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Lunedì 12 giugno nell’Auditorium del Conservatorio di Avellino concerto dal titolo “Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento”

V. Laricchia, Ponte sulla Senna a Parigi (collez. G. De Fusco)

Lunedì 12 giugno, alle ore 15.00, nell’Auditorium del Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino, concerto dal titolo Il Pianoforte nella cultura europea tra Ottocento e Novecento (ovvero quanta acqua musicale si sia rimescolata sotto i ponti di Francia), a cura delle classi di Pianoforte principale di Adriana Aprea, Libera Cerchia e della classe di Lettura della partitura/Pianoforte principale di Giuseppe De Fusco

Programma

Frédéric Chopin (1810- 1849): Ballade no 1 Op.23 in Sol min.

Valeria Lonardo (Cerchia: VII corso)

Domenico Scarlatti (1685-1757): Sonata K198 in Mi min.
Johannes Brahms (1833-1897): Rapsodia op.79 no 2 in Sol min.

Rosa Maione (Aprea: VIII corso)

Johannes Brahms: Intermezzo op. 117 no 2 in Sib min.

Giancarlo Torone (De Fusco: VI corso)

Aleksandr Scriabin (1872-1915): Étude op. 42 no 4 in Fa#magg.

Marianna Nappo (Aprea: X corso)

Frédéric Chopin: Étude op. 10 n. 5 in Solb magg.

Valeria Lonardo

Claude Debussy (1862-1918): Pour le piano, suite
(Prélude, Sarabande, Toccata)

Antonella D’Argenio II livello (ex Aprea)

Francis Poulenc (1899-1963)
Française, d’après Claude Gervaise (16ème siècle)
Petite marche militaire (n. 3 da Suite Française)

Angelo Molinario (De Fusco: III propedeutico Pianoforte)

Camille Saint-Saëns (1835-1921): Étude Op.111 no 1 (tierces majeures et mineures)

Carlo Martiniello (Aprea: X Corso)

Francis Poulenc
IIème Intermezzo en réb majeur
Novelette No.1 en do majeur

Antonio Gomena (De Fusco: V Corso)

Aleksandr Scriabin: Cinquième sonate, op.53

Carlo Martiniello

Claude Debussy: Petit Suite (puor piano a quatre mains)
(En bateau, Cortège, Menuet, Ballet)

Carlo Martiniello – Antonella D’Argenio

Note introduttive
Il lettore di queste brevi note (che hanno la piccola pretesa di tracciare una via suggestiva all’ascolto dei tanti brani pianistici qui proposti) non storca il naso nel leggere, tra i titoli, tante indicazioni “en français”.
Non abbiamo certo inteso proporre, perché magari faceva più “chic”, una forzata traduzione dall’italiano di quei brani, notissimi, che hanno nomi già normalmente accettati nella nostra lingua.
Il filo rosso che ci ha guidati è l’idea che la cultura francese, e poi anche la scuola musicale di Francia, abbia permeato fortissimamente (non meno di quella viennese o tedesca) la civiltà europea della musica tra la prima metà dell’Ottocento e la prima del Novecento.
Ciò si riverbera, inevitabilmente, in quella grande fioritura di brani scritti in poco meno di cent’anni per lo strumento principe di quest’epoca musicale: il pianoforte.
Il polacco Frédéric Chopin, solo di transito a Parigi, vi rimase invece moltissimi anni divenendo ben presto emblema di Francia (e mutando, à la française, persino il proprio cognome Chopinski).
Le sue composizioni, per quanto intrise di spirito della propria terra, ebbero tutte nomi in sintonia con la nuova patria che lo accolse come un figlio: Valse, Polonaise, Étude….
Nella prima e celeberrima Ballade in Sol minore vengono colati molti degli stilemi della sua scrittura in un polittico di inaudita tensione armonica e drammatica, che lascerà per sempre il segno nella storia della musica a venire.
Prevengo l’obiezione del lettore: ma, in questa sequenza, che posto può essere assegnato a Domenico Scarlatti, che suonava il clavicembalo e per di più nel secolo (Settecento) precedente? Eppure, la riscoperta di Scarlatti al pianoforte (croce e delizia ieri e oggi di tanti pianisti) nasce proprio nella prima metà dell’Ottocento: e Frédéric Chopin ne faceva largo uso (insieme a pochissimi altri nomi, primo fra tutti il sommo Bach) coi propri allievi, stimandolo degno di una prassi didattica che ha poi ben attecchito nei tempi successivi.
L’amburghese Johannes Brahms nella nostra antologia è, lo ammettiamo, un pò l’eccezione che conferma la regola iniziale della “risciacquatura in Francia” di molta musica di matrice europea.
Vissuto prevalentemente in Germania, con una cultura che al massimo oscillava tra l’Austria, la Boemia e l’Ungheria, fu autore di coltissima forma non disgiunta da musicale e sanguigno pathos, come dimostra la Rapsodia in sol minore op.79 che ascolterete. E tuttavia l’Intermezzo in Sib minore dell’op.117, intimo e tardo soliloquio al pianoforte, tradisce senza meno la giovanile derivazione dal suo mentore Schumann, con una scrittura inquieta e fantastica pur nella cupezza del tratto di fondo… e forse, alla luce del nostro percorso di oggi, gli si potrebbe addirittura conferire la qualifica sul campo di nostalgico chansonnier.
Il russo Aleksandr Scriabin ebbe invece parecchio a che fare con la cultura francese, in primis, perché, da buon russo della seconda metà dell’Ottocento, il francese era la lingua dei russi “colti” per antonomasia; in secundis perché Frédéric Chopin fu, nella sua gioventù, l’alfa e l’omega della sua formazione musicale. E’ interessante l’accostamento tra i due études, nelle omologhe tonalità di Solb maggiore (Chopin, op.10) e Fa# maggiore (Scriabin, op. 42). Chopin adopera una scrittura neoclassica e brillante; Scriabin riparte dalla tensione armonica degli ultimi Nocturnes del polacco/francese e compone un piccolo poema grondante un inestinguibile desiderio. Si noti che anche quando egli darà alle stampe la sua fiammeggiante e visionaria quinta sonata, il cui preambolo è tutto un programma (“Je vous appelle à la vie, ô forces mystérieuses!….”) per le Editions Russes de Musique nel 1910 userà ancora, per la sua divulgazione (le Editions Russes erano a Berlino) l’idioma francese.
Claude Debussy è, senza meno, uno dei pilastri della musica europea a cavallo tra Ottocento e Novecento che ha di molto travalicato la sua matrice transalpina. La sua scrittura sinfonica (La Mer, Nocturnes) ed operistica (Pelléas et Mélisande) ha imposto l’uso di una tinta armonica rivoluzionaria, ma Debussy era anche orgoglioso del fatto che con la sua suite Pour le piano si era, a suo dire (e ben prima dei Jeux d’eau di Ravel) fatto un passo fondamentale in avanti, con una scrittura che produceva una sonorità dello strumento completamente nuova.
Debussy aveva una speciale predilezione per Chopin (riconoscendogli probabilmente una prima matrice “impressionistica”); altri stimoli alla sua estetica gli venivano dalla sensibilità per la musica “antica” dei suoi predecessori Rameau e Couperin, che sono alla base della sua “modalità” presente nel già citato Pour le piano contenente infatti, in chiave moderna, le vecchie forme del Prélude, della Sarabande e della Toccata.
Questo gusto per le forme dei secoli passati appartenenti alla propria tradizione transita, nella cultura francese, anche per Francis Poulenc.
Compositore di sensibilità armonica “moderna” aperta a tutte le tendenze (jazz incluso) dei primi trent’anni del Novecento, ma di straordinaria raffinatezza ed efficacia, fu compositore versato in tutti i generi e tuttavia, pur essendo egli stesso un ottimo pianista, scriverà relativamente poco per il suo strumento (la somma di tali composizioni supera di poco l’ora di ascolto).
La preziosa Française, (d’après Claude Gervaise) si rifà a melodie del 16° secolo.
Nella Petite marche militaire (n. 3 dalla Suite Française) sembra di risentire le piccole fanfare del 2° atto della Boheme pucciniana; gemme di valore assoluto sono infine la prima Novelette in Do (quasi una reminescenza in chiave moderna dell’album per la gioventù di Schumann) e il magnifico secondo Intermezzo in Reb, col suo languido andamento sincopato inframmezzato da caustiche dissonanze, antidoto alla paura di zuccherare un pò troppo… però con una qualità da chansonnier di altissima classe.
Questa qualità francese di mettere a volte troppo zucchero… fu rimproverata spesso a Camille Saint-Saëns, compositore solidissimo (e magnifico pianista, tra l’altro) e grande esponente della cultura musicale “accademica” al Conservatorio di Parigi.
Il primo dei suoi 6 Études Op.111 riprende il concetto chopiniano di “sciogliere in musica” un dettato tecnico allo strumento.
In questo caso il pretesto dell’esecuzione di terze maggiori e minori produce, con esito invero di grande caratura, un magnifico affresco in cui la sensibilità per il “colore” del tocco raggiunge magnifica dimostrazione.
L’ultimo tassello della nostra piccola, gioiosa festa musicale è l’elegante e fascinosa suite En bateau, in quattro movimenti, di Claude Debussy, per pianoforte a quattro mani.
Ci sia consentito di ringraziare i partecipanti tutti che hanno sostenuto, col loro lavoro, la nostra idea, e il gentile pubblico intervenuto, nella speranza di aver assolto ad una funzione insostituibile del nostro Istituto, che è quella di veicolare, col suono vivo, ciò che altrimenti rimarrebbe imprigionato sulla carta. Perché sia sempre avanti l’idea che, come diceva Hans Swarowsky, “La Musica non è quella di cui si parla, ma quella che si fa e si ascolta”.

Giuseppe De Fusco
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6 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Auditorium Vitale, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

CONSERVATORIO CIMAROSA di Avellino: IN SCENA 4 DONNE DIRETTORI D’ORCHESTRA – Quattro concerti in omaggio al Romanticismo

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CONSERVATORIO: IN SCENA 4 DONNE DIRETTORI D’ORCHESTRA
Quattro concerti in omaggio al Romanticismo
con musiche di Schubert, Beethoven, Mozart, Rossini e Mendelssohn

Quattro concerti per quattro donne direttori d’orchestra e le immortali melodie di Schubert, Beethoven, Mozart, Rossini e Mendelssohn nella rassegna dedicata al Romanticismo in musica.

Il maggio musicale del Conservatorio «Cimarosa» di Avellino è donna con la rassegna concertistica «Romanticismo in rosa» che dal 12 maggio al 1 giugno porterà sul palco dell’Auditorium «Vitale» quattro donne direttori d’orchestraStefania Rinaldi, Susanna Pescetti, Gina Grassi e Simonetta Tancredi – che celebreranno il Romanticismo in musica attraverso i brani più famosi di grandi interpreti del ‘700 e dell’800 come Mozart, Beethoven, Rossini, Schubert, Chopin, Liszt e Mendelssohn.

Un viaggio senza tempo nell’Europa del XVIII e del XIX secolo, che spazierà dal Classicismo mozartiano allo Sturm und Drang romantico, attraverso quattro concerti tutti ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

«Con un programma di quattro concerti per orchestra, pianoforte e violino, il “Cimarosa” celebra il Romanticismo declinato al femminile attraverso le più belle melodie del ‘700 e dell’800 europeo composte da grandissimi come Mozart, Beethoven, Schubert. Sul palco saliranno quattro donne direttrici d’orchestra che guideranno il pubblico nell’ascolto dei brani che verranno eseguiti – sottolinea il presidente del Conservatorio Luca Cipriano – Con questa nuova rassegna iniziamo la programmazione musicale per la primavera e l’estate che verrà arricchita ulteriormente nelle prossime settimane da altri appuntamenti di grande richiamo per la città e la provincia».

«Con un programma variegato ed articolato il “Cimarosa” celebra il Romanticismo in musica attraverso quattro concerti diretti da quattro donne direttrici d’orchestra sulle intramontabili melodie dei più grandi interpreti del ‘700 e dell’800 europeo – spiega il direttore del Conservatorio Carmine Santaniello – La rassegna porterà in pedana gli orchestrali del Cimarosa e darà modo al nostro pubblico di apprezzare brani composti da Mozart a Rossini, da Schubert a Mendelssohn passando per Chopin e Beethoven, condensati in quattro concerti di sicuro interesse».

Il concerto di venerdì 26 maggio, inoltre, sarà dedicato all’associazione «Tota Life Onlus» che, per l’occasione, presenterà alla città le attività in programma per il 2017 e annuncerà i vincitori dell’annuale borsa di studio pensata per gli studenti irpini più meritevoli.

Tutti i concerti della rassegna «Romanticismo in rosa» inizieranno alle ore 20:30.

PROGRAMMA

 

Venerdì 12 maggio
Ore 20:30

L’INFINITA MELODIA DEL ROMANTICISMO: SCHUBERT E CHOPIN
Concerto dell’Orchestra del «Cimarosa»
Pianoforte: Massimo Severino
Direttore: Stefania Rinaldi

La melodia, ora frenetica, ora malinconica, l’uso frequente del modo minore, le dinamiche irregolari con giochi di agogica, di accelerando, di rallentando, di rubato. In una sola parola: il Romanticismo in musica. Declinato attraverso la libertà formale delle melodie di due grandi interpreti dell’800 come Schubert e Chopin, nel primo appuntamento della rassegna.

Venerdì 19 maggio
Ore 20:30

DAL CLASSICISMO ALL’OPERA: MOZART E ROSSINI
Concerto dell’Orchestra del «Cimarosa»
Pianoforte: Francesco Caramiello
Direttore: Susanna Pescetti
Concerto dedicato alla professoressa Rosa Ondato

Il secondo concerto per pianoforte e orchestra della rassegna del «Cimarosa» dedicato alla memoria della professoressa Rosa Ondato, proporrà un percorso musicale che accompagnerà il pubblico attraverso due momenti musicali del ‘700 e dell’800 come il Classicismo e l’Opera, declinati con le immortali note di Mozart e dai “Crescendo Rossiniani”.

Venerdì 26 maggio
Ore 21:00

LA MUSICA TRA DRAMMA E POESIA: BEETHOVEN E MENDELSSOHN
Concerto dell’Orchestra del «Cimarosa»
Violino: Renato Orciuoli
Direttore: Gina Grassi
Concerto dedicato all’associazione Tota Life Onlus

Un viaggio alle radici della musica romantica attraverso le melodie di due illustri compositori, avvicinati in questo programma non tanto per le loro similitudini, quanto per le differenze di stile e carattere che li contraddistinguono. Una percorso dagli albori del Romanticismo, ben evidente nelle tragiche vicende dell’eroe romano Coriolano, composte da Beethoven, fino al raffinato concerto per violino e orchestra di Mendelssohn.

Giovedì 1 giugno
Ore 21:00

MOZART E LISZT: DUE GENI A CONFRONTO
Concerto dell’Orchestra del «Cimarosa»
Pianoforte: Lucio Grimaldi
Direttore: Simonetta Tancredi

Dal preromanticismo mozartiano, rappresentato dalla Sinfonia n.40, notturna ed inquieta, alla passionalità lisztiana del Concerto n.1 per pianoforte ed orchestra, poema sinfonico intriso di Sturm und Drang. Sarà questa la traiettoria del viaggio sentimentale che concluderà della rassegna dedicata al Romanticismo europeo sulle note di due mostri sacri come Mozart e Liszt.

8 maggio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Auditorium Vitale, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Cultura, Direttori d'orchestra, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Prima del concerto, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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