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Martedì 22 marzo al Conservatorio di Avellino “Parole di Musica” ospita la presentazione del libro di Sandro Cappelletto sui Quartetti per archi di Mozart

Copertina i Quartetti per archi di Mozart
Continua la rassegna del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, “Parole di Musica”, il 22 marzo, alle ore 15.00, con la presentazione del libro di Sandro Cappelletto, I quartetti per archi di Mozart. Alla ricerca di un’armonia possibile (Milano, il Saggiatore, 2016).
Con l’autore ne parlerà Antonio Caroccia, coordinatore della manifestazione letteraria, organizzata dal corso accademico di II livello in Discipline storiche, critiche e analitiche della musica del Cimarosa.

A completare l’incontro un intervento musicale a cura del maestro Mario Dell’Angelo e degli allievi: Francesca Scognamiglio alla viola; Roberta di Giacomo al violoncello; Ishaady Mucciolo al violino I; Ilaria Venuto al violino II.
Verrà proposto l’ascolto del primo movimento del quartetto “La caccia” n. 17 K 458 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Ingresso libero

Lodi, una locanda nei pressi della stazione di posta, Idi di marzo dell’anno 1770.
Un ragazzo di quattordici anni, salda la mano, pochi i ripensamenti, compone il suo primo quartetto.
L’avvio del primo movimento, un adagio in sol maggiore, lascia stupefatti: un incedere di viola e violoncello, lento, piano, austero, ieratico.
Sulla partitura finale, il padre – che ha aggiunto abbellimenti, appoggiature, trilli – scrive: «15 di Marzo alle 7. di sera – di Amadeo Wolfgango Mozart».
Dal Quartetto di Lodi a quelli Viennesi e ai Prussiani, passando per i celebri sei affidati al maestro Haydn – perché sia loro «Padre, Guida, ed Amico!» –, Sandro Cappelletto disegna con piglio sicuro la traiettoria dei ventitré quartetti per archi che Mozart compose dal marzo 1770 al giugno 1790, proiettandola sullo sfondo della Vienna del secondo Settecento: umori e ultimi fulgori del Secolo dei Lumi che va spegnendosi si alternano così sulla pagina per dar conto delle ispirazioni e dei contrattempi, delle intuizioni e delle vertigini, di una tecnica straordinaria e del rapporto speciale che sempre Mozart sembrò avere con questo genere appena nato – il quartetto, che traccia la propria origine proprio a Haydn e a Luigi Boccherini – eppure già così diffuso.
Biografia musicale e lucida analisi critica del genio di Wolfgang Amadeus Mozart, I quartetti è innanzitutto uno strumento fondamentale per accostarsi alla sua musica, insieme rivoluzionaria ed emblematica di un’intera epoca, nel cui suono vive immutato e immortale lo spirito dell’arte.

Sandro Cappelletto
Sandro CappellettoE’ nato a Venezia. Scrittore e storico della musica, ha pubblicato, tra l’altro, una biografia di Beethoven (Newton Compton 1986), un’analisi della Turandot (Gremese 1988), la prima biografia critica di Farinelli (La voce perduta, EDT 1995), un’inchiesta sugli Enti Lirici (Farò grande questo teatro!, EDT 1996) e il saggio Inventare la scena per la Storia del Teatro (Einaudi 2001).
Autore di testi teatrali e per il teatro musicale, di programmi radiofonici e televisivi, è accademico dell’Accademia Filarmonica Romana e fa parte della commissione artistica della Scuola di Musica di Fiesole.

Per info:
Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
via Circumvallazione, 156
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa
Tel. 333-717.94.79
relazioni.interne@conservatoriocimarosa.org

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17 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Regioni | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 16 marzo presentazione al Clubino del nuovo libro di Francesco Canessa: “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Ed. La Conchiglia)

Copertina
Mercoledì 16 marzo, alle ore 20.30, presso “Il Clubino” (Via Luca Giordano, 73 – Napoli), presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Edizioni “La Conchiglia”).

Al termine la consueta “spaghettata”.
Contributo serata: € 5.

Un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati dell’opera lirica

Un tenore muore come Sigfrid in scena e sulla musica della sua marcia funebre, torna in camerino e muore per davvero.
Accadde nel febbraio del 1915 al Metropolitan di New York, il cantante era il tedesco Rudolf Berger, e quel camerino l’aveva in coabitazione con un famoso collega napoletano, Enrico Caruso, che ne rimase sconvolto.
Passarono un po’ di anni, e il ricordo di quell’evento riemerse e si trasformò in ossessione, una sorta di miraggio per colui che era diventato il personaggio di spettacolo più famoso del mondo, la morte in scena inseguita come la sublimazione suprema della vita dell’artista.
francesco-canessaQuesto libro di Francesco Canessa (nella foto) ripercorre in una chiave di lettura nuova ed essenzialmente drammatica gli ultimi anni di vita del più celebre tenore d’ogni tempo, spentosi a 48 anni, intrecciando la sua storia familiare ed artistica con quella dei Canessa Antiquaires, tre fratelli che a New York, Parigi e a Napoli gli furono molto vicini e lo guidarono nella sua passione per gli oggetti antichi che coltivò, aggiungendo alla personalità di artista una profonda dimensione culturale ed una posizione di rilievo nel mondo del collezionismo d’arte.
Vi si racconta anche degli anni in cui il tricolore sventolava sul più importante teatro d’America, con Gatti Casazza e Toscanini al comando di una schiera di italiani alla ribalta, con al centro il “trio” napoletano Caruso, Scotti e Amato.
Nelle pagine che narrano i primi passi del tenore, dai palcoscenici di provincia alle capitali della lirica, si demolisce con una serie di documenti il falso mito dei fischi ricevuti al San Carlo, il teatro della sua città.

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12 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Il Clubino, Associazioni culturali, Campania, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Libri, Musica, Musica Lirica, Napoli, Regioni | , | Lascia un commento

Presentata a Trani la IV edizione di Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica che si terrà dal 14 al 19 marzo

logo lech lecha
Il 10 marzo è stata presentata a Trani, presso Palazzo Lodispoto, sede del cittadino Polo Museale, Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica (in programma a Trani dal 14 al 19 marzo 2016), la manifestazione che da ormai quattro edizioni ha riacceso i riflettori sull’ebraismo meridionale di cui Trani è tornata ad essere la capitale.
All’incontro con la stampa sono intervenuti Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, Giuseppe Corrado, Presidente Provincia BAT, Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, Pierluigi Campagnano, Vice-Presidente Comunità Ebraica di Napoli, Cosimo Yehudah Pagliara, assessore e consigliere della Comunità Ebraica di Napoli nonché co-direttore artistico della manifestazione insieme a Francesco Lotoro e Ottavio Di Grazia; il dott. Antonio Quinto in rappresentanza della Fondazione SECA e Luigi De Santis, console onorario in Puglia dello Stato di Israele.
Dopo la proiezione di un video che ha sintetizzato spirito e finalità di una manifestazione ormai diventata di interesse nazionale, il co-direttore artistico Cosimo Yehudah Pagliara, ha spiegato il significato dell’espressione ebraica Komemiut (a testa alta) che quest’anno fa da sottotitolo alla manifestazione, quale richiamo ad una fiera affermazione della propria identità ebraica, totalmente aperta al dialogo con gli altri e volta a promuovere la reciproca conoscenza quale strumento di incontro e di integrazione, nel rispetto delle peculiarità di ciascuno.
Un approccio tanto più significativo in un momento in cui l’antisemitismo torna a serpeggiare in Europa in modo preoccupante.
Il messaggio arriva da una città come Trani che – ricorda Pagliara – per secoli ebbe il quartiere ebraico, la Giudecca, e non il ghetto, forma di segregazione affermatasi solo dopo i provvedimenti antisemiti del XVI secolo. Fino alla nota cacciata degli Ebrei dal Regno di Napoli del 1541 non ci sono stati ghetti in Puglia, regione in cui l’apporto ebraico è stato sempre molto attivo e presente, così come lo è stato a livello nazionale: basti pensare che ai moti risorgimentali ha contribuito il 27% degli ebrei, una percentuale altissima attestata anche da storici non ebrei.
Oggi – ha concluso – gli ebrei voglio continuare ad essere partecipi ed ecco perché è importante il ruolo di Trani capitale dell’ebraismo non solo di ieri ma anche del presente e del futuro.

Ha quindi preso la parola Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, che ha definito Lech Lechà “un momento di dialogo importante in una fase storica delicata in cui emergono forme preoccupanti di intolleranza e odio etnico, per cui è più che mai urgente lanciare messaggi di segno opposto.
In tal senso la cultura svolge un ruolo chiave, perché riesce ad arrivare là dove non arrivano gli Stati, impegnati a garantire la sicurezza; purché però sia una cultura della pace e della tolleranza.”
L’intervento del presidente della provincia BAT, Giuseppe Corrado, ha sottolineato come Lech Lechà rappresenti “il punto di arrivo di un percorso di valorizzazione dell’integrazione, principio secondo il quale si può e si deve convivere nel rispetto delle specificità di ciascuno.” “Ritengo – ha aggiunto – che iniziative come questa vadano sostenute e incoraggiate. Vorremmo infatti che dall’essere ormai una manifestazione di interesse nazionale, possa diventare un appuntamento di rilevanza internazionale”.

Il Console Onorario in Puglia Luigi De Santis ha evidenziato il legame profondo e reale fra gli ebrei italiani e lo Stato di Israele, che proprio in Puglia ha voluto il suo primo consolato onorario.
Ha quindi lodato la mission di una manifestazione come Lech Lechà che “promuove la conoscenza quale motore di un’integrazione che esclude la rinuncia o lo snaturamento della propria cultura stimolando al rispetto per gli altri.” Ha quindi sottolineato come “la scelta di Israele di avere in Puglia il suo primo consolato onorario non è affatto casuale ma si lega appunto al ruolo che la regione sta giocando nella rinascita dell’ebraismo meridionale”.
Si è quindi detto “ben felice di far sì che la nuova istituzione possa collaborare con Lech Lechà e con le varie altre realtà operanti sul territorio.”
Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, ha riferito come la Regione si senta “orgogliosa che Lech Lechà stia crescendo sempre più” ed ha annunciato che “nel piano strategico per la Cultura che l’ente sta approntando, la manifestazione avrà un ruolo importante, dovendosi considerare un modello per tutte le iniziative che intendono promuovere il dialogo pacifico e l’integrazione”.

Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, ha definito la comunità ebraica cittadina come “un capitale da valorizzare, per il percorso di pace e di tolleranza che è stata in grado di promuovere.” Ha quindi ricordato come fin dal Medioevo “Trani abbia svolto un ruolo fondamentale, tornando ora a dare risalto alla pregnanza culturale della sua comunità ebraica”.

Antonio Quinto, parlando a nome della Fondazione SECA, curatrice del nuovo Polo Museale di Trani e fra i partner di Lech Lechà, ha espresso l’orgoglio di questa istituzione per aver aver avuto l’occasione di ospitare la manifestazione nella riqualificata struttura di Palazzo Lodispoto, da considerarsi a disposizione della comunità ebraica e dell’intera città. Ed ha infine annunciato che il Polo Museale, che comprende anche la Sinagoga Museo S. Anna oltre al Museo Diocesano e quello della Macchina per scrivere, sarà inaugurato il prossimo 21 aprile.

Nel riprendere la parola, Cosimo Yehudah Pagliara ha annunciato per il 2017 due importanti partnership di Lech Lechà con alcune importanti realtà come il Museo dei Lumi della comunità ebraica di Casale Monferrato (Alessandria) e la israeliana Magen David Adom (Stella rossa di Davide), la società di soccorso nazionale, competente per le emergenze sanitarie e gli interventi in caso di disastro, fornendo soccorso con le ambulanze e un servizio di banca del sangue, analoga alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa internazionale.

Ha quindi proseguito la serie di interventi Pier Luigi Campagnano, vice-presidente della Comunità Ebraica di Napoli, che ha voluto ricordare gli esordi e l’evoluzione di Lech Lechà, passando poi la parola ad Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, il quale ha ricordato come la restituzione nel 2005 della Sinagoga Scolanova, la più antica d’Europa, abbia rappresentato “un atto importante in cui si è espresso il grande spirito di accoglienza della città di Trani”. Ha quindi sottolineato anche l’importanza turistica di una manifestazione come Lech Lechà, in grado di attrarre persone da ogni dove.
“Il quartiere della Giudecca, dove io stesso vivo – ha detto il primo cittadino – è quotidianamente frequentato da persone che giungono fin qui per cogliere la storia che trasuda dalle sue pietre.E questo è per noi un motivo di orgoglio, accresciuto dal fatto che l’ebraismo a Trani non è solo memoria storica ma rivive ogni giorno grazie alla sua attiva comunità ebraica”.

I co-direttori artistici Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro hanno quindi chiuso l’incontro illustrando a grandi linee un programma che anche quest’anno, dal 14 al 19 marzo, si annuncia ricchissimo di iniziative fra conferenze, presentazioni librarie, mostre, concerti, studio dei testi scritturali, proiezione di docu-film, cucina casher elaborata sotto stretta sorveglianza del rabbinato di Napoli, e il grande dono dello Shabbat nell’incantevole scenario della Sinagoga Scolanova di Trani. In particolare Lotoro ha voluto rimarcare il forte legame instauratosi fra lo stato di Israele e la Puglia che ha avuto il merito di riportare l’ebraismo in un luogo dei suo fasti.
Ha inoltre ricordato come quest’anno si sia particolarmente consolidato il legame con le scuole, sempre più interessate a conoscere i vari aspetti dell’ebraismo e a rendendersi partecipi in modo attivo.

Anticipazioni sul programma

Sono sette le sezioni che compongono il cartellone di Lech Lechà Komemiut: Reshìt (Convegni su ebraismo, storia e attualità ebraica, Israele); Sefarìm (Fiera del libro ebraico, mostre e film); Yeshivà (Tefillòth e lezioni rabbiniche presso la Sinagoga Scolanova); Il canto di Abramo (Concerti, musiche e danze tradizionali ebraiche); Chi è rimasto a bottega? (Ristorazione casher sotto sorveglianza del Rabbinato di Napoli); Yom ha-Shabbat (Il Sabato, cuore pulsante della vita ebraica); Il ritorno del Mabit (La serata dell’ebraismo tranese).

Fra gli appuntamenti principali in programma la presentazione (martedì 15 marzo) del libro “Con lo sguardo alla luna. Percorsi di pensiero ebraico” (Giuntina) di Rav Roberto della Rocca, dedicato alla riscoperta di un ebraismo vivo, capace di rimanere sempre attuale, inesauribile fonte di saggezza e insegnamento; nella stessa giornata, la conferenza “Noi non dimentichiamo. I fatti di Monaco 1972”, con proiezione del film Munich di Steven Spielberg (2005) e gli interventi di Raphael Luzon scrittore e giornalista, Silvia Godelli già Assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo Regione Puglia, e Miriam Rebhun, scrittrice; la presentazione (mercoledì 16 marzo) del libro “Tramonto libico. Storia di un ebreo arabo. Prefazione di Roberto Saviano” (Giuntina), con intervento dell’autore Raphael Luzon, costretto nel 1967 ad abbandonare Bengasi in seguito al pogrom scatenato dalle folle arabe contro gli ebrei; l’appuntamento “Da Trani uscirà la Torà” (venerdì 18 marzo), giornata di full immersion nello studio dei pilastri scritturali dell’ebraismo (Torà e Mishnà); il concerto Il violino di Chagall dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Musica U. Giordano di Foggia nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Trani nell’ultima serata (sabato 19 marzo).

I biglietti, al costo di 3 euro, potranno essere acquistati presso la Sinagoga e il Polo Museale – Info: 346.6812143-3924578848.

Tra gli eventi, si segnala la mostra fotografica Il Cantico dei Cantici a cura di Norma Picciotto, che sarà inaugurata lunedì sera alla ore 20.00, alla presenza dell’autrice.
Seguirà l’interpretazione dei versi del cantico a cura di Gianluigi Belsito, Claudia Lerro e Domenico Tacchio.
La mostra rimarrà aperta fino al 19 marzo.

Sempre presso il Polo Museale, si segnala la proiezione del docu-film Rinascere in Puglia, a cura dell’Associazione Amici di Maghen David Adom (AMDA-ITALIA), prodotto da Gady Castel e girato da Yael Katzir, che sarà proiettato lunedì 14 marzo, alle ore 9.00 e ore 11.00.

Anche gli studenti del Liceo De Sanctis parteciperanno a questa IV edizione di Lech Lechà: venerdì 18, alle ore 10.00, nell’Aula Magna del Liceo (sito in via Tasselgardo) racconteranno, attraverso pièce teatrali, video e letture sceniche, storie tratte da libri di autori ebrei o di argomento ebraico.

Ufficio stampa
Luciana Doronzo: 347.0095976
Enzo Garofalo: 328.1443279
Email: settimanaculturaebraica@gmail.com

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11 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Cinema, Concerti, Letteratura, Libri, Musica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 3 marzo 2016 alla Biblioteca Nazionale si presenta il volume “La Comunità Ebraica di Napoli 1864/2014: centocinquant’anni di storia” (Giannini Editore)

Invito 3 marzo volumeLa Comunità Ebraica di Napoli torna alla Biblioteca Nazionale a conclusione delle celebrazioni per il suo centocinquantenario, giovedì 3 marzo alle ore 11.00: Titti Marrone, giornalista e scrittrice, dialogherà con Giancarlo Lacerenza, curatore del volume “La Comunità Ebraica di Napoli 1864/2014: centocinquant’anni di storia” (Giannini Editore).Interverranno Simonetta Buttò, Direttrice dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, Sandro Temin, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Dario Disegni, Presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, Imma Ascione, Direttrice dell’Archivio di Stato di Napoli , Mariolina Rascaglia, Reggente della Biblioteca Nazionale, Lydia Schapirer, Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Elda Morlicchio, Rettrice dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”.

Il volume, riccamente illustrato, prende le mosse dalle due esposizioni allestite nell’ottobre alla Biblioteca Nazionale (dal novembre 2014) ed all’Archivio di Stato di Napoli (dal gennaio 2015), di cui ripropone numerosi documenti rinvenuti ed esposti in occasione delle due mostre, ma va ben oltre. Accompagna il volume una seconda pubblicazione di saggi di numerosi specialisti, edita dal centro di Studi Ebraici dell’Università “L’Orientale”, che permette di ricostruire attraverso le varie fasi della storia d’Italia e del Mezzogiorno tutti gli aspetti della vita della Comunità di Napoli che, seppur piccola, resta attiva e vitale in tutti i suoi aspetti fondamentali religiosi e culturali. Un viaggio che inizia dalle prime scoperte archeologiche sulla presenza ebraica a Napoli, passando per la cacciata cinquecentesca degli ebrei dal Viceregno, giungendo fino all’età moderna, con il periodo di massimo splendore della famiglia Rothschild fino alla costituzione di una vera e propria comunità nel 1864, storia ininterrotta fino ai giorni nostri.

Con l’occasione per la sola mattinata del 3 marzo, la Biblioteca Nazionale di Napoli esporrà una selezione di rarissimi volumi ebraici a stampa e manoscritti dalle sue preziose collezioni.

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28 febbraio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Biblioteca Nazionale, Campania, Claudia Campagnano, Cultura, Cultura, Italia, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri, Napoli, Regioni, Scrittori | , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 3 marzo prosegue “Parole di Musica” al conservatorio di Avellino con “L’affare Vivaldi” di Federico Maria Sardelli

Copertina L'affare Vivaldi
Il prossimo 3 marzo, alle 15.00, il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino presenterà, nell’ambito della manifestazione letteraria Parole di Musica, il libro di Federico Maria Sardelli, L’affare Vivaldi, Palermo, Sellerio, 2015.
Con l’autore discuteranno del testo Raffaella Palumbo e Pierfrancesco Borrelli.
Alla presentazione seguirà l’esecuzione di arie vivaldiane dalle opere Incoronazione di Dario “Perderò la bella mia”, Arsilda regina di Ponto “La tiranna avversa sorte” e “Siano gli astri a me tiranni” ad opera dei Maestri Pierfrancesco Borrelli (clavicembalo) e Rosario Totaro (tenore).
La rassegna letteraria dell’Istituto musicale è stata organizzata dal corso accademico di II livello in “Discipline storico critiche e analitiche della musica” ed è coordinata dal prof. Antonio Caroccia.

L’ingresso è libero.

«La storia della riscoperta dei manoscritti di Vivaldi è davvero andata così. Diversamente dalla frase che i romanzieri pongono di solito alla fine del loro lavoro, io devo invece assicurare che i fatti narrati sono realmente accaduti, e solo in pochi casi ho dovuto inventare. La concatenazione degli eventi, per quanto bizzarra possa sembrare, è dovuta alla storia». Se conosciamo Vivaldi quanto lo conosciamo oggi, oltre le Quattro stagioni, ciò è dovuto alle peripezie dimenticate – assurde, incredibili, comiche, cariche a volte di suspense, intricate come uno spettacolo drammatico e farsesco – che questo romanzo storico rivela. Il Prete Rosso, passato di moda dopo una vita di successi, morì in miseria e indebitato fino al collo. I manoscritti con la sua musica inedita, raccolta in centinaia di partiture autografe, passarono di mano in mano fra bibliofili e lasciti ereditari, scomparendo per quasi due secoli. Riemersero, seguendo vie accidentate e occulte, grazie al congiungersi dell’avidità di un vescovo salesiano e l’intelligente intuito di due studiosi appassionati, Gentili e Torri, musicologo dell’Università di Torino il primo, e direttore della Biblioteca Nazionale della città il secondo. Ma da questo momento in poi gli autografi del musicista veneziano dovettero passare nuove disavventure. Causa stavolta l’indifferenza dello Stato, l’odiosa idiozia antisemita del regime fascista, l’opportunismo e l’ingratitudine dei nuovi padroni dell’Italia. Federico Maria Sardelli è uno dei massimi esperti di Vivaldi, nonché scrittore satirico. Egli ricostruisce il destino delle carte del grande compositore seguendo due percorsi. Da un lato gli eventi successivi che le seppellirono nell’oblio dal 1741 alla riscoperta; dall’altro la caccia all’indietro che i due miti eroi intrapresero per recuperarle. E poi le vicende pazzesche legate al tentativo di renderle aperte alla fruizione pubblica. Con il triste epilogo. È un apologo, umoristico e tragico, della ben nota insensibilità dello Stato italiano verso i suoi patrimoni più nobili, e della sua ingratitudine. Ma vuole anche ristabilire una verità storica ed essere un tributo. «Luigi Torri ed Alberto Gentili sono i veri eroi di questa vicenda. Se oggi conosciamo Vivaldi lo dobbiamo al loro fiuto, alla loro intelligenza, al loro infaticabile sforzo».

Per info:
Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa
Tel. 333-717.94.79 –
relazioni.interne@conservatoriocimarosa.org

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28 febbraio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Martedì 16 febbraio al Conservatorio di Avellino presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso”

Copertina libro Canessa su Caruso
Martedì 16 febbraio, alle ore 15.00, presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino verrà presentato il libro di Francesco Canessa, Ridi, Pagliaccio. Vita, morte e miracoli di Enrico Caruso (Capri, Edizioni La Conchiglia, 2015).
Un approccio diverso dal convenzionale mette in luce un Enrico Caruso che stravolse il modo di cantare del Novecento.
Una vocalità in sintonia con la sensibilità verista dette voce a una delle conquiste tecnologiche più innovative del secolo che determinò la diffusione dell’opera lirica al di fuori dei teatri: il grammofono.
Così nacque l’astro Caruso in America e la figura del grande tenore fu consacrata prima star nella storia del teatro e della musica italiana.
Francesco Canessa, martedì 16 febbraio, alle ore 15.00 al Conservatorio Cimarosa di Avellino, discuterà del libro con la professoressa Tiziana Grande.
L’appuntamento fa parte della rassegna Parole di Musica, organizzata dal corso di laurea in Discipline storiche critiche e analitiche della musica dell’istituto avellinese, coordinata dal prof. Antonio Caroccia.
Nel primo appuntamento ad essere presentato è stato il volume di Bianca Maria Antolini “Italia 1911. Musica e società alla fine della Belle Époque”.
“Anche questa volta avremo la possibilità di parlare di musica mettendola in rapporto al periodo, ricco di avvenimenti e di trasformazioni sociali e politiche, che segnò tutto il resto del “secolo breve”. Dall’analisi condotta dalla professoressa Antolini lo scorso 2 febbraio alla biografia del grande tenore, che catalizzò l’attenzione del pubblico e della critica del primo Novecento, grazie al racconto di uno studioso del calibro di Francesco Canessa, proseguiamo insieme un percorso di esplorazione delle nostre origini musicali”.
Così il direttore del Cimarosa Carmine Santaniello sulla manifestazione che quest’anno si ripropone dopo il successo dell’anno scorso.
Francesco Canessa è stato sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, giornalista e critico musicale, ha collaborato con Il Mattino, Roma, La Patria e Il Giorno, oggi scrive per la Repubblica, ma la sua biografia è molto più ricca.
La sua capacità di comunicare e la spiccata curiosità di Canessa trovano naturale completamento nella sua grande esperienza nel mondo della musica e del teatro italiano.

Ricordiamo, inoltre, che domani alle 17.30, sempre al Conservatorio si terrà il concerto per la Giornata nazionale dell’Alta Formazione, momento di protesta e proposta negli istituti superiori musicali italiani, indetto da una mozione comune per il riconoscimento del valore sociale e culturale dell’alta formazione musicale del nostro Paese, sottoscritta dalle conferenze dei Presidenti, dei Direttori e dei Presidenti delle Consulte degli studenti dei Conservatori statali e non statali italiani.
Sul palco del Cimarosa l’Aldo Farias Quartett, con Aldo Farias alla chitarra, Pasquale Bardaro al vibrafono, Angelo Farias al basso e Giuseppe La Pusata alle percussioni, che presenteranno i successi di Different Ways.

Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa

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Con “Tre in Uno” Susanna, Brunello e Riccardo Canessa per la prima volta insieme sul palcoscenico

Foto Sonia Ritondale

Foto Sonia Ritondale

Lei, Susanna, è una violoncellista, chitarrista e folksinger di grande bravura, gli altri due sono Brunello, affermato cantautore, arrangiatore, chitarrista e pianista e Riccardo, famoso regista di opere liriche.
Tutti e tre hanno un cognome prestigioso, Canessa, che rimanda a quello del padre Francesco, giornalista e critico musicale, ancora oggi molto attivo, e uno degli ultimi a potersi fregiare degnamente del titolo di sovrintendente del Teatro di San Carlo.
Ma non va dimenticata l’altra parte della famiglia, poiché la mamma dei tre artisti era Italia Carloni, prematuramente scomparsa nel 1997, appartenente ad una famiglia di attori, a sua volta imparentata con i De Filippo, in quanto nipote di Titina.
Non è quindi un caso che i fratelli Canessa abbiano respirato musica e teatro fin dalla tenera età e, per la prima volta, si sono voluti esibire tutti e tre insieme sul palcoscenico (quello del Nuovo Teatro Sancarluccio), anche per ricordare i loro celebri antenati.
Per tale motivo lo spettacolo, dal titolo “Tre in Uno”, si è aperto con il trio, che ha interpretato la scoppiettante arringa dell’avvocato Tartaglia, posta verso la fine della commedia ‘O Scarfalietto di Eduardo Scarpetta, padre dei De Filippo, mentre Riccardo Canessa si è poi calato nei panni del ragioniere Spasiano, recitando le drammatiche battute poste quasi al termine di “Napoli Milionaria”, capolavoro eduardiano, che nell’esordio avvenuto nel 1945 a Napoli erano state affidate ad uno degli attori della famiglia Carloni.
La parte musicale è invece iniziata con Brunello che, insieme a Susanna, ha eseguito “Lo guarracino”, celebre tarantella in dialetto napoletano, di autore ignoto, risalente alla fine del Settecento, abbastanza curiosa per l’ambientazione.
Infatti la vicenda descritta si svolge interamente nel mare, ed è incentrata su una storia d’amore fra la castagnola (nome italiano del guarracino) e la sardina, che causerà una rissa furibonda, alla quale prenderanno parte, fra pesci, molluschi e crostacei, almeno un’ottantina di specie differenti.
Rimanendo nell’ambito della tradizione partenopea, ma più vicina ai nostri giorni, i due si sono confrontati con “Luna rossa”, famosissima canzone di De Crescenzo e Vian, presentata alla Festa di Piedigrotta del 1950 e, da allora, interpretata da un gran numero di cantanti, anche stranieri come Frank Sinatra.
Il successivo medley, rivolto a motivi classici napoletani e ad alcuni suoi protagonisti, era affidato a Brunello e Riccardo, quest’ultimo autore di pregevoli imitazioni di una serie di artisti che hanno mantenuto alto il nome di Napoli nel mondo.
E’ stata poi la volta di un delizioso duetto sulla canzone “Non m’innamoro più” dove Susanna e Riccardo hanno vestito i panni rispettivamente di Catherine Spaak e Johnny Dorelli, seguita da “Tu ca nun crire” e “No potho reposare”, due struggenti motivi eseguiti da Susanna, il primo consistente in una lirica di Titina De Filippo, musicata da Brunello Canessa, il secondo tratto dalla tradizione sarda.
Toccava quindi a “Nun me ce trovo” e “Chella sera”, altri due motivi frutto del connubio fra i testi di Titina e la musica di Brunello, mentre un secondo medley di musica napoletana, affidata a Brunello e Riccardo (con ulteriori simpatiche ed azzeccatissime imitazioni), ha preceduto gli ultimi due brani in programma, interpretati in trio, “La sorella di Sasà” (di Iannuzzi e Marsiglia), frizzante canzone del filone legato all’avanspettacolo e “Zitti zitti, piano piano”, da “Il barbiere di Siviglia” di Rossini.
Pubblico numerosissimo, partecipe ed entusiasta, che è stato omaggiato con un bis di grande effetto, “Questo è un nodo avviluppato”, da “La Cenerentola” di Rossini, ulteriore prova della grandiosità dell’autore pesarese e della bravura dei protagonisti.
Uno sguardo, ora, ai tre interpreti, che hanno confezionato uno spettacolo molto piacevole, di grande spessore artistico, contraddistinto da un perfetto equilibrio.
E, se da tantissimo tempo conosciamo il valore di Susanna (fra l’altro anche autrice degli splendidi arrangiamenti rossiniani, scritti appositamente per la serata) e di Brunello, Riccardo, capace di essere a suo agio sia in ruoli teatrali comici e drammatici, sia come cantante ed imitatore (a tal proposito ci siamo ricordati quando anni addietro teneva alto il morale dello spogliatoio, imitando le voci dei suoi compagni di squadra), si è rivelato la vera sorpresa dello spettacolo.
L’unico rammarico legato a questo evento riguarda la sua (almeno per ora) unicità, in quanto non ha avuto repliche.
D’altronde, mettere insieme tre persone così impegnate non è cosa semplice, anche perché il problema non si limita a trovare una serata libera per l’allestimento ma, trovandoci di fronte a seri professionisti, vanno considerate le molte ore da dedicare alle prove.
Ad ogni modo il nostro augurio conclusivo è di poter rivedere quanto prima sul palcoscenico “Tre in uno”, in quanto varrebbe veramente la pena riproporlo.
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11 gennaio, 2016 Posted by | Campania, Cantanti, Chitarristi, Concerti, Francesco Canessa, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Scrittori, Susanna Canessa, Teatro | , , , , , | Lascia un commento

CANTI D’AMORE, CANTI DI VITA, tour culturale nel quartiere “Mergellina” a cura dell’Associazione Culturale MilleLune

Mergellina_P4051368Domenica 25 Ottobre alle ore 10:30 l’Associazione Culturale MilleLune propone

CANTI D’AMORE, CANTI DI VITA

Un affascinante, straordinario, spettacolare tour nel quartiere di Mergellina.

Dal canto ammaliante della sirena Parthenope ai canti poetici di Publio Virgilio Marone e Giacomo Leopardi, con tappa nella Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, luogo-simbolo di una delle più antiche feste di Napoli.

Luoghi da visitare e da raccontare: Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta – Parco Vergiliano (Crypta Neapolitana, tombe di Virgilio e Leopardi) – Piazza Sannazaro – Fontana della Sirena – Fontana del Sebeto – Palazzo Donn’Anna.

Con la partecipazione straordinaria dello scrittore Pino Imperatore

LUOGO D’INCONTRO: Stazione di Mergellina

VISITA GUIDATA con Guide Turistiche abilitate dalla Regione Campania.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE € 5,00
INFO E PRENOTAZIONI: Felicia Paragliola & Rosaria Vaccaro 3298489445 / 3478075002

Associazione Culturale MilleLune
Via Santa Maria, 202/C – 80010 Quarto (NA)
Tel. 3478075002/3298489445
milleluneassociazioneculturale@gmail.com

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22 ottobre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Associazione Millelune, Associazioni culturali, Campania, Cultura, Italia, Letteratura, Napoli, Pino Imperatore, Regioni, Turismo | , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 9 ottobre il maestro Roberto De Simone al Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino

Roberto De Simone
Venerdì 9 ottobre, alle ore 17, per la rassegna letteraria “Parole di Musica, novità editoriali nel mondo musicale e musicologico”, progetto del corso di Discipline storiche critiche e analitiche della musica, col coordinamento scientifico del professor Antonio Caroccia, il regista teatrale, compositore e musicologo Roberto De Simone sarà ospite d’onore del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino con il suo ultimo lavoro “Cinque voci per Gesualdo – Travestimento in musica e teatro di un mito d’amore, morte e magia” edito nel 2013 da Einaudi, omaggio al grande musicista Carlo Gesualdo, principe dei musici, che nel tardo Rinascimento innovò le strutture della composizione musicale aprendo strade che solo la musica moderna avrebbe poi battuto.
Il lavoro del Maestro De Simone si sofferma sulla eclettica figura del principe di Venosa, dedicando al principe-musico, conosciuto per i suoi madrigali e per l’assassinio della moglie Maria D’Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa, avvenuto nell’ottobre del 1590, una riflessione profonda.
Un periodo storico particolare, sotto l’aspetto sia musicale che politico, quello in cui si svolgono gli eventi narrati da De Simone, che il Maestro riesce a presentare in modo suggestivo ed efficace in tutta la sua ricchezza e il suo orrore.

«E’ con vero piacere che diamo il benvenuto ad un Maestro della Musica e del Teatro come Roberto De Simone che con il suo ultimo volume renderà omaggio in modo originale ed avvincente alla figura del principe Carlo Gesualdo – sottolinea il presidente del “Cimarosa” Luca CiprianoProseguiamo con questa fortunata formula che coniuga la didattica e l’approfondimento con incontri di grande richiamo in grado di arricchire ulteriormente il percorso formativo per gli alunni del Conservatorio irpino».

«Sono estremamente lieto di accogliere il Maestro De Simone di cui ammiro il genio e la grande esperienza per questa serata letteraria che certamente non mancherà di lasciare un segno nella formazione degli allievi del Cimarosa» afferma il direttore del Conservatorio “Cimarosa” Carmine Santaniello

Ad accogliere il Maestro De Simone, ci saranno il presidente del Conservatorio “Cimarosa” Luca Cipriano, il direttore Carmine Santaniello e la professoressa Francesca Galluccio.
L’intervento musicale che accompagnerà l’incontro sarà, invece, curato da Roberto Maggio e Rosario Totaro.
In programma musiche di Pomponio Nenna, Fabrizio Dentice e, ovviamente, Carlo Gesualdo eseguite da Rosario Totaro e Alessandro Caro (Tenori), Giuseppina Perna (Soprano), Daniela Salvo (Mezzosoprano), Antonella Trombetta (Contralto) ed Emanuele Di Vito (Basso).
Alla presentazione parteciperanno anche gli allievi del corso di secondo livello di Discipline storiche, critiche ed analitiche della musica, Domenico Prebenna, Paola Genovese, Eleonora Davide, Luca Sellitto e Pietro Sgueglia che, insieme alla professoressa Galluccio, hanno approfondito l’argomento del libro di De Simone.

Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa

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Roberto De Simone
Roberto De Simone, allievo modello del Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, affianca all’attività concertistica e a quella di compositore e musicologo lo studio dell’espressività popolare, dedicandosi poi completamente a questo argomento.
Con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, di cui determina la nascita divenendone poi animatore, fonda le basi per un nuovo modo di fare teatro.
Riproponendo il patrimonio culturale teatrale e musicale della tradizione campana, le dà unità strutturale, costruendo basi di scrittura ed elaborazione metrica, frutto di una intensa ricerca.
Del 1974 è la rilettura de La Cantata dei Pastori di Andrea Petrucci e del 1976 La gatta Cenerentola, che determina il grande successo di De Simone.
A questa seguono molte altre opere teatrali di successo, ma De Simone interviene anche come regista di opere liriche rappresentate nei maggiori teatri mondiali.
Tra queste opere di Mozart, Verdi, Rossini, Pergolesi.
Molte le sue pubblicazioni sull’argomento.
Negli anni ’70 insegna all’Accademia delle Belle Arti di Napoli e tra il 1981 e il 1987 è direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli poi dirige il Conservatorio San Pietro a Majella.
Numerosi sono i riconoscimenti tributati al maestro da prestigiosi istituti nazionali ed esteri.
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8 ottobre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

RICUCIAMOCI: FILI DI PAROLE E PAGINE DI ABITI Aperitivo creativo al Clubino di Napoli

Aperitivo creativo

Giovedì 1 ottobre ore 20,30

Presso l’Associazione Culturale
IL CLUBINO

Via Luca Giordano 73 Napoli, Vomero

Foto eventoUna serata in compagnia di quattro romanzi e una stilista con la passione per il riuso di materiali vari.

Si parlerà del romanzo Solo Nina di Rosalia Catapano, di Immobili ombre di Rosaria Rizzo, Nefas di Stefania Di Iorio e Neanche la cenere di Pina Morra.

A condurre la serata Nicoletta Iacapraro.

Monica Iacapraro presenterà gli abiti, gli accessori e i gioielli della sua collezione Kose e skose e ci offrirà una originale performance creativa.

I nostri romanzi si uniranno idealmente alle creazioni di moda.  Abiti e narrativa. Lettura e modelli. Il tutto cucito col filo della passione per un’arte reinventata attraverso il ricordo di un passato prezioso e irrinunciabile, con la certezza che la condivisione sia una risorsa da cui trarre forza e insegnamenti.

Tessere la tela, riunire i fili, ricreare racconti, (perché no?) tra una pizzetta e una bevanda.

Eccezionali promozioni sui libri presentati, sugli abiti e sui gioielli.

 Per info e prenotazioni: 3281019922

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25 settembre, 2015 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Associazione Il Clubino, Cultura, Letteratura, Letteratura contemporanea, Libri, Napoli, Rosalia Catapano | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

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