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13 gennaio 2018|Toscanini e il San Carlo|Conversazione di Francesco Canessa all’Opera Cafè del Teatro San Carlo

Sabato 13 gennaio 2018 alle ore 11,30 all’Opera Café del Teatro San Carlo di Napoli  Francesco Canessa terrà una conversazione sul tema “Toscanini e il San Carlo -Storia inedita di un amore mancato” a cura dell’Associazione “Amici del San Carlo”

Ingresso gratuito dai portici del Teatro o da Piazza San Ferdinando

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10 gennaio, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Cultura, Francesco Canessa, Napoli, Teatro San Carlo | , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 16 marzo presentazione al Clubino del nuovo libro di Francesco Canessa: “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Ed. La Conchiglia)

Copertina
Mercoledì 16 marzo, alle ore 20.30, presso “Il Clubino” (Via Luca Giordano, 73 – Napoli), presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Edizioni “La Conchiglia”).

Al termine la consueta “spaghettata”.
Contributo serata: € 5.

Un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati dell’opera lirica

Un tenore muore come Sigfrid in scena e sulla musica della sua marcia funebre, torna in camerino e muore per davvero.
Accadde nel febbraio del 1915 al Metropolitan di New York, il cantante era il tedesco Rudolf Berger, e quel camerino l’aveva in coabitazione con un famoso collega napoletano, Enrico Caruso, che ne rimase sconvolto.
Passarono un po’ di anni, e il ricordo di quell’evento riemerse e si trasformò in ossessione, una sorta di miraggio per colui che era diventato il personaggio di spettacolo più famoso del mondo, la morte in scena inseguita come la sublimazione suprema della vita dell’artista.
francesco-canessaQuesto libro di Francesco Canessa (nella foto) ripercorre in una chiave di lettura nuova ed essenzialmente drammatica gli ultimi anni di vita del più celebre tenore d’ogni tempo, spentosi a 48 anni, intrecciando la sua storia familiare ed artistica con quella dei Canessa Antiquaires, tre fratelli che a New York, Parigi e a Napoli gli furono molto vicini e lo guidarono nella sua passione per gli oggetti antichi che coltivò, aggiungendo alla personalità di artista una profonda dimensione culturale ed una posizione di rilievo nel mondo del collezionismo d’arte.
Vi si racconta anche degli anni in cui il tricolore sventolava sul più importante teatro d’America, con Gatti Casazza e Toscanini al comando di una schiera di italiani alla ribalta, con al centro il “trio” napoletano Caruso, Scotti e Amato.
Nelle pagine che narrano i primi passi del tenore, dai palcoscenici di provincia alle capitali della lirica, si demolisce con una serie di documenti il falso mito dei fischi ricevuti al San Carlo, il teatro della sua città.

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12 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Il Clubino, Associazioni culturali, Campania, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Libri, Musica, Musica Lirica, Napoli, Regioni | , | Lascia un commento

Martedì 16 febbraio al Conservatorio di Avellino presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso”

Copertina libro Canessa su Caruso
Martedì 16 febbraio, alle ore 15.00, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino verrà presentato il libro di Francesco Canessa, Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso (Capri, Edizioni La Conchiglia, 2015).
Un approccio diverso dal convenzionale mette in luce un Enrico Caruso che stravolse il modo di cantare del Novecento.
Una vocalità in sintonia con la sensibilità verista dette voce a una delle conquiste tecnologiche più innovative del secolo che determinò la diffusione dell’opera lirica al di fuori dei teatri: il grammofono.
Così nacque l’astro Caruso in America e la figura del grande tenore fu consacrata prima star nella storia del teatro e della musica italiana.
Francesco Canessa, martedì 16 febbraio, alle ore 15.00 al Conservatorio Cimarosa di Avellino, discuterà del libro con la professoressa Tiziana Grande.
L’appuntamento fa parte della rassegna Parole di Musica, organizzata dal corso di laurea in Discipline storiche critiche e analitiche della musica dell’istituto avellinese, coordinata dal prof. Antonio Caroccia.
Nel primo appuntamento ad essere presentato è stato il volume di Bianca Maria Antolini “Italia 1911. Musica e società alla fine della Belle Époque”.
“Anche questa volta avremo la possibilità di parlare di musica mettendola in rapporto al periodo, ricco di avvenimenti e di trasformazioni sociali e politiche, che segnò tutto il resto del “secolo breve”. Dall’analisi condotta dalla professoressa Antolini lo scorso 2 febbraio alla biografia del grande tenore, che catalizzò l’attenzione del pubblico e della critica del primo Novecento, grazie al racconto di uno studioso del calibro di Francesco Canessa, proseguiamo insieme un percorso di esplorazione delle nostre origini musicali”.
Così il direttore del Cimarosa Carmine Santaniello sulla manifestazione che quest’anno si ripropone dopo il successo dell’anno scorso.
Francesco Canessa è stato sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, giornalista e critico musicale, ha collaborato con Il Mattino, Roma, La Patria e Il Giorno, oggi scrive per la Repubblica, ma la sua biografia è molto più ricca.
La sua capacità di comunicare e la spiccata curiosità di Canessa trovano naturale completamento nella sua grande esperienza nel mondo della musica e del teatro italiano.

Ricordiamo, inoltre, che domani alle 17.30, sempre al Conservatorio si terrà il concerto per la Giornata nazionale dell’Alta Formazione, momento di protesta e proposta negli istituti superiori musicali italiani, indetto da una mozione comune per il riconoscimento del valore sociale e culturale dell’alta formazione musicale del nostro Paese, sottoscritta dalle conferenze dei Presidenti, dei Direttori e dei Presidenti delle Consulte degli studenti dei Conservatori statali e non statali italiani.
Sul palco del Cimarosa l’Aldo Farias Quartett, con Aldo Farias alla chitarra, Pasquale Bardaro al vibrafono, Angelo Farias al basso e Giuseppe La Pusata alle percussioni, che presenteranno i successi di Different Ways.

Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa

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12 febbraio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Letteratura, Libri, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Regioni | , , , , , | Lascia un commento

Lunedì 11 novembre, si presenta l’ultimo libro di Francesco Canessa “Attori si nasce” presso il Salone Rubinacci di Palazzo Cellammare

Attori si nasce copertina2Si presenta lunedì 11 novembre a Napoli presso il Salone Rubinacci di Palazzo Cellammare (via Chiaia 149 ore 18,30) l’ultimo libro di Francesco Canessa
Attori si nasce – protagonisti e grandi famiglie del Teatro napoletano”
edito da La Conchiglia in occasione del cinquantenario della scomparsa di Titina De Filippo, che cadrà il prossimo 26 dicembre. Ricorrenza vicina anche al trentesimo anniversario della scomparsa di Eduardo, che cade nel 2014. All’incontro condotto da Giuliana Gargiulo partecipano Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile e del Napoli Teatro Festival, Claudio Novelli, curatore dell’archivio  Eduardo De Filippo, l’attrice Annie Pempinello, il musicista Brunello Canessa.
In collaborazione con l’Associazione Culturale Il Globo

Attori si nasce” segue il cammino del Teatro Napoletano nella prima metà del Novecento, quando da espressione localistica si trasforma nei contenuti e nel linguaggio in fenomeno drammaturgico di valore assoluto. Il libro parte dal processo a Eduardo Scarpetta intentato  da Gabriele D’Annunzio e Marco Praga a nome della Società degli Autori, per la parodia in dialetto della “Figlia di Jorio” e si chiude con l’affermazione planetaria di “Filumena Marturano” tradotta in più di 40 lingue e rappresentata in tutto il mondo.

Francesco Canessa-2La tesi dell’autore (nella foto) è che una simile evoluzione non sarebbe stata possibile senza il contributo creativo di più generazioni di attori. E il racconto porta a conoscere da vicino i più geniali tra questi teatranti, da Eduardo Scarpetta a Raffaele Viviani, da Gennaro Pantalena a Tina Pica – che in alcuni momenti fa da filo conduttore alla narrazione – a Totò e alla nascita del Teatro di  rivista al Nuovo sopra Toledo, ad Armando Gill che anticipa la figura del cantautore e tanti altri ancora, sino all’apparizione folgorante dei tre De Filippo, con la seconda stagione creativa edoardiana e a Papa Pio XII che in una udienza privata chiede a Titina di recitare per lui la preghiera di Filumena.

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4 novembre, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Annie Pempinello, Arte, Attori e attrici, Cultura, Francesco Canessa, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 30 maggio nascono gli “Amici del PAN” e si rilegge “La casa dei sogni” di Francesco Canessa

Copertina La casa dei sogniGiovedì 30 maggio, alle ore 18.00, al Palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille, 60), letture da “La Casa dei Sogni” di Francesco Canessa (edizioni La Conchiglia), diario degli anni di guerra vissuti in un appartamento e nel ricovero antiaereo di Palazzo Roccella, oggi Palazzo delle Arti di Napoli, a cura di Annie Pempinello, con la “familiare” partecipazione di Brunello Canessa e del duo formato da Susanna Canessa e Monica Doglione
Modera Riccardo Canessa
Lettura delle cronache del Palazzo a cura di Francesca Sifola

Ingresso libero

Nota di Imma Pempinello

Carissimi amici,
ho il piacere di invitarvi alla presentazione alla città dell’Associazione “Amici del PAN”.
In questo momento delicato per la Nostra Città i cittadini attivi e responsabili devono dare un contributo diretto e fattivo ed uno dei modi di farlo è quello di schierarsi a sostegno di quegli esempi di buona amministrazione che, nonostante le difficoltà, sono emersi ai nostri occhi.
Il PAN è senz’altro uno di questi.
Senza entrare nel merito della programmazione (ma riservandomi di farlo), una cosa è certa, ha dimostrato alla Città come basti una buona amministrazione e poche risorse interne e motivate per fornire numeri e performance di tutto riguardo.
Sotto i nostri occhi è nato un vero e proprio “PAN style” amministrativo.
La presentazione si avvarrà della partecipazione della famiglia Canessa che ha abitato a Palazzo Roccella e che ci svelerà i luoghi e le collocazioni degli ambienti di vita dell’epoca antecedente la destinazione a polo espositivo così ben descritta, d’altra parte, nel libro “La casa dei sogni” di Francesco Canessa.
Vi aspetto numerosi, affettuosi saluti
Imma Pempinello

Partecipa all’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/460697000689993/?context=create#

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27 maggio, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Annie Pempinello, Francesco Canessa, Letteratura, Monica Doglione, Musica, Riccardo Canessa, Susanna Canessa | , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:FIRMO PER SALVARE I RINOCERONTI

 Firmo per salvare i rinnoceronti

Da Repubblica/Napoli del 7/4/2012

Una delle cose che più rovinava la giornata alla signora Iervolino, quando sedeva alla sua scrivania di Palazzo San Giacomo, era la lettura sui giornali del mattino dei <manifesti> o <appelli> o semplici comunicati degli <intellettuali> categoria di solito enunciata nei titoli e certificata da un lungo e variegato elenco di firmatari. Molteplici le occasioni, severe le reprimenda, culturalmente motivata ogni critica, ed un vago senso di superiorità nascosto tra le righe nei confronti di chi le cose le deve fare, non soltanto dire. Ma era, è e sarà sempre importante far conoscere quel che ne pensano di questo o quel problema di interesse comune i non addetti ai lavori, pur se privi di competenza specifica, ma comunque affermati in arti e professioni. Così come l’irascibile sindaco, anche l’autore di questa nota ha sempre provato nel suo piccolo un senso di disagio nella lettura di quei documenti. E si è chiesto più volte quali condizioni si dovessero raggiungere e quali  pratiche svolgere per entrare a far parte di detta categoria di <intellettuali> o meglio di quella parte di essa con licenza di firmare manifesti, appelli o comunicati. Devo confessare che un po’ di volte questa domanda mi è sorta non per motivi obbiettivi, ma per il sommesso rammarico di non trovare tra i firmatari il mio nome, pur in presenza di temi inerenti la città, la cultura e la comunità che la vive, non lontani dalle mie conoscenze e dalle mie esperienze. Perchè il mio lavoro, in fondo, non è mai stato di braccia, ma di testa e con qualche responsabilità anche felicemente onorata, per cui la mia adesione non sarebbe apparsa come quella di un intruso. Ma gli intellettuali-firmatari si autoselezionano di volta in volta e non è facile individuare prima della firma il capofila, cui eventualmente rivolgersi per essere messo in lista. A meno che non si tratti di altro tipo di documenti, non di contenuto critico, bensì propositivo, genere che – dopo il Manifesto Futurista apparso sul Pungolo cent’anni fa – si è fatto a Napoli sempre più raro. Ma ecco una sorpresa, finalmente qualcuno mi invita a firmare qualcosa. E’ l’impegno ad adoperarmi per fermare la mattanza dei rinoceronti in Africa, segnatamente in Namibia e Zimbabwe. C’è poco da sorridere, di questi pachidermi, mi si spiega, nel 1970 se ne contavano 70.000, nel 2007 soltanto 11.000 e lo sterminio prosegue. Il motivo è la presenza sul muso di quel corno aguzzo, che un tempo interessava solo certi signorotti dello Yemen che ne facevano impugnature per le loro armi da cerimonia. Ma ora è diventato merce preziosa in Cina, ove lo si paga 10.000 dollari al chilo. In quella immensa e sempre più imprevedibile nazione, qualcuno ha scoperto che ridotto in polvere il corno del rinoceronte funziona meglio del viagra e l’industria farmaceutica di Stato ne sforna milioni di pasticche al giorno. Grato dell’invito, non soltanto aderisco, ma lo giro a chi – intellettuale o meno – abbia sensibilità animalista o voglia fare un dispetto ai cinesi: basterà indirizzare una mail a davide.bomben@espertiafrica.it  e sarà tra i firmatari.

Francesco Canessa

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18 aprile, 2012 Posted by | Francesco Canessa, Giornalisti | , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:MUSICA IN CRISI PER UNA POSTILLA

Musica in crisi per una postilla

Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012

Una crisi nella crisi s’è aperta con l’anno nuovo nella vita musicale di Napoli e della regione, non quella degli sporadici <eventi> assai presenziati, ma spesso effimeri, bensì quella più nascosta e intensa delle piccole Società di concerto che fanno musica negli spazi anche impropri disseminati sul territorio. Crisi nella crisi perché alla metodica riduzione dei contributi pubblici s’è aggiunta l’entrata in vigore di una legge del 2010 che vieta ai dipendenti delle Fondazioni liriche di svolgere occasionale attività professionale altrove. E poiché solisti e formazioni di musica da camera e anche le piccole orchestre che quella attività alimentano si reggono in buona parte su musicisti che suonano o cantano nelle Fondazioni Liriche, concerti su concerti sono stati da un giorno all’altro cancellati. Non è accaduto solo da noi, ma in tutta Italia e voci autorevoli si sono levate – specie sul web – in difesa della musica per tutti, ora ristretta nelle <cattedrali> da cui i suoi sacerdoti non possono più allontanarsi. Qualcuno, in un eccesso di retorica o per deficienza di informazione, ha gridato allo scandalo e tuonato contro il legislatore che ancora una volta calpesta i valori dell’Arte e della Cultura. Nè è stato risparmiato il Ministero per una circolare applicativa di quell’articolo di legge e i sovrintendenti delle Fondazioni che, San Carlo compreso, l’hanno applicato. Cosa è accaduto? In uno degli innumerevoli tentativi di riforma o quanto meno di correzione del sistema-musica – la legge n° 100 del 29 giugno 2010 – venne fatto salvo il vecchio, permissivo criterio secondo cui il dipendente può “svolgere previo autorizzazione del sovrintendente attività di lavoro autonomo per prestazioni di alto valore artistico” sempre che restino “nei limiti e con le modalità previste dal Contratto nazionale di lavoro”. All’epoca della legge, esso era scaduto e si stava trattando per rinnovarlo. Fu quindi aggiunto al disposto una postilla: “Nelle more della sottoscrizione del Contratto, sono vietate tutte le prestazioni autonome a decorrere dal 1 gennaio 2012”. Un anno e mezzo di tempo per chiudere un accordo e stabilire le conseguenze economiche dei <permessi artistici> fin qui del tutto ignorate, così che il dipendente che avuta l’autorizzazione svolgeva lavoro autonomo per un’altra piccola o grande istituzione, conservava il suo compenso e ne maturava un secondo. E quasi sempre, attraverso il finanziamento diretto o un contributo, era lo Stato a pagare doppio. Quel termine del 1 gennaio 2012 è arrivato, ma non il nuovo contratto, di qui la circolare ministeriale che richiama, come atto dovuto, l’entrata in vigore del decreto. Due le considerazioni: forse l’occasione è giusta per le piccole società di concerto di dedicarsi al lancio di musicisti giovani, lasciando <spalle> e primi strumenti dinanzi ai loro leggii. Per stare alla Campania, qui abbiamo 4 Conservatori, ricchi di studenti e di diplomati pieni di talento che trovano difficoltà enormi ad inserirsi nel lavoro e che potrebbero portare una ventata di freschezza e di entusiasmo in una attività che rischia altrimenti di sclerotizzarsi nel manierismo o nella ricerca velleitaria di una irraggiungibile qualità. La seconda riguarda il sistema-musica nel suo complesso e nella sua storia. Esso nasce in pieno clima del ’68, risalendo la legge che lo disegna – la cosiddetta Legge Corona – alla vigilia del Ferragosto del 1967. E’ arrivata sino a noi pasticciata da una serie infinita di interventi piccoli e grandi che non ne hanno modificato affatto lo spirito e l’ossatura, partita male già ai suoi tempi e proseguita peggio in quelli successivi. Oggi è come una maionese impazzita. Noi che siamo tutti gourmet grazie alle cento trasmissioni di cucina che ci raggiungono dall’etere, sappiamo bene che quando fa così non c’è rimedio, non serve a nulla aggiungere uova, sostituire olio o cambiare recipiente, bisogna soltanto buttarla e rifarla da capo.

Francesco Canessa

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Titolo : “Musica in crisi per una postilla” ( Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012 )

22 febbraio, 2012 Posted by | Art, Arte, Conservatori di Musica, Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Opera, Teatri, Teatro San Carlo | , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: SIAE: Aida e Norma comprano casa

SIAE: Aida e Norma comprano casa
Editoriale di Opera Click  (http://operaclick.com)


Creare un organismo che tutelasse i diritti degli autori e di coloro che stampavano le loro opere fu idea di Giulio Ricordi, un po’ sua e un po’ di Verdi che – attaccato com’era ai beni terreni – si sentiva derubato dagli impresari che si arricchivano mandando in scena con poca spesa Traviate e Rigoletti. Ma nel 1882 il saggio signor Giulio non fu tra i presenti in via Brera a Milano quando a Palazzo Ponti venne fondata la Società Italiana degli Autori, forse perché gli Editori non comparivano nella ragione sociale, che ad essi si allargò soltanto più tardi. Il primo presidente fu lo storico Cesare Cantù, consiglieri Verdi, Carducci, De Sanctis, de Amicis e… scusate se è poco. Un primo rendiconto giunto fino a noi è del 1888 anno in cui furono incassate 4.561 lire ripartite tra 104 autori.
Oggi la SIAE è tutt’altra cosa, un Ente Pubblico che conta oltre alla direzione centrale di Roma, 13 sedi regionali, 34 filiali, 600 circoscrizioni mandatarie e 1200 dipendenti in pianta stabile. Coi venti che tirano non era difficile che qualche turbolenza scuotesse un gigante come questo e che il suo comitato di gestione venisse sostituito da un commissario, un funzionario dello Stato, fin qui a capo del settore Cinema del Ministero dei Beni Culturali, il dottor Gaetano Blandini con una retribuzione record di 500mila Euro l’anno. Né era difficile che i giornali tirassero fuori, oltre a quella dello stipendio, un po’ di storie sospette, visto che il nome di Blandini era comparso nel 2009 tra quelli accostati alla “cricca” di Angelo Balducci e Diego Anemone, in seguito ad alcune intercettazioni allegate al fascicolo che aveva portato in carcere i due protagonisti dello scandalo dei Grandi Eventi.
La storia, raccontata sul Corriere della Sera da Fiorenza Sarzanini, riguarda la dismissione del patrimonio immobiliare della Società. Il 28 dicembre scorso, tra Natale e Capodanno, è stato firmato l’atto di vendita per 80 milioni di Euro di sei immobili di proprietà del Fondo Pensioni, con un ribasso di 23 milioni rispetto al valore apposto nel bilancio SIAE 2010 ove di milioni ne erano segnati 103. Chi sarà mai il fortunato acquirente? Si chiama “Fondo Aida” un braccio operativo della SIAE stessa, uno di quei poli alternativi sbocciati da quando è venuta di moda la “finanza creativa”. E non è il solo, perché passando da Verdi a Bellini, ecco comparire un “Fondo Norma” che ha comprato in blocco e con adeguato sconto (260 milioni di Euro invece di 463) tutti gli immobili in diretta proprietà della Società (di qui il canone di fitto da pagare per il palazzone dell’Eur ove c’è la sede centrale: 600mila Euro l’anno). Il dottor Blandini ha replicato precisando che tutto è in regola e che l’operazione è servita per togliere la SIAE dai guai in cui l’avevano cacciata i precedenti amministratori, e ci auguriamo che sia così. Aida e Norma, ora che hanno comprato casa confluiranno in un terzo e ben più importante Fondo, che raggruppa quattro società di gestione del risparmio in Italia, Svizzera, Lussemburgo e Stati Uniti. Il suo nome è “Sorgente Group” ma proseguendo la denominazione operistica, avrebbe potuto chiamarsi “Falstaff”. Titolo che si suggerisce per la straordinaria ironia del suo finale, che proclama in forma di fuga: “Tutti gabbati!…”

Francesco Canessa

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16 gennaio, 2012 Posted by | Falstaff, Francesco Canessa, Giornalisti, Musica, Musica Lirica, Opera | , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:VIENNA E VENEZIA,IL MODELLO E LA COPIA

Vienna e Venezia, il modello e la copia
Editoriale di Opera Click  (http://operaclick.com)

Da un Capodanno all’altro si fa sempre più difficile comprendere i motivi o le speranze per cui la Rai nella tradizionale diretta del 1 gennaio continua a sacrificare il famoso e festoso Concerto dei Wiener Philharmoniker a Vienna per dar spazio alla malinconica imitazione che ne fa a Venezia La Fenice. E’ questo un programma ingessato in un che non gli appartiene, disegnato sul modello dell’altro – i fiori, gli auguri alla voce, ballerini che danzano sulle scale e nei saloni di palazzi d’epoca – e che non decolla né potrà decollare perché non esprime la particolarità di un impegno che sta alla base del successo planetario del modello, la musica dei ballabili dei Caffè e delle feste popolari che una volta l’anno finisce sui leggii dei Wiener, che della musica colta sono lo storico, glorioso specchio internazionale. Una festa di musica, un gioco nel trasformare la consueta seriosità in una ironica presa in giro di se stessi, purché lo spirito di una grande capitale di musica si riveli tutto insieme, colto o popolare, il fascino della loro Vienna resta eguale. Non si riesce a trovare analogo senso nel pastiche veneziano che in un meccanismo identico sostituisce i valzer e le polke della Famiglia Strauss con “E lucean le stelle”, doloroso preludio alla morte per fucilazione del cavalier Cavaradossi, o il sognante “Ah non credea mirarti” della sonnambula Amina in pericolo tra le pale del mulino. O tanto meno eseguire come bis d’obbligo al posto del Bel Danubio blu e alla Marcia di Radetzky, il Va Pensiero e il Brindisi della Traviata. Oltre alla rinuncia di originalità nella forma, non c’è nella sostanza quel cambio di atmosfera dall’ordinario di un Teatro d’opera allo straordinario di Capodanno, manca dunque il sale dell’eccezionalità a dar sapore all’evento. Ciò malgrado gli sforzi evidenti della Direzione Artistica, che riesce a convincere alla causa direttori di valore e cantanti interessanti, ma dall’immagine di una copia sbiadita non riesce ad uscire. Anche la ripresa Rai in questa ultima edizione ci ha messo del suo, con l’affidarsi lacopiaper gli annunci ad una voce fuori campo – sempre ad imitazione di Vienna – fornita però d’un testo banale ed anche imbarazzante in certe magnificanti iperbole sul valore dei cantanti e nel concludere con un “Canta…” rimasto necessariamente monco la presentazione de La Danza delle Ore.

Francesco Canessa

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8 gennaio, 2012 Posted by | Art, Arte, Concerti, Direttori d'orchestra, Francesco Canessa, Giornalisti, Music, Musica, musica sinfonica, Opera | , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: LE PRIME ALLA SCALA DEL QUARTETTO CETRA

Le prime alla Scala del quartetto cetra

Editoriale di Opera Click (www.operaclick.com) del 10 dicembre 2011.

“In un vecchio palco della Scala/nel gennaio del ‘93/ spettacolo di gala/ signore in decolletee/ discese da un romantico coupé/ Quanta e quanta gente nella sala/c’è tutta Milano in gran soiree/ per ascoltar Tamagno/la Bellingioni Stagno….” E’ una canzone di Garinei e Giovannini, musica di Gorni Kramer, che il Quartetto Cetra portò al successo negli anni felici del boom economico. La seconda strofa comincia eguale, tranne che per la data (il ’93 era quello dell’Ottocento, naturalmente!) e per il mezzo di trasporto: “ In un vecchio palco della Scala, nel gennaio del ‘53/ signore in decolletee, scese da un moderno cabriolè…” Anche il seguito è lo stesso, a parte la sostituzione di Tamagno e della Bellingioni Stagno con imprecisati e improbabili “autori audaci e innovatori”  che aggiornando la canzone diventerebbero i registi, che tali sono per davvero. Ma siamo ormai avanti di oltre mezzo secolo e una terza strofa ci starebbe proprio male, col boom che è diventato default e tanti poveri cristi esplicitamente chiamati a versare lagrime e sangue. Dopo l’ultimo 7 dicembre s’è letta qualche polemica oltre che sullo spettacolo, anche sugli spettatori: troppo lusso, troppi smoking, a cominciare dal Presidente della Repubblica e dal Primo Ministro, troppe toilettes, troppi brindisi sullo sfondo delle inquadrature televisive. Meritavano d’essere di più e più accese, queste polemiche, ma sulla maggior parte dei giornali hanno prevalso i comunicati stampa che insistevano su una “austerità” che in realtà non c’è stata. Bisognerebbe interrogarsi partendo da più lontano, se l’inizio delle rappresentazioni stagionali di un teatro lirico debbano al giorno d’oggi ancora considerarsi occasione privilegiata d’incontro mondano e classista o soltanto la prima di una serie di serate di musica offerta a chiunque ne senta il richiamo culturale o più semplicemente ne provi diletto. In quest’ultimo modo avviene ormai in tutta Europa, ove far musica è considerata l’attività ordinaria dei Teatri e la <serata di gala> s’incontra di tanto in tanto più avanti, con motivazioni diverse, dalla beneficenza a un’assemblea di sponsors, o altre occasioni anche di calendario, come il Carnevale. Ma la cadenza assai spesso quotidiana della produzione musicale è uniforme, non c’è dal punto di vista sociologico alcuna differenza tra la prima e l’ultima rappresentazione. Anni addietro l’autore di questa nota incappò in un infortunio, presentandosi in smoking all’Opéra di Parigi per lo spettacolo d’apertura. Fui rimandato precipitosamente in albergo da Massimo Bongiankino, che ne era il sovrintendente, perché mi cambiassi d’abito. Offrendomi la sua macchina perché facessi presto, mi ammonì dicendo: “Così ti prenderebbero per un cameriere!”L’usanza che credevo attuale era invece scomparsa e del tutto dimenticata.

Mi pare che anche nei Teatri italiani un po’ alla volta l’abito da sera sia caduto in desuetudine. Non tanto per mancanza di eleganza o poco rispetto della circostanza, ma piuttosto per il lento convincimento che all’opera non si va più per apparire, ma per vedere ed ascoltare. Una tendenza cui farebbe bene ad adeguarsi il primo dei nostri Teatri, anche perchè  più degli altri riceve dai cittadini – tramite lo Stato – parte di quelle lagrime e di quel sangue.

Francesco Canessa

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15 dicembre, 2011 Posted by | Francesco Canessa, Giornalisti, Milano, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Opera, Teatri, Teatro alla Scala | , , | 1 commento

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