MusicArTeatro

comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Il 12 ed il 19 ottobre seminario di Marco del Vaglio su “La critica musicale ai tempi del web” al Conservatorio di Benevento

Il 12 e il 19 ottobre, dalle ore 10.30 alle ore 16.00, presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, il giornalista Marco del Vaglio terrà un seminario sull’informazione musicale affidata alle nuove tecnologie della durata complessiva di n. 10 ore, aperto a tutti gli allievi dell’istituzione e agli esterni interessati al mondo della critica musicale.

Il seminario si prefigge di fornire, innanzitutto, una panoramica relativa alle attuali problematiche della critica musicale, la cui presenza nell’ambito della carta stampata negli ultimi anni sta diminuendo progressivamente.
Tale vuoto comincia ad essere colmato dalla sempre maggiore diffusione, sul web, di riviste informatiche dedicate specificatamente al settore che, con i loro contributi, riescono in parte a sopperire alle lacune dei giornali.

Attivo dal 1994 nell’ambiente giornalistico, Marco del Vaglio (nella foto) descriverà i pregi ed i limiti dell’informazione presente sulla rete, passando anche in rassegna alcuni dei principali siti italiani e stranieri dedicati alle recensioni musicali, procedendo infine ad una parte pratica, con la collaborazione degli studenti, dedicata alla redazione di un comunicato stampa e di una recensione.

Per tutti coloro che, esterni all’istituzione, vorranno partecipare al seminario, diviso in quattro moduli, ciascuno della durata di 150 minuti, è previsto un contributo di €30,00 da versare sul c/c postale n. 13352828, intestato al Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento.

Per l’iscrizione inviare una mail entro lunedì 10 ottobre al seguente indirizzo: didattica@conservatoriomusicabenevento.com o un fax al n. 0824.50355.

Il modello di iscrizione è scaricabile dal sito www.conservatorionicolasala.eu.

Si fa presente che al termine del seminario sarà rilasciato un attestato di frequenza spendibile per i fini consentiti dalla legge.

(Comunicato a cura di Filomena Formato, studente del Biennio specialistico in Chitarra, indirizzo interpretativo-compositivo, collaboratrice Ufficio Comunicazione)

Per ulteriori informazioni

Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala”
Via Mario La Vipera, 1 – 82100 Benevento
Tel. 0824.21102
fax 0824.50355
sito web: www.conservatorionicolasala.eu

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27 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Critica Classica, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Marco Del Vaglio, Musica, Musica classica, Musica Lirica, musica sinfonica | Lascia un commento

n. 9 Donne in musica:GRAZYNA BACEWICZ

Grazyna Bacewicz di Marco del Vaglio

Grazyna Bacewicz (1909-1969), nacque a Lodz in una famiglia di grandi tradizioni artistiche.
Infatti, i fratelli maggiori Witold e Kiejstut erano entrambi musicisti, mentre la sorella minore, Wanda, sarebbe diventata scrittrice e poetessa.
Fu il padre, professore di musica lituano che gli trasmise le prime nozioni di violino, pianoforte e teoria musicale, quando Grazyna aveva appena 5 anni.
La Bacewicz iniziò la carriera concertistica all’età di 7 anni, a 13 compose il suo primo brano e a 19 si iscrisse al Conservatorio di Varsavia, studiando con Sikorski (composizione), Jarzebski (violino) e Turczynski (pianoforte).
Contemporaneamente frequentava la facoltà di Filosofia dell’ Università della capitale polacca e scriveva anche apprezzate novelle.
Dopo essersi laureata brillantemente in violino e composizione nel 1932, proseguì i suoi studi a Parigi con Nadia Boulanger e André Touret.
Nel 1936 sposò lo scienziato Andrzej Biernacki e la coppia ebbe nel 1942 la loro unica figlia, Alina, affermatasi come pittrice.
Sempre nel 1936, la Bacewicz fu chiamata da Grzegorz Fitelberg, direttore dell’ Orchestra della Radio Polacca, per ricoprire il ruolo di primo violino, posizione mantenuta fino a metà degli anni ‘50, a parte un’interruzione causata dagli eventi bellici.
In un primo tempo l’artista polacca alternò l’attività di solista con quella di compositrice, con un successo testimoniato da premi conseguiti in patria e all’estero.
Gli ultimi tre lustri furono invece dedicati soprattutto alla composizione e, talora, alla partecipazione a prestigiose competizioni internazionali in qualità di giurata.
La sua produzione, comprendente sinfonie, concerti per strumento solista e orchestra, musica da camera, balletti e musica vocale, supera i duecento brani.
Molti critici sono soliti dividerla in tre periodi ben identificati corrispondenti ad altrettanti stili, ma ciò appare riduttivo in quanto lo stile della Bacewicz era caratterizzato da incessanti cambiamenti.
Basti pensare che, partendo dalla musica del connazionale Szymanowski, approdò, dopo un periodo bartokiano, ad un personale sperimentalismo.
Va sottolineato, inoltre, che molti pezzi degli anni ‘50 rientravano in un tipo di musica avversata dal regime stalinista, ma ciò non preoccupò mai la musicista, dotata di una personalità molto decisa.
In definitiva Grazyna Bacewicz può essere considerata una figura di primo piano della musica polacca del Novecento ed un punto di riferimento per le generazioni successive, nonostante uno stile difficilmente riproducibile.

Marco del Vaglio

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23 maggio, 2011 Posted by | Arte, Compositori, Donne in musica, Giornalismo, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Musica, Musica classica, Musica da camera, musica sinfonica | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Su MusicArTeatro nasce la nuova Rubrica: “Critica Classica” di Marco del Vaglio

Da oggi nasce su MusicArTeatro la nuova Rubrica “Critica Classica” curata da Marco del Vaglio già presente in questo Portale come ideatore e curatore della Rubrica “Donne in musica” e consiste in  comunicazioni e recensioni di eventi musicali: concerti  e spettacoli ma anche recensioni delle ultime novità discografiche nell’ambito quasi esclusivo della Musica Classica.

Oggi oltre ad aver realizzato un proprio sito www.criticaclassica.wordpress.com è curatore su MusicArTeatro delle Rubriche: CRITICA CLASSICA e DONNE IN MUSICA

Segui la rubrica e/o abbonati gratis

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– iscrivendoti su Facebook al gruppo MusicArTeatro

Marco del Vaglio, giornalista pubblicista, è nato nel 1962 a Napoli, dove attualmente risiede.
Inizia la sua attività di critico musicale nel 1994 sulle pagine di “CIEMME” (Comunicazione di Massa), trimestrale dell’Associazione Cinit Cineforum Italiano, occupandosi principalmente di recensioni di colonne sonore.
Nel 1997 comincia la sua collaborazione con il quindicinale milanese “Nuova e Nostra”, dove cura la rubrica di recensioni “Ascoltando musica”, scritti relativi a curiosità musicali nell’ambito di “Sette note e non soltanto” e, dal 2000 al 2002, uno spazio dedicato alle biografie di compositrici dal titolo “Donne in musica”.
Grazie a quest’ultima rubrica, viene nominato nel 2001 membro onorario della Kapralova Society, istituzione internazionale rivolta alla promozione della musica al femminile.
Dal 1999 al 2003 collabora al mensile “Popoli e Missione” con recensioni rivolte a cd di musica etnica di ispirazione religiosa.
Dal 2001 al 2006 cura la pagina musicale di “Sedicinoni”, web magazine quindicinale, collegato alla rivista “CIEMME”, con articoli sulle principali manifestazioni musicali napoletane e recensioni di cd di musiche da film, musica classica, jazz ed etnica.
Dal 2003 i suoi articoli dedicati ai dischi di musica religiosa appaiono anche sul mensile “Informazione Vincenziana”.
Nel 2004 ha fatto parte della giuria popolare del V Concorso di Composizione su testi sacri, Premio “F. Caracciolo”, istituito dalla Chiesa Evangelica Luterana di Napoli.
Nel 2005 comincia la sua collaborazione con il settimanale salernitano “Agire”, dove è responsabile di una rubrica dedicata a recensioni di cd e concerti.
Dal 2006 ha collaborato, sulla rete, al progetto Guide di Supereva, in qualità di Guida di Critica di Musica Classica, mettendo a disposizione l’esperienza finora acquisita, con una serie di rubriche legate al mondo della musica.
Nel 2007, durante l’XI Festival Pianistico, organizzato dall’Associazione Napolinova, nell’ambito del “Maggio dei Monumenti”, ha esposto una relazione su “Pianisti beethoveniani fra passato e futuro”.
Nel 2008 è intervenuto al “Seminario di giornalismo e comunicazione musicale”, organizzato dall’Associazione Organistica “Giovanni Maria Trabaci” e coordinato da Stefano Valanzuolo, nell’ambito di un incontro dal titolo “Formazione e Informazione”.
Nel 2009 ha presentato, alla Sala della Loggia del Maschio Angioino, il cd “Manfred, d’amore, morte e d’altri demoni” di Andrea Manferlotti e Ferdinando de Martino (Graus Editore).
Nel 2010 è stato invitato in Vaticano per assistere al concerto tenutosi nella sala Clementina in occasione dell’onomastico di Papa Benedetto XVI
Le sue recensioni sono presenti sui siti di alcune delle maggiori case discografiche internazionali (Naxos, Arts Music, Membran, CAM, Idyllium, Tactus).
Dal 2011 collabora con MusicArTeatro curando le Rubriche: CRITICA CLASSICA e DONNE IN MUSICA

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2 marzo, 2011 Posted by | Arte, Critica Classica, Cultura, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Marco Del Vaglio, Musica, Musica classica, Napoli, Recensioni | , , | 1 commento

Giovedì 3 marzo 2011 la Vienna Vegetable Orchestra ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Critica Classica di Marco del Vaglio:
Giovedì 3 marzo 2011 la Vienna Vegetable Orchestra ospite della stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Giovedì 3 marzo, la Vienna Vegetable Orchestra, per la prima volta a Napoli, darà vita ad una particolarissima performance nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo, alle ore 21: armati di vegetali, nove personaggi provenienti da esperienze artistiche disparate realizzano musica “convenzionale” con mezzi “non convenzionali”.
Cetrioli, lattuga, patate, radicchio, peperoni, melanzane e zucche si trasformano in curiosi strumenti che vengono manipolati in chiave ritmica ma anche melodica.
La preparazione del concerto inizia la mattina tra i banchi del mercato, perché gli ortaggi e le verdure devono essere sempre freschissimi; nel pomeriggio le ‘materie prime’ vengono svuotate, intagliate, assemblate per ottenere gli strumenti che saranno utilizzati per la performance e… dopo il concerto gli strumenti saranno serviti sotto forma di zuppa, conditi con spezie e aromi, così il pubblico li potrà assaporare una seconda volta!

Costo del biglietto

I settore: 25 Euro
II settore: 20 Euro
III settore
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani: 8 Euro

Last minute (giovani al di sotto dei 31 anni): 3 Euro, in vendita un’ora prima del concerto.

Per informazioni:
sito web: www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Programma

Onionoise è il terzo CD della Vegetable Orchestra, un ensemble unico nel suo genere il cui progetto è quello di studiare le possibilità di resa sonora della verdura fresca.
Il suono prodotto dagli strumenti creati dalle verdure è sorprendente, una eterogenea moltitudine di gemme acustiche e suoni inconsueti la cui origine organica non è immediatamente riconoscibile.
Le composizioni sono create su misura delle specifiche carattestiche degli strumenti vegetali impiegati, sia riguardo alle sfumature della qualità del suono che alla ottimizzazione della resa acustica.
Una importante caratteristica dell’orchestra è la sua struttura aperta: tutto il gruppo partecipa ad ogni aspetto della creazione del CD, dalla composizione alle fotografie, al design fino alla produzione e distribuzione.

Scoville – una sezione di ottoni ottenuta con i porri si sovrappone ad una trascinante sezione ritmica di melenzane con un basso di zucca

Nightshades – un ritmo ipnotico tenuto da due melenzane, una percossa e l’altra strofinata su cui si inseriscono in una progressione armonica due foglie di porro, con un sottofondo di cipolle fruscianti, carote cinguettanti e sonagli di piselli.

Le massacre du Printemps – ispirato a “Le Sacre du Printemps” di Stravinskij, un brano ambient prodotto da sfoglie di cipolla e flauti di ravanelli con la partecipazione di uno “scivolo vegetale”

Transplants – violini di prezzemolo, chitarre di sedano e uno xilofono fatto con le carote creano una frammentaria melodia su una base ritmica resa da timpani creati da zucche fresche e secche e fagioli secchi

Pocket Stampede – il suono pulsante di flauti creati da ravanelli e carote incontrano violini di prezzemolo e violoncelli di sedano. Una composizione quasi austera basata su suono e struttura

Malang – ispirata alla città indonesiana di malang e dominata da xylofoni fatti con le carote, questa composizione risuona di atmosfere di musica Gamelan balinese

Regen – la base sonora di questo brano è prodotta da una “puntina” fatta da un fagiolo su un disco di vinile, con sottofondo di flauti di carote e fruscio di cipolle, con improvvisazioni di altri strumenti

Brazil – un viaggio acustico nel fantasmagorico mondo di “Brazil” di Terry Gilliam. Ritmi sudamericani con zucche secche e percussioni di fagioli secchi interrompono il suono liquido e sciabordante di cavoli e ravanelli per confluire in un verde caos sonoro

Excess Pressure Symphony – il fragile suono di flauti in glissando, cetrioli ritmici e violini di prezzemolo prende corpo in una astratta traccia musicale piena di sfumature e movimenti acustici

Krautrock – il titolo è un omaggio al rock elettronico tedesco degli anni ’70: il suono di quattro cavoli passati attraverso un pedale distorsore per chitarra.

Vienna Vegetable Orchestra
Unica al mondo, si esibisce su strumenti propri, fatti interamente di verdura fresca.
La Vegetable Orchestra ha sede a Vienna ed è stata fondata nel 1998; conta 12 musicisti, un ingegnere del suono e un video/light designer.
La formazione si è esibita ormai in tutta Europa e in Asia, e da sempre si dedica anche a workshop sulla realizzazione di questi particolari strumenti e sugli aspetti del suono che li riguardano. L’utilizzo di ogni diverso tipo di vegetale crea infatti un universo sonoro musicalmente ed esteticamente unico.
Non ci sono barriere o restrizioni di alcun tipo nelle scelte musicali della Vegetable Orchestra. Gli stili più diversi sono qui fusi – musica classica e contemporanea, house, electtronica speriamentale, free jazz, techno – il loro focus è andato sempre espandendosi, permettendo recentemente di sviluppare nuovi suoni ed effetti, grazie agli strumenti vegetali.
Ogni membro della Vegetable Orchestra ha voce in capitolo relativamente alle scelte musicali, estetiche e tecniche. L’ensemble è un mix di artisti con differenti provenienze artistiche (musicisti, visual art, architetti, designer, media artist, scrittori, poeti) che si sono trovati in questo progetto.
La continua ricerca e lo studio della performance grazie agli strumenti vegetali è parte centrale dell’attività dell’Orchestra, in questo senso il personale background di ogni componente dell’ensemble portato all’interno del progetto è di vitale importanza e la varietà del tipo di approccio creativo assicura l’autonomia artistica di questo gruppo davvero unico.
Un concerto della Vegetable Orchestra poi, coinvolge in tutti i sensi: alla fine del concerto viene offerta al pubblico una zuppa di verdura fresca fatta con gli strumenti utilizzati, poiché costruiti ad hoc per ogni spettacolo.

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2 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Concerti, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Musica | | Lascia un commento

Siena, i corsi dell’Accademia Chigiana “soffiano” su 80 candeline

Critica Classica di Marco del Vaglio:
Siena, i corsi dell’Accademia Chigiana “soffiano” su 80 candeline

Prenderà il via il prossimo 4 luglio l’80ª edizione dei prestigiosi corsi chigiani, una delle esperienze più longeve a livello internazionale nell’ambito del perfezionamento musicale e una vera e propria fucina di talenti: dalle aule dello storico Palazzo Chigi Saracini sono passati i più grandi interpreti del ‘900 e proprio qui hanno studiato e studiano i più talentuosi giovani artisti contemporanei, tra cui Silvia Colasanti, Antonino Fogliani, Christopher Franklin, Sol Gabetta, Janine Jansen, Sayaka Shoji, Anna Tifu.

All’Accademia Chigiana torneranno anche quest’anno ad insegnare i nomi più celebri della musica internazionale.
Le novità di questa edizione interesseranno tre corsi: quello di clarinetto, che vedrà come nuovo docente Alessandro Carbonare, quello di pianoforte, con la celebre pianista russa Lilya Zilberstein che si affiancherà allo storico docente Joaquín Achúcarro, ed infine, dopo il successo del seminario tenuto lo scorso anno, quello di musica da camera con pianoforte che vedrà impegnato il pianista tedesco Alexander Lonquich.

Nell’estate 2011 i docenti che saliranno in cattedra a Palazzo Chigi Saracini saranno per il corso di canto Renato Bruson (17–30 agosto) e Raina Kabaivanska (27 luglio-13 agosto), per il corso di chitarra e musica da camera Oscar Ghiglia (4-30 luglio), per il corso di clarinetto Alessandro Carbonare (11-28 luglio), per la classe di composizione Azio Corghi (11-15 luglio e 26-30 luglio), per il corso di composizione di musica per film Luis Bacalov (2–23 agosto), per il corso di contrabbasso Franco Petracchi (8–23 agosto).

Il corso di direzione d’orchestra sarà affidato anche quest’anno a Gianluigi Gelmetti, che, come tradizione, si avvarrà della Sofia Festival Orchestra (periodo A 18-30 luglio, periodo B 1–27 agosto), offrendo così ai suoi allievi l’occasione di cimentarsi con la direzione di un’orchestra di grande prestigio.
Per il corso di flauto ci sarà Patrick Gallois (25 luglio-6 agosto), per il corso di musica da camera con pianoforte Alexander Lonquich (4-16 luglio), per quello di pianoforte Joaquin Achucarro (18-30 luglio) e Lilya Zilberstein (1–13 agosto), per il corso di quartetto d’archi e musica da camera Günter Pichler del Quartetto Alban Berg (18 luglio–6 agosto), per il corso di viola Juri Bashmet (7–19 luglio), per quello di viola e musica da camera Bruno Giuranna (17–31 agosto), per il corso di violino Salvatore Accardo (11–31 agosto), Boris Belkin  (21 luglio–11 agosto) e Giuliano Carmignola (4-20 luglio), per il corso di violoncello David Geringas (17-31 agosto) e Antonio Meneses (25 luglio–13 agosto).

Continua così una lunga tradizione che ha portato l’Accademia Chigiana ad acquisire fama internazionale nel campo della didattica musicale. I corsi estivi, fondati nel 1932 dal Conte Guido Chigi Saracini, sono seguiti ogni anno da allievi provenienti da ogni parte del mondo: nel 2010 sono state circa 50 le nazioni rappresentate.
Merito dell’offerta formativa, che comprende tutti i principali strumenti e ambiti musicali, e della qualità e professionalità dei docenti – alcuni appartenenti ormai alla tradizione dell’Accademia Chigiana, altri di più recente inserimento – selezionati tra i migliori nel panorama musicale internazionale.
Inoltre l’Accademia, oltre ad offrire un consistente numero di borse di studio, è da sempre molto attenta alla valorizzazione dei suoi giovani; in quest’ottica offre loro numerose occasioni per sottoporsi alla “prova del pubblico” con saggi, concerti – anche in ensemble formati da maestri e allievi – accordi e collaborazioni con altre istituzioni musicali o vere e proprie tournée, sia in Italia sia all’estero.
L’esperienza più recente in questo costante impegno è “Talenti chigiani 2010”, la rassegna inserita nel cartellone dell’88ª Micat in Vertice attualmente in corso, che vede i più promettenti allievi dei corsi estivi impegnati nel ciclo integrale delle sonate per violino e pianoforte di Beethoven.

Le domande di iscrizione all’80ª edizione dei corsi chigiani devono pervenire entro il 15 maggio per il corso di direzione d’orchestra ed entro il 31 maggio per quello di composizione.
Per tutti gli altri, il termine ultimo per presentare le richieste è il 10 giugno.

Tutte le informazioni sul bando d’iscrizione, sulle tasse previste e sulle date degli esami di ammissione a ogni singolo corso sono consultabili on-line sul sito dell’Accademia, www.chigiana.it

Per informazioni tel. 0577 22091

Ufficio stampa Accademia Chigiana:
Agenzia Freelance
tel.: 0577 219228 – 272123
Sonia Corsi
cell.: 335 1979765
Agnese Fanfani
cell.: 335 1979385
e-mail: relazioni@chigiana.it o info@agfreelance.it

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2 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazioni Musicali, Giornalisti, Italia, Marco Del Vaglio, Musica, Regioni | , , | Lascia un commento

n. 8 Donne in musica: GALINA USTVOLSKAYA

Galina Ustvolskaya di Marco del Vaglio

Figura molto particolare nell’ambito del panorama musicale russo del Novecento, Galina Ivanovna Ustvolskaya (1919 – 2006) ha dovuto attendere l’inizio degli anni ’80 per raggiungere una notorietà internazionale.
Molteplici le cause che hanno concorso a questo successo così ritardato, dall’emarginazione alla quale è stata costretta, da parte di un regime che non accettava la sua musica, fino al fatto che la Ustvolskaya non ha mai rilasciato interviste e raramente si è spostata da San Pietroburgo, sua città natale.
Anche per questo di lei si è sempre saputo poco, e quel che si conosce risale alla sua gioventù quando, allieva di Shostakovich, strinse con lui un sodalizio sia musicale che sentimentale, in un periodo durante il quale essere artisti d’avanguardia in Russia significava spesso rischiare la vita.
Il rapporto della Ustvolskaya con il suo maestro fu abbastanza particolare, in quanto si può affermare che fosse il compositore russo a chiedere consigli a lei, e a farsi aiutare nella revisione di molte sue opere, e non viceversa.
Chiusa, motivi mai chiariti, questa lunga parentesi durata dal 1937 a metà degli anni ’50, la Ustvolskaya ha preferito, compatibilmente con i limitatissimi spazi a sua disposizione, far parlare le sue opere. Ed anche i critici, più che focalizzarsi sul personaggio, hanno cercato di analizzarne nei dettagli le composizioni.
Innanzitutto, per gli incipit talora molto violenti che contraddistinguono i suoi brani, è stata soprannominata The Lady with the Hammer, ovvero “La signora con il martelletto” (dove il martelletto è quella parte del pianoforte che, battendo sulla corda, è responsabile del suono dello strumento).
Numerose sono state, poi, le congetture sorte attorno al suo stile che, almeno inizialmente, presenta comprensibilmente punti di contatto con Shostakovich.
Con il passare degli anni, i notevoli mutamenti evidenziati sono stati fonte di divisione fra i critici, che hanno finito per attribuire alla musica della Ustvolskaya affinità con i più disparati autori moderni. Ad esempio, per la forte presenza di tematiche religiose, qualcuno l’ha paragonata a Messiaen, ma il Dio evocato dalla Ustvolskaya è legato ad una concezione veterotestamentaria, che non ritroviamo assolutamente nei brani del compositore francese.
Ad ogni modo la sua produzione comprende appena ventuno pezzi ufficiali (avendo la compositrice ripudiato diversi suoi brani), caratterizzati da una vena molto originale, ma taluni risultano abbastanza ostici all’ascolto.
Per quanto riguarda la discografia, essa risale quasi tutta all’ultimo quarto di secolo, compresa la riedizione di alcune incisioni effettuate in anni precedenti, e raccoglie le composizioni maggiormente significative, particolarmente indicate per gli amanti della musica contemporanea, che potranno così confrontarsi direttamente con un’autrice particolarissima.

Marco del Vaglio

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23 febbraio, 2011 Posted by | Compositori, Cultura, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Musica, Musica da camera, musica sinfonica | , | 1 commento

n.6 Donne in musica:GERMANE TAILLEFERRE

Germane Tailleferre di Marco del Vaglio

Nata a Parc Saint-Maur nella Marna nel 1892, Germaine Tailleferre si trasferì a Parigi con la famiglia e, appena dodicenne, entrò nel Conservatorio della capitale francese. La decisione fu a lungo osteggiata dai genitori che, ben presto, dovettero ricredersi perché la piccola Germaine fece subito emergere le sue eccezionali doti musicali per la soddisfazione dei suoi insegnanti Dallier (armonia e solfeggio), Caussade (contrappunto) e Estyle (accompagnamento al pianoforte).

Decisivo per la sua carriera di compositrice risultò l’incontro con Milhaud, Auric ed Honegger.

Insieme a Satie e Poulenc formarono nel 1918 “I Nuovi Giovani” (“Les nouveaux jeunes”), che due anni dopo divenne il più noto “Gruppo dei Sei” (“Les Six”).

Il sodalizio durò pochissimo, ma il sestetto si guadagnò un posto importante nella storia della musica del XX secolo poiché la concezione dei suoi componenti, il cui ideologo era il poeta, scrittore e regista Jean Cocteau, partiva da una sincera avversione verso le correnti musicali del tempo e, usando i più svariati materiali sonori, jazz incluso, dava vita a brani decisamente ironici ed anticonformisti.

Al proposito va aggiunto che, nell’ambito del gruppo, non vi fu mai una omogeneità di stile, e che la Tailleferre, pur alla ricerca di nuove tecniche, non rinnegò mai in modo netto la tradizione.

A conferma di ciò ricordiamo che, fino al 1930, studiò orchestrazione con compositori quali Ravel e Fauré, ed inoltre i suoi brani fecero spesso riferimento ad autori del passato come Couperin e Scarlatti.

Altre note salienti sulla vita della Tailleferre riguardano il periodo 1942-46, trascorso negli Usa, e il successivo ritorno in patria, dove negli anni ’50 accompagnò al pianoforte il baritono Lefort.

Inoltre lavorò per la Radiotelevisione Francese, scrisse musica per film e tenne numerose conferenze sul “Gruppo dei Sei”, rimanendo in attività fino a poco tempo prima della morte, che avvenne a Parigi nel 1983.

Marco del Vaglio

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9 gennaio, 2011 Posted by | Art, Arte, Compositori, Cultura, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Music, Musica, Pianisti | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

n.6 Donne in musica:AMY CHENEY BEACH

Amy Cheney Beach di Marco del Vaglio

Amy Cheney nacque a Henniker, nel New Hampshire, il 5 settembre 1867. Sua madre era una pianista e si accorse subito che la figlia era dotata di un talento eccezionale.
Narrano le biografie che, a due anni, la piccola Amy già aveva dimestichezza con la scrittura musicale, a quattro compose il primo brano ed a sette si esibì in pubblico come pianista.
A otto anni, ormai musicista “matura”, si trasferì a Boston con la famiglia e lì iniziò a prendere lezioni ufficiali di pianoforte, armonia, contrappunto e composizione.
A sedici anni debuttò con la Boston Symphony Orchestra e per due anni prese parte regolarmente come solista ai concerti della prestigiosa compagine.
La sua vita cambiò a 18 anni, quando sposò l’affermato fisico Henry Harris Aubrey Beach di 25 anni più anziano di lei.
Sotto la spinta del marito si dedicò esclusivamente alla composizione e abbandonò la carriera solistica, dando concerti solo a scopo benefico o in occasione della presentazione di nuovi brani.
Alla morte del marito, avvenuta nel 1910, la Beach intraprese una tournée di tre anni per poi ritornare negli USA a New York City.
Dal 1921 al 1941
trascorse ogni anno un lungo periodo alla MacDowell Colony, una fattoria di 450 acri acquistata dal compositore Edward MacDowell e dalla moglie con lo scopo di ospitare artisti di talento.
Negli ultimi anni, a causa della salute malferma, Amy Cheney Beach fu costretta a ritirarsi nel suo appartamento di New York, dove morì a 77 anni per un attacco di cuore.
La sua produzione comprende più di 150 brani, tra songs, pezzi sacri, musica da camera e musica sinfonica, fra i quali spicca, per importanza storica, la Sinfonia Gaelica che, oltre ad essere un lavoro molto interessante, rappresenta la prima sinfonia scritta da una donna americana.
Per quanto riguarda lo stile, mentre agli albori della carriera prese come riferimento Brahms e Wagner, con il trascorrere degli anni la sua musica esplorò le sonorità moderne, senza però rinnegare la base melodica di partenza.
Marco del Vaglio

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8 novembre, 2010 Posted by | Amy Cheney Beach, Art, Compositori, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Music, Musica, Musica da camera, musica sinfonica, New York, Pianisti, USA | , | 5 commenti

n.5 Donne in musica: EVELYN GLENNIE di Marco del Vaglio

Evelyn Glennie di Marco del Vaglio

Nata nel 1965, in un sobborgo contadino poco distante da Aberdeen, Evelyn Glennie non ha avuto da piccola grossi contatti con la musica, se si eccettua il fatto che la madre suonava l’organo nella chiesa del paese.
Eppure, nonostante vivesse in un ambiente quasi privo di stimoli, gli insegnanti si accorsero che quella bambina aveva una predisposizione naturale verso la musica.
Fu quindi indirizzata, a otto anni, verso studi pianistici, ma già a dodici cominciò ad essere attirata dalle percussioni, decidendo che avrebbe indirizzato tutte le sue energie per diventare una solista in quel campo.
In realtà, quando la piccola Evelyn iniziò la sua carriera era totalmente ignara del fatto che un percussionista, rispetto ad un violinista o ad un pianista, non dispone di un repertorio tale da poter sostenere, da solo, un’esibizione.
A questo va aggiunto il fatto che la Glennie era praticamente sorda fin dalla tenera età, a causa del progressivo danneggiamento di un nervo auricolare e, almeno in partenza, ebbe grosse difficoltà a far comprendere che riusciva ugualmente a sentire la musica, osservando e percependo le vibrazioni degli strumenti.
Ben presto, però, la sua tenacia fu premiata poiché, man mano che cresceva la sua fama, aumentavano anche i lavori composti espressamente per lei.
Il resto è storia degli ultimi anni, durante i quali Evelyn ha girato il mondo in lungo e in largo, con una media di quasi cento concerti all’anno, esibendosi con artisti dei vari continenti e facendo tesoro di queste esperienze per estendere le sue conoscenze nell’ambito degli strumenti a percussione.
Come compositrice ha scritto numerosi brani, alcuni dei quali per sceneggiati e film televisivi dell’area britannica, collaborando anche con la popstar islandese Björk, mentre il regista Thomas Riedelsheimer ha girato un documentario su di lei, dal titolo “Touch the Sound” (2004).
Numerosi, infine, i riconoscimenti ricevuti per i suoi indubbi meriti, fra i quali ricordiamo il premio come “Donna Scozzese del decennio” (1990), diversi titoli universitari honoris causa e la nomina, nel 2007, a Dame Commander of the British Empire (sorta di equivalente femminile del titolo di baronetto).
Marco del Vaglio

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Touch the sound (trailer)

28 settembre, 2010 Posted by | Arte, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Musica, Percussionisti | , , | Lascia un commento

n.4 Donne in musica: LILI BOULANGER di Marco del Vaglio

Lili Boulanger di Marco del Vaglio

Marie-Juliette Olga (Lili) Boulanger nacque a Parigi nel 1893 da Ernest e Raïssa Myshetskaya, cantante che vantava nobili origini russe, di 40 anni più giovane del marito.
La nonna, Marie-Juliette Hallinger-Boulanger, era stata una stella dell’Opéra-Comique ed il padre, oltre ad insegnare canto al Conservatorio di Parigi, era un apprezzato compositore, amico e collega di Gounod, Massenet e Fauré.
Inoltre non si può dimenticare Nadia, la sorella maggiore, che formò generazioni di compositori non solo francesi e, ad appena 25 anni, iniziò anche una fulgida carriera di direttrice d’orchestra.
La vita di Lili fu difficile fin dall’inizio poiché, già in tenera età, rischiò di morire a causa di una malattia respiratoria che abbassò notevolmente le sue difese immunitarie.
La forte debilitazione facilitò l’instaurarsi, nell’organismo, di una infiammazione del tratto gastro-intestinale, nota come sindrome di Crohn, che sarebbe stata la triste compagna di tutta la sua breve esistenza.
Nonostante le limitazioni dovute alla malattia, Lili ebbe una notevole vita sociale ed il suo fortissimo senso religioso le permise di lenire le sofferenze alle quali era frequentemente sottoposta.
La sua carriera artistica fu strepitosa, se si pensa che a sei anni prendeva lezioni di organo da Louis Vierne (1870-1937) mentre, con l’aiuto della madre, studiava violino, violoncello, pianoforte ed arpa.
Ma il suo sogno era di aggiudicarsi il “Prix de Rome”, il concorso per compositori più prestigioso e difficile dell’epoca, che anni addietro era stato vinto dal padre.
A tale scopo iniziò a studiare con Georges Caussade (1873-1936), famoso docente del Conservatorio di Parigi.
La sua capacità di apprendimento era talmente veloce che, al secondo tentativo, effettuato nel 1912, stravinse il concorso con la cantata Faust ed Hélène.
Il suo trionfo ebbe vasta eco sulla stampa in quanto, in una società maschilista, fece quasi scalpore la vittoria di una ragazza poco più che diciannovenne.
A partire da quel momento, Lili conobbe un grande successo ed ebbe ancora il tempo di scrivere lavori significativi quali i Salmi n. 24, n. 129 e n. 130, ed il Pie Jesu, terminato nel 1918, qualche giorno prima di morire, che venne eseguito al suo funerale in un’atmosfera di costernazione generale.

Marco del Vaglio

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24 agosto, 2010 Posted by | Arte, Compositori, Cultura, Francia, Giornalisti, Marco Del Vaglio, Music, Musica, Parigi | , , | 1 commento

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