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Standing ovation per Remo Anzovino ed il suo trio nel concerto conclusivo di “Un’Estate al Madre”

Il pianista e compositore friulano Remo Anzovino rientra sicuramente nel novero dei musicisti emergenti, pur avendo già alle spalle tre cd (Dispari, Tabù e Igloo), un numero cospicuo di colonne sonore, scritte per alcuni capolavori del cinema muto, e diversi brani composti per note trasmissioni televisive quali Ballarò, Geo & Geo, Otto e Mezzo, Tg2 Costume e Società, Linea Verde.
L’artista, alla testa di un trio che comprendeva anche il fratello Marco (chitarra e percussioni) e il fisarmonicista Gianni Fassetta, è stato ospite del concerto conclusivo della sezione musicale della rassegna napoletana “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”.
La serata si è aperta con alcuni pezzi, tratti in prevalenza dall’album Tabù (Tabù, Amante, Cammino nella notte), sorta di preludio al cuore dello spettacolo, che prevedeva l’incontro fra accompagnamenti musicali ed immagini tratte da film muti proiettate alle spalle degli esecutori.
In questo caso, però, i consueti ruoli erano invertiti, poiché le sequenze cinematografiche risultavano al servizio della musica, dando vita ad una fusione complessiva di enorme suggestione.
Così, attraverso fotogrammi appartenenti a film di celeberrimi registi, come Pabst, Lang ed Ėjzenštejn, dalle metropoli caotiche di inizio Novecento (Metropolitan), si giungeva a immagini legate al travaglio del parto e al mondo della fanciullezza (Son), passando per la sensualità di Louise Brooks, ispiratrice della Valentina di Crepax (I Misteri di un’anima) e la maschera imperturbabile di Buster Keaton (Dove sei?).
Questa parte estremamente intensa si chiudeva con ¡Que viva Tina!, incentrata su fotografie e filmati d’epoca, che ritraevano Tina Modotti, nata a Udine nel 1896 e spentasi a Città del Messico nel 1942, figura femminile dalla vita particolarmente avventurosa, che fu fotografa, attrice e rivoluzionaria.
Ultimi tre brani in programma Rione Terra, Dispari e Nanuk, il primo dedicato ad un rione di Pozzuoli, evacuato a seguito del bradisismo nel 1970, gli altri due tratti dall’album di esordio, con Nanuk che si riferiva all’eschimese protagonista dell’omonimo documentario, girato nel 1922 dal regista statunitense Robert Flaherty.
Per quanto riguarda Anzovino, la stampa lo ha paragonato, di volta in volta, a Paolo Conte (forse perché entrambi sono avvocati), Bollani, Einaudi, Allevi.
Si tratta di confronti talora lusinghieri, altre volte piuttosto mortificanti, in ogni caso lontani dalla realtà, indicativi della pochezza, abbinata al solito vizio del paragone a tutti i costi, che caratterizza molti critici del settore musicale.
Dal nostro punto di vista, Anzovino ci è apparso musicista solidissimo, sia come esecutore, sia come compositore, dotato di una grande sensibilità (che riesce a trasmettere in pieno anche al pubblico), alla quale vanno aggiunte doti di umiltà e riservatezza, tipiche dei grandissimi artisti, di cui purtroppo non c’è traccia in molte delle pseudo star che impazzano sui palcoscenici italiani.
Relativamente allo stile, quello di Anzovino non è classificabile, in quanto egli affronta, con la stessa bravura ed il medesimo approccio rigoroso, sia la classica, dove si possono individuare, fra gli altri, echi minimalistici (che evitano però le noiose elucubrazioni sovente riscontrabili in pezzi del genere), e riferimenti a colonne sonore di grandi autori, sia il jazz, il pop ed il rock, fondendo il tutto in modo mirabile e sempre al servizio della Musica.
Ulteriore pregio è quello di aver saputo scegliere collaboratori di elevatissimo spessore, quali il fisarmonicista Gianni Fassetta ed il fratello Marco (che utilizza la sua chitarra sia come strumento a corda, sia come percussione), con i quali ha raggiunto un’intesa perfetta.
Più che meritata, quindi, la standing ovation conclusiva tributata al trio, dopo ben tre bis (due dei quali, Piano Solo e Orchidea, faranno parte del prossimo cd), a coronamento di una rassegna, giunta al quarto anno, che ha confermato il suo notevole valore, offrendo nei suoi dodici appuntamenti una finestra su generi musicali differenti, tramite protagonisti, affermati o emergenti, di assoluto prestigio.
Un plauso finale va anche al pubblico, dimostratosi in questo, come nei precedenti concerti, all’altezza degli artisti ospitati, contribuendo a creare quella giusta atmosfera, che dovrebbe sempre contraddistinguere qualsiasi evento musicale di alto livello.

Marco del Vaglio

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10 settembre, 2011 Posted by | Museo Madre, Musica, Napoli, Rassegne, Un'estate al madre | , , , , , , | 2 commenti

Un formidabile trio a “Un’Estate al Madre”

Nel 2004 l’incontro fra Peppe Servillo, anima degli Avion Travel, il sassofonista Javier Edgardo Girotto, fondatore e leader degli Aires Tango, ed il pianista Natalio Luis Mangalavite, questi ultimi entrambi argentini, si concretizzò con l’uscita dell’album “L’amico di Cordoba”.
Un’esperienza di notevole portata, al punto che i tre musicisti, qualche anno dopo, si sono ritrovati per incidere “Fútbol”, ispirato all’omonimo libro di Osvaldo Soriano, costituito da una serie di racconti rivolti a personaggi del calcio sudamericano degli anni ’50.
Alcuni motivi di questi due cd sono stati al centro del concerto, tenuto recentemente a Napoli da Servillo, Girotto e Mangalavite, nell’ambito della sezione musicale della rassegna “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”.
Naturalmente, in una città che da sempre vive di calcio, una leggera prevalenza nella proposta dei brani è andata a “Fútbol”, in particolare con i motivi che celebravano direttamente o per citazioni Diego Armando Maradona (Maradona era meglio ‘e Pelè, No te mueras nunca, Per fare un gol).
Dal canto suo Final do Mundo faceva rivivere la figura di Obdulio Varela, capitano dell’Uruguay, che nel 1950 vinse il Campionato del mondo battendo al Maracanã, nella partita conclusiva, i favoritissimi padroni di casa del Brasile, mentre Lo sfogo del Mister aveva come protagonista Giovanni Trapattoni.
Appartenevano invece a “L’amico di Cordoba” Il gatto, Novedad, Cinema e Il chiacchierone che, con Tu si’ ‘na cosa grande (di Gigli-Modugno) e Piccolo tormento, tratto dal repertorio degli Avion Travel, completavano il programma ufficiale.
Per quanto riguarda Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite, ci troviamo di fronte ad artisti straordinari, che ad una immensa bravura abbinano un perfetto affiatamento.
Forse, però, la cosa più rimarchevole consiste nel fatto che nessuno abbia tentato di prevalere sull’altro.
Così lo stesso Servillo, apparso in forma strepitosa, con la sua formidabile presenza scenica ha ricoperto in pieno il ruolo a lui maggiormente congeniale, di conduttore e mattatore, lasciando nel contempo ampi spazi agli altri due artisti, confermatisi dei mostri sacri nei loro rispettivi ambiti strumentali.
Pubblico numerosissimo e molto partecipe, che ha chiesto ed ottenuto due bis.
Il primo (da brividi), ha visto Servillo, con Girotto alle percussioni, interpretare con grande intensità Lu pisci spada (altro capolavoro della produzione di Domenico Modugno), mentre il secondo consisteva nella Ninna nanna del GRA, nuova incursione nell’album “L’amico di Cordoba”, che ha chiuso, in modo dolce ed ironico, una serata di grande musica.

Marco del Vaglio

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5 settembre, 2011 Posted by | Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 7 settembre Remo Anzovino con il suo trio chiude la sezione musicale di “Un’Estate al Madre”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 7 settembre 2011, alle ore 21.30, Ultimo attesissimo happening musicale, sempre a cura di “Progetto Sonora”, nell’ambito della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con Remo Anzovino in Concerto in Trio sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
La performance che quest’anno chiude il ciclo di eventi musicali della kermesse napoletana “Un’Estate al Madre” mercoledì prossimo avrà come protagonista il grande compositore e pianista Remo Anzovino in Trio, pronto a regalare al pubblico del Museo Madre un florilegio di brani scelti dai suoi 3 album (“Igloo”, “Tabù” e “Dispari”), oltre a diversi inediti, con la suggestione della proiezione di sequenze di film in bianco e nero del cinema muto degli anni ’20 e ’30 come colonna visiva della musica.
A colpire, infatti, quasi prima della perizia tecnica del musicista friulano, dell’ottimo dialogo con gli strumentisti che lo accompagnano e dell’estro creativo che vive nella composizione, oltre che nell’esecuzione dei singoli pezzi, è proprio il ribaltamento del rapporto musica-immagine.
La sequenza di note, nelle esibizioni di Anzovino, non è più mera colonna sonora, accompagnamento e commento musicale alla teoria di fotogrammi che sfilano sullo schermo, bensì il contrario.
La musica è pensata come fulcro dello show: sono le immagini a fare da tappeto visivo alla partitura e al pentagramma, alla sintassi sonora di quest’autore.
In un linguaggio universale, trasversale, fatto non di parole, ma solo di suoni, grazie all’immediatezza con cui questi brani giungono al pubblico, Anzovino, con accanto il fratello Marco alle chitarre (usate anche come percussioni) e Gianni Fassetta alla fisarmonica, riesce a proporre un mix affascinate ed evocativo in cui la componente classica, perfettamente coniugata con quella jazz, quasi non si distingue dalle venature etniche, dalla musica da film, da quella operistica e persino da alcune vaghe reminiscenze rock, in una riuscita sinergia tra antico e moderno, colto e popolare. Una musica di ampio respiro, dal DNA internazionale, si potrebbe dire, eppure mai dimentica della tradizione italiana, capace di comunicare con la platea in maniera diretta, senza filtri, né barriere, quasi seguendo un’urgenza dettata dalla forza di un’ispirazione naturale e spontanea.
Un sound in cui la qualità della ricerca musicale ben si sposa con la forza comunicativa.
“Una ‘musica letteraria’, quella di Anzovino” – per dirla con Lorenzo Vigano, giornalista del Corriere della Sera – “che appartiene al nostro vissuto, alla nostra storia come antidoto ai tempi moderni”.
“Una musica senza parole che parla meglio di qualunque discorso…” (Daniela Bisogni).
Non è un caso, difatti, che Alitalia abbia scelto le creazioni di Anzovino per la promozione della compagnia di bandiera, oltre che programmi TV come Ballarò, Tg2 Costume e Società, Otto e Mezzo, Geo&Geo, Linea Verde, e note trasmissioni radiofoniche.
D’altronde, sono molti i giornalisti del settore che ne hanno già intravisto e ampiamente evidenziato le straordinarie qualità.
Nei suoi live, peraltro, che nascono anche da collaborazioni discografiche con musicisti del calibro del batterista Franz Di Cioccio, frontman di PFM, del clarinettista Gabriele Mirabassi, del contrabbassista Enzo Pietropaoli, del sassofonista Francesco Bearzatti, icone modernissime, come Louise Brooks (il caschetto nero che diverrà, nella penna geniale di Crepax, il personaggio di Valentina), Buster Keaton, Tina Modotti o le immagini impazzite della metropoli d’inizio ’900, – grazie alla musica geniale e innovatrice di Anzovino – giungono dal passato sino ai nostri occhi come lo specchio su cui riflettere riguardo ai tempi moderni e ai nostri stessi tabù.

La Formazione:
Remo Anzovino, pianoforte
Marco Anzovino, chitarre
Gianni Fassetta, fisarmonica

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Remo Anzovino
Compositore e musicista di Pordenone, classe 1976, si avvicina alla musica all’età di 10 anni e da subito sviluppa una naturale attitudine per la scrittura, studiando pianoforte, composizione, principi di orchestrazione e jazz.
Nel 1994, mentre frequenta ancora il liceo scientifico, viene scritturato per le sue prime musiche di scena a teatro e trova la sua strada nel linguaggio strumentale.
Nel medesimo anno comincia a collaborare con alcune agenzie per le musiche di filmati promozionali e spot pubblicitari.
Nel 2002 si cimenta per la prima volta con la musica per un film muto su commissione della Cineteca di Bologna.
Nel periodo che va dal 2002 al 2007 musica più di trenta film muti, la maggior parte veri e propri capolavori del periodo, collaborando con le più importanti cineteche e partecipando ai più importanti festival.
Nel 2005 compone una partitura per orchestra sinfonica per il film Nanuk l’eschimese che l’anno successivo vincerà il premio Speciale del Pubblico al festival di Bolzano Rimusicazioni.
Nel 2005 ottiene il secondo posto al Premio dedicato al M° Angelo Francesco Lavagnino.
Nel 2007 riceve da una giuria di venti giornalisti del Friuli Venezia Giulia il Moret D’Aur come personaggio emergente nello spettacolo.
Nel 2006 pubblica il suo primo album Dispari, che raccoglie una milonga ispirata a Tina Modotti, Que viva Tina! e alcuni dei temi in origine composti per il muto ma ripensati in forma del tutto autonoma dalle immagini.
Questo lavoro si impone rapidamente come una delle sorprese discografiche della stagione 2006/2007, raggiungendo subito il numero 1 della classifica dei dischi jazz italiani su iTunes, cosa che avverrà con tutti gli album successivi.
È un progetto idealmente dedicato alla magia del cinema.
Il 3 settembre 2007 Anzovino viene invitato dall’Ente dello Spettacolo e da La Rivista del Cinematografo ad esibirsi con uno spettacolo ad hoc alla 64a Mostra del Cinema di Venezia.
Propone un esperimento: invertire il consueto rapporto musica/immagine, ovvero far accompagnare l’esecuzione dei brani da una sequenza di un film-capolavoro del periodo del muto, facendo sì che a ogni brano cambi completamente il film.
Per la prima volta è la musica a essere la protagonista e le immagini a commentarne il contenuto emotivo/psicologico, a fungere da vera e propria colonna visiva.
È un successo inaspettato e per certi versi clamoroso, con ampio richiamo sui media nazionali.
Si moltiplicano così concerti e tour e quindi le occasioni di proporre, con una formazione in trio originalissima (con Gianni Fassetta alla fisarmonica e il fratello Marco Anzovino alle chitarre, usate anche come percussione), questo nuovo linguaggio, e soprattutto di iniziare a rodare i brani composti per il nuovo album.
Pubblicato nell’ottobre 2008, Tabù è una riflessione in musica sulle trasgressioni contemporanee, ed è l’album che lo impone come la nuova rivelazione della musica strumentale italiana.
Un disco dalla forte vitalità ritmica e dedicato alla danza, al movimento del corpo come strumento di liberazione degli istinti e di quello di cui si fa fatica a parlare. Sezione ritmica affidata a U.T. Gandhi e Danilo Gallo, l’album vede la partecipazione anche di Mauro Ottolini al trombone.
Con il suo terzo album Igloo (aprile 2010) Remo Anzovino riesce a sorprendere ancora una volta pubblico e critica con un disco ancora diverso, con cui realizza il sogno di abbattere le convenzioni e inventa una piccola, moderna sinfonia classica nella quale innesta una serie di duetti contemporanei ricavati, come variazioni, sul tema principale della stessa sinfonia.
Un viaggio in musica del tutto inedito nel panorama discografico, dove ai movimenti sinfonici codificati – affidati a una orchestra di oltre 40 elementi – fanno da contrappunto i duetti tra Anzovino e alcuni tra i più grandi strumentisti italiani sulla scena internazionale: con la batteria di Franz Di Cioccio (PFM), con il clarinetto di Gabriele Mirabassi, con il contrabbasso di Enzo Pietropaoli, con la chitarra di Bebo Ferra, e con i due Top Jazz 2009 (il referendum annuale indetto dalla storica rivista Musica Jazz) Francesco Bearzatti per il sassofono, Luca Aquino per la tromba.
Un lavoro, questo, dedicato all’arte dell’incontro, insignito del Jazzit Award 2010 dalla redazione della storica rivista musicale, un album che rappresenta un ponte tra la musica classica e il jazz più contemporaneo, un progetto in cui ogni steccato di genere è abbattuto, in cui suoni e personalità artistiche apparentemente distanti si incontrano, su un terreno comune, nel rifugio della più vera creatività.
Memorabili le anteprime nazionali del disco e della tourneè, con tutti i superospiti, alla Centrale Montemartini di Roma (aprile 2010) e al Blue Note di Milano (settembre 2010), che gli tributa una standing ovation.
Dopo la collaborazione per lo straordinario duetto pianoforte-batteria della title-track di Igloo, Remo Anzovino e Franz Di Cioccio consolidano il loro rapporto che sfocia nel progetto di un live insieme: Di Cioccio alla batteria e Remo Anzovino al pianoforte, uno contro l’altro, a rappresentare lo scontro tra due fuochi e l’incontro tra due generazioni di musicisti e due mondi, accompagnati da Marco Anzovino (chitarre) e Gianni Fassetta (fisarmonica), dando vita a un live di grande intensità in cui il gusto della melodia e del paesaggio sonoro più raffinato si sposa con i ritmi e l’esperienza di chi ha attraversato la storia della musica da protagonista.

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5 settembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , | Lascia un commento

Venerdì 2 settembre “Un’Estate al Madre” ospita I “Foja” e K-Conjog

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 2 settembre 2011, alle ore 21.30, doppio appuntamento musicale, a cura di “Progetto Sonora”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con i Foja + K-Conjog sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
I “Foja” nascono nella primavera del 2006. “A’ Foja” è la foga, qualcosa che brucia dentro ma non consuma, anzi accende. È la vitalità nevrotica dei nostri giorni, più che un nome è un manifesto. Da subito la band partenopea sceglie di non cavalcare nessuna moda e non cercare etichette o classificazioni.
Per il quartetto napoletano la contaminazione più che una scelta stilistica è una forma di comunicazione necessaria per chi come loro nel cuore ha il rock e nell’ispirazione ritrova ritmi e melodie del repertorio napoletano.
È una musica che punta sull’immediatezza delle melodie e degli arrangiamenti; live sempre carichi di energia e sudore, un loro rock-folk viscerale che arriva dritto al cuore mediante un linguaggio contaminato e originale, talvolta grintoso e ironico, talvolta romantico e malinconico.
‘Na Storia Nova, live che proporranno venerdì prossimo sul palco del Museo Madre, e progetto discografico pubblicato da “Materia Principale Fullheads” nel 2011, è una performance contaminata e che contamina, dove gli strumenti e i sogni viaggiano nella stessa direzione, dove il groove dei Foja a tratti rievoca scenari del wild west con saloon, a tratti le luci e ombre dell’underground made in Naples, al punto da non restare imbrigliato in un unico genere o in un solo colore musicale.
Tutto ciò, grazie anche al forte impatto sulla platea, come già si accennava, ha reso questo quartet ‘nostrano’ una delle realtà emergenti più interessanti del momento con notevoli riconoscimenti di pubblico e critica.
Il loro primo lavoro è “Se po’ sbaglià”, album autoprodotto uscito nel 2009.
Nel sound dei Foja elementi alti e popolari si miscelano in maniera originale e non provinciale.
Undici tracce dall’impianto tipicamente rock, quelle di ‘Na Storia Nova, con strutture semplici impreziosite dal bagaglio della tradizione musicale partenopea e dagli influssi newpolitani delle posse campane.
Un incrocio sonoro dove echi del Mediterraneo, dell’Europa e degli Usa si incontrano in un mix felice in cui la voce di Sansone è schietta e nitida, le ritmiche della batteria di Schiattarella possenti, le linee melodiche del basso di Falcone acute e dirette, la chitarra di Frongillo trascinante e armoniosa al contempo.

Foja, la formazione:
Dario Sansone, testi, voce e chitarra;
Ennio Frongillo, chitarra;
Giovanni Schiattarella, batteria;
Giuliano Falcone, basso.

“K-Conjog” è Fabrizio Somma, un polistrumentista che si avvicina all’elettronica più per le possibilità espressive offerte dal genere che per le sonorità.
Dopo collaborazioni con musicisti e performer vari, nonché piccole pubblicazioni e partecipazioni a compilation, nell’ottobre del 2009 arriva il suo disco d’esordio, “Il Nuovo è al passo coi tempi”, uscito per Snowdonia Dischi/Audioglobe.
L’album è un pot-pourri di sonorità e ritmi che alterna nuance più dichiaratamente gioiose a indugi verso una sentita malinconia, portando l’ascoltatore a un continuo cambio d’umore.

“Nel mondo di Fabrizio Somma, in arte K-Conjog, non è permesso alla voce umana di rompere la magia, solo musica e rumori governano l’alternarsi di maree e cicli lunari di una notte lunga 45 minuti.” Enrico D’Amelio (Ondalternativa).
A dicembre 2010, poi, per l’etichetta inglese “Dirty Demos” esce il suo secondo disco, un EP electro/folk intitolato “Le storie che invento non le so raccontare.”
Il disco suddiviso in 4 Capitoli/Chapter cattura anche l’attenzione del videomaker Francesco Lettieri, che decide di realizzare una serie/saga di videoclip basata proprio sulle musiche del cd.
L’album diviene dunque un progetto audio/video diretto da Francesco Lettieri. Chapter II, il primo video della serie, è vincitore di numerosi festival di cortometraggi e video musicali.
Tra questi: Clip Music 2010 Ravello Festival (miglior videoclip italiano indipendente), PuntodivistaFilmFestival (I premio sezione cortospot sociale “Per la particolare sensibilità dimostrata verso un tema di interesse sociale, trattato con suspence e ironia.”), Il giardino dei corti 2010 (“Una storia raccontata al contrario dall’esito imprevisto che sorprende di fotogramma in fotogramma utilizzando le migliori tecniche del videoclip”), Miglior corto per la televisione al CortoLovere 2010 (premio San Marino RTV, motivazione: “Per l’immediatezza e il sarcasmo che lo rendono fruibile da ogni pubblico”).
K-Conjog ha collaborato inoltre con Valerio Berruti partecipando all’installazione, “E più non dimandare”, presentata al tina.b, festival internazionale di arte contemporanea di Praga; ha musicato la sua ultima personale, “Una sola moltitudine”, col pezzo “Mono No Aware”, anche colonna sonora per la prima App IPad mai realizzata per un artista contemporaneo. Il catalogo della mostra è edito da Allemandi.
Attualmente presenta “A Love will come with a Red Light in Her Hands”, un laptop live set con interazioni video di Francesco Lettieri.
A breve uscirà il suo prossimo disco per l’etichetta americana “Abandon Building Records”.
“La musica di K-Conjog può essere interpretata come si vuole. Si passa dal divertente all’angosciante, dalla spensieratezza alla tribolazione. Ma solo una cosa è certa, la sua musica è sicuramente scordata.”

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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31 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Folk music, Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 31 agosto “Un’Estate al Madre” ospita il trio Servillo-Girotto-Mangalavite

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Mercoledì 31 agosto 2011, alle ore 21.30, altro imperdibile appuntamento con la buona musica, a cura di “Progetto Sonora”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, con S.G.M.: Servillo, Girotto e Mangalavite live sul palco del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli).
Capita a volte di trovarsi dall’altro capo del mondo e di incontrare inaspettatamente qualcosa che ci appartiene e che forse avevamo dimenticato.
Questo è successo, si direbbe, a Girotto, Servillo e Mangalavite, in particolare quando i due argentini hanno riconosciuto nell’incontro una possibilità di ritorno alla propria cultura condotto senza retorica, ma giocando in prima persona la scommessa di scrivere canzoni ‘nuove’.
Canzoni ‘antiche’ si direbbe, invece, per Servillo, che può frequentare così paesaggi classici del fare musica popolare senza il rischio della ridondanza e della citazione.
Questo l’intento che muove il progetto e il sodalizio musicale di Servillo, Girotto e Mangalavite, tre personalità artistiche ricche e versatili, caratterizzate da estro, capacità interpretativa e innata voglia d’improvvisare, rileggere senza tradire repertori originali, creare nuove suggestioni a metà tra canzone avita popolare nostrana e atmosfere suadenti di quella argentina.
Tutto ciò ha portato, ormai circa sette anni fa, alla realizzazione della loro prima fatica: il disco d’esordio “L’amico di Cordoba” (ed. Il Manifesto, 2004).
Un iter musicale che si muove tra le ritmiche del tango di Piazzolla, sino al jazz e alla canzone d’autore italiana, passando per le melodie di Jobim.
L’anima sudamericana di Girotto e Mangalavite si sposa con l’indole mediterranea di Servillo, scrivendo una mirabile pagina musicale, in cui uno dei fili conduttori è proprio la verve latina dei tre, in una perfetta fusione di stili e differenti emozioni.
Una doppia cittadinanza culturale, latino-americana ed europea, fa sì che nuance musicali varie ed evocative si fondano in un mix equilibrato e composito, da cui emergono a tratti momenti della storia artistica dei tre protagonisti.
A quattro anni di distanza da un tale esordio, poi, il trio italo-argentino propone un altro interessante progetto: “Fùtbol”, ispirato al libro “FÚTBOL – Storie di Calcio” di Osvaldo Soriano.
Tredici canzoni che hanno come fil rouge una delle passioni più contagiose per il genere umano, in qualsiasi latitudine si trovi: il calcio, o Fùtbol, come viene chiamato in America Latina, senza la doppia “O” dell’originaria parola anglosassone.
E in queste tredici tracce, casualmente lo stesso numero dell’indimenticabile “tredici” in schedina, si alternano storie di vita, d’amore e di pallone, quest’ultimo come metafora di vita; le gioie, le delusioni, gli affetti, i dissapori, lo spirito di squadra, l’assolo del fantasista, gli egoismi, la vittoria e la sconfitta.
Tutto questo e altro ancora, di inedito e più recente, sarà la spina dorsale dell’esibizione di Servillo, Girotto e Mangalavite, dal vivo sul palco del Museo Madre mercoledì prossimo.

La Formazione
Javier Girotto: sax soprano e baritono, clarinetto basso, flauti andini
Peppe Servillo: voce
Natalio Mangalavite: pianoforte, tastiere e voce

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Peppe Servillo
Nato a Caserta, è stato fondatore, cantante e autore nella band degli “Avion Travel”.
Con il gruppo ha pubblicato numerosi album e, oltre ad altri svariati riconoscimenti, ha vinto nel 2000 il Festival di Sanremo.
È attore in “La felicità non costa niente” di M. Calopresti e in “Tipota”, scritto e diretto da Fabrizio Bentivoglio con cui collabora anche come coautore di testi.

Javier Edgardo Girotto
Originario di Cordoba (Argentina), comincia a studiare il sax all’età di dieci anni, percorso che lo porta a specializzarsi a presso il Conservatorio Provinciale di Cordoba diplomandosi come insegnante di musica sax e flauto traverso. All’età di 21 anni si trasferisce a Boston (USA), dove si diploma in Professional Music al Berklee College of Music.
Fondatore e leader degli AIRES TANGO, con cui ha registrato 7 CD. La sua musica è un misto di tango, jazz, etnica, caratterizzato da molta improvvisazione, scrittura e arrangiamento.
La formazione è composta da piano, basso, percussione e sax. Parallelamente ad “Aires Tango” collabora con il quintetto del noto batterista jazz Roberto Gatto, col quale suona ormai da 8 anni.
Si è esibito anche al fianco di Rita Marcotulli, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluca Putrella, Bebo Ferra, Antonello Salis, Gianni Coscia, Peppe Servillo, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncbovacivan, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo, Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem, Gianluigi Trovesi.

Natalio Luis Mangalavite
Argentino d’origine, vive ormai da quasi vent’anni in Europa, dove ha lavorato in svariate cornici musicali nell’ambito della musica pop e jazz.
Ha accompagnato per quasi 15 anni Ornella Vanoni nei suoi concerti e ha lavorato accanto ad altri musicisti jazz e world come Paolo Fresu, Horacio del Negro Hernandez, Furio Di Castri, Antonello Salis, Michele Ascolese (progetto tango LUIS Y MIGUEL), il dj PIERANDREA THE PROFESSOR (progetto DNA).
È membro ufficiale della O.I.A (Orchestra Industrial Automatica).

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30 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , | Lascia un commento

L’ensemble 2Agorà porta Jacob TV a “Un’Estate al Madre”

La sezione musicale di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora,” continua a essere fonte di piacevoli sorprese.
La conferma è giunta dal recente appuntamento della rassegna napoletana, che ha avuto come protagonista l’ensemble 2Agorà, formato da Domenico Luciano (sassofoni) ed Eugenio Catone (pianoforte), entrambi giovani di grande talento.
Il programma proposto aveva, fra i suoi punti di forza, tre pezzi di Jacob TV (al secolo Jacob Ter Veldhuls), un compositore olandese che sta spopolando grazie ad una musica di difficile collocazione, definita, a seconda dei casi, ultra-tonale, post minimalista, avant-pop (e, da taluni detrattori, anche “terrorista”).
Le creazioni di Jacob TV sono ottenute miscelando abilmente musica, immagini e frasi, queste ultime spesso pronunciate da importanti personalità politiche (come nel recentissimo “News”, presentato alla rassegna romana “Expanded video”, che ha provocato numerose polemiche in quanto conteneva anche un breve spazio dedicato a Berlusconi, il cui titolo non lasciava nulla all’immaginazione).
Il tutto risulta accompagnato da iterazioni di frasi vocali e frammenti musicali, al limite dell’ossessivo, e da toni sovente dissacratori, per cui ci si chiede se questo modo di rapportarsi possa essere considerato l’alba di una nuova strada da percorrere o l’epilogo del discorso legato alla musica contemporanea.
Ad ogni modo, sia Domenico Luciano che Eugenio Catone, sono stati bravissimi nel proporre tre esempi tratti dalla produzione di Jacob TV, The Storm (per pianoforte e soundtrack), The Garden of Love (per sax soprano e soundtrack) e May This Bliss Never End (per sax tenore, pianoforte e soundtrack).
In particolare “The Garden of Love”, che dava anche il nome all’intera serata, era basato sull’omonimo poema del britannico William Blake (1757-1827), e si avvaleva di un filmato di Amber Boardman, trentenne artista statunitense che interagisce spesso con i compositori della sua generazione.
May This Bliss Never End era invece incentrato sulla decadenza di Chet Baker, integrando la musica con immagini e rari frammenti di interviste rilasciate dal mitico trombettista, risalenti all’ultimo periodo della sua travagliata esistenza.
Ma, se la musica di Jacob TV costituiva il nucleo principale, nel corso della serata non sono mancati ulteriori elementi di interesse, a cominciare dal brano di apertura, Helin per sax (soprano, contralto e baritono), e pianoforte di Daniele Salvatore, introdotto dalla poesia avente il medesimo titolo (letta dalla inconfondibile voce di Arnoldo Foà), che l’intellettuale curdo Kemal Burkay, ritornato quest’anno in patria dopo più di trenta anni di esilio, aveva dedicato ad una delle sue figlie.
Molto struggente anche la Fuzzy Bird Sonata per sax contralto e pianoforte di Takashi Yoshimatsu (1953), preceduta da liriche del poeta sudcoreano Ko Un, recitate intensamente da Adria Mortari.
Il brano è stato composto dall’autore giapponese in ricordo della sorella, colpita da tumore, che in punto di morte aveva espresso il desiderio di essere trasformata in uccello, per poter volare liberamente in cielo.
Dopo tanta suggestione, la parte finale riservava temi più disimpegnati, seppur ugualmente ricchi di virtuosismo, iniziando da Tango Club, dalla suite di Roberto Molinelli “Four pictures from New York”, proseguendo con St. Petersburg Vatiation, inedito di Catone rivolto alle variazioni sul celeberrimo motivo del Capriccio n. 24 in la minore di Paganini, che alla fine sfociavano nelle note della popolarissima canzone russa Kalinka (da cui il titolo scelto da Catone), chiudendo con una versione per sassofoni e pianoforte della Suite Hellénique dello spagnolo Pedro Iturralde ed uno splendido bis, consistente nell’ Ave Maria di Piazzolla.
Per quanto riguarda i due interpreti, hanno dato vita ad un recital caratterizzato da elevatissimo spessore, dove sono emersi sia il valore del singolo, sia l’affiatamento raggiunto dal duo, che ha anche curato tutti i filmati succedutisi durante l’esibizione (tranne naturalmente quello di Amber Boardman).
In conclusione una serata, purtroppo contraddistinta da una scarsa partecipazione di pubblico, complice probabilmente il caldo torrido di questi giorni, che ha visto giungere per la prima volta a Napoli, grazie a due coraggiosi pionieri, quella che potrebbe diventare la musica del futuro.

Marco del Vaglio
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25 agosto, 2011 Posted by | Musica, Rassegne, Un'estate al madre | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 26 agosto il Walter Beltrami Vertigo Quartet ospite della rassegna “Un’Estate al Madre”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Venerdì 26 agosto 2011, alle ore 21.30, al Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), nell’ambito della sezione musicale della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”, concerto del Walter Beltrami Vertigo Quartet dal titolo “Paroxysmal Postural Vertigo”.
BPPV, ovvero Benign Paroxysmal Postural Vertigo, è un disturbo dell’equilibrio la cui conseguenza è una forte crisi vertiginosa, che colpisce all’improvviso.
I sintomi sono totale destabilizzazione, giramenti di testa e un vasto campionario di effetti visivi psichedelici.
L’idea per il titolo e l’intero concept dell’album “Paroxysmal Postural Vertigo” (Auand, distrib. Egea, Maggio 2011), che il chitarrista presenta per questa live session sul palco del Museo Madre, è venuta a Beltrami durante i 6 mesi da lui stesso passati in compagnia di tale disturbo.
Il musicista ha scritto quasi tutte le composizioni del disco in questo periodo.
La vertigine è diventata metafora del processo creativo, in cui è necessario abbandonare tutto ciò che si conosce per essere davvero ricettivi di fronte al nuovo.
Nel cd questa vertigine si traduce musicalmente in sonorità jazz-rock potenti, in assetti melodici che si incrociano e rincorrono, si toccano e sfuggono, in composizioni oblique e al contempo lineari, in improvvisazioni e diagonalizzazioni sonore che convivono nell’omogeneità e nella coerenza di fondo di tutto il lavoro.
Semplificazioni dirette in quattro quarti si alternano a episodi di libere spezzature ritmiche e timbriche; energia e groove si passano il testimone con poesia e lirismo, quasi a rappresentare l’equilibrio ritrovato dopo la vertigine.
Beltrami firma tutte le musiche e gli arrangiamenti del disco, suo quarto lavoro, che arriva dopo aver riscosso dalla critica giudizi molto positivi per i precedenti.
A sostenerlo nella ricerca di un sound così eterogeneo e ambizioso ci sono grandi musicisti di fama internazionale e di diverso background: Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto e Vincent Courtois al violoncello, due tra i più interessanti jazzisti europei della loro generazione; lo statunitense Jim Black, che è tra i maggiori innovatori del ventunesimo secolo nell’uso della batteria nel jazz; il giapponese, trapiantato a New York, Stomu Takeishi al basso elettrico, apprezzato in tutto il mondo per la sua attitudine di potente esecutore combinata a un innato senso dell’azzardo musicale.
Nel live alla formazione di fama internazionale viene sostituita da una per così dire ‘all’italiana’, composta ancora da Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, da Danilo Gallo al basso e Stefano Tamborrino alla batteria, oltre che dallo stesso Beltrami alla chitarra.

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Walter Beltrami
È di certo tra i chitarristi e compositori più originali del nuovo panorama jazzistico italiano.
Il suo disco “Piccoli Numeri” (CamJazz, 2007) gli ha consentito un debutto su scala internazionale.
Ha studiato performance e jazz composition al Berklee College of Music di Boston con Mick Goodrick, John Damian, Ed Tomassi e Dave Santoro, per poi diplomarsi in performance a pieni voti alla Musikhochschule di Lucerna, con maestri quali Frank Moebus, Kurt Rosenwinkel e Christy Doran, vincendo anche una borsa di studio per partecipare al 17th IASJ Meeting diretto da Dave Liebman.
Nel 2003 ha ottenuto col suo trio il Premio Incroci Sonori Jazz al Moncalieri Jazz Festival e registrato il primo disco.
Nel 2004 ha avuto il premio Luca Flores come miglior solista a Barga Jazz ed è stato tra gli 8 finalisti al mondo alla First Gibson Montreux Jazz Guitar Competition al Festival di Montreux.
Prima di “Paroxysmal Postural Vertigo” ha registrato 3 dischi da leader (“Wb3”, “Piccoli numeri”, “Timoka”) e ha partecipato a vari album come sideman.
Ha suonato con Claudio Puntin, Kurt Rosenwinkel, Walter Thompson, Francesco Bearzatti, Markku Ounaskari, Rainer Tempel, Daniel Kinzelman, Francesco Bigoni, Moritz Eggert, Giovanni Guidi, Claudio Filippini, Danilo Gallo e molti altri. Si è esibito in jazz club, festival e teatri in Italia, USA, Germania, Svizzera, Austria e Spagna.
Collabora da anni come compositore con registi teatrali, artisti visivi e film maker.

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24 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Chitarristi, Musica, Napoli, Prima del concerto, Un'estate al madre | , , , , , , , | Lascia un commento

Progetto Discoverland e Gnu Quartet propongono interessanti ri-creazioni musicali a “Un’Estate al Madre”

Il duo formato dai musicisti e cantautori Pier Cortese e Roberto Angelini, e lo Gnu Quartet, si sono succeduti sul palcoscenico allestito nel cortile del museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli, nell’ambito della sezione musicale di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”.
Per quanto riguarda i primi, da qualche tempo portano avanti un progetto intitolato “Discoverland”, che consiste nel dare nuova forma a brani celeberrimi, appartenenti al repertorio di cantautori italiani e stranieri, miscelando i suoni di strumenti acustici, elettrici ed elettronici.
La loro esibizione ha avuto inizio con la canzone “Via con me” di Paolo Conte, seguita da un trittico composto da “I’m on Fire” di Bruce Springsteen, “Joga” di Björk e “Get Up Stand Up” di Bob Marley, chiudendosi con “Sfiorivano le viole” e “Monna Lisa”, rispettivamente di Rino Gaetano e Ivan Graziani.
Partendo dai motivi di queste canzoni, il duo ha tratto atmosfere di fortissima suggestione, fornendo delle versioni talora molto diverse dall’originale, come nel caso di “Via con me”, trasformata in una ballad.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’esecuzione del bis, “Music” di Madonna, suonato, in una sorta di passaggio di testimone, insieme allo Gnu Quartet, costituito da Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino), Raffaele Rebaudengo (viola) e Stefano Cabrera (violoncello).
Il gruppo, formatosi a Genova nel 2006, ha incentrato la sua serata su alcuni pezzi tratti dal recentissimo cd “Something Gnu”.
Così abbiamo potuto ascoltare arrangiamenti, pensati per questo insolito organico, di brani quali “Undisclosed Desire” dei Muse, “Una giornata uggiosa” di Battisti e “Mègu Megùn” di Fossati/Pagani/De André, oppure inediti quali “Cinéma”.
Il tutto caratterizzato da un ritmo sostenuto, abbinato a sonorità particolari e ad un perfetto affiatamento dei componenti del quartetto, con Raffaele Rebaudengo al quale spettava il compito aggiuntivo di presentare in modo scanzonato i brani proposti.
Bis finale con una nuova versione di “Music”, alla quale hanno partecipato tutti e sei gli artisti, chiudendo un concerto dove due splendide realtà italiane, una con l’ausilio di strumenti elettrici ed elettronici, l’altra mediante strumenti legati tradizionalmente al genere classico, hanno dimostrato che è possibile ottenere dell’ottima musica dalla ri-creazione di motivi talora semplici o disimpegnati.

Marco del Vaglio

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23 agosto, 2011 Posted by | Chitarristi, Concerti, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 24 agosto “Un’Estate al Madre” propone “The Garden of Love” con il 2Agorà

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Dopo l’ottima performance dello Gnu Quartet e di Pier Cortese e Roberto Angelini, il prossimo appuntamento della sezione musicale della IV edizione di “Un’Estate al Madre”, curata da “Progetto Sonora”, è con l’estro e il virtuosismo di un duo di giovani musicisti, rispettivamente al sax e al piano.
Mercoledì 24 agosto 2011, alle ore 21.30, nel cortile del Museo Donnaregina (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), infatti, il 2Agorà, formato da Domenico Luciano ai sassofoni ed Eugenio Catone al pianoforte, darà vita a un’esibizione, dal titolo “The Garden of Love” che spazia, senza soluzione di continuità, dal repertorio classico a quello contemporaneo, da pezzi più o meno famosi o ricercati, sino a loro inediti, presentati per l’occasione in questa formazione essenziale, ma caratterizzata da un equilibrato interplay.
Senza dubbio felice, difatti, è il dialogo in scena tra i due strumentisti, talenti precoci provenienti dai Conservatori campani, diplomati col massimo dei voti, specializzati come concertisti e avvezzi a suonare tanto in duo, riscuotendo pieni successi, premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, tanto in ensemble più articolati e ampi.
Un duo sax e piano di giovani e brillanti virtuosi, che nelle loro performance, accanto all’indubbia perizia tecnica e al rigore musical-filologico, non rifiutano spazio all’invenzione e all’improvvisazione.
Nelle tournée internazionali, che li vedono impegnati sempre più frequentemente, propongono assolute novità e ‘classici della musica contemporanea’ di autori giapponesi (Takashi Yoshimatsu), olandesi (Jacob Ter Veldhuis), inglesi (Michael Nyman) e spagnoli (Pedro Iturralde).

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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Programma

D. Salvatore: Helin

Jacob TV
The garden of love
Storm 6

T. Yoshimatsu: Fuzzy bird sonata

Jacob TV: May this bliss never end

R. Molinelli: Tango Club

E. Catone: St. Petersburg variation

M. Vanni: Kernel 32

P. Iturralde: Suite Hellénique

Note al programma

Il primo brano sarà accompagnato dalla voce fuori campo registrata di Arnoldo Foà che reciterà i versi di “Helin” di Kemal Burkay, nato in Turchia nel ’35, uno degli intellettuali più attivi in Europa.
Seguiranno due video sulle musiche di Jacob TV, eclettico compositore olandese ultra-tonale, post-minimalista, avant-pop, post-modernista, collagista, iper-romantico, autore di una serie di video-opere in cui si fondono immagini di media e personaggi celebri con parole dei potenti tramutate in rap martellanti, jazz-sessions, heavy-metal tracks, il tutto legato dalla presenza ossessiva del simbolo di Jacob TV: il boombox, il radiolone delle spiagge anni ’70.
Il video più significativo, poi, è quello di Amber Boardman che accompagnerà il brano “The Garden of Love”, tratto dall’omonima poesia del poeta inglese William Blake.
E ancora, Yoshimatsu, compositore contemporaneo giapponese tra i più interessanti, nel cui sound si miscela musica classica, rock, contemporanea e popolare. “Fuzzy Bird” è uno dei pezzi più belli, scritti per la sorella morta di tumore.
Tango Club, invece, fa parte della suite di Roberto Molinelli “Four pictures from New York”, brano del 2001 in 4 tempi, in cui la musica d’autore regala al pubblico un vero e proprio viaggio sonoro nella Grande Mela.
St Petersburg variation 2010 è un inedito dello stesso Eugenio Catone: si tratta di variazioni sul capriccio 24 di Paganini in vari stili musicali, in cui il virtuosismo di sax e piano possono avere campo libero.
Suite Hellénique è un brano popolare greco del sassofonista spagnolo Iturralde; è in 4 tempi: Kalamatianos, danza tipica greca in ritmo 7/8; Funky; Valse Jazz e Kritis, danza dell’isola di Creta.

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22 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Napoli, Prima del concerto, Rassegne, Un'estate al madre | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 19 agosto a “Un’Estate al Madre” lo Gnu Quartet e il progetto Discoverland

Critica Classica di Marco del Vaglio:

È duplice l’esibizione musicale di venerdì 19 agosto, alle ore 21.30, nel cortile del Museo Madre (via L. Settembrini n. 79 – Napoli), a cura di “Progetto Sonora”, per la IV edizione di “Un’Estate al Madre”, che vedrà protagonisti, in due diverse tranche performative, prima lo Gnu Quartet con il loro ultimo lavoro “Something Gnu”, e poi il duo Pier Cortese e Roberto Angelini col progetto “Discoverland”.
Lo Gnu Quartet (Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola, Stefano Cabrera al violoncello) nasce sotto la stella della P.F.M. al Teatro Nazionale di Milano nel 2005.
Da lì prende il via una serie ininterrotta di avventure catodiche, preziose collaborazioni e progetti originali.
Dall’entusiasmo per la musica senza preconcetti, dall’alchimia di gioia e ricerca, dal virtuosismo della musica colta e dal coinvolgimento di quella leggera prende forma il suono originale di questo quartetto.
Concerti rock, live acustici, studi di registrazione, varie frequentazioni musicali, energie e sodalizi artistici con strumentisti di differente estrazione hanno contribuito a generare e arricchire un sound pieno di sfumature.
Lo Gnu Quartet ha suonato, registrato dischi o realizzato progetti originali con Gino Paoli, Simone Cristicchi, Motel Connection, Afterhours, Baustelle, L’Aura, New Trolls, Giorgio Conte, Dolcenera, PFM, Niccolò Fabi, Pier Cortese, La Crus, Boosta, Meg, Morgan, Antonella Ruggiero, Samuele Bersani, Sarah Jane Morris, Jovanotti, Mario Venuti, Carlo Fava, Pacifco, Malika Ayane, Nina Zilli, Giuliano Sangiorgi, Samuel.
Attualmente ha all’attivo due dischi autoprodotti e ad aprile 2011 è uscito in Italia e Francia “Something Gnu”, prodotto da Bonsai Music.
“È un continuo cambio di atmosfere che racconta storie lontane. C’è l’epica rock dei Muse e la struggente trasparenza di Message in a bottle, la solarità di Mr T – uno dei brani originali – e l’ironia di Nougaro”.
Dodici tracce, inedite o rivisitate, in cui l’energia del rock si mescola col virtuosismo del jazz per un esito eclettico e sui generis, in cui l’eccellenza tecnica si sposa con l’estro interpretativo e l’improvvisazione.
Un melting pot sonoro senza steccati, un mix di svariati generi che, seppur distanti, si nutrono più delle consonanze di una rilettura omogenea e coerente, che non delle dissonanze. Il risultato finale è un sound equilibrarto, contemporaneo, raffinato e inimitabile.

Discoverland è un’idea musicale nata dall’incontro di due eccellenti cantautori: Pier Cortese e Roberto Angelini, due artisti con all’attivo diversi dischi, live, tour e collaborazioni.
L’intento è quello di rileggere in maniera inedita cover ed evergreen del repertorio cantautoriale nostrano (Ivan Graziani, Paolo Conte, Rino Gaetano, etc.) ed estero.
I brani proposti diventano occasioni di sperimentazione, gioco musicale, incontro-confronto tra due personalità artistiche versatili, improvvisazione melodica e ritmica. Due amici di lunga data sul palco, due musicisti romani che propongono un concerto che è un mash up di canzoni nel quale voci, chitarre, steelguitar, iphone ed elettronica si intrecciano dando origine a un colore sonoro completamente nuovo.
Senza mai togliere spazio all’estro e all’invenzione, l’esibizione si arricchisce di momenti acustici davvero emozionanti.
“L’idea è quella di riscoprire e vedere da un’altra prospettiva pezzi importanti della storia della musica italiana e straniera, riutilizzati come materia prima di nuovi esperimenti musicali”, come afferma lo stesso Pier Cortese. “Cosa aspettarsi per il momento non lo so visto che è davvero un progetto in fasce e con grandi margini di follia. È nato da pezzi che abbiamo condiviso sul palco tempo fa per caso, da lì probabilmente è partita ufficialmente la voglia di fare qualcosa insieme, di creare un parco giochi musicale dove tutto può succedere”.

Costo del biglietto: 12 Euro
Info e prenotazioni:
081/19313016
prevendite circuito: www.go2.it

Ufficio Stampa “Progetto Sonora”:
Victoriano Papa
cell.: 333/2824262,
e-mail: victorianopapa@alice.it
sito web: www.progettosonora.it

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18 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Chitarristi, Museo Madre, Musica, Napoli, Un'estate al madre | , , , , , , , , | Lascia un commento

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