con la partecipazione alla mostra “Cavalcando la coda della crisi“, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Elide Rusolo; all’ ArteStudio-Gallery di Benevento, dal 24.04. al 13.05.2014, con la personale “Ororossorame”, curata da Maurizio Vitiello, con l’organizzazione di Mario Lansione.

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23 aprile, 2014 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Benevento, Campania, Italia, Mostre, Regioni, Spazio arte | , , , , , , , | Lascia un commento

Il 12 ed il 19 ottobre seminario di Marco del Vaglio su “La critica musicale ai tempi del web” al Conservatorio di Benevento

Il 12 e il 19 ottobre, dalle ore 10.30 alle ore 16.00, presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, il giornalista Marco del Vaglio terrà un seminario sull’informazione musicale affidata alle nuove tecnologie della durata complessiva di n. 10 ore, aperto a tutti gli allievi dell’istituzione e agli esterni interessati al mondo della critica musicale.

Il seminario si prefigge di fornire, innanzitutto, una panoramica relativa alle attuali problematiche della critica musicale, la cui presenza nell’ambito della carta stampata negli ultimi anni sta diminuendo progressivamente.
Tale vuoto comincia ad essere colmato dalla sempre maggiore diffusione, sul web, di riviste informatiche dedicate specificatamente al settore che, con i loro contributi, riescono in parte a sopperire alle lacune dei giornali.

Attivo dal 1994 nell’ambiente giornalistico, Marco del Vaglio (nella foto) descriverà i pregi ed i limiti dell’informazione presente sulla rete, passando anche in rassegna alcuni dei principali siti italiani e stranieri dedicati alle recensioni musicali, procedendo infine ad una parte pratica, con la collaborazione degli studenti, dedicata alla redazione di un comunicato stampa e di una recensione.

Per tutti coloro che, esterni all’istituzione, vorranno partecipare al seminario, diviso in quattro moduli, ciascuno della durata di 150 minuti, è previsto un contributo di €30,00 da versare sul c/c postale n. 13352828, intestato al Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento.

Per l’iscrizione inviare una mail entro lunedì 10 ottobre al seguente indirizzo: didattica@conservatoriomusicabenevento.com o un fax al n. 0824.50355.

Il modello di iscrizione è scaricabile dal sito www.conservatorionicolasala.eu.

Si fa presente che al termine del seminario sarà rilasciato un attestato di frequenza spendibile per i fini consentiti dalla legge.

(Comunicato a cura di Filomena Formato, studente del Biennio specialistico in Chitarra, indirizzo interpretativo-compositivo, collaboratrice Ufficio Comunicazione)

Per ulteriori informazioni

Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”
Via Mario La Vipera, 1 – 82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax 0824.50355
sito web: www.conservatorionicolasala.eu

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27 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Critica Classica, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Marco Del Vaglio, Musica, Musica classica, Musica Lirica, musica sinfonica | Lascia un commento