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Da giovedì 12 a sabato 14 settembre “Intrecci Barocchi”, tre appuntamenti con l’Orchestra del Conservatorio di Avellino, diretta dal maestro Giuseppe Camerlingo


Nell’ambito della rassegna “Intrecci Barocchi”, l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretta dal maestro Giuseppe Camerlingo, terrà tre concerti, giovedì 12 settembre, alle ore 15.30 ad Avellino nell’Auditorium “Vincenzo Vitale” (via Circumvallazione, 156), venerdì 13 settembre, alle ore 19.30, nella chiesa di San Martino a Monteforte Irpino (AV) e sabato 14 settembre, alle ore 13.00 presso Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo 185, Napoli)

Programma

Antonio Vivaldi (1678-1741): Concerto per oboe, archi e continuo in do maggiore, RV 452
Solista: Manuel Molinario

Concerto per 2 violoncelli, archi e continuo in sol minore, RV 531
Solisti: Gabriele Melone, Francesca Montella

Alessandro Scarlatti (1660-1725): Tre Arie dalla “Griselda”
“In voler ciò che tu brami”
“Nell’aspro mio dolor”
“Dì, che sogno, o che deliro”
Soprano: Valentina Fortunato

Antonio Vivaldi: Concerto n.10 op. 3 per 4 violini, archi e continuo in si minore, RV 580
Solisti: Eleonora De Crescenzo, Irene Teresa Buzzanca, Mario Petacca, Nicola Morelli

In furore iustissimae irae, Mottetto per soprano archi e continuo in do minore, RV 626
Solista: Valentina Fortunato

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10 settembre, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 21 maggio al Conservatorio di Avellino, la Rassegna “Parole di Musica” si chiude con la presentazione del libro di Francesco Canessa “C’eravamo tanto odiate” (Callas e Tebaldi eterne rivali)


Martedì 21 maggio, alle ore 15.00, nella Sala Mazzotta del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’ultimo appuntamento con la Rassegna “Parole di Musica” (Novità editoriali nel mondo musicale e musicologico), Progetto del Dipartimento di Musicologia coordinato dal prof. Antonio Caroccia, propone la presentazione del libro di Francesco Canessa “C’eravamo tanto odiate” (Callas e Tebaldi eterne rivali), Edizioni La Conchiglia
Ne parlerà con l’autore: Tiziana Grande
Letture di Riccardo Canessa

Maria Callas e Renata Tebaldi: la rivalità tra le due maggiori cantanti d’opera del secondo dopoguerra non fu un fenomeno fine a se stesso, ma un sostanziale contributo a quel “miracolo nel miracolo” che portò l’Italia delle Arti e della Cultura al recupero nel mondo della sua immagine finita tra le macerie della guerra.
Erano 21 le nazioni che puntavano contro di noi l’indice accusatore dall’altra parte del tavolo della pace, ancora aperto a Parigi nel febbraio del 1947.
Ma già ad ottobre dell’anno precedente la musica aveva pacificato gli animi dei cittadini d’Inghilterra, capofila dei paesi vincitori, con il San Carlo di Napoli trasferito al gran completo a Londra – solisti, orchestra, coro, tecnici – per riaprire la Royal Opera House Covent Garden dalle mura illese, ma decimata nelle sue forze-lavoro.
Vi si tenne una intera stagione d’opera, con 9 titoli tutti italiani e 45 rappresentazioni sold out.
Poi vi arrivò anche La Scala, mentre il San Carlo a Parigi celebrava l’anniversario verdiano con al centro della Compagnia la sua primadonna: Renata Tebaldi.

18 Mag, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Canto, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Francesco Canessa, Italia, Libri, Musica, Musica Lirica, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Scrittori | , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 18 e domenica 19 maggio ad Avellino e Formia due concerti dell’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, diretta dal maestro Giuseppe Camerlingo


L’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, diretta da Giuseppe Camerlingo terrà due concerti, il primo sabato 18 maggio 2019, nell’Auditorium Vincenzo Vitale ad Avellino, con la partecipazione del violoncellista Gabriele Melone, il secondo al Teatro Remigio Paone di Formia con la partecipazione del pianista Antonio Gomena.

Programmi

Sabato 18 maggio, ore 20.30, Auditorium Vincenzo Vitale – Avellino

P. I. Ciaikovskij: Variazioni su un tema rococò, op. 33 per violoncello e orchestra

L. v. Beethoven: Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67

Domenica 19 maggio, ore 20.00, Teatro Remigio Paone – Formia

L. v. Beethoven
Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in do maggiore, op. 15
Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67

15 Mag, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Formia, Italia, Lazio, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Regioni | , , , , , | Lascia un commento

Da sabato 13 a martedì 16 aprile il Conservatorio di Avellino propone ad Avellino, Cicciano e Napoli “Passio Christi 2019”, Sacra Rappresentazione di Giacomo Vitale


Sabato 13 aprile, alle ore 19.30 nel Duomo di Avellino con repliche lunedì 15 aprile, alle ore 19.30, nella Parrocchia di San Pietro Apostolo a Cicciano (NA) e martedì 16 aprile, alle ore 19.30, nella Chiesa di Santa Caterina a Formiello (Piazza Enrico de Nicola, 49 – Napoli) il Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino propone Passio Christi 2019 di Giacomo Vitale, con la partecipazione del soprano Valentina Fortunato, del mezzosoprano Antonella Carpenito, del contralto Antonia Salzano, del baritono He Jinzhao e di un ensemble formato da quartetto di legni, fisarmonica, organo, tamburi a cornice, percussioni, orchestra d’archi, live elettronics, diretti da Giuseppe Camerlingo

In programma musiche di Salvatore Coto, Giuseppe Devastato, Giuseppe De Lorenzo, Francesco Ivan Ciampa, Antonio Gomena, Isabella Maffei, Gianfilippo De Mattia, Francesco Maria De Paola, Egidio Napolitano, Giovanni Battista Pergolesi, Pietro Pisano, Maria Scala, Giuseppe Sasso, Paolo Maria Silvestri, Giacomo Vitale

Ingresso libero

Passio Christi è stata concepita nel 2010, a partire da un’idea di Pietro Pisano.
Ho scritto l’opera con gli allievi della mia classe di composizione, presso il conservatorio D. Cimarosa di Avellino.
La Passio è nata nel segno della condivisione.
Ciascun compositore ha scritto una stazione della via crucis, elaborando in modo personale, un frammento dello Stabat Mater di Pergolesi.
Tutti hanno aderito al tema, la memoria del dolore individuale si è fusa al Dolore del Cristo: le diverse scritture si sono così unite emotivamente in un unico pensiero compositivo.
L’opera, che prevede la partecipazione del sacerdote e della comunità del luogo dove è rappresentata, anche nel suo rivelarsi vuole essere, non un semplice concerto, ma un’esperienza di condivisione.
Infine un ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto di “fede” musicale e ne hanno permesso la realizzazione.
(nota di Giacomo Vitale)
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Sabato 13 aprile, ore 19.30 – Duomo di Avellino
Lunedì 15 aprile, ore 19.30 – Parrocchia di San Pietro Apostolo – Cicciano (NA)
Martedì 16 aprile, ore 19.30 – Chiesa di Santa Caterina a Formiello (Napoli)

Programma

Giacomo Vitale: Passio Christi 2019, Sacra Rappresentazione per soprano, mezzosoprano, contralto, baritono, quartetto di legni, fisarmonica, organo, tamburi a cornice, percussioni, orchestra d’archi, live elettronics

Prologo
Giacomo Vitale: Gesù Crocifisso
Gianfilippo De Mattia: Iuxta Crucem per live elettronics
Giovanni Battista Pergolesi: Stabat Mater (incipit)

I Stazione
Gesù è condannato a morte
Francesco Ivan Ciampa: Flagellazione

II Stazione
Gesù prende la croce
Isabella Maffei: Giga

III Stazione
Gesù cade la prima volta sotto la croce
Antonio Gomena: Pietas

IV Stazione
Gesù incontra sua madre
Salvatore Coto: Stabat Mater, aria per soprano

V Stazione
Gesù è aiutato dal Cireneo
Giuseppe Sasso: Si doleva la pia madre, duetto per contralto e baritono

VI Stazione
Gesù riceve l’omaggio della Veronica
Egidio Napolitano: Fa che il mio cuore arda, aria per contralto

VII Stazione
Gesù cade per la seconda volta
Giuseppe de Lorenzo: Malinconico

VIII Stazione
Gesù incontra le pie donne
Francesco Maria De Paola: Planctus, aria per soprano e mezzosoprano

IX Stazione
Gesù cade per la terza volta
Giuseppe Devastato: Iuxta crucem, aria per mezzosoprano

X Stazione
Gesù è spogliato delle sue vesti
Francesco Paolo Manna: Solo di tamburo

XI Stazione
Gesù inchiodato in croce
Pietro Pisano: Gesù inchiodato in croce, duetto per mezzosoprano e baritono

XII Stazione
Gesù muore in croce
Francesco Ivan Ciampa: Eclisse, terzetto per soprano, mezzosoprano e contralto

XIII Stazione
Gesù è deposto dalla croce
Paolo Maria Silvestri: Andante

XIV Stazione
Gesù è deposto nel sepolcro
Maria Scala: Adagio, aria per mezzosoprano

Epilogo
Giacomo Vitale
Ciaccona
Pater Noster

Interpreti

Soprano: Valentina Fortunato
Mezzosoprano: Antonella Carpenito
Contralto: Antonia Salzano
Baritono: He Jinzhao
Tamburi a cornice: Francesco Paolo Manna
Flauto traverso: Salvatore Rella
Oboe: Diego Di Guida
Clarinetto: Antonio Napolitano
Fagotto: Pellegrino Armellino
Organo: Luigi Gagliardi, Cinzia Salvetti
Fisarmonica: Michele Storti
Percussioni: Eduardo Alvino, Stefano Santaniello
Violini primi: Bernardo Reppucci, Simone Taurasi, Antonella Forino,
Alessandro Conte, Irene Buzzanca, Marco Giorgio Gaggia, Maria Vittoria Colonna
Violini secondi: Eleonora De Crescenzo, Agostino Attianese, Patrizia Maggio, Chiara Tarantino, Linda Buonocore, Mario Petacca, Lucrezia Capone
Viole: Nikolas Altieri, Valentina Grasso, Simone Basso
Violoncelli: Luigi Iuliano, Giuseppe Pascale, Antonio Colonna
Contrabbasso: Luca Masi
Live elettronics: Norman Bellofatto, Massimo Cresta, Pietro Medugno, Errico Scarano, Gennaro Tafuri

Direttore: Giuseppe Camerlingo
Trascrizioni dallo Stabat Mater di G.B. Pergolesi, S. Coto, G. Vitale
Testi: Marilyn Corrado, Tarsia Napolitano
Scenotecnica: Giosuè De Angelis
Oggetti di scena realizzati da Antonio Esposito, Raffaella Russo, Emma De Luca

10 aprile, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica corale, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 28 dicembre nella Basilica del Carmine Maggiore concerto del Coro Mysterium Vocis e dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Avellino dal titolo “Mozart e la Scuola Napoletana”


Venerdì 28 dicembre, alle ore 19.30, nella Basilica Santuario di S. Maria del Carmine Maggiore (piazza del Carmine, 2 – Napoli), il coro Mysterium Vocis, diretto dal maestro Rosario Totaro, con i solisti Angela Luglio e Sabrina Santoro (soprani), Marina Esposito e Tiziana Fabbricatti (contralti), Alessandro Caro e Mattia Totaro (tenori), Roberto Gaudino e Guglielmo Gisonni (bassi), accompagnati dall’Orchestra Giovanile del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretta da Roberto Maggio, metteranno a confronto due composizioni sacre giovanili di Mozart, la Missa Brevis K. 49 in sol maggiore (scritta a Vienna proprio 250 anni fa, nell’autunno del 1768) e il Te Deum in do maggiore K. 141 (composto a Salisburgo nel dicembre 1769), con la Messa Pastorale (scritta proprio per il Natale) di Pietrantonio Gallo, compositore di Scuola napoletana attivo a Napoli presso il Conservatorio di S. Maria di Loreto fino al 1777 e le cui composizioni sono oggetto, da più di vent’anni, di ricerca e valorizzazione da parte dell’Associazione Musicale Mysterium Vocis.

Programma

W. A. Mozart: Missa Brevis in sol maggiore K. 49

P. Gallo: Messa Pastorale

W. A. Mozart: Te Deum in do maggiore K. 141

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

26 dicembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Associazioni Musicali, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica corale, Mysterium vocis, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 3 novembre a Palazzo Zevallos la rassegna “E’ aperto a tutti quanti” propone gli “Intrecci Barocchi” dell’Ensemble dell’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino


Sabato 3 novembre, alle ore 13.00, a Palazzo Zevallos Stigliano (v. Toledo, 185 – Napoli), per la rassegna “E’ aperto a tutti quanti”, concerto dell’Ensemble dell’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretto da Giuseppe Camerlingo, dal titolo “Intrecci Barocchi”, con la partecipazione di Francesco Apostolico e Federica Basile (violini), Gerardo Del Gaudio e Manuel Molinario (oboi)

Programma

A. Corelli: Concerto grosso in re maggiore op. 6 n. 7

A. Scarlatti: Concerto Grosso in fa minore n. 1

A. Vivaldi
Concerto per due oboi e archi in re minore RV 535
(solisti Gerardo Del Gaudio e Manuel Molinario)

Sinfonia in sol maggiore RV 149

Concerto per due violini e archi in la minore
(solisti Francesco Apostolico e Federica Basile)

F. Durante: Concerto n. 8 in la maggiore “La pazzia”

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

1 novembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 25 al 27 ottobre tre giornate di studi, fra Napoli ed Avellino, dedicate al 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini


Rossini trascorse a Napoli sette anni, dal 1815 al 1822.
L’inizio della sua attività coincise con una Restaurazione politica assai complessa e con eventi che ebbero una forte carica simbolica, l’incendio del Teatro di San Carlo e la morte di Giovanni Paisiello.
Fu una stagione decisiva per la sua formazione di uomo e di artista, che volle sperimentare linguaggi musicali e temi d’opera in un momento storico segnato da molteplici tensioni.
Nell’occasione del centocinquantesimo anniversario della morte del grande compositore, l’Università di Napoli “Federico II”, il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli e il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino dedicano dal 25 al 27 ottobre 2018, tre giornate di studi al rapporto che legò il maestro alla capitale, agli influssi che ricevette dalla vita culturale del Mezzogiorno e ai capolavori che compose per la sala reale.
Esperti di varie discipline si confronteranno sul repertorio e sulle dinamiche sociali, economiche, teatrali che caratterizzarono un’epoca.
A corredo dell’iniziativa è la mostra allestita nei locali della Biblioteca Nazionale di Napoli, mentre, nel corso dei lavori, momenti musicali a cura del conservatorio napoletano si alterneranno alle sessioni di studio.

Il comitato scientifico è composto da Giancarlo Alfano (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Antonio Caroccia (Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino), Francesco Cotticelli (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Paologiovanni Maione (Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella” di Napoli), Ettore Massarese (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Sergio Ragni (curatore di Gioachino Rossini Lettere e documenti), Francesca Seller (Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno).
Il convegno si avvale del patrocinio della Regione Campania e della Fondazione Rossini di Pesaro, ed inaugura la collaborazione, sancita da una convenzione recentemente stipulata, tra l’ateneo fridericiano e il “S. Pietro a Majella”.
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Convegno internazionale Napoli & Rossini: “Di questa luce un raggio”

Programma generale

Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella” di Napoli
Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino

Giovedì 25 ottobre, ore 12

Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” – Napoli
Saluto del dott. Francesco Mercurio, Direttore Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”

Visita guidata alla mostra Napoli e Rossini a cura di Maria Antonietta D’Angelo, Maria Gabriella Mansi, Maria Rascaglia, Rosaria Savio, con la collaborazione di Giuliana Guarino e Patrizia Mottolese

Gioachino Rossini, Tarantella
Allievi del Liceo Coreutico “Suor Orsola Benincasa” di Napoli
coreografia di Viviana Petrone

ore 15.00

Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Corso Umberto I – Aula Pessina

Saluto del Ch.mo Prof. Gaetano Manfredi Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Gioachino Rossini: Quartetto n. 1 in Fa maggiore per strumenti a fiato

Allievi della classe di Musica da camera per strumenti a fiato del maestro Eugenio Ottieri del Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella”

Presiede Ettore Massarese

Ilaria Narici 1968-2018: l’edizione critica delle opere di Gioachino Rossini a cinquant’anni dal suo inizio. Le opere napoletane

Francesco Cotticelli: Teatro a Napoli negli anni rossiniani

 Presiede Paolo Fabbri

Paola Avallone – Raffaella Salvemini: Economia e finanze al tempo di Rossini a Napoli. Un difficile avvio

Massimo Fusillo: L’Otello: tra empatia, sublime e catarsi

Giancarlo Alfano – Matteo Palumbo: Gli scrittori interpretano Rossini

Ore 20.00

Per i relatori, visita della collezione privata di Sergio Ragni relativa a Gioachino Rossini

Alessandro Schiano Moriello (pianoforte – allievo della classe di pianoforte del maestro Francesco Nicolosi del Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella”)

Venerdì 26 ottobre, ore 10.30
Avellino, Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa” – Sala Bruno Mazzotta

Saluto del Presidente, Dottor Luca Cipriano
Saluto del Direttore, M.° Carmelo Columbro

Presiede Francesca Seller

Rosa Cafiero – Marina Marino: «Se tu Potessi prestarmi un Miserere, il più facile che ai». Gioachino Rossini e la musica della Real Cappella Palatina di Napoli

Marta Columbro: Tradizione e innovazione nel  Real Collegio di San Sebastiano di Napoli negli anni del soggiorno rossiniano

Presiede Antonio Caroccia

Cesare Corsi: Rossini in Conservatorio. Musiche per Rossini nella biblioteca di San Pietro a Majella

Paologiovanni Maione – Francesca Seller: Uno spettacolo a misura dei tempi: Barbaja reinventa il teatro

Paul-André Demierre: Il ruolo dell’orchestra nelle opere napoletane di Rossini

Pausa Pranzo

ore 15.00

Presiede Marina Marino

Lorenzo Mattei: Prima della Gazzetta. Strategie della commedia per musica nei teatri napoletani di primo Ottocento

Daniele Carnini: Rossini vs Casaccia

Antonio Caroccia: Rossini “italiano” sulle scene napoletane

Tavola rotonda dal titolo Appunti per una cronologia dei teatri di Napoli negli anni rossiniani

Moderatore Francesco Cotticelli

Interventi di Rosa Cafiero, Tiziana Grande, Paologiovanni Maione, Francesca Seller, Patrizia Veroli

Ore 20.30

Napoli, Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” – Sala Scarlatti
Concerto per Rossini

Allievi delle classi di canto dirette da Valeria Baiano, Daniela Del Monaco, Rossana Gagiotti, Gloria Guida, Emma Innacoli del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”

Sabato 27 ottobre, ore 9.30

Napoli, Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” – Sala Martucci

Saluto del Direttore, M.° Carmine Santaniello

Presiede Paologiovanni Maione

Alberto Bentoglio: Teatro e spettacolo a Napoli nei primi decenni del XIX secolo

Loredana Palma: Echi rossiniani nella stampa periodica degli anni Trenta dell’Ottocento

Paolo Fabbri: Echi di Mayr al S. Carlo

Presiede Marta Columbro

Francesco Nocerino: Strumenti a tastiera per “un pianista di quarta classe”

Maria Venuso: La danza teatrale a Napoli e Rossini: interferenze e possibili visioni

Giulio Sodano: La santità in scena a Napoli negli anni di Rossini

 Comitato scientifico: Giancarlo Alfano, Antonio Caroccia, Francesco Cotticelli, Paologiovanni Maione, Ettore Massarese, Sergio Ragni, Francesca Seller

Con il patrocinio della Fondazione Rossini di Pesaro e della Regione Campania

24 ottobre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 13 al 16 settembre l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino propone lo “Stabat Mater” di Pergolesi, nella versione di Paisiello, ad Avellino, Montevergine e Napoli


Giovedì 13 settembre nel Duomo di Avellino (ore 20.30),  sabato 15 settembre nel Santuario di Montevergine (ore 20.30) e domenica 16 settembre nella Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli (ore 19.30), l’Orchestra del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, diretta da Maestro Giuseppe Camerlingo, con la partecipazione dei solisti Rosalba Eroico (soprano), Marina Esposito (contralto), Pasquale Tizzani (tenore) e Roberto Gaudino (basso), propone lo Stabat Mater di Pergolesi nella versione di Giovanni Paisiello.

Domenica, 16 del corrente, nella Chiesa dell’Arcivescovado si celebrerà la festività dei dolori di Maria Vergine. La mattina, alle 10 ore di Francia, vi sarà messa cantata con musica del cavalier Paisiello, maestro di cappella della cattedrale. Sarà cantato in tale occasione lo “Stabat” dell’immortale Pergolese, a cui lo stesso Paisiello ha aggiunto alcuni istromenti da fiato, senza dipartirsi dall’originale dell’autore.
Corriere di Napoli n° 505 – Mercoledì 12 settembre 1810

Nel 1810, quando diede alle stampe ed eseguì nella cattedrale di Napoli una sua trascrizione dello Stabat Mater dell’immortale Pergolese, Giovanni Paisiello, nato a Taranto nel 1740, aveva alle spalle una lunga carriera internazionale e poteva considerarsi l’ultimo e acclamato testimone di una civiltà musicale napoletana che aveva conquistato l’Europa e il mondo intero.
Di questa gloriosa tradizione, Giambattista Pergolesi (Jesi 1710, Napoli 1736) era l’emblema, e la sua figura artistica era entrata nel mito immediatamente dopo la sua precoce morte.
Due erano le composizioni di Pergolesi che erano diventate popolari in una misura impensabile, in un’epoca che non conosceva ancora il concetto di repertorio in musica come lo intendiamo oggi: La serva padrona, nel genere teatrale buffo, e lo Stabat Mater, nella musica sacra.
Ricchissimo di immagini, banco di prova per gli effetti descrittivi che suggerisce, il testo latino dello Stabat, attribuito a Jacopone da Todi, è stato intonato da centinaia di musicisti fino ai nostri giorni.
Ma certamente quello di Pergolesi è il più celebre e il più eseguito.
Nessun’opera, quanto lo Stabat Mater di Pergolesi, subì tante riduzioni e tanti adattamenti, non solo da parte degli innumerevoli interpreti che, secondo le circostanze e le disponibilità materiali, lo eseguivano nelle chiese, nelle sale da concerto o in case private, ma anche per mano di altri compositori, che molto spesso ne alteravano la purezza.
E’ quanto mai opportuna quindi la precisazione quasi enfatica che Paisiello fa apporre sul frontespizio della sua edizione stampata a Parigi nel 1810: ..senza dipartirsi dell’originalità…
Precisazione che può farci sorridere oggi, visto che aggiungeva arbitrariamente gli strumenti a fiato, modificava alcuni assetti della tessitura degli archi, distribuiva alcune arie e duetti sulle voci di tenore e basso (assenti in Pergolesi) facendole poi cantare insieme al soprano e al contralto nell’Amen finale, modificava parzialmente alcuni frammenti delle melodie, inseriva indicazioni dinamiche, di fraseggio e di andamento assenti in Pergolesi, introduceva nuove figure d’accompagnamento.
Dunque si trattava di interventi che alteravano sensibilmente il testo pergolesiano, ma tuttavia senza tradirlo.
Dopo 74 anni (1736-1810) Paisiello rivendicava l’originalità dello Stabat Mater del Pergolese e di certo aveva tutta l’autorevolezza per farlo, per la sua collocazione storica, per il prestigio internazionale, ma soprattutto per la sua sensibilità profondamente consapevole nell’interpretare lo spirito della tradizione di cui faceva parte.
La maestria delicata nell’uso dei fiati gli assicurava la completa aderenza ai sentimenti espressi dalla musica di Pergolesi.
Valga come esempio la splendida orchestrazione del Quando corpus morietur con quei colori caleidoscopici sempre cangianti come i vetri di un rosone, che sembrano accompagnarci verso la “gloria del paradiso”.

Per la nostra generazione, educata al rispetto per il testo originale, doveroso a causa di tante inopportune e fuorvianti incrostazioni accumulatesi nei secoli, l’ascolto di questa trascrizione ci offre un’ottima opportunità di godere del capolavoro pergolesiano in una diversa prospettiva.
Per gli esecutori è una sfida perché obbliga ad un’interpretazione articolata su tre dimensioni diacroniche: noi-Pergolesi, noi-Paisiello, Paisiello-Pergolesi.
In ultima analisi, ci invita anche a superare il mito dell’ “Urtext” e a considerare un testo musicale non solo come testo statico e cristallizzato una volta per tutte dal compositore, da osservare come in una teca, ma anche come un organismo che vive nel tempo e pertanto sempre mutevole e dinamico.

6 settembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 5 dicembre al Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino presentazione del libro di Rossella Luongo “Ieri e domani”


È giunto l’atteso appuntamento con l’ultimo libro della poetessa Rossella Luongo.
Domani, martedì 5 dicembre, alle ore 17.00, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino la presentazione di “Ieri e domani”, la raccolta di liriche che traccia il profilo di una vita spesa nella passione per l’arte, quella di una donna in bilico tra concretezza e sogno, che danza tra la carriera di avvocato e l’amore per la musica, di un’autrice ricca di personalità, con una missione “nei sentieri della pace”.
A parlare del libro sarà Gianvincenzo Cresta, compositore e docente del “Cimarosa”, poiché la musica per la Luongo, che è pianista e allieva del M° Raffaela Perrotta, è capace di veicolare il messaggio creativo, risiedendo nella sfera più intima del poeta.
La presentazione, condotta dalla giornalista e musicologa Eleonora Davide, sarà aperta dai saluti del vice direttore del Conservatorio Antonio Di Palma e arricchita dagli intermezzi musicali del soprano Angela Iannuzzi che, insieme alla pianista e docente Concetta Varricchio, toccherà le corde dell’anima, mentre una piccola esposizione temporanea del poeta e pittore Prisco de Vivo solleciterà l’immaginazione in questo percorso di immersione artistica a tutto tondo.
Alla fine della serata l’autrice sarà lieta di fare un brindisi con gli intervenuti.

Rossella Luongo rivive parte della sua vita attraverso le poesie composte tra il 2007 e il 2017, ripercorrendo dall’ieri al domani il suo percorso di maturazione stilistica e umana. Lo spazio dedicato alle figlie Alessandra e Federica Ladislai, con i loro pensierini, e alla poesia della madre Irene Graziano completa il racconto e sottolinea il tema del libro – Ieri e domani – attraverso il passaggio generazionale.
La maternità, la famiglia, gli affetti, i dolori e le gioie divengono arte nei versi della Luongo che torna al lavoro di scrittura dopo il successo editoriale del romanzo Latte acido, pubblicato nel 2012, e un lungo periodo di riflessione.
Rossella Luongo svolge la professione di avvocato presso il proprio Studio Legale ed è giornalista pubblicista dal 1995.
Attualmente è in corso di studi per il conseguimento della Laurea Specialistica in Discipline Musicali (Pianoforte) presso il “Conservatorio Domenico Cimarosa” di Avellino.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: La Fata e il Poeta (Fermenti ed., Roma, 2007), Canti metropolitani (Samuele ed., Fanna PN, 2009), Ipotesi di contrasto (Perrone ed., Roma, 2010), Passaggi di piccole cose (Joker ed., Novi Ligure AL, 2011).
In narrativa, ha realizzato un eBook di racconti dal titolo Borderline (Narcissus Self-publishing, 2011), riprodotto anche su carta in tiratura limitata, che raccoglie sette storie “osservate da dimensioni e prospettive surreali e illuminate da luci speciali, in cui la realtà si affaccia sulla soglia dell’impossibile”.
Ha pubblicato un romanzo di formazione, lirico-psicologico, dal titolo Latte acido (Edizioni della Sera, Roma 2012), “la storia sincera, diretta, appassionata di una giovinezza del Sud (Paolo di Paolo)”, laddove cronache intense e drammatiche si stemperano in toni composti e appassionati, attraverso valori e sentimenti comuni, una sorta di “reportage narrativo” sulle storie giovanili degli anni novanta, dove lo spaccato di una gioventù disagiata, destabilizzata e priva di progetti si staglia sullo sfondo di una “Irpinia rigogliosa”, in un viaggio attraverso la memoria delle tradizioni campane e i “sogni bucati” di un gruppo di liceali che si affaccia ai doveri della maturità. Un’avventura dell’anima raccontata consapevolmente, intimamente “in prima persona, con una scrittura precisa e densa che incide come un bisturi l’anima del lettore. Il risultato è un’istantanea in bianco e nero di un oggi carico di incertezza (Gabriella Genisi).

Sito web: www.rossellaluongo.it

4 dicembre, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Libri, Musica, Musica da camera, Poesia, Regioni | , , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 21 novembre “Oh Freedom!” (Il nostro canto libero) live al Circolo della Stampa di Avellino


Martedì 21 novembre 2017, alle ore 18.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino (Corso Vittorio Emanuele, 6), in collaborazione con l’Associazione Culturale e musicale “La mela di Odessa”, concerto dal titolo “Oh Freedom!” (Il nostro canto libero), canti di libertà da Bob Dylan a Lucio Battisti di Susanna Canessa, con Monica Doglione (voce), Luca Guida (percussioni) e il Coro degli allievi del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino formato da Marilina Laganà, Federica Lombardi, Chiara Saccardo, Filomena De Rosa, Raffaella Bellezza, Eleonora Brescia, Helena Santoro, Francesco D’Acunzi, Francesco Di Lauro e Francesco Iorio.
Special guest: Brunello Canessa

Il concerto “Oh Freedom!” del M° Susanna Canessa ha come tema la Libertà: la libertà di pensiero, la libertà di espressione, la libertà dei popoli, l’eguaglianza tra le razze.
Ecco perché si è scelto come titolo del concerto “Oh Freedom!”, una canzone di libertà degli afroamericani, scritta dopo la Guerra di secessione del 1861, forse una delle più significative, insieme alla più celebre Amazing Grace, che simboleggia la lotta per i diritti civili.
Canzoni contro la guerra, contro le discriminazioni, per la Libertà, da Bob Dylan a Lucio Battisti, un repertorio ricco di brani interpretati e arrangiati da Susanna Canessa accompagnata da Monica Doglione, voce e Luca Guida alle percussioni.
La vera forza di questo spettacolo è la partecipazione del “Coro degli allievi Cimarosa”, fondato in occasione della “prima” di questo Concerto presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino nell’aprile 2016, con repliche nell’ottobre dello stesso anno al Castello di Prata Sannita e nell’aprile 2017 a Napoli in Villa di Donato.
La partecipazione degli allievi ha permesso di attingere dal vasto repertorio “corale” dedicato a questo tema, creando ogni volta un’atmosfera sempre emozionante e coinvolgente e sottolineando sempre di più il suo profondo significato.

In collaborazione con l’Associazione “La mela di Odessa”

Ingresso: 10 euro

Info e prevendita presso la Sede dell’Associazione “La mela di Odessa”
Via S. Soldi n. 9 – 83100 Avellino.
Posti limitati
Tel. 0825666928 Cell. 3351011582

Evento Facebook: clicca qui

20 novembre, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Canto, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Monica Doglione, Musica, Regioni, Susanna Canessa | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

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