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Taccuino personale di Francesco Canessa:NAPOLI A SALISBURGO 2011 /1

NAPOLI A SALISBURGO 2011 /1 da Repubblica/Napoli del 9/06/2011

“Gran Finale” recita la scritta che quest’anno si aggiunge a “Neapel Metropole der Erinnerung” (Napoli capitale della memoria) che dal 2007 dà nome alla fetta del Festival di Salisurgo che si fa a Pentecoste, sin dai tempi di Karajan destinata a spettatori più raffinati di quelli irreggimentati – anche il turismo culturale può diventare di massa – che arrivano d’estate nella città di Mozart. E’ infatti l’ultimo anno della più importante rassegna organica che mai abbia avuto la musica di Scuola napoletana dopo il tramonto del ruolo di protagonista in Europa, vissuto nel secolo dell’Illuminismo e sino agli inizi dell’Ottocento. Manifestazione pensata, voluta e diretta da Riccardo Muti (nella foto) che subito ruppe gli argini della comprensibile prudenza degli organizzatori, allungando la sua durata da tre a cinque anni. Nel bilancio che se ne può trarre oggi, molte sono le note positive: lo straordinario successo di pubblico, l’interesse della critica, la rivelazione di capolavori provenienti dalle Biblioteche di San Pietro a Majella e dei Gerolamini di Scarlatti, Hasse, Paisiello, Cimarosa, Jommelli, Leo. E i molti spettacoli replicati all’estero, da Parigi a Madrid. E i convegni musicologici sui rapporti fra Mozart e i Napoletani organizzati dalla Mozart Society, la stupefacente Mostra di vedute di Napoli, dalle guaches alle fotografie raccolte da un collezionista viennese, la pubblicazione in lingua tedesca della Storia della Musica e dello Spettacolo a Napoli nel Settecento edita dalla Pietà dei Turchini. Ma un altro aspetto è da sottolineare: la presenza affettuosa e spontanea della città di Salisburgo alle giornate napoletane. Hafnergasse, la stradina più caratteristica ed elegante del Centro antico, ha steso da un balcone all’altro fili di panni al sole, gustosamente scenografati, un abito del Settecento accanto alla maglietta di Maradona, mentre sfilavano modelle con le collezioni-mare divise per gruppi ciascuno accompagnato da un cartello: Posillipo, Mergellina, Capri, Sorrento. A questa che è stata la manifestazione più costante, altre se ne sono aggiunte di volta in volta: il parallelo e meno impegnato Berg Festival, che si tiene nelle suggestive grotte del massiccio che cinge la città, si è adeguato con “ ‘O sole mio, Neapoletanische Nacht” E il cinema del centro ha proiettato “Napoli è una canzone” lo straordinario film muto del 1927 con Leda Gys protagonista. Quattro edizioni in cui la Napoli ufficiale si è tenuta a distanza, ignorandone il significato complessivo di grande rivincita in tempi in cui circolava – come  tuttora circola – l’immagine più retriva della città. Il che ha addolorato assai, com’era naturale, il maestro Muti ma anche lasciati perplessi il management del Festival e lo sponsor svizzero della Manifestazione.  Ora siamo al “Gran Finale”, che avvicina un napoletano all’estero, Mercadante a Madrid con “I due Figaro” direttore Riccardo Muti con l’Orchestra Cherubini. E uno straniero a Napoli, Haendel e la cantata “Aci, Galatea e Polifemo” composta per le nozze del duca Gennaro d’Alvito affidata allo specialista René Jacobs e l’Akademie fur Alte Musik Berlin. Con la speranza che il nuovo Sindaco giri pagina anche su questo, mandando finalmente un segnale giusto a Salisburgo.

Francesco Canessa

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17 giugno, 2011 Posted by | Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Direttori d'orchestra, Festival, Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Herbert von Karajan, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Riccardo Muti, Salzburger Festspiele | , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: SALISBURGO: BROGLI AL FESTIVAL DI PASQUA

SALISBURGO: BROGLI AL FESTIVAL DI PASQUA

( da Il Mattino del 24/2/2010 )

Indagini, brogli e miti che crollano: non è italiano il primato, come noi stessi ci affanniamo a proclamare con ipocrita amarezza. Anche tra i più irreprensibili vicini europei, la Procura bussa alla porta di chi mai lo si sarebbe immaginato. In Austria è la volta del Festival di Salisburgo, quello di Pasqua fondato da Karajan e affidato prima e dopo la sua morte alla più grande orchestra del mondo, i Filarmonici di Berlino ed ai direttori a lui succeduti,  Claudio Abbado a Simon Ratte.
“Destituito senza preavviso” e indagato dalla magistratura per consistenti reati è l’amministratore delegato Michael Dewitte, l’organizzazione del Festival, travolta dallo scandalo e senza un euro in cassa, è andata in tilt. Dalla Germania s’è fatta subito avanti Baden Baden – la storica stazione termale – per accaparrarselo con i suoi concerti, le sue opere e i suoi Berliner. Ipotesi appena scongiurata, come assicura una lettera in data 10 febbraio inviata dal Commissario straordinario Peter Raue ai soci della “Verein der Forderer der Osterfestspiele” l’Associazione dei Sostenitori che versano annualmente una ricca quota per assicurarsi la prelazione sui biglietti in vendita.  Molti sono in Italia, il loro numero è il più alto dopo Germania e Austria e prima di Stati Uniti e Gran Bretagna, così che la lettera è redatta anche in italiano. Essa spiega con chiarezza – e qui sta forse la differenza con i pasticci di casa nostra – “ le turbolenze che hanno investito il Festival di Pasqua di Salisburgo” e  racconta dell’intervento della Società di revisione Audit Services Austria, dell’allontanamento dell’amministratore Dewitte e della consegna dei libri al Tribunale. Il vanto di questo Festival era di vivere di suo, senza contributi pubblici, coprendo il budget per il 71% con quote associative e biglietti, 17% con gli sponsor ed il resto con l’apporto di Eliette von Karajan e della Fondazione intitolata al marito, destinataria dei tuttora ricchissimi diritti discografici. In conseguenza, il signor Dewitte ha gestito senza soverchi vincoli e con qualche liberalità ( “…in contrasto con i suoi doveri si era concesso pagamenti di somme notevolmente elevate.” ) fin quando indagini e intercettazioni – di cui la lettera non parla, ma ne hanno scritto i giornali – hanno portato alla sua incriminazione con conseguente fuga all’estero e alla nomina del Commissario. Ora per salvare il Festival e il suo inestimabile valore nell’economia della città, subentrano nella società Osterfestspiel GmbH Salzburg la Regione, il Municipio e il Fondo per il Turismo con il 25% ciascuno mentre il restante 25 % resta alla Fondazione Karajan. La cifra impegnata complessivamente dai tre enti è modesta, appena un milione di Euro, così che l’apporto dei Sostenitori resta essenziale, dovrà continuare allo stesso ritmo di prima, auspica in conclusione il Commissario. Il tutto a partire dal 2012. L’edizione del 2011 è probabile che salterà, quella di quest’anno è salva, forse con qualche costoso protagonista in meno. Comincia tra poco, il 27 marzo, i signori soci e spettatori ne sapranno di più – promette la lettera – a Salisburgo, tra la domenica delle Palme e quella di Pasqua.

Francesco Canessa

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7 marzo, 2010 Posted by | Art, Arte, Austria, Direttori d'orchestra, Festival, Herbert von Karajan, Music, Musica, Salisburgo, Salzburger Festspiele | , , | Lascia un commento

   

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