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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Il Grande Musical “Novecento Napoletano” all’Auditorium “Sant’Alfonso Maria De Liguori” Piazza S. Alfonso Pagani (SA)




Martedì 07 dicembre 2010 ore 21:00

“Novecento Napoletano”

all’auditorium  “S.Alfonso Maria dei Liguori”

Piazza S.Alfonso – Pagani (Sa)

Un progetto di Lello Scarano e Bruno Garofalo
Scritto da Bruno Garofalo con la collaborazione di Raffaele Esposito e Angiolina K. Campanelli

Con
Federico Salvatore – Rosaria De Cicco – Carmine De Domenico –

Salvatore Misticone – Susy Sebastiano – Massimo Masiello –

Salvatore Meola – Raffaela Carotenuto – Alessandra Iorio –

Alessia Cacace – Christian Moschettino e tanti altri

Regia di Bruno Garofalo
Direttore d’orchestra M° Ciro Cascino
Coreografie di Enzo Castaldo
Costumi Mariagrazia Nicotra
Banda Musicale “Città di Acerra” diretta dal M°Modestino De Chiara
Arrangiamento musicali M° Tonino Esposito

Altri appuntamenti nella sezione news/eventi  sul sito

www.carminededomenico.it

 

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6 dicembre, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Attori e attrici, Campania, Cantanti, Canto, Coreografi, Cultura, Danza, Direttori d'orchestra, Italia, Musica, Musical, Registi, Sale da concerto, Salerno, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

“La Traviata” in scena al M.A.V. di Ercolano il 4 e 6 dicembre 2010


Città di Ercolano
MAV Museo Archeologico Virtuale
4 e 6 dicembre 2010 ore 19,00

La TRAVIATA, Melodramma in tre atti musicato da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, apre il programma decembrino del Progetto  “La cultura come Risorsa” Attività (a) –  Progetto Concorso Internazionale di canto lirico città di Ercolano “RITORNA VINCITOR 2010”, nell’ambito del POR FERS Campania 2007 – 2013. Asse I Obiettivo Operativo 1.10.

Orchestra Collegium Philarmonicum diretta dal Maestro Gennaro Cappabianca
Regia: Riccardo Canessa. Maestro del Coro: Francesco Pareti. Preparatore vocale: Amelia Felle Personaggi e Interpreti: Vincitori e Partecipanti Concorso Internazionale di canto lirico città di Ercolano “RITORNA VINCITOR”

Informazioni:
Ufficio Turistico Comune di Ercolano
Tel. 081 7881274          e-mail: ufftur@libero.it      www.comune.ercolano.na.it

COSTO DEL BIGLIETTO: € 15,00 Prevendite abituali: circuito GO2 – Tel. 081 8038382
Sito web: www.ritornavincitor.eu

ERCOLANO: dicembre all’insegna della musica colta, in un percorso culturale che dal M.A.V. si spinge fino alla Basilica barocca di Santa Maria a Pugliano.

Ercolano, centro di antiche origini ai piedi del Vesuvio, si conferma città d’arte e di cultura, mettendo in scena, a dicembre, un calendario ricco di appuntamenti di grande musica classica. Il 4 e il 6 dicembre l’Auditorium del M.A.V. Museo Archeologico Virtuale, ospiterà La TRAVIATA, il famosissimo melodramma in tre atti musicato da Giuseppe Verdi. Francesco Maria Piave, autore del libretto, si ispirò al romanzo di Dumas figlio, la Signora delle Camelie, per raccontare la storia  di Margherita Gautier e del suo amore infelice per Armando Duval. I due giovani diventano, nella Traviata, Violetta Valery e Alfredo Germont, ma la sorte degli amanti impossibili non cambia. Interpretata da celeberrime cantanti liriche, valga per tutte il nome di Maria Callas, la Violetta ercolanese avrà stavolta il giovanissimo volto e la voce promettente di una delle partecipanti al Concorso Internazionale di Canto Lirico Ritorna Vincitor. Il Concorso, nato ad opera dello Zonta International con l’intento di promuovere la musica lirica e colta in genere, premia le voci di giovani cantanti lirici provenienti da ogni parte del mondo. Quest’anno, la XVI edizione, svoltasi dal 5 al 9 ottobre ad Ercolano, ha visto esibirsi, nei magnifici scenari di Villa Maiuri, Villa Campolieto, M.A.V., cinquanta giovani talenti provenienti dal Giappone, dagli Stati Uniti, dal Kosovo, dalla Corea, dall’Irlanda, dalla Polonia, Taiwan, etc., oltre che da varie città italiane. A testimoniare l’Internazionalità del Concorso, il primo premio per la lirica è andato in Kosovo, a Lahaj Rame, un tenore ventiseienne che ha stupito la Commissione Tecnica per la maturità vocale e la compostezza dell’esecuzione, aggiudicandosi anche il primo premio per la Canzone Napoletana. Il Concorso, infatti, prevede una sezione Lirica, una sezione Canzone Napoletana e una sezione Barocca, quest’ultima presente in pochissimi altri concorsi lirici. Ai giovani vincitori del Concorso e ad altri selezionati per le caratteristiche vocali adatte ad interpretare l’opera di Verdi, sono state assegnate le parti principali di Traviata, che i ragazzi interpreteranno al termine di un Laboratorio Lirico in corso di svolgimento ad Ercolano. Amelia Felle, soprano pugliese con all’attivo una carriera di rilievo internazionale, è il preparatore vocale e tutor sotto la cui direzione i giovani studiano l’opera, preparandosi al debutto in programma il 4 dicembre. Gennaro Cappabianca, direttore d’orchestra e violinista, che vanta un repertorio direttoriale di ampio respiro, raccoglie il testimone da Alberto Veronesi, direttore artistico del progetto promosso dalla città di Ercolano “La cultura come risorsa”. Cappabianca dirigerà le due rappresentazioni di questa Traviata che dovrà dare ragione delle scelte della Commissione del Concorso, presieduta dal famoso tenore di origini peruviane Luís Alva. Riccardo Canessa, noto come direttore artistico dell’Arena di Verona, cura la regia dell’opera, per la quale c’è grande attesa, a partire dal  fatto che non sono ancora stati resi noti i nomi degli interpreti. Questi, infatti, si conosceranno solo al termine del laboratorio Lirico, anche se sarà possibile ascoltare tutti i partecipanti al laboratorio stesso nel concerto gratuito previsto al M.A.V. per l’8 dicembre: in programma arie d’opera e canzoni classiche napoletane, per una serata da non perdere. Dopo La Traviata, da cui ci si attendono le emozioni che quest’opera è sempre capace di suscitare, Ercolano chiuderà in bellezza il calendario di musica classica decembrino nella splendida cornice della Basilica di Santa Maria a Pugliano, una delle più belle chiese del Barocco vesuviano. Il 18 dicembre, alle 19,00, la Basilica ospiterà la rappresentazione dell’Oratorio di Alessandro Scarlatti Giardino di Rose – la Santissima Vergine del Rosario, un’altra perla del progetto” la cultura come risorsa”, alla quale si stanno dedicando studi e convegni per la presentazione di una recente e aggiornatissima edizione critica.

Ce n’è insomma per tutti i gusti: dai melomani agli appassionati della canzone napoletana, per finire ai cultori della musica sacra e da camera, non c’è musicofilo che possa sentirsi trascurato.

Tutte le informazioni su www.ritornavincitor,eu e su www.comune.ercolano.na.it
Ufficio Stampa:
Maddalena Venuso
335 1275213
venuso@studiosema.it

1 dicembre, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Campania, Cantanti, Canto, Cultura, Direttori d'orchestra, Ercolano, Italia, Musica, Musica Lirica, Napoli, Opera, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Teatro | , , , , , , , , , , | 1 commento

Domani ultimo appuntamento con il Seminario dedicato a Chopin al Conservatorio di Avellino

Si chiude domani 18 ottobre 2010 il ciclo di incontri dedicati alla figura di Fryderyk Chopin, del 
quale, quest’anno ricorre l’anniversario della nascita, presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino.
Il Seminario ideato e coordinato dalla Docente di Pianoforte M°Maria Pia Cellerino e sostenuto dal 
Conservatorio  è iniziato 
il 22 febbraio 2010, giorno della nascita (controversa, per altro) con una 
interessante Tavola Rotonda che ha sviscerato svariati aspetti del genio di 
Varsavia. Interventi interessantissimi,  e variegati introdotti dell’ideatrice 
e curatrice del Progetto, M° Maria Pia Cellerino. Alla Tavola Rotonda, moderata 
da Giovannipaolo Maione (docente di Storia della Musica al Conservatorio) hanno 
partecipato: la Prof.ssa Claudia Colombati, esperta chopinologa, 
dell’Università di Roma Tor Vergata (Roma), la Prof.ssa Silvia Bruni da 
Cracovia, la Dott.ssa Giovanna Tinaro dell’Archivio del Teatro di S. Carlo(Na). 
Benchè il  Seminario fosse riservato agli allievi di I e II Livello, ha aperto l’ascolto 
anche agli esterni. La grande affluenza del pubblico ha elettrizzato la 
mattinata che si è conclusa con un concerto interamente chopiniano da parte di 
un allievo di II Livello della Cellerino. Durante gli altri incontri, svolti nel corso dell’ Anno Accademico, molti altri allievi sia del Corso ordinario che dei Corsi universitari di I livello si sono esibiti seppure nel rispetto degli insegnamenti dei propri Docenti preparatori, dimostrando personalità e maturità  nella lettura di quello che forse rappresenta il massimo esponente della letteratura pianistica.
L’appuntamento di domani coincide con la data della dipartita del genio polacco avvenuta 
alle 2 di notte del giorno 17 ottobre 1849.
 Durante l’ultimo incontro si parlerà della Sonata in SIb min. op. 35 (quella 
con la marcia funebre) e del ricordo del grande compositore, da parte di alcuni 
affezionati allievi.
 L’esecuzione della Sonata op. 35 da parte del pianista Giuseppe Caputo e di 
alcuni Studi dell’op. 10 da parte di un allievo di II Livello, chiuderà 
l’appuntamento mattutino. Le esecuzioni riprenderanno il pomeriggio alle 15:30 con svariati brani eseguiti dagli allievi delle classi del Conservatorio. Sarà 
eseguita, quindi la Sonata in Si min. op. 58 dal pianista Giuseppe Caputo (che 
la mattina eseguirà l’op. 35). Il pomeriggio si chiuderà con l’esecuzione 
dell’Andante Spianato e Grande Polacca brillante op. 22 in versione originale 
per pianoforte e orchestra. Al pianoforte Umberto Barisciano. Orchestra diretta 
dal M° Massimo Testa (Docente del Conservatorio).
Progetto innovativo, questo e fiore all’occhiello della Ricerca Didattica del 
Conservatorio D. Cimarosa di Avellino.

Scarica il programma:Programma 18/10/10

 

Recensione Seminario F. Chopin: “Un poeta strumentale”

In data 18 ottobre presso il Conservatorio D. Cimarosa di Avellino, si è conclusa la serie di appuntamenti seminariali che hanno presentato, a partire dal 22 febbraio 2010, svariati aspetti di Fryderyk Chopin. Questo Seminario che è stato pensato e coordinato dal M° Maria Pia Cellerino (nella foto) per commemorare il 200° anniversario della nascita del genio polacco coincide, per un caso fortuito, anche con il  prestigioso Concorso F. Chopin che si tiene a Varsavia ogni cinque anni.
I lavori del 18 ottobre hanno coinciso con l’inizio della finale (18-19-20) del Concorso polacco che si è potuto seguire anche in diretta, grazie a  Internet.
Anche per questo appuntamento vi sono state due sessioni.: una mattutina e una pomeridiana.

Alle 10, nell’aula 41 del Conservatorio,  i lavori sono iniziati con un’ analisi della Sonata op. 35 (quella con la Marcia Funebre), da parte del M° Angelina Le Piane. Intervento molto interessante, quello della docente, che ha toccato anche aspetti storici relativi all’epoca di composizione della Sonata in questione. Non a caso per questo ultimo appuntamento la scelta è caduta su questa composizione che ha come fulcro la famosa Marcia Funebre. Alle due del mattino del 17 ottobre, infatti, il grande compositore volò tra gli angeli, lasciandoci un patrimonio artistico straordinario e unico nel suo genere. Una Musica “da parlare”.
Musica da suonare, “declamandola, però, con l’anima” e quindi….discorso musicale di un’anima che comunica le proprie emozioni.
Naturalmente dopo l’analisi della composizione è stata proposta l’esecuzione della Sonata op. 35 in SIb minore da parte del pianista Giuseppe Caputo, diplomatosi un paio d’anni or sono al Conservatorio, sotto la guida del M° Rosa Ondato.
L’uditorio ha così potuto verificare, istantaneamente, quanto era stato appena spiegato in teoria.

Un secondo intervento dal titolo esplicativo “F. Chopin attraverso i suoi allievi” è stato tenuto dal M° Maria Pia Cellerino. Attraverso testimonianze di alcuni dei suoi più importanti e conosciuti allievi, è stato fatto un ritratto affascinante del compositore, sia dal punto di vista didattico sia dal punto di vista  sociale.
Traendo spunto dall’interessante volume del  musicologo svizzero Jean-Jacques Eigeldinger: “Chopin vu par ses élèves, la Cellerino ha evidenziato quanto il genio polacco fosse amato dagli allievi, stralciandone alcuni brani per delinearne un quadro affascinante e carismatico.
Molte, poi, le informazioni sulla didattica del grande polacco, supportate da un lavoro di ricerca che l’uditorio ha condiviso grazie ad un rilevante numero di fotocopie distribuite dalla docente a supporto di quanto veniva spiegato.
Alla fine dell’intervento, una seconda esecuzione. Questa volta di alcuni Studi di Chopin da parte del pianista Guido Picariello.
Come di consueto, l’appuntamento pomeridiano è stato caratterizzato dall’ascolto di un vero e proprio Programma da Concerto, eseguito da allievi del Conservatorio,  secondo una precisa linea tematica. Le esecuzioni si sono avvalse di una esaustiva guida all’ascolto.

Chicca della serata, l’esecuzione dell’Andante Spianato e Polacca brillante op.22 in versione originale per pianoforte e orchestra. Al pianoforte un giovane allievo del Conservatorio: Umberto Barisciano. L’Orchestra “Progetto Chopin: un poeta strumentale” è stata diretta dal M° Massimo Testa, sempre sensibile a questo tipo di operazioni culturali.

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17 ottobre, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Direttori d'orchestra, Italia, Musica, Pianisti, Regioni | , , , , , , , , , | 19 commenti

Taccuino personale di Francesco Canessa: LA SCOMPARSA DELLA SUTHERLAND,un ricordo personale di Dame Joan

La scomparsa della Sutherland
Un ricordo personale di Dame Joan

Di F.Canessa

Era un pomeriggio di settembre e l’estate declinante sfumava d’un colore rosato il verde del bosco attraversato dai tornanti della strada che porta a Les Avants, la piccola località in cima a una collina vicino Montreaux dove avevano casa Joan Sutherland e Richard Boninge, suo marito. Da pochi mesi ero sovrintendente del San Carlo, il Teatro veniva fuori da una lunga, opaca gestione commissariale e con le difficoltà di bilancio che sempre hanno afflitto i nostri Teatri, bisognava inventarsi qualcosa per risvegliarlo. M’ero impegnato in una <operazione giovani> che prendeva spunto  dalla  vittoria di Cecilia Gasdia al Concorso Callas e dal suo improvviso e clamoroso debutto alla Scala come sostituta last minute della Montserrat Caballé e che mi era parsa assai adatta al ruolo di Adina in “Sonnambula”, titolo cui avevo pensato per avviare l’impresa. Fu subito entusiasta dell’idea, e lo fu anche il secondo classificato del Concorso, Simone Alaimo al quale offrii il ruolo del conte Rodolfo, di solito rappresentato come un attempato signore, ma che ritenevo invece dovesse apparire anche lui giovane, come gli altri personaggi dell’intreccio. Per la direzione avevo pensato a Richard Boninge, gran conoscitore del belcanto e che “Sonnambula” aveva insegnato alla moglie, storica protagonista dell’opera. Anche se di solito non amava salire sul podio quando in palcoscenico non vi era la Sutherland, l’idea di preparare un gruppo di cantanti giovani gli piacque al punto da sacrificare una settimana delle sue vacanze, invitando tutti a casa da lui per studiare e impostare l’opera prima ancora del regolare ciclo di prove che sarebbero cominciate più tardi in teatro.
Gli artisti erano lì da un paio di giorni, quando anch’io arrivai a Les Avants. Non ho mai guidato l’auto con piacere, il viaggio era stato lungo e Italia mia moglie ce l’aveva messa tutta per tenermi su, trovando cento motivi di conversazione, le storie di famiglia o delle città che attraversavamo, le descrizioni di fiumi, laghi e panorami che la Svizzera ci offriva e che leggeva su una provvidenziale Guida del Touring. In cima ai tornanti della collina, era più stanca lei di me. La Sutherland non so come ci avesse visto arrivare, ma quando spuntammo dall’ultima curva del bosco, stava già fuori ad aspettarci. Era più alta di quanto mi fosse apparsa in palcoscenico, sfiorava con la sua capigliatura imponente lo stipite della porta e un radioso sorriso illuminava il suo faccione, zigomi prominenti e mascella rigogliosa, entrambi elementi morfologici preziosi alla sua mitica vocalità. Il suo aspetto non dava la minima soggezione, eppure mi parve assai appropriato il titolo e la dignità di <Dame> che la Corona britannica le aveva elargito. Si accostò alla macchina e aprì la portiera dalla parte di Italia “ Questa bella signora ha certamente bisogno di andare in bagno!”, disse e le tese la mano per aiutarla a scendere. Fece a me appena un cenno del capo e la portò via, mentre compariva anche il maestro Boninge, che con una certa enfasi compensativa mi salutò, prima di chiedermi se anch’io avessi qualche esigenza. La casa era molto elegante, oltre che confortevole, con due particolarità: scaffali di libri a tutte le pareti e sedie, poltrone, tende e quant’altro richiedesse l’uso della stoffa, ricamati a mano. Persino le cornici di due grandi quadri, un ritratto di lei e un ritratto di lui che si specchiavano da una parete all’altra del salotto, avevano una sorta di cornice in velluto con i fregi dorati a ricamo. Disegni di fiori e farfalle, ampi geroglifici dai colori tenui o vivaci dominavano l’arredamento. Erano opera di Dame Joan ricamatrice accanita per diletto, ma pure con funzione distensiva, visto che sistematicamente prendeva il tombolo anche quando cantava in teatro, in camerino, tra un atto e l’altro, come ebbi modo di scoprire poi, frequentandola anche dietro le quinte.
La vidi in camerino ricamare pure  la sera di una sfortunatissima Traviata genovese, col pubblico scatenato contro un povero tenore dalla voce malandata, sostituito in corso d’opera con un secondo ancora più precario e peggio ancora fischiato. Tanto che lo spettacolo fu interrotto due volte e la seconda perché Boninge, coi nervi a pezzi, fermò la musica e lasciò il podio: “Con la Joan in scena ed anche se lei non c’entra, non posso sopportare questo putiferio!”  E mentre il pubblico in sala rumoreggiava e lui resisteva alle insistenze dei dirigenti del Teatro che avrebbero voluto riprendere lo spettacolo, Dame Joan completava una farfalla rosa su un telo azzurro di forma ovale. Era la nuova copertura della tavoletta di un water.
Perché questo racconto? Perché ora che se n’è andata, ultima di una generazione mitica di glorie della lirica, un piccolo ricordo vada pure alla sua personalità di donna. Il vero artista si riconosce anche fuori del palcoscenico. E Dame Joan, con la sua disarmante semplicità, lo era!

Francesco Canessa

Norma 1981
Sutherland-Norma
Troyanos- Adalgisa
Ortiz- Pollione
Diaz -Oroveso
Cond. Bonynge

In duetto con Pavarotti nella Lucia di Lammermoor 1979

 

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16 ottobre, 2010 Posted by | Art, Arte, Cantanti, Canto, Cultura, Direttori d'orchestra, Francesco Canessa, Giornalisti, Music, Musica, Opera | , , , , , , , , , , | 1 commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: MOZART ARRIVA COI BAMBINI

MOZART ARRIVA COI BAMBINI

L’autostrada viene giù dal Brennero e s’infila nella Valle dell’Inn, il fiume che scorre tra Germania e Austria, a sinistra le Alpi Bavaresi, a destra l’altra faccia delle Dolomiti, di un verde intenso e rassicurante, quanto rocciosa ed aspra è la nostra. I boschi secolari scendono da una parte e dall’altra, castelli e campanili fanno capolino, ogni tanto, dando coerenza al paesaggio del Tirolo, fermo nel tempo. Fin quando, passato Kufstein e avvicinandosi Erl, non appare una strana costruzione di cemento bianco a forma di vela, che sembra gonfiata tra gli alberi e si proietta verso la riva del fiume, tra una legnaia e un pascolo di mucche.

E’ un luogo di musica, vi si tiene d’estate un Festival ed accostandosi ci si domanda dove trovi il suo pubblico, visto che il centro abitato più vicino, che è appunto Erl, è fatto d’una chiesa, quattro case e una pompa di benzina. Ma quando c’è concerto o spettacolo, la risposta viene dalle colonne d’auto e pullman, in ordinatissimo avvicinamento da Innsbruck, da Kufstein, da Rosenheim, da Monaco,da Salisburgo. Il parcheggio obbligato – non c’è deroga manco per gli addetti ai lavori – è piuttosto lontano e se piove, il che accade assai spesso, è possibile ritirare al volo un ombrello in prestito da hostess bionde e sorridenti.

Il Festival si chiama Tirolerfestspiele e la vela nel bosco è il suo festspielehaus. La sala in declivio, d’aspetto spartano ma funzionale, è vastissima, sui suoi sedili si accomodano quasi duemila spettatori. Niente sipario, lo spazio scenico è a vista, la ribalta arriva a mezzo metro dalla prima fila, ed è quella su cui si fa spettacolo, l’orchestra è più indietro, distribuita su una tribuna che parte dall’alto e fa da fondale a quel che succede davanti, appena sfumata dietro un velatino trasparente di cangiante colore. In una tale situazione, la forma rappresentativa dovrebbe essere il demi-stage, ma il “demi” s’è subito consumato in favore d’un teatro tutto intero, cui lo scambio di posizioni nulla toglie alle sue capacità narrative, diventa anzi singolare ed efficace con gli attori-cantanti che recitano quasi tra le braccia del pubblico.

Il Tirolerfestspiele l’ha inventato dodici anni fa Gustav Kuhn (nella foto), che pur essendo salisburghese ha casa da quelle parti e vi si prodiga nel doppio ruolo di direttore d’orchestra e di regista. E che ha raccolto un successo crescente, tanto che si parla – fatto salvo Salisburgo – del Festival numero uno in terra d’Austria. Wagner per il teatro, Bruckner per il concerto e Richard Strauss a far da contorno per l’uno e per l’altro, sono gli autori prediletti che danno carattere e continuità ai programmi. Soltanto quest’anno è arrivato Mozart, tenuto in disparte anche per rispetto della casa madre Salisburgo, che è lì a due passi e che Wolfango se lo cucina a colazione, pranzo e cena.

Ma l’attesa è ripagata: l’opera è Il Flauto Magico, posta al centro di una operazione che disegna un modello di civiltà musicale talmente distante dalle nostre miserie, da destare meraviglia, oltre che ammirazione. I bambini delle scuole di prima fascia dell’intero Land del Tirolo hanno partecipato a un concorso che chiedeva di disegnare i personaggi del Flauto Magico così come essi li immaginavano. Ne sono arrivati a centinaia, tra Papagheni, Regine della notte, Sarastri e tutti gli altri e sono esposti in mostra lungo le pareti della sala. Scelti e accorpati i migliori e più coerenti, regista e costumista hanno realizzato lo spettacolo così come suggeriva la fantasia degli scolari. Una cinquantina dei quali –vincitori e non vincitori – sono stati chiamati a parteciparvi: infilati nelle loro tutine nere facevano da “servi di scena” portando ciascuno un pezzo di un gioco di costruzioni, una specie di “lego” in formato gigante, con cui costruivano quadro dopo quadro gli elementi delle scene.

E prendevano parte anche all’azione: buttati in terra l’uno sull’altro mimavano il drago che spaventa Tamino, più avanti gli animali della foresta richiamati dalla musica del flauto e prendevano in giro Monostato, danzando con lui al suono del glockenspiel. E ancora circondavano Tamino con le torce accese o con le brocche d’acqua per accompagnarlo nelle fatidiche prove. Fino a partecipare, anche se muovendo soltanto le labbra, al coro finale di letizia, seduti con le gambe penzoloni alla ribalta, dinanzi al pubblico.

Spettacolo tenero, coinvolgente con Kuhn regista degno dell’alloro per l’idea e per la sua realizzazione. Ed anche per la bacchetta, con cui riaffermava l’antica specializzazione mozartiana, riposta ma non deposta dinanzi agli ormai prediletti clangori wagneriani e postwagneriani. Tra i cantanti spiccava una Regina della Notte assolutamente strepitosa, il cui nome so scrivere, ma solo copiandolo con attenzione: Cigdem Soyarslan.

Francesco Canessa

Vedi quest’articolo anche su: http://lirica-parma.blogautore.repubblica.it/2010/08/04/al-tirolerfestspiele-mozart-arriva-coi-bambini/

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21 agosto, 2010 Posted by | Art, Arte, Austria, Cantanti, Canto, Cultura, Direttori d'orchestra, Francesco Canessa, Giornalisti, Gustav Kuhn, Music, Musica, Salisburgo, Tirolerfestspiele | , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:BETULIA LIBERATA CON MUTI A SALISBURGO

Con Muti a Salisburgo
LA BETULIA LIBERATA  2 VOLTE

“Betulia liberata” non sta fra le eccellenze di Mozart, che la compose a 15 anni su commissione d’un nobile italiano, il Principe Giuseppe d’Aragona, incontrato a Padova durante il primo suo viaggio in Italia. E il fatto che fosse denominata <azione sacra> non era fin oggi bastato a darle veste teatrale manco a Salisburgo, che nel <tutto Mozart> della stagione celebrativa del 2006 l’aveva eseguita in forma di oratorio, secondo tradizione. Era del resto questa la destinazione del testo  metastasiano datato 1734 e come tale messo e rimesso in musica più volte, prima che l’avesse tra le mani Wolfango. Tra i predecessori, c’è l’aversano Niccolò Jommelli, apparso agli occhi del ragazzo circonfuso di gloria quando l’aveva conosciuto a Napoli, al San Carlo mentre provava una sua nuova opera, “Armida abbandonata”. Di qui l’idea del Festival di Pentecoste di Salisburgo giunto al penultimo appuntamento del progetto quinquennale dedicato alla Scuola Musicale di Napoli e affidato a Riccardo Muti, di mettere l’uno accanto all’altro i due lavori, il primo finalmente in forma scenica, il secondo in quella originaria dell’oratorio.  Le cronache che accompagnano la storia della musica ci raccontano d’una antica iniziativa parigina egualmente modellata, con Gluck e Piccinni messi a confronto su una Iphigénie en Tauride data da musicare a entrambi. Il napoletano perse nettamente, ma la contesa si trasformò in querelle politica tra la borghesia intellettuale che stava con Gluck e l’aristocrazia conservatrice, solidale con la regina Maria Antonietta, che tifava per Piccinni. Nulla di tutto ciò a Salisburgo, ove onesta intenzione era quella di esplorare sul campo il grado di influenza della Scuola napoletana nella formazione del giovane Mozart, riconosciuta in dottrina dalla maggioranza degli studiosi. Esito felice, con pubblico egualmente plaudente all’una e all’altra Betulia e puntuale standing ovation  per Riccardo Muti, che il progetto ha realizzato con intensa passione, ma in perfetto equilibrio con il severo rispetto dello stile che, specie nel repertorio classico, gli è congeniale. Esito altresì interessante, per la conferma di un legame di continuità che anche l’orecchio di ascoltatore non dotto, ma soltanto attento, percepisce con naturalezza. Se Mozart raccoglie una qualche eredità, certamente l’esalta rinnovandola sino a trasformarla in puro classicismo, anche attraverso l’abbandono delle persistenti scorie del barocco. Ma non ancora lo fa nell’adolescenziale tentativo della Betulia, che incredibilmente appare meno classica e più barocca di quella del compositore aversano, che pure è nata circa 30 anni prima. Jommelli era nella piena maturità e ricco di esperienze europee, tra cui quella lunghissima alla corte dei Wurttemberg a Stoccarda, ove aveva guidato una orchestra di qualità storica al pari di quella di Mannheim. E se ne avverte il segno nella sua Betulia, ricca nella parte orchestrale, dall’ouverture alle introduzioni delle arie, quanto non lo è la sorella mozartiana, che insiste sui lunghi recitativi e sulle arie tripartite di antico modello. Ne consegue che in quest’ultimo caso gli interpreti vocali abbiano avuto maggior risalto, con prevalenza femminile imposta da Maria Grazia Schiavo, vocalista e interprete di gran classe, e dalla giovanissima Alisa Komosova, Giuditta. Un aiuto cospicuo a superare la lentezza narrativa si deve alla regia di Marco Gardini.   In Jommelli spicca il contraltista Terry Wey che ha voce morbida ed espressiva, qualità difficilmente reperibili tra i molti giovanotti che hanno riportato in voga questa corda. Molto bene l’Orchestra Cherubini, in continua crescita qualitativa, che come il coro viennese di Walter Zeh passa con disinvoltura da una Betulia all’altra.

Francesco Canessa

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28 maggio, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Cantanti, Canto, Cultura, Direttori d'orchestra, Festival, Francesco Canessa, Giornalisti, Musica, Riccardo Muti, Salzburger Festspiele | , , , , , , , | Lascia un commento

Angri, musiche dedicate alla Madonna per L’Associazione Euterpe

ASSOCIAZIONE CULTURALE e MUSICALE

“EUTERPE”di ANGRI

PRESENTA

Concerto per MARIA

CORI: Genesi del terzo millennium

Pueri Cantores “S. Michele Arcangelo”

Direttore: M° ROBERTO ALTIERI

Musiche dedicate alla Madonna, composte da vari musicisti

Domenica  23 Maggio 2010 ORE 19:30

Chiesa  SS. ANNUNZIATA- ANGRI

INGRESSO LIBERO

Direttore Artistico: M° Maria Pia Cellerino

SOPRANO: M° Anna Maria Gargiulo

TENORE : M° Carmelo d’Esposito

Pianisti accompagnatori: M° Annalisa  Pepe

Manuela Cafiero

CORI : GENESI DEL TERTIUM MILLENNIUM

PUERI CANTORES “S.MICHELE ARCANGELO”

PIANO DI SORRENTO

Direttore: M° ROBERTO ALTIERI

Roberto Altieri Compositore, direttore e didatta nato a Napoli nel 1958. Dopo studi classici, si è diplomato presso il Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella di Napoli in Pianoforte, in Musica corale e direzione di coro, in Composizione e in Direzione d’orchestra. Ha seguito per tre anni i corsi di perfezionamento in Composizione all’Accademia Chigiana di Siena conseguendo il diploma di merito. Ha frequentato corsi di Musica per film all’Accademia Chigiana di Siena e di Analisi Schenkeriana a Roma, Trento e Napoli.Ha vinto vari concorsi nazionali ed internazionali di composizione.Tra opere originali ed elaborazioni, ha al suo attivo un centinaio di brani. Tra le composizioni di musica da camera: Frattali per pianoforte (1991), Acqua per 10 esecutori (1992), Cadenza sul nome BACH per flauto solo (1993), Tessaract per sax soprano e pianoforte (1997), Libertad per coro a cappella (2003), Metamorfosi per chitarra (2004, ed. Bèrben).
Tra le composizioni di musica sinfonica: Fuoco (2001) e Sirene (2002, ed. Bèrben). Tra le opere sacre: Stabat Mater per soprano, coro e orchestra (1990/3) , Messa per il Terzo Millennio per doppio coro e orchestra (2001/3) e Te Deum per il Bicentenario del comune di Piano di Sorrento per Soprano,Tenore,coro ed orchestra di fiati.
Insegnante di ruolo nei Conservatori di Musica dal 1989, è attualmente titolare della cattedra di Armonia, contrappunto, fuga e composizione.  Attualmente ricopre la carica di vicedirettore al Conservatorio S. Pietro a Maiella.

L’Associazione  Culturale-Musicale “Tertium Millennium” di Piano di Sorrento è nata nel febbraio del 1999  con le finalità della diffusione della cultura in tutte le forme tra le quali quella musicale attivando un’intensa attività didattica con l’intento di avvicinare a quest’arte , in modo corretto, sia i bambini (da cinque anni in su)  che gli adulti , ottenendo un buon successo vedendo passare oltre 150 allievi,di cui alcuni hanno intrapreso gli studi presso i conservatori di musica.Attualmente tale attività non è attiva.
Nell’arco dei dieci anni l’associazione ha organizzato e partecipato in tutta la penisola sorrentina ad oltre 200 eventi musicali.
Nell’ambito dell’associazione sono sorti ,dieci anni fa, il coro di voci bianche  denominato“Piccolo Coro”,formato da oltre venti bambini con età dai cinque ai tredici anni,diretto dal M° Anna Maria GARGIULO,che è anche il direttore artistico dell’associazione, ed il coro“Genesi”formato, all’inizio,dai genitori dei bambini del piccolo coro,che ha una consistenza di oltre venti elementi per la massima parte rappresentata da veri appassionati di musica. Il coro è  diretto dal M° Roberto ALTIERI.
Il coro Genesi ha partecipato, tra l’altro, alla  trasmissione televisiva di RETE 4 “ La Domenica del Villaggio” nell’anno 2002 e ha al suo attivo oltre 150 concerti.
Da circa nove anni organizza e partecipa al “Concerto per La Famiglia”,che è diventato un appuntamento fisso delle festività Natalizie in Penisola Sorrentina . Nel gennaio 2008 ha organizzato ed eseguito,insieme al coro “Elpis” ed ai “Pueri Cantores”,il “TE DEUM” per il Bicentenario del Comune di Piano di Sorrento.  Inoltre da circa un anno ha contatti internazionali che ha portato al gemellaggio con il con Scozzese di Edinburgo “THE EDINBURG ACCADEMY” e con il coro Inglese di Cambridge “FAIRHAVEN SINGERS” ha partecipato alla manifestazione “Echi Barocchi in Penisola Sorrentina” eseguendo lo “Stabat Mater del M° Roberto Altieri” per Soprano,Coro ed Orchestra”
L’associazione oltre a tale attività organizza attività culturali legate alle conoscenza della storia  locale  e gestione di congressi scientifici nazionali.
Da alcuni anni il Coro Genesi è affiancato,per alcuni eventi, dal coro “Pueri Cantores  S. Michele Arcangelo”,che è il più antico coro della penisola sorrentina (nato da oltre 60 anni).

18 maggio, 2010 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Associazione "Euterpe", Associazioni Musicali, Campania, Cantanti, Canto, Compositori, Concerti, Coristi, Direttori d'orchestra, Italia, Musica, Napoli, Regioni | , , , , , , , | 2 commenti

Taccuino personale di Francesco Canessa: SAVIANO E LE CANZONI DELLA MALA

Saviano e le Canzoni della mala.

Roberto Saviano, campione mondiale del neo-realismo letterario partenopeo, miete successi anche come musicologo. Un suo saggio compare nel programma di sala della stagione sinfonica della romana Accademia di Santa Cecilia nientemeno che per il concerto di Claudio Abbado con l’Orchestra Mozart, accanto a quello di Giovanni Carli Ballola, firma d’alta specializzazione, come le altre che di solito compaiono su quelle pagine. Abbado gli aveva dedicato l’ultimo suo concerto al San Carlo, donde lo spunto per accoglierne uno scritto che ne tracciasse un ritratto.

In contemporanea con quei concerti nella Sala Santa Cecilia, nell’altra del Parco della Musica denominata Sala Sinopoli, lo stesso Saviano ha tenuto una conferenza sulla Musica neomelodica napoletana, fervidamente applaudita dal pubblico e ampiamente riportata dalle agenzie di stampa, inserita nei programmi culturali di Radio3. Filo conduttore, il campanello d’allarme per il degrado sociale di Napoli e dintorni  monitorabile attraverso canzoni come “’O killer” , ‘Nu latitante”, “ ‘Sti Cinesi” e via così.  Eccellente pretesto per tener viva come è giusto, l’attenzione sul problema gravissimo che sta a cuore a lui come a tutti noi onesti.

E’ altrettanto vero però che il fenomeno della malavita in versi e musica non è nuovo, ma rappresenta una costante nella poesia e nella canzone napoletana, che con le sue dimensioni e qualità ha finito per storicizzare un elemento comune alle forme di musica popolare d’altre radici, basti pensare alla canzone parigina o a quella milanese della Mala di Gaber e della Vanoni. E che si presta a interpretazioni differenziate, non necessariamente pessimistiche o addirittura allarmate.

Nella introduzione di Alberto Consiglio alla sua fondamentale Antologia dei Poeti napoletani, stampata mezzo secolo fa (1957 Firenze, Parenti Editori) egli giustifica la presenza assai numerosa < di testi che alludono a  “guapparia” o a “camorra” e che dipingono o interpretano figure o aspetti ponibili sotto il segno del vizio e del delitto > sottolineando la forza che per contrasto acquistano i sentimenti dal venire espressi in condizioni diverse da quelle comuni. E davvero sono tanti quei testi, dagli’antichi e anonimi “Ah, quanto è bello lo morire acciso” a “..Tu m’haje arredutto dinto a la Vicaria “  sino a “Canzone ‘e carcerate” ( di Giacomo), “Guapparia (Bovio)  o “’O Basista” (Russo) alla vasta e significativa produzione vivianesca. < Un tempo questi esercizi poetici venivano giustificati coi precedenti della scuola verista – prosegue l’autore – oggi possiamo osare di sottolinearne altra caratteristica, la valenza del sentimento che da essi emana.> E cita a conclusione e conforto della propria tesi la poesia senza confini di Garcia Lorca, che in  “Romance de la pena negra” canta il “prendimiento e la muerte” del brigante gitano Antonito El Camborio.

Casalesi o Scissionisti  hanno dunque sostituito soltanto i vecchi protagonisti, quel che c’è sostanzialmente di nuovo e diverso in “ ‘O Killer” ed affini, riguarda la letteratura: non finiranno mai in una Antologia di Poeti.

Francesco Canessa

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31 marzo, 2010 Posted by | Arte, Auditorium Parco della musica Roma, Cultura, Direttori d'orchestra, Francesco Canessa, Giornalisti, Letteratura, Musica, Sale da concerto | , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: SALISBURGO: BROGLI AL FESTIVAL DI PASQUA

SALISBURGO: BROGLI AL FESTIVAL DI PASQUA

( da Il Mattino del 24/2/2010 )

Indagini, brogli e miti che crollano: non è italiano il primato, come noi stessi ci affanniamo a proclamare con ipocrita amarezza. Anche tra i più irreprensibili vicini europei, la Procura bussa alla porta di chi mai lo si sarebbe immaginato. In Austria è la volta del Festival di Salisburgo, quello di Pasqua fondato da Karajan e affidato prima e dopo la sua morte alla più grande orchestra del mondo, i Filarmonici di Berlino ed ai direttori a lui succeduti,  Claudio Abbado a Simon Ratte.
“Destituito senza preavviso” e indagato dalla magistratura per consistenti reati è l’amministratore delegato Michael Dewitte, l’organizzazione del Festival, travolta dallo scandalo e senza un euro in cassa, è andata in tilt. Dalla Germania s’è fatta subito avanti Baden Baden – la storica stazione termale – per accaparrarselo con i suoi concerti, le sue opere e i suoi Berliner. Ipotesi appena scongiurata, come assicura una lettera in data 10 febbraio inviata dal Commissario straordinario Peter Raue ai soci della “Verein der Forderer der Osterfestspiele” l’Associazione dei Sostenitori che versano annualmente una ricca quota per assicurarsi la prelazione sui biglietti in vendita.  Molti sono in Italia, il loro numero è il più alto dopo Germania e Austria e prima di Stati Uniti e Gran Bretagna, così che la lettera è redatta anche in italiano. Essa spiega con chiarezza – e qui sta forse la differenza con i pasticci di casa nostra – “ le turbolenze che hanno investito il Festival di Pasqua di Salisburgo” e  racconta dell’intervento della Società di revisione Audit Services Austria, dell’allontanamento dell’amministratore Dewitte e della consegna dei libri al Tribunale. Il vanto di questo Festival era di vivere di suo, senza contributi pubblici, coprendo il budget per il 71% con quote associative e biglietti, 17% con gli sponsor ed il resto con l’apporto di Eliette von Karajan e della Fondazione intitolata al marito, destinataria dei tuttora ricchissimi diritti discografici. In conseguenza, il signor Dewitte ha gestito senza soverchi vincoli e con qualche liberalità ( “…in contrasto con i suoi doveri si era concesso pagamenti di somme notevolmente elevate.” ) fin quando indagini e intercettazioni – di cui la lettera non parla, ma ne hanno scritto i giornali – hanno portato alla sua incriminazione con conseguente fuga all’estero e alla nomina del Commissario. Ora per salvare il Festival e il suo inestimabile valore nell’economia della città, subentrano nella società Osterfestspiel GmbH Salzburg la Regione, il Municipio e il Fondo per il Turismo con il 25% ciascuno mentre il restante 25 % resta alla Fondazione Karajan. La cifra impegnata complessivamente dai tre enti è modesta, appena un milione di Euro, così che l’apporto dei Sostenitori resta essenziale, dovrà continuare allo stesso ritmo di prima, auspica in conclusione il Commissario. Il tutto a partire dal 2012. L’edizione del 2011 è probabile che salterà, quella di quest’anno è salva, forse con qualche costoso protagonista in meno. Comincia tra poco, il 27 marzo, i signori soci e spettatori ne sapranno di più – promette la lettera – a Salisburgo, tra la domenica delle Palme e quella di Pasqua.

Francesco Canessa

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7 marzo, 2010 Posted by | Art, Arte, Austria, Direttori d'orchestra, Festival, Herbert von Karajan, Music, Musica, Salisburgo, Salzburger Festspiele | , , | Lascia un commento

Omaggio al Settecento musicale

Venerdì 20 novembre 2009 si apre la

XVI Rassegna di eventi musicali della Fondazione.
Protagonisti saranno l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta
da Giovanni Battista Rigon e il solista Paolo Brunello

Si aprirà all’insegna del Settecento la XVI Rassegna di eventi musicali
della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, intitolata
quest’anno

Oltre il tempo della musica. Tra memoria e futuro.

I grandi anniversari e il Settecento di Mattia Bortoloni: sono questi i due
filoni ispiratori del Programma Musica 2009-2010, la tradizionale rassegna
di eventi musicali promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e
Rovigo, che quest’anno giunge alla sedicesima edizione.

Il cartellone renderà omaggio ad alcuni geni immortali della musica: Henry
Purcell (1659-1695) nel 350° anniversario della nascita, Georg Friedrich
Händel (1685-1759) nel 250° anniversario della morte,
<http://it.wikipedia.org/wiki/Londra>  Joseph Haydn (1732-1809) e Giuseppe
Torelli (1658 <http://it.wikipedia.org/wiki/1658> -1709
<http://it.wikipedia.org/wiki/1709> ) nel secondo e terzo centenario della
morte, e ancora: Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) e Alessandro
Scarlatti (1660-1725), di cui nel 2010 saluteremo il 300° e 350°
anniversario della nascita.

Accanto a questo percorso si snoderà un itinerario musicale che ruota
intorno al pittore rodigino Mattia Bortoloni. Alla sua figura, ancora poco
nota al grande pubblico, sarà infatti dedicata la mostra ospitata a Palazzo
Roverella dal 30 gennaio al 13 giugno  2010, promossa dalla Fondazione
insieme all’Accademia dei Concordi e al Comune di Rovigo.

Il Settecento, cui si ispira la rassegna, è ben rappresentato da Wolfgang
Amadeus Mozart e da Antonio Salieri, dei quali saranno eseguite
rispettivamente la famosa Sinfonia n. 40 in sol minore K 550 e la Sinfonia
Veneziana. A questo secolo sono ispirate anche le due composizioni
novecentesche in programma: il corale bachiano O Mensch bewein’ dein’ Sünde
gross trascritto da Max Reger per oboe e orchestra e l’Idillio-Concertino
op. 15 di Ermanno Wolf-Ferrari per oboe, due corni e archi.

Il concerto, affidato all’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da
Giovanni Battista Rigon e all’oboista Paolo Brunello, avrà luogo venerdì 20
novembre 2009 alle ore 21.00 presso la Chiesa Parrocchiale Visitazione di
Maria Santissima di Donada di Porto Viro (Rovigo).

L’oboista Paolo Brunello ha intrapreso gli studi muicali presso il
Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto sotto la guida di R.
Cesena e successivamente ha frequentato la Hochschule der Künste di Berlino,
sotto la guida del Maestro H. Schellenberger. Ha partecipato ai corsi di
perfezionamento tenuti dal M° A. Loppi a Pescara e dal M° L. Koch al
Mozarteum di Salisburgo. Oltre ad aver svolto un’intensa attività
concertistica sia come solista che in gruppi da camera, ha suonato come
primo oboe solista nell’Orchestra Filarmonia Veneta. In seguito al Concorso
indetto dal Teatro alla Scala è stato chiamato a collaborare come primo
oboe. Attualmente è primo oboe dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

A dirigere l’Orchestra di Padova e del Veneto sarà Giovanni Battista Rigon.
Considerato dalla critica «uno dei migliori direttori rossiniani su piazza»
(Enrico Girardi, Il Corriere della sera), approda alla direzione d’orchestra
dopo anni di carriera internazionale come pianista del Trio Italiano.
Formatosi a contatto con importanti musicisti quali Accardo, Canino, Demus,
De Rosa, Franco Rossi, si è distinto negli ultimi tempi in alcune importanti
“prime” in tempi moderni. Ha inaugurato infatti le edizioni 2006 e 2008 del
Festival di Martina Franca con I giuochi di Agrigento di Paisiello (1792), e
Il re pastore di Piccinni (1765). Molto apprezzato in Rossini, affronta
anche repertori più moderni, come in occasione dell’inaugurazione della
stagione 2004 de “I concerti del Quirinale” con musiche di Britten e
Hindemith. La sua discografia comprende Il flauto magico di Mozart, nella
storica versione italiana del 1794 di De Gamerra (Nuova Era), e i già citati
Giuochi d’Agrigento di Paisiello (Dynamic). È inoltre fondatore e direttore
artistico delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza.

L’Orchestra di Padova e del Veneto, costituita nell’ottobre 1966, si è
affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più
prestigiose sedi concertistiche in Italia e all’estero. Il suo primo violino
dalla fondazione è Piero Toso. Peter Maag – il grande interprete mozartiano
– ne è stato il direttore principale dal 1983 al 2001. Alla direzione
artistica si sono succeduti Claudio Scimone, Bruno Giuranna, Guido Turchi e,
come direttore musicale, Mario Brunello. L’attuale programmatore artistico è
Filippo Juvarra. A partire dal 1987, l’Orchestra ha intrapreso una
vastissima attività discografica con oltre cinquanta incisioni per le più
importanti etichette. Annovera collaborazioni con i nomi più insigni del
concertismo internazionale. Tra gli impegni più recenti si ricordano i
concerti a Milano per il Festival MITO SettembreMusica 2009 e a Venezia per
la Biennale Musica. L’Orchestra di Padova e del Veneto è sostenuta da
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto, Provincia
di Padova, Comune di Padova e Fondazione Antonveneta.

Diversa origine e destinazione caratterizzano le due sinfonie di Wolfgang
Amadeus Mozart e Antonio Salieri. La Sinfonia in sol minore K 550 di Mozart
è probabilmente la più nota delle sue sinfonie. Frutto della maturità del
musicista (fu composta nel 1788), essa è un esempio mirabile dello stile
classico. Di tutt’altro genere la composizione di Salieri. La Sinfonia in re
maggiore denominata La Veneziana nasce infatti come ouverture per alcune sue
opere e prende il nome da una probabile esecuzione che ebbe luogo a Venezia.
Sempre a Venezia, l’1 settembre del 1932, fu eseguito per la prima volta
l’Idillio-Concertino op. 15 in la maggiore per oboe, due corni e orchestra
di Ermanno Wolf-Ferrari. Composizione spesso definita neoclassica,
rappresenta un esempio particolarmente fortunato della sua produzione
strumentale. Sarà infine eseguito il Corale BWV 622 O Mensch, bewein’ dein’
Sünde gross  di J. S. Bach, trascritto per oboe e orchestra da Max Reger nel
1915. Due elementi la caratterizzano: la passione di Reger per la musica di
Bach, nata durante gli studi di composizione, e la sua abilità nel
trascrivere e nel trasformare il materiale musicale di un’altra epoca.

Le sedi che ospiteranno i concerti sono state scelte con l’intento di
valorizzare alcuni tra i più bei luoghi delle due province, nei quali la
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha realizzato importanti
interventi di recupero artistico (la Chiesa di San Gaetano a Padova e la
Chiesa dei Santi Francesco e Giustina a Rovigo, per citare due tra i più
recenti restauri) e, nel contempo, dare visibilità al vasto – e spesso
ancora poco conosciuto – patrimonio di realtà culturali e artistiche locali.

L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti.

Ufficio stampa:
Studio P.R.P.
Alessandra Canella
tel. 049.8753166 canella@studiopierrepi.it
canella@studiopierrepi.it>

Per informazioni:
Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
tel. 049 8234800 (int. 3)
e-mail info@fondazionecariparo.it

18 novembre, 2009 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Concerti, Direttori d'orchestra, Italia, Musica, Pittura, Rassegne, Regioni | , , , , | Lascia un commento

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