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Martedì 21 maggio al Conservatorio di Avellino, la Rassegna “Parole di Musica” si chiude con la presentazione del libro di Francesco Canessa “C’eravamo tanto odiate” (Callas e Tebaldi eterne rivali)


Martedì 21 maggio, alle ore 15.00, nella Sala Mazzotta del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, l’ultimo appuntamento con la Rassegna “Parole di Musica” (Novità editoriali nel mondo musicale e musicologico), Progetto del Dipartimento di Musicologia coordinato dal prof. Antonio Caroccia, propone la presentazione del libro di Francesco Canessa “C’eravamo tanto odiate” (Callas e Tebaldi eterne rivali), Edizioni La Conchiglia
Ne parlerà con l’autore: Tiziana Grande
Letture di Riccardo Canessa

Maria Callas e Renata Tebaldi: la rivalità tra le due maggiori cantanti d’opera del secondo dopoguerra non fu un fenomeno fine a se stesso, ma un sostanziale contributo a quel “miracolo nel miracolo” che portò l’Italia delle Arti e della Cultura al recupero nel mondo della sua immagine finita tra le macerie della guerra.
Erano 21 le nazioni che puntavano contro di noi l’indice accusatore dall’altra parte del tavolo della pace, ancora aperto a Parigi nel febbraio del 1947.
Ma già ad ottobre dell’anno precedente la musica aveva pacificato gli animi dei cittadini d’Inghilterra, capofila dei paesi vincitori, con il San Carlo di Napoli trasferito al gran completo a Londra – solisti, orchestra, coro, tecnici – per riaprire la Royal Opera House Covent Garden dalle mura illese, ma decimata nelle sue forze-lavoro.
Vi si tenne una intera stagione d’opera, con 9 titoli tutti italiani e 45 rappresentazioni sold out.
Poi vi arrivò anche La Scala, mentre il San Carlo a Parigi celebrava l’anniversario verdiano con al centro della Compagnia la sua primadonna: Renata Tebaldi.

18 Mag, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Canto, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Francesco Canessa, Italia, Libri, Musica, Musica Lirica, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Scrittori | , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 21 dicembre 2018, giornata dedicata a Titina De Filippo

In occasione della Cerimonia di intitolazione di Via Titina De Filippo

L’Assessorato alla Cultura e al Turismo in collaborazione con l’Assessorato alla Toponomastica, la Società Napoletana di Storia Patria, il Teatro stabile di Napoli – Teatro Nazionale e C.O.R. promuove

Venerdì 21 dicembre 2018

Giornata dedicata a Titina De Filippo

ore 10.00

Via Nuovo Teatro San Ferdinando/piazza Eduardo De Filippo

Il Sindaco Luigi de Magistris, alla presenza dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele e dell’Assessore alla Toponomastica Alessandra Clemente, intitolerà l’attuale via Nuovo Teatro San Ferdinando a Titina De Filippo.

Mappa Via T. De Filippo.jpeg

La cerimonia che avrà inizio con lo scoprimento della targa si terrà all’altezza del civico 37. Interverranno alla cerimonia il Presidente della IV Municipalità Giampiero Perrella e gli eredi di Titina.

Nel corso della mattinata, nel foyer del Teatro San Ferdinando, Lara Sansone leggerà alcune pagine di “Attori si Nasce” di Francesco Canessa e “la preghiera alla Vergine” recitata da Titina inFilumena Marturano”.

Agli ospiti verrà offerto il dolce dedicato a Titina dai maestri pasticcieri Marco e Vincenzo Napolitano. Un dolce al limone, aspro come il carattere di molti personaggi interpretati da Titina, decorato con un fiore di magnolia che Eduardo paragonava alle “bianche e pure mani di Titina”.

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ore 16.00

Maschio Angioino, Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria – Maschio Angioino

PRESENTAZIONE DEL FONDO CARLONI

(ARCHIVIO DI TITINA DE FILIPPO)

Claudio Novelli, curatore del Fondo (Storie di vita e di teatro nell’archivio di Titina De Filippo) Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura Teatrale Italiana presso l’Università Federico II° (La porporina d’oro di Titina) Modera il professor Nicola de Blasi. Segue: “La musica nelle parole” le poesie di Titina musicate da Brunello Canessa (chitarra e voce) con l’autore, Ingrid Sansone (voce recitante), Marco Gesualdi (chitarra), Francesco de Laurentiis (violino).

Archivio Titina Locandina.jpg

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Per tutta la giornata sarà possibile vista la mostra I De Filippo – Il mestiere in scena, in corso a Castel dell’Ovo fino al 24 marzo 2019, eccezionalmente fino alle ore 21.00 usufruendo dell’offerta promozionale di due ingressi al costo di uno.

La mostra monumentale “i De Filippo, il mestiere in scena”, in anteprima mondiale a Napoli, invade per cinque mesi, dal 28 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, le storiche sale dell’intero Castel dell’Ovo. Fortemente voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dal Comune di Napoli (Assessorato alla Cultura e al Turismo) con al fianco le principali istituzioni di riferimento, l’esposizione è a cura di Carolina Rosi, Tommaso De Filippo e Alessandro Nicosia, Presidente di C.O.R. a cui si deve anche la produzione e si propone come un dialogo continuo tra i De Filippo ed il pubblico, nel rispetto del quale questa grande famiglia ha sempre lavorato e donato ogni giorno il suo mestiere, la sua arte. Perché come scriveva Eduardo: “Puoi fare teatro se tu sei teatro perché il teatro nasce dal teatro…l’albero è uno, e i frutti sono pochi”.

Attraverso materiale inedito, lettere, foto, video, oggetti e centinaia di costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, conservati in archivi privati, in istituti e soprattutto nel fondo degli eredi Eduardo De Filippo, partendo dal capostipite Scarpetta, incontreremo Eduardo anche nei film, nelle sue poesie, nelle sue canzoni… vivremo la sua forza, il suo rigore, la considerazione per il teatro e per il pubblico che lo portarono a non fermarsi nemmeno quando la vita fu terribilmente dura con lui.

Ritroveremo Luca, la sua lezione di umiltà nel seguire gli insegnamenti di Eduardo per poi diventare attore a tutto tondo, proiettato in una dimensione europea nell’arte della recita, della pausa e della controscena, senza mai dimenticare la lezione della tradizione da cui parte e che esplora con la sua Compagnia, con incursioni nel teatro di suo padre messo in scena negli anni, fino alle regie di un altro gran

Per maggiori informazioni: www.comune.napoli.it

17 dicembre, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Attori e attrici, Campania, Cultura, Francesco Canessa, Italia, Letteratura, Libri, Musica, Napoli, Teatro | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 14 gennaio A CENA CON LO SCRITTORE con Francesco Canessa

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Sabato 14 gennaio 2017, alle ore 20.00, l’Associazione “I Cavalieri della Tavola Balorda” presenta A CENA CON LO SCRITTORE con Francesco Canessa

Letture di Rosaria Vaccaro e Enzo Romanelli
a cura di Susanna Canessa

A coronamento della serata la cena de I Cavalieri.
Contributo associativo € 16 a persona.

Sede Associazione I Cavalieri della Tavola Balorda
via S. Maria 202c Quarto (Na)

Per info e prenotazioni tel. ai nn. 3478075002 – 3371114477.
Come sapete i posti sono limitati.
Affrettatevi con le prenotazioni

img_1727Raccontarsi raccontando. Quando una vita è stata vissuta come quella di Francesco Canessa, val la pena di raccontarla.
Nato a Capri, ma non diciamo quando, non è importante, giornalista ha seguito la vita musicale italiana come redattore culturale e critico dei quotidiani La Patria, Il Giorno, Roma e Il Mattino. Sovrintendente del Teatro di San Carlo di Napoli dal 1982 al 1987, poi Sovrintendente e Direttore Artistico dei Teatri Sferisterio e Lauro Rossi di Macerata e di nuovo del Teatro di San Carlo dal 1990 al 2001. Attualmente collabora al Tirolerfestspiele di Erl (Austria). Nella XIV e XVI Legislatura ha curato i Concerti di Natale dell’Aula del Senato della Repubblica. Ha rappresentato il Ministero dell’Università e della Ricerca nel Conservatorio di Musica San Pietro a Majella e insegnato Storia del Teatro Musicale per il progetto SICSI dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Come giornalista, collabora a La Repubblica.
Questa sua densa e bella vita, professionale e familiare, si è incrociata con i più grandi: da Pavarotti a Eduardo, da Muti a Titina de Filippo e tanti, tanti altri.

Ed ecco che un ricordo si fa pagina, un’esperienza una storia, il verosimile si aggiunge al vero e nasce un libro.
L’autore racconta come da giornalista si può diventare scrittore.

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12 gennaio, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Francesco Canessa, Italia, Libri, Napoli, Regioni, Scrittori, Susanna Canessa | , , | Lascia un commento

Con “Tre in Uno” Susanna, Brunello e Riccardo Canessa per la prima volta insieme sul palcoscenico

Foto Sonia Ritondale

Foto Sonia Ritondale

Lei, Susanna, è una violoncellista, chitarrista e folksinger di grande bravura, gli altri due sono Brunello, affermato cantautore, arrangiatore, chitarrista e pianista e Riccardo, famoso regista di opere liriche.
Tutti e tre hanno un cognome prestigioso, Canessa, che rimanda a quello del padre Francesco, giornalista e critico musicale, ancora oggi molto attivo, e uno degli ultimi a potersi fregiare degnamente del titolo di sovrintendente del Teatro di San Carlo.
Ma non va dimenticata l’altra parte della famiglia, poiché la mamma dei tre artisti era Italia Carloni, prematuramente scomparsa nel 1997, appartenente ad una famiglia di attori, a sua volta imparentata con i De Filippo, in quanto nipote di Titina.
Non è quindi un caso che i fratelli Canessa abbiano respirato musica e teatro fin dalla tenera età e, per la prima volta, si sono voluti esibire tutti e tre insieme sul palcoscenico (quello del Nuovo Teatro Sancarluccio), anche per ricordare i loro celebri antenati.
Per tale motivo lo spettacolo, dal titolo “Tre in Uno”, si è aperto con il trio, che ha interpretato la scoppiettante arringa dell’avvocato Tartaglia, posta verso la fine della commedia ‘O Scarfalietto di Eduardo Scarpetta, padre dei De Filippo, mentre Riccardo Canessa si è poi calato nei panni del ragioniere Spasiano, recitando le drammatiche battute poste quasi al termine di “Napoli Milionaria”, capolavoro eduardiano, che nell’esordio avvenuto nel 1945 a Napoli erano state affidate ad uno degli attori della famiglia Carloni.
La parte musicale è invece iniziata con Brunello che, insieme a Susanna, ha eseguito “Lo guarracino”, celebre tarantella in dialetto napoletano, di autore ignoto, risalente alla fine del Settecento, abbastanza curiosa per l’ambientazione.
Infatti la vicenda descritta si svolge interamente nel mare, ed è incentrata su una storia d’amore fra la castagnola (nome italiano del guarracino) e la sardina, che causerà una rissa furibonda, alla quale prenderanno parte, fra pesci, molluschi e crostacei, almeno un’ottantina di specie differenti.
Rimanendo nell’ambito della tradizione partenopea, ma più vicina ai nostri giorni, i due si sono confrontati con “Luna rossa”, famosissima canzone di De Crescenzo e Vian, presentata alla Festa di Piedigrotta del 1950 e, da allora, interpretata da un gran numero di cantanti, anche stranieri come Frank Sinatra.
Il successivo medley, rivolto a motivi classici napoletani e ad alcuni suoi protagonisti, era affidato a Brunello e Riccardo, quest’ultimo autore di pregevoli imitazioni di una serie di artisti che hanno mantenuto alto il nome di Napoli nel mondo.
E’ stata poi la volta di un delizioso duetto sulla canzone “Non m’innamoro più” dove Susanna e Riccardo hanno vestito i panni rispettivamente di Catherine Spaak e Johnny Dorelli, seguita da “Tu ca nun crire” e “No potho reposare”, due struggenti motivi eseguiti da Susanna, il primo consistente in una lirica di Titina De Filippo, musicata da Brunello Canessa, il secondo tratto dalla tradizione sarda.
Toccava quindi a “Nun me ce trovo” e “Chella sera”, altri due motivi frutto del connubio fra i testi di Titina e la musica di Brunello, mentre un secondo medley di musica napoletana, affidata a Brunello e Riccardo (con ulteriori simpatiche ed azzeccatissime imitazioni), ha preceduto gli ultimi due brani in programma, interpretati in trio, “La sorella di Sasà” (di Iannuzzi e Marsiglia), frizzante canzone del filone legato all’avanspettacolo e “Zitti zitti, piano piano”, da “Il barbiere di Siviglia” di Rossini.
Pubblico numerosissimo, partecipe ed entusiasta, che è stato omaggiato con un bis di grande effetto, “Questo è un nodo avviluppato”, da “La Cenerentola” di Rossini, ulteriore prova della grandiosità dell’autore pesarese e della bravura dei protagonisti.
Uno sguardo, ora, ai tre interpreti, che hanno confezionato uno spettacolo molto piacevole, di grande spessore artistico, contraddistinto da un perfetto equilibrio.
E, se da tantissimo tempo conosciamo il valore di Susanna (fra l’altro anche autrice degli splendidi arrangiamenti rossiniani, scritti appositamente per la serata) e di Brunello, Riccardo, capace di essere a suo agio sia in ruoli teatrali comici e drammatici, sia come cantante ed imitatore (a tal proposito ci siamo ricordati quando anni addietro teneva alto il morale dello spogliatoio, imitando le voci dei suoi compagni di squadra), si è rivelato la vera sorpresa dello spettacolo.
L’unico rammarico legato a questo evento riguarda la sua (almeno per ora) unicità, in quanto non ha avuto repliche.
D’altronde, mettere insieme tre persone così impegnate non è cosa semplice, anche perché il problema non si limita a trovare una serata libera per l’allestimento ma, trovandoci di fronte a seri professionisti, vanno considerate le molte ore da dedicare alle prove.
Ad ogni modo il nostro augurio conclusivo è di poter rivedere quanto prima sul palcoscenico “Tre in uno”, in quanto varrebbe veramente la pena riproporlo.
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11 gennaio, 2016 Posted by | Campania, Cantanti, Chitarristi, Concerti, Francesco Canessa, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Scrittori, Susanna Canessa, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: una passeggiata con re Nasone

Una passeggiata con re Nasone

di Francesco Canessa ( da Repubblica/Napoli del 18/XII/2013 pag.1)

Francesco CanessaSarà stata l’imprevista rilettura del poemetto digiacomiano “Lassammo fa’ Dio” capitatomi la sera prima tra le mani mentre cercavo altro nello scaffale, ma la storia di Nostro Signore che decide di trascorrere una giornata a Napoli con San Pietro che gli fa da guida, l’ho rivissuta assai simile in sogno. M’ero da poco addormentato quando si è materializzato dinanzi a me Ferdinando I° di Borbone. Già, proprio re Nasone, che mi ha squadrato con un mezzo sorriso e mi ha chiesto di accompagnarlo in giro per la città. Era proprio lui, come uscito dal ritratto della Real Famiglia che sta a Capodimonte, le lunghe gambe fasciate dalle braghe color crema, la giacca a tre quarti di seta di San Leucio  vistosamente bordata d’oro, la parrucca bianca  e il naso di cui al nomignolo delineato senza scrupoli dal pennello di Angelica Kauffmann.

“Avevo nostalgia di Napoli, caro Barbaja, e vorrei andare un po’ in giro!” Mi confonde con l’impresario del San Carlo dell’epoca sua, forse perchè ha saputo che un ruolo simile l’ho avuto anch’io, un secolo e mezzo dopo e in quanto fantasma ha una approssimativa nozione del tempo. “Maestà, è un onore per me accompagnarla, dove vuol andare? ” – “Per primo al Palazzo Reale di Caserta. Vorrei vedere la fontana, il giardino inglese. Mi hanno detto che all’ingresso hanno messo una bellissima statua. L’avranno certamente commissionata a Giuseppe Sammartino, lui è bravissimo, il Cristo Velato nella Cappella San Severo, gli Angeli dell’altare su alla Certosa.” – “No, altezza reale, l’autore si chiama Lello Esposito!” – “ Non lo conosco” – “E’ un artista originale, di solito i suoi lavori ripropongono Pulcinella in chiave moderna. ” –“ E cosa rappresenta la sua opera?” Ho qualche esitazione, ma anche se è un sogno devo dire la verità: “ Un corno rosso, come quello che vostra maestà portava con sè  quando andava a caccia, però molto più grande,  è alto 13 metri.” – “E il Vanvitelli ha dato il consenso? La facciata del palazzo è sua!” – “No, ma il ministro dei Beni culturali ha chiamato da Roma il Sindaco, invitandolo a spostare l’istallazione da un’altra parte. Questi si è giustificato dicendo che era stata una provocazione, l’avevano messo là perché in giro si parlasse un po’ di più della Reggia. Ai segni evidenti di nervosismo gli propongo di tornare nella capitale, se entrassimo nella Reggia vedrebbe i troppi segni del degrado che l’affligge. Il buon umore gli è tornato a Largo di Palazzo – non sapeva che da un pezzo ha cambiato nome in Piazza del Plebiscito, né sarebbe stato cortese precisarglielo. “ Bella la chiesa, voi certo ricordate che l’ho fatta costruire io per devozione, quando nel 1816 rientrai dalla Sicilia.” Avvicinandosi poi alle due statue equestri che stanno verso il colonnato, quella del padre Carlo e la sua:  “Cosa vogliono dire queste scritte e questi sgorbi colorati sulla groppa dei nostri cavalli? Certo non ce li ha messi il Canova  che li ha scolpiti!” – “ Maestà, sono segni di giubilo dei vostri sudditi, vogliono bene a voi e alla città!” – “ Capisco, infatti leggo ben grande Forza Napoli! Quante parate militari, quante belle adunate di popolo abbiamo fatto in questa piazza. Le macchine da festa le disegnavano gli architetti di Corte,  ne ricordo una stupenda fatta dal Niccolini, un Albero della Cuccagna degno di stare in un Museo. La folla vi restò sino all’alba per arrampicarsi e noi dal Palazzo facevamo passare sempre più sapone sul palo perché era divertente vedere la gente scivolare. Si fanno ancora queste feste?” – “No, maestà! Dopo un concerto a pagamento di un cantante americano, il Sovrintendente le ha proibite. Non si fa più niente. E non ci hanno messo manco le luci di Natale. Sostengono che si deturpa l’architettura della piazza.” Con una espressione incredula sul volto Ferdinando gira le spalle e si avvia verso il Palazzo reale. Appena entrato, un clacson ad alto potenziale lo fa sobbalzare, un automobilista lo apostrofa, mentre manovra per parcheggiare. “Luvateve ‘a miezo, ca si no stu posto s’’o piglia ‘n ato!” Viali e cortili sono disseminati di macchine, chi sa come entrate, visto che all’ingresso c’è una barra mobile presidiata da più guardiani.

Sua Maestà comincia ad essere stanco.” Voglio rivedere il San Carlo, mi hanno detto che è sempre il più bel teatro del mondo.” Entriamo, gli illustro l’ultimo restauro che l’ha reso splendente. Ma lo vedo sussultare nel palco reale, ove sotto la corona e il manto descritto da Stendhal ora riportato al colore originale, l’arredo è completato con una serie di  moderne sedie di plexiglass trasparente. Ferdinando mi guarda inorridito: “Barbaja, Barbaja, questa non me la dovevate fare! Nel mio palco le sedie del bar!..” – “Non ci faccia caso, maestà! Sarà una provocazione  anche questa, vedrà che le sposteranno!” Re Nasone scuote il capo sconsolato e scompare. Io mi sveglio e prendo una pillola per il mal di testa.

Francesco Canessa

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8 gennaio, 2014 Posted by | Arte, Campania, Cultura, Francesco Canessa, Italia, Letteratura, Musica, Napoli, Scrittori, Teatri, Teatro San Carlo | , , , , , , | Lascia un commento

“Attori si nasce”, l’ultimo libro di Francesco Canessa si presenta domenica 1 dicembre al Teatro Diana

Si presenta

Domenica 1 dicembre 2013 ore 11,30

Teatro Diana (via Luca Giordano 64 ) – Napoli

Attori si nasce copertinaAttori si nasce – protagonisti e grandi famiglie del Teatro napoletano

l’ultimo libro di
Francesco Canessa
edizioni da La Conchiglia
in occasione del cinquantenario della scomparsa di Titina De Filippo, che cadrà il prossimo 26 dicembre. Ricorrenza vicina anche al trentesimo anniversario della scomparsa di Eduardo, che cade nel 2014.

Interviene il M° Roberto De Simone

conduce Giuliana Gargiulo

Letture di Giancarlo Cosentino

con la partecipazione di Brunello e Susanna Canessa.

Attori si nasce” segue il cammino del Teatro Napoletano nella prima metà del Novecento, quando da espressione localistica si trasforma nei contenuti e nel linguaggio in fenomeno drammaturgico di valore assoluto. Il libro parte dal processo a Eduardo Scarpetta intentato da Gabriele D’Annunzio e Marco Praga a nome della Società degli Autori, per la parodia in dialetto della “Figlia di Jorio” e si chiude con l’affermazione planetaria di “Filumena Marturano” tradotta in più di 40 lingue e rappresentata in tutto il mondo.

IMG_1727La tesi dell’autore (nella foto) è che una simile evoluzione non sarebbe stata possibile senza il contributo creativo di più generazioni di attori. E il racconto porta a conoscere da vicino i più geniali tra questi teatranti, da Eduardo Scarpetta a Raffaele Viviani, da Gennaro Pantalena a Tina Pica – che in alcuni momenti fa da filo conduttore alla narrazione – a Totò e alla nascita del Teatro di rivista al Nuovo sopra Toledo, ad Armando Gill che anticipa la figura del cantautore e tanti altri ancora, sino all’apparizione folgorante dei tre De Filippo, con la seconda stagione creativa edoardiana e a Papa Pio XII che in una udienza privata chiede a Titina di recitare per lui la preghiera di Filumena.

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30 novembre, 2013 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Attori e attrici, Cultura, Francesco Canessa, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri, Napoli, Scrittori, Teatri, Teatro, Teatro Diana | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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