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Venerdì 6 aprile, primo appuntamento con “I Concerti del Conservatorio” S. Pietro a Majella con il pianista Francesco Nicolosi e l’Orchestra diretta da Francesco Vizioli

Concerto 6 aprile 2018

 

Venerdì 6 aprile 2018, alle ore 18,00 parte la Rassegna de “I Concerti del Conservatorio” S: Pietro a Majella di Napoli, nella Sala Scarlatti
Si esibiranno il Maestro Francesco Nicolosi e l’Orchestra del Conservatorio S. Pietro a Majella diretta dal Maestro Francesco Vizioli.

In programma musiche di Beethoven, Liszt-Busoni

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven

Ouverture da “Egmont” op.84

Franz Liszt

Rhapsodie Espagnole

Folies d’Espagne et Jota Aragonese

____________________

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 (1811-1812)

  • Allegro ma non troppo – Vivace
  • Allegretto
  • Presto – Assai meno presto
  • Scherzo Trio
  • Allegro con brio

Francesco Vizioli napoletano, ha compiuto gli studi musicali dapprima a Roma, dove si è diplomato in Pianoforte (con il massimo dei voti), Composizione e Direzione di Coro, poi a Napoli, dove, ultimo allievo di Franco Caracciolo, si è diplomato in Direzione d’Orchestra.
Si è perfezionato a Trier con Sergiu Celibidache, a Venezia con Franco Ferrara e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, con Norbert Balatsch, in Direzione di Coro.
Esperto del teatro musicale da camera del Settecento e del Novecento, negli ultimi anni ha esteso il suo repertorio ai grandi capolavori dell’Ottocento (Brahms-integrale, Schumann-integrale, Schubert-integrale, Dvorak, Caikoskij, Franck, Mahler) e del Novecento storico (Bartok, Prokofiev, Stravinskij, Petrassi, Berio).                                         Attento da sempre all’aspetto della divulgazione della cultura musicale con la progettazione e realizzazione di centinaia di conferenze, lezioni-concerto, guide all’ascolto, nel 2002 è stato autore e protagonista per Gambero Rosso Channel (RAI SAT) della fortunata serie Banchetto Musicale.                                                                                        Ha curato l’edizione italiana del volume Music and Brain  (Piccin editore).                       Incisioni di opere da camera in CD:                                                                                         P.Arcà,  Il Carillon del Gesuita; M. A. Grétry, Denys le Tyran, Padre Martini, Don Chisciotte

 

Francesco Nicolosi 
Diplomatosi giovanissimo con il massimo dei voti, Francesco Nicolosi parte all’età di diciassette anni dalla sua Catania alla volta di Napoli dove incontra Vincenzo Vitale, riconosciuto didatta tra i migliori della tradizione pianistica italiana.

Ben presto ne diventa uno dei migliori allievi tanto da essere considerato a tutt’oggi uno dei massimi esponenti della scuola pianistica partenopea.  Il 1980 é un anno importante con due Premi che segneranno il suo destino artistico: quello al Concorso Pianistico Internazionale di Santander e – soprattutto – la vittoria al Concorso Internazionale d’Esecuzione Musicale di Ginevra che dà inizio a una carriera internazionale che lo consacra come uno dei pianisti più interessanti della sua generazione..

Si é esibito nelle più importanti sale da concerto del mondo, dalla Queen Elizabeth Hall alla Wigmore Hall di Londra, dalla Victoria Hall di Ginevra alla Radio Nacional di Madrid, e ancora la Salle Gaveau di Parigi, il Teatro alla Scala e la Sala Verdi di Milano, il Teatro dell’Opera e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, il Teatro di San Carlo di Napoli, l’Herkulessaal di Monaco, la Brahmssaal di Vienna, etc.

Oltre che in tutta Europa ha effettuato tournée in Islanda, Russia, Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Singapore, Giappone e Cina ed è stato ospite dei più esclusivi festival quali: Festival dei Due Mondi di Spoleto, Rossini Opera Festival, Ravenna Festival, Festival di Ravello, Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Estate Musicale Sorrentina, Taormina Teatro Musica, Settimane Musicali di Stresa, Settembre Musica di Torino, Mittelfest,  Weimar Kunstfest, Budapest Liszt Festival, Emilia Romagna Festival, Festival Ljubjana, Vilnius Piano Festival e molti altri.

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5 aprile, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Cultura, Direttori d'orchestra, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Napoli | , , , , | Lascia un commento

Sabato 7 Aprile 2018, inaugurazione alla Galleria “Il Triangolo” di Cosenza la mostra CORRELAZIONI ASTRATTE con opere di tre artisti campani, a cura di Maurizio Vitiello

Sabato 7 Aprile 2018, alle ore 17, sarà inaugurata la mostra, curata da Maurizio Vitiello, “CORRELAZIONI ASTRATTE” con opere recenti di tre artisti aniconici dell’area campana: Eduardo FERRIGNO, Antonio IZZO, Gianni ROSSI, alla Galleria d’Arte “Il Triangolo”, Via degli Alimena, 31d, 87100 Cosenza (0984.73633 – http://www.galleriailtriangolo.com info@galleriailtriangolo.com), diretta da Enzo Le Pera.

L’esposizione resterà aperta sino al 20 aprile 2018; orario galleria: 10,30-13.00/16,30-20.00.

Catalogo in galleria.

Scheda della mostra dal catalogo a cura di Maurizio Vitiello:

CORRELAZIONI ASTRATTE

Eduardo Ferrigno Antonio Izzo Gianni Rossi

opere recenti

Da anni Eduardo Ferrigno, Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere.

E’ chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte.

Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni.

Oggi abbiamo bisogno di bellezza e di sogni; “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij e “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scrive il grande drammaturgo seicentesco che fu Shakespeare, nella sua opera “La tempesta”.

Il loro cammino è accattivante, va verso il “bello” e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle.

 

Da anni Eduardo Ferrigno, Antonio Izzo e Gianni Rossi saggiano i loro studi e i loro interventi in mostre di gruppo; hanno voglia di esprimersi, di “esserci”, di discutere.

E’ chiaro che la prospettiva del domani è nell’attualità dell’arte.

Il loro procedere è un gioco sottile di rimbalzi; orizzonti, profili, panorami s’interconnettono nelle frontiere comuni.

Oggi abbiamo bisogno di bellezza e di sogni; “La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij e “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” scrive il grande drammaturgo seicentesco che fu Shakespeare, nella sua opera “La tempesta”.

Il loro cammino è accattivante, va verso il “bello” e il loro impegno è sincero; finitime sono le loro impostazioni, e, tra le loro opere, si colgono, si avvertono e si percepiscono “scambi di confine”, nell’alveo di produzioni serissime e nel concreto ventaglio di traguardi raggiunti, già, coerentemente, alle spalle.

Eduardo Ferrigno con la sua pittura riesce a incardinare assi con giustapposizioni, che attirano interessi; insomma, verticalità dimensionano un “assett” centrale, chiaro e netto.

Con questi ultimi lavori distribuisce con acutezza impianti finemente investiti dalle qualità cromatiche dell’oro, sino a coinvolgere cromatismi forti, carichi.

I soggetti hanno voglia di conquistare lo spazio, anzi tentano di sedurlo e d’invaderlo, pienamente.

Questa costante si capta dalla dinamica, dichiarata ed estrema, di intriganti penetrazioni e incursioni, che intendono significare presenze.

Eduardo Ferrigno codifica la redazione delle sue opere con impasti cromatici solidi, convincenti e compatti, perché si riveli un misurato senso tattile, quasi di corporeità, e per favorire, al massimo, l’assunzione icastica della scena.

Nella discrezionalità rigorosa dell’impianto astratto, impostato e strutturato, si legge e si ricava la tendenziale idea di misurare lo spazio, ma, anche, di interpretarlo, integralmente, per possederlo e alla fine per conquistarlo con valenti e pregnanti pluridimensioni cromatiche.

Eduardo Ferrigno non ricorre a iconografie multimediali, ma a scandite estrapolazioni e a gettiti emotivi personali, ed è sempre in continua attività; impegnato, indubbiamente, a inquadrare azioni e a seminare gesti nuovi.

L’artista cerca di dare sostanza alle attese e coglie, nelle sue combinate plastico-pitture, certezze acute di soglie e di limiti, ma fa di tutto perché ci siano varchi, respiri, passaggi, insomma aperture.

Il suo intendimento indugia, con severa discrezione, sull’esterno del mondo e mantiene un giusto e pudico contatto con i sentieri del limite e dell’estremo, che non ravvede come soglie di preclusione, come stop.

Un sentimento di riappropriazione lo spinge a colmare la tela bianca e, allora, legge i sussulti quotidiani, mai pacifici, controllati ed esaminati grazie ad una profonda ed estesa presa di coscienza,  compiutamente corroborata anche dalla disamina di ciò che è stato sedimentato, e che regge,  elegantemente, quasi in decalcomania, “l’esprit du monde”.

Il “focus” dell’azione pittorica, che parte e prende spunto da vene intimistiche, cala, poi, il suo interesse sulla rappresentazione del reale, determinata dalla “comédie humaine”.

Eduardo Ferrigno con estrema sobrietà ha sempre cercato di esplicitare, estroflettere e condensare con un particolare codice linguistico un intenso carico di immagini vigorose, energiche e vivaci, in cui segmenti e cromie potenziano e consolidano visioni e osservazioni rilevanti e costanti.

Le sue opere riescono con l’affondo nella materia a confermare squarci di luci e di verità, spaccati filigranati e riassunti laceranti.

L’artista forma, con significativa abilità, spessori sulla tela per alimentare cromatismi decisi, perché palpitino equilibri di umori e s’inseguano sfere di sentimenti.

Si riesce, così, a captare la volontà dell’artista di significare, con tratti rinforzati ed esperti, agganciati a preposti vettori cromatici, determinati da gesti precisi, un calibrato ventaglio di motivi e di strutture visive.

Eduardo Ferrigno assegna a una scala polarizzata di sequenze di colori, regolata da reticoli di sezioni, che vibrano tra torsioni necessariamente dinamiche, concetti e pensieri alti, nonché istruite considerazioni.

Non solo le parole, ma anche i suoi variegati segni esprimono e dichiarano propositi, investigazioni e ci riassumono l’uomo che, seppur dominante con la tecnologia, riattraversa i miti per by-passare e oltrepassare la storia, ma, in definitiva, insegue libere fughe in avanti.

Il suo itinerario pittorico, sostanziato da suggestioni iconiche, è cadenzato da visioni aperte, nelle quali si percepiscono accadimenti possibili, tracciati da ombre oscillanti e da presenze mutevoli.

Eduardo Ferrigno raccoglie e assembla, seguendo palpitanti visioni, che ricontrolla con un esercizio cadenzato di spessori, tocchi cromatici e di precisazioni strutturali.

Le modulazioni dell’artista, lontane da congetture ipotetiche o da circuiti ingannatori, risultano franche, autentiche.

L’artista, con redazioni pittoriche caricate da tratti spezzati, riesce ad assumere una posizione propria, agganciata, comunque, ai solchi di ambiti di un singolare simbolismo astratto.

La sua pittura snoda sequenze e inquadrature di un universo, raccolto da risposte di uno specchio intimo, ma che guarda anche al mondo.

Oggi, in conclusione, le ultime opere dell’artista, risultano tangenti a una chiave più vicina all’astrazione,

Nella sequenza degli ultimi lavori si percepiscono significazioni ad alta incidenza astratta.

I colori sono stati gradualmente scelti, conquistati, presi, ripresi, verificati, sostanziati, calati, stesi, assunti e determinati.

Le nuove frontiere di un percorso sensibilmente astratto sagomano e profilano campi dell’origine per intercettare e meglio intendere il futuro.

Antonio Izzo continua a sviluppare programmi compositivi agili.

A memoria calma e raffreddata, possiamo sottolineare che la produzione artistica dell’artista deriva da seduzioni e articolati recuperi; da seduzioni perché ha sempre inseguito e sostanziato percorsi della sua ricerca tentando di indagare su vari, complessi e specificati tagli estetici e da recuperi, perché per lui nessun “materiale di risulta” può considerarsi tale, dato che potrebbe avere ancora in sé un lancio di sfida all’estetica.

In una complessa rete di riverberi di cuore e di segni rugosi, tutti tesi a pronunciare una storia di rimandi estremi, e in una sorta di affrancature emotive e di “scarabocchi”, che indugiano e indagano su variabili  “altre”, corrispondenze astratte declinano variegate sequenze immaginative di riscontri intuitivi.

Alcuni dipinti, come ad esempio, “Elemento organico su fondo rosa” (2016), “Verso il Golgota” (2016), “Mediterraneo” (2016), “Nello studio del pittore” (2017), deviano su incasellamenti ed effrazioni, che ricordano, lontanamente, in filigrana e come reliquato memoriale, la “scia” figurale di bimbi in gioco o impegnati nella disputa de “il gioco della settimana” – ma i ragazzini d’oggi sanno che cos’è? –  presente nella produzione di espressività gestuale di Elio Waschimps, dopo, e, prima, di Raffaele Lippi, che fece parte del “Gruppo Sud”, insieme ad Adriana Artiaco, Renato Barisani Raffaello Causa, Ezio De Felice, Renato De Fusco, Armando De Stefano, Vera De Veroli, Alfredo Florio, Vincenzo Montefusco, Federico Starnone, Mario Tarchetti, Guido Tatafiore.

Da non dimenticare che Elio Waschimps e Raffaele Lippi passarono, successivamente, per l’informale, come cita, tra gli altri, giustamente e pertinentemente, Renato De Fusco.

Izzo, ora, rientra con un certo carattere ed espone con una più determinata continuità, da solo e con questo gruppo di amici-artisti.

La voglia di segmentare e approfondire per accertare reali posizioni di giudizio combina un ductus, in cui viene tracciata la redazione di una scrittura da corsivo dinamico al posato manifesto.

Le sue opere meritano attenzione da parte della stampa e della critica, come le opere degli altri due amici artisti, Ferrigno e Rossi, perché incapsulano ardenti sommovimenti, utili frazioni di ricerca e un’incontrovertibile vertigine di riferimenti.

Con le ultime produzioni tende a esplorare, ulteriormente, i limiti e i confini di una diversa percezione dell’arte, il che non guasta.

Antonio Izzo non è, assolutamente, ancorato alla tradizione, né è allineato alle morbide posizioni di moda del momento, che nascono da interessi di mercato, ma spinge a una risemantizzazione del telescopico astratto-geometrico.

Antonio Izzo ha dalla sua differenziate esperienze e su queste ha sempre navigato consapevole per approdare a una “cifra” di lettura, che vede l´uomo e il suo desiderio di vita, convintamente, descritto in un accordo dai mille risvolti.

In tele e carte collega uomo e domani, in un divenire senza tempo.

La moderna tecnologia e il suo status avanzato sono controllati, esaminati  e rilanciati in uno scenario futuribile, tra rimandi e furbizie segniche.

La scienza sta progredendo a passi sostenuti e incontenibili e, talvolta, si sostituisce o s’integra nella potenza ambientale decretando problematiche, non effimere, e se l’artista rileva, dalle membrature della natura e, chiaramente, dalle sue trasformazioni, la ricaduta, in parallelo, geometricamente funzionale determina aggettivate elaborazioni di temperamento astratto.

La scena composta può sostanziare una rapida sintesi e l´artista appronta e contestualizza, con mano rapida e sicura, apparati e risultati in soluzioni grafico-pittoriche, che stringe su formulazioni inquiete.

Ma anche singolari associazioni intervengono in altre stesure.

Su dati aggregati, su bivalenze, su comparazioni si muove la pittura di Antonio Izzo, tutta tesa a sottolineare stime binarie, ricerche del doppio, strategie per multiversioni.

E negli assemblaggi di materiali di risulta combina ciò che è stato, anche, meccanicamente in azione, con elementi segnico-cromatici d´indubbia, invitante, lusinga estetica.

Tangibili pezzi vengono riproposti con abilità per ridisegnare possibili rinascite.

Da condizioni obsolete si passa a condizioni di vitalità visuale, suggerite da una creatività, e cosciente.

Se il sistema aliena, il potere dell’immaginazione può condurre altre verifiche e rinfrancare altre segnalazioni, sino a riabilitare e a ripristinare il già consumato per estendere una vita di fluttuanti segni , nonché addizionate campiture.

Un sottile “stupor mundi” pervade le opere di Antonio Izzo, che vengono fuori da un “mare magnum” di situazioni e circostanze visive e, certamente, si sollevano dall’anestesia etica collettiva e intendono significare, perché vogliono dire ancora qualcosa, scivolando in un codice eminente e franco.

Da equilibri sensibili a tecniche miste indicative, di uno spedito “melting pot” culturale, si sedimentano le dimensioni poetiche dell’artista impegnato a pedinare preziosi sogni fantasmatici, attraverso incredibili reliquati memoriali.

Queste opere di Antonio Izzo devono essere lette con attenzione, perché crediamo che nelle sue elaborazioni s’innalzi il cuore dell’arte, che inganna e rivolge a sé la ragione della ricerca.

Antonio Izzo misura il suo tempo con uno “screening” oculato, attento su tutto ciò che trova e che può riabilitare.

In conclusione, possiamo segnalare che reintegra la percezione dell’occhio estetico e riporta, con candore, a vivificare il “fil rouge” dell’estrema esistenza di segni incisi, di meccanismi riabilitati e di oggettive incidenze astratte.

Insomma, converte, in un sistema coordinato di tagli e pressioni, dimensioni e dispositivi, perché vivano un seguito di un arco vitale.

Gianni Rossi, gioca, da sempre con titoli orientati, talvolta intriganti, insomma appassionanti, e puntualizza con precisa chiarezza la sua linea, sia grafica che pittorica, che ha avuto, serie dopo serie, passo dopo passo, momento dopo momento, enunciazioni chiare, esplicite, capaci, convinte e persuasive, senza inganno alcuno.

Con disegni e chine ha affrontato tesi e tematiche, indicate e registrate in libri e monografie esemplari.

Il vocabolario segnico-coloristico di Gianni Rossi invita a pensare a uno “screening” puramente giocato nello spazio dei contrappesi visivi, degli accordi cromatici e delle sintesi geometrico-compositive.

Ma il peso, il valore degli impasti è anche giocato, in maniera determinata con materie varie, che sceglie con argute risoluzioni.

Ma sotto c’è una mappatura metaforica e una geografia di combinazioni, puro traslato di immaginazioni, in parte, e di assensi strutturali reali, per l’altra buona metà; insomma, solo una lettura attenta, profonda, combinata riesce a cogliere quanto di vigilato è sui piani partecipi della sua pittura, che intende accogliere il mondo esterno, che filtra nella sua anima e nelle sue acquisizioni mentali.

Ciò che è fuori pareggia con l’intimo sentire.

Più volte, nel tempo, abbiamo scritto su e per Gianni Rossi – basta vedere le indicazioni bibliografiche dei suoi cataloghi – e sempre abbiamo posto l’accento sulla predominanza di una voluta disposizione geometrica di base, combinata ad accogliere un sostrato di matericità, nell’approccio con la tela e con altri supporti.

Ma abbiamo anche informato, i lettori di quotidiani e di riviste, su cui siamo intervenuti, che nell’esercizio pittorico di Gianni Rossi s’espande, sulle affinate e incidenti trame e sui dinamici e pulsanti orditi astratto-geometrici, un pregevole dettato segnico, supportato da una tensione poetica, che pone nel gioco compositivo allusioni di racconti, sottilmente e variegatamente affabulanti, per rendere sensi luministici.

La linea geometrica predominante s’imbeve di tessuti materici, di estensioni logico-spaziali armonizzate, amalgamate, connesse con spiriti di corporeità. Insomma, la linea virtuosa s’aggancia a infrazioni materiche, a palpitanti campiture, a reti ben impastate, dove s’estendono motivazioni di ricerca sul senso della vita e sulla stessa pittura.

Crediamo, che, man mano, i suoi lavori saranno sempre più apprezzati dal mondo della critica e ogni opportuna occasione espositiva permetterà una sempre migliore acquisizione del tracciato segnico-pittorico-poetico che valida un percorso di attenzioni massime al mondo.

L’ attuale tracciato dall’artista Gianni Rossi posiziona commenti e aperture. L’artista si sofferma, in modo esteso, a contenere gli imbarazzi contemporanei e a rilanciare possibili visioni di concordia.

Per l’artista ogni mostra è: “ … Una raccolta di opere poste in sequenza, come un divenire di tempi e realtà, di distanze e luoghi, con un costante approccio al territorio, alla geografia di luoghi, alle luci e alle cromie della realtà vissuta. …”.

Le sue tele si inseriscono nel filone dell’astrattismo contemporaneo in cui a prevalere sono linee segmentate e colori volutamente accesi, brillanti e squillanti, attraverso l’uso di acrilici, collages, impasti di polvere di marmo e di carta, e non solo.

Semplicemente, Gianni Rossi percorre le strade dell’astrattismo di matrice lirica, in cui eleganze curvilinee, fraseggi pittorici, ribattute articolazioni e consistenze materiche sottolineano campiture gravide di umori e di verità, mentre segni, segnacoli e segnali intercettano effetti ludici e sorreggono i tagli più squisitamente geometrici in chiave astratta.

Gianni Rossi sa bene come portare avanti la sua personale, garbata descrizione astratto-lirico-geometrica all’interno delle ricerche delle numerose onde astratto-informali, tanto da essere un punto di riferimento per le nuove leve e motivo di studio per giovani studenti universitari.

Ovviamente, è riuscito a determinare e a definire una sua cifra di riconoscibilità, il che non è poco; anzi, è quel molto che lo potrà sempre decisamente contraddistinguere, ma non solo nella sua terra d’origine.

Chi studia l’astratto-lirico-geometrico deve sapere che questo codice interpretativo è stato investigato e reso da artisti di varie latitudini.

Gianni Rossi regola memoria e maniera, riclassifica le tonalità dei colori, rimedia il senso del taglio per agevolare aperture e uncinare valenze certe, in cui spessori rendono profondità reali e, altre volte, cosmiche.

Riuscire, dopo tanti anni di integra ed esperta carriera, a essere riconosciuto come valido interprete di un segmento qualificato, che fa combaciare le estremità dell’astrattismo lirico e dell’astrattismo geometrico, depone tutto a suo favore.

Oggi, Gianni Rossi nella continuità di una linea raffinata dell’arte si pone nella folta schiera delle firme, accorsate e serie.

Il merito principale dell’artista è di aver raccolto e riattivato le sue prese di coscienza in sviluppi vitali con un esercizio quotidiano, di respiro e di metodo, che non lo stanca.

Oggi, più di ieri, prosegue nell’elaborare un circolo di riconsegne estetiche, consistenti e condivise.

Maurizio Vitiello

Napoli, 2018

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4 aprile, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Calabria, Cosenza, Cultura, Italia, Mostre, Pittori e pittrici, Pittura, Regioni, Spazio arte | , , , , | Lascia un commento

Le Armonie di Partenope 2018|Programma completo della Rassegna a cura di PartenArt da gennaio a maggio presso la Domus Art a Napoli

 

L’Associazione culturale PartenArt, operante dal 2013 nell’ambito della progettazione e realizzazione di eventi culturali ed artistici, è lieta di comunicare che dal 27 gennaio 2018, prenderà il via la rassegna di concerti “LE ARMONIE DI PARTENOPE”. Con un variegato ventaglio di proposte, la PartenArt promuove sei eventi di pregevole spessore musicale e artistico, offrendo al pubblico una programmazione ”alternativa” rispetto alle tradizionali stagioni concertistiche, con dei programmi che possano soddisfare le diverse esigenze di gusti degli ascoltatori. Un percorso combinato di epoche e stili musicali, di interpretazioni strumentali e generi compositivi diversi.

Tutti i concerti della rassegna, che terminerà il 26 maggio, si svolgeranno di sabato alla Domus Ars – Centro d’Arte, Cultura e Musica (Napoli – via Santa Chiara 10/c).

Abbonamento a 6 concerti €.65

Biglietti da €.12

 

 


Tutti i concerti della Rassegna, si svolgeranno alle 20,30 alla Domus Ars – Centro d’Arte, Cultura e Musica (Via Santa Chiara 10/C – Napoli).
Per informazioni, acquisto abbonamento e biglietti,
Tel. 0813425603
infoeventi@domusars.it
infopartenart@libero.it

Direzione artistica, Gianni Mola
Progettazione e realizzazione, PartenArt

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Sabato 27 gennaio 2018 – ore 20,30

MEDITAMBURI in “Antichi viaggiatori”

Emidio Ausiello, percussioni – Gabriele Borrelli, percussioni – Michele Maione, percussioni e sequenze – Paolo Cimmino, voce e percussioni – Ashai Lombardo, coreografie.

 

Sabato 10 febbraio 2018 – ore 20,30

EMILIA ZAMUNER QUARTET “Omaggio a Pino Daniele”

Emilia Zamuner, voce – Paolo Zamuner (pianoforte), Lorenzo Scipioni (contrabbasso), Michele Sperandio (batteria),

 

Sabato 10 marzo 2018 – ore 20,30

DEA ENSEMBLE – “Lu Tiempo Antico”

Fabio Fiorillo, voce— Angelo Nocerino, voce — Lello Russo, voce— Serena Pisa, voce— Antonio Zuozo, chitarra— Franco Porzio, chitarra

 

Sabato 14 aprile 2018 – ore 20,30

IL CINQUETTO – “La comicità in frac”

Giuseppe Carotenuto, violino — Salvatore Lombardo, violino— Nicola Marino, violino— Angelo Casoria, violino — Giovanni Stocco, contrabbasso

 

Sabato 12 maggio 2018 ore 20,30

NEAPOLIS BRASS SEXTET – “Fotogrammi sonori”

Francesco Amoroso, tromba— Vincenzo Leurini, tromba— Luca Martingano, corno— Domenico Brasiello, trombone—Alexandre Cerdà, tuba—Luca De Rosa, percussioni

 

Sabato 26 maggio 2018 ore 20,30

WIND SYMPHONIETTA – “Monografie del ‘900”

Direttore, Gianni Mola

Voce narrante, Carmine Tremolaterra

Musiche di Bartok, Grieg, Shostakovich, Katchaturian, Prokofiev

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5 gennaio, 2018 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Associazione PartenArt, Associazioni culturali, Associazioni Musicali, Campania, Cultura, Italia, Jazz, Music, Musica, Musica classica, Musica Jazz, Napoli, Prima del concerto, Rassegne, Regioni, Tango | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 4 e sabato 5 agosto doppio appuntamento di Musica e Arte a Villa San Michele


Weekend ricco di eventi a Villa San Michele, la splendida casa museo del medico e scrittore Axel Munthe ad Anacapri.
Due gli appuntamenti da segnare in agenda per gli appassionati di musica e di arte.
Dopo il grande successo dell’ultimo concerto, che ha visto il tutto esaurito, venerdì 4 agosto, alle ore 20.00, protagonista della rassegna “ Concerti al Tramonto 2017” sarà il pianista italiano Carlo Guaitoli che, sulla terrazza panoramica, dedicherà alle pagine più famose dei virtuosi compositori Chopin e Liszt la sua esibizione.
Il musicista, originario di Carpi, dopo il debutto giovanissimo con l’orchestra dell’Arena di Verona, e l’affermazione grazie a primi premi vinti nei concorsi pianistici più prestigiosi, ha svolto un’attività concertistica che lo ha portato ad esibirsi regolarmente nei più importanti centri italiani ed europei, in Giappone, Stati Uniti, Canada, Israele, Cina, Sud Africa.
Da oltre vent’anni è stretto collaboratore di Franco Battiato; al suo fianco ha registrato numerosi dischi sia come pianista che come direttore alla guida di prestigiose orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra e l’English Chamber Orchestra.
Il giorno successivo, sabato 5 agosto, alle ore 18.00, nelle sale interne del Café Casa Oliv, sarà inaugurata la personale delle opere dell’artista svedese Anneli M Fluhr, intitolata “Diving what surfaces to pass through”, organizzata dalla fondazione Axel Munthe.
L’esibizione presenta un totale di 10 opere, divise tra sculture e lavori grafici, pezzi unici che l’artista – famosa per le sue ispirazioni legate al mondo fantasy minimalista – ha realizzato, lasciandosi influenzare dalla bellezza seducente di Villa San Michele.
La mostra, sarà aperta fino al 20 agosto, tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
Il prezzo del biglietto (8,00 €) include l’ingresso e la visita al museo e al giardino di Villa San Michele.

La rassegna di eventi, ospitati nella residenza svedese, circondata dal giardino più bello d’Italia, diretta dal Sovrintendente Allan Klynne, è realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia e con il contributo di Progetto Piano.

Per l’acquisto dei biglietti (prezzo concerti € 15,00; ridotto ragazzi e studenti € 5,00) basta recarsi alla biglietteria mezz’ora prima o, in prevendita, presso il bookshop del museo, tutti i giorni dalle 9 alle 18.
Per chi viene da Napoli vi è la possibilità di rientro con l’ultima corsa marittima.

Luca Grossi
Responsabile ufficio stampa

Villa San Michele
V.le Axel Munthe 34
80071 Anacapri (Na)
tel: 0818371401
web: www.villasanmichele.eu

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2 agosto, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 23 giugno Spazio Kromìa, in collaborazione con Riot Laundry Bar, presenta il nuovo progetto del fotografo, compositore e musicista Fabio Orsi “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore”

Particolare del box set di Fabio Orsi – Courtesy Kromìa e l’artista

Kromìa è lieta di presentare il nuovo progetto del fotografo, compositore e musicista Fabio Orsi “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore”, in una serata speciale artistica e musicale, venerdì 23 giugno, alle ore 19.00, in collaborazione con Riot Laundry Bar (v. Kerbaker, 19 – Napoli Vomero), spazio polifunzionale dedicato a musica, arte, moda, food e lifestyle.

In mostra, una trentina di opere fotografiche di medio formato, tratte dalla nuova serie “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore” di Fabio Orsi, oltre al box set della serie completa, cofanetto in edizione limitata edito da Backwards, contenente libro fotografico e vinile musicale LP Picture Disc, inserto e cartolina.
Inoltre, nel corso della serata con aperitivo di inaugurazione, Fabio Orsi suonerà in una esibizione dal vivo dando voce, coi suoni ammalianti ed evocativi della sua musica, alle atmosfere sospese delle sue fotografie, ampia serie in bianco e nero dedicata alle sottili epifanie di bellezza nel quotidiano, e alle impalpabili, ma irretenti, spontaneità e illuminazioni emotive da esse spalancate.

Così descrive Backwards il fascino e la suggestione del lavoro:
“Il primo libro fotografico di Fabio Orsi! In uscita in abbinamento a un vinile, con un’unica e lunga traccia inedita, che è una sorta di ‘summa’ dell’universo musicale di Fabio Orsi: come i suoi primi lavori, “Il ricordo improvviso dell’assoluto stupore” è una traccia di ambient drone music profonda, con chitarre lontane e un afflato nostalgico. Ipnotica e melodica allo stesso tempo, perfettamente complementare e di completamento al suo lavoro fotografico.”

Dopo l’evento del 23 giugno, la opere in mostra resteranno in esposizione presso Riot Laundry Bar fino al 7.7.2017, e resteranno in vendita, oltre che presso Riot Laundry Bar, anche presso Spazio Kromìa.

L’evento sarà anche occasione per Kromìa di presentare, in espansione dell’attività della sua sede storica di via Diodato Lioy, il suo nuovo corner espositivo e di vendita – dedicato in particolare a opere di piccolo formato in gift box – presso Riot Laundry Bar, spazio di creatività e incontro trasversale in piena linea con la mission Kromìa di allargamento della fruizione artistica e dell’espressione fotografica.

(Comunicato a cura di Diana Gianquitto)


KROMÌA è una piattaforma italiana (in versione bilingue italiano-inglese) di vendita on-line (www.kromia.net) per collezionisti, interior designers, architetti, ed amanti dell’arte in cerca di stampe fotografiche d’autore di alta qualità.
E’ una galleria virtuale che raccoglie un’attenta selezione di autori contemporanei e non, che utilizzano come mezzo espressivo la fotografia.
La selezione è effettuata con un criterio curatoriale in quanto gli autori vengono valutati sulla base della loro professionalità, e della qualità e coerenza del lavoro svolto.
Tale scelta è effettuata, da parte dei fondatori di KROMÌA, mettendo in campo la loro esperienza pluriennale di collezionisti e direttori di una galleria d’arte contemporanea di ricerca, con una programmazione incentrata sulla fotografia e la videoarte.
Lavoriamo a stretto contatto con i nostri autori al fine di proporre un’offerta più ampia possibile in quanto a temi, stili e tecniche sempre nel rispetto dei più alti standard qualitativi.

Normalmente le Gallerie d’arte offrono a collezionisti, Istituzioni e Musei, pezzi unici o in tirature molto limitate con prezzi a 3 o 4 zeri.
In alternativa, esistono le edizioni di massa, rappresentate dalle riproduzioni di capolavori della Storia dell’Arte che si possono trovare generalmente nei negozi di poster o negli shop dei Musei.
Esiste dunque un gap di mercato che KROMÌA intende colmare offrendo ai propri clienti: 1) stampe fotografiche di altissima qualità, scelte secondo criteri curatoriali, ma a prezzi accessibili che possano allettare giovani collezionisti ed amanti della fotografia e dell’arte; 2) uno strumento professionale per gli interior designers e gli architetti tale da poter ampliare la possibilità di scelta in termini di qualità-prezzo dei propri clienti intenzionati ad acquistare opere d’arte per arredare la propria casa.
Le immagini poste in vendita da KROMÌA sono tutte edizioni limitate e firmate dall’autore.
L’acquisto delle stampe fotografiche può essere effettuato direttamente online secondo la procedura classica dell’e-commerce ponendo cioè l’articolo nel carrello, inserendo i dati per la fatturazione e la spedizione e poi pagando con carta di credito, Paypal o bonifico bancario.
La stampa è affidata a laboratori di indiscutibile esperienza e serietà o, nel caso delle stampe in bianco e nero ad ingranditore, ad artigiani seri ed affidabili che hanno saputo preservare con amore e passione le tecniche tradizionali di stampa.
Allo stesso modo le cornici vengono realizzate da professionisti del settore selezionati dalla nostra organizzazione per la loro esperienza pluridecennale.
KROMÌA pone inoltre la massima cura nell’imballaggio e nell’affidare la spedizione a corrieri di fiducia che assicurino standard elevati del servizio in termini di celerità ed accuratezza.

Info:
Spazio Kromìa
Napoli, via Diodato Lioy 11 (piazza Monteoliveto)
08119569381
3315746966
info@kromia.net
www.kromia.net

Orari di apertura (verificare via telefono):
lun/merc/ven 10.30-13.30 e 16.30-19.30
mar/giov/sab 10.30-13.30


Riot è una struttura polifunzionale che nasce nella ex sede della storica libreria “Loffredo”.
L’intero concept ruota attorno alla sostenibilità: dalla fornitura energetica, proveniente interamente da fonti rinnovabili agli arredi riciclati, passando per la commercializzazione e trasformazione di alimenti bio ed a Km Zero.
Riot si impegna infatti a scegliere accuratamente i propri fornitori in base alle loro politiche di produzione e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Il “Brain Wave Store” si sviluppa su 3 livelli ed in 4 sezioni ispirate ai lavaggi del denim:

Level 0 / +1

Stone Washed
Il livello 0 ospita il Laundry Bar.
Wellness Bar diurno, dedicato al benessere, al relax, alla cura del corpo dove potrai gustare estratti, centrifughe, frullati, tisane, thè, con un unico comune denominatore: la salute.
American Bar di sera dove potrai provare cocktail, long drink, selezioni di birre e vini campani, tutto all’insegna del divertimento.
Tutti i prodotti, creati “ad hoc” e a Km0, sono scelti per la stagionalità e la denominazione controllata.

Raw Washed
Il livello +1 ospita la SpeackEasy Zone una sala dove potrai rilassarti su comodi divani e accoglienti poltrone, gustando un cocktail con amici o per una riunione di lavoro.

Bleached
Restando nel livello 0 e +1 c’è l’ Exhibit Space dove potrai godere di un’esposizione di opere proveniente da artisti emergenti del territorio Campano.

Level -1

Destroyed
Il cosiddetto “Basement” è dedicato al mondo dei Clothes con l’Apparel Shop, curato da London Vomero con i brand più giusti del momento sia street che glam e il nostro progetto cardine la Denim Factory dove potrai creare, customizzare i tuoi jeans, dalla scelta del denim, al fit, al lavaggio ed infine il trattamento di invecchiamento e usura. Insieme al nostro Denim Specialist, infatti, potrai personalizzare il tuo jeans utilizzando, esclusivamente, una linea di prodotti a zero impatto ambientale, la “GreenOfChange” dell’azienda leader del settore Garmon, partner del progetto.
Infine tutto quello che ruota attorno al Vinyl con il Record Shop interamente dedicato alla vendita di dischi da collezione o per la tua borsa da Dj.

Riot Laundry Bar
Napoli, via Kerbaker 19 (Vomero)
08119578491
https://it-it.facebook.com/riotlaundrybarandclothes/

Orari di apertura Riot Laundry Bar:
lun-sab 8.00-2.00
dom 18.00-2.00

12 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Campania, Fotografia, Italia, Musica, Napoli, Regioni | , , | Lascia un commento

A Palazzo Marigliano il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento propone MEMINI nell’ambito della I edizione di APERTURE


Saranno gli spazi del monumentale Palazzo Marigliano di Napoli a ospitare la prima edizione di APERTURE, rassegna indipendente di arte contemporanea, che venerdì 9 e sabato 10 giugno 2017 (a partire dalle ore 21.00) si apre con MEMINI, l’inedita installazione performativa “site specific” realizzata con lo stile visionario dall’artista pesarese Gianluca Panareo curato da Marco Izzolino.

APERTURE è un nuovo esperimento culturale aperto alla città, ideato da Riot Studio grazie al contributo economico e di valore dell’azienda napoletana Tecnosistem SpA in occasione dei suoi 40 anni di attività.
Una rassegna di respiro internazionale che gode del Patrocinio Morale del Comune di Napoli e che invita a ogni nuova edizione artisti da tutto il mondo a reinterpretare la relazione della città con un suo luogo storico oppure un’area dismessa, pubblica o privata, attraverso una ricerca site specific di nuovi e inaspettati immaginari.

Palazzo Marigliano è il punto di partenza di questa nuova impresa culturale, un luogo di storia e di innovazione al tempo stesso, all’interno del quale si dipana MEMINI, una performance costruita lungo i diversi livelli dell’edificio cinquecentesco che obbliga il visitatore a una lettura nuova dello spazio con cui egli stesso è chiamato a interagire. Una macchina scenica frutto di una controriforma elettronica dell’immagine della città, nella quale una volta entrato il visitatore non potrà che uscire trasformato.

L’installazione “vivente” di Gianluca Panareo coinvolge non solo il palazzo ma l’intero tessuto sociale che lo ha ospitato: lo testimoniano la collaborazione d’avanguardia con il Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento – che ha curato la ricerca sonora dell’evento

Con la prima edizione di APERTURE, Riot Studio e Tecnosistem hanno ragionato su una visione condivisa della città e del suo futuro, perché l’arte nelle sue diverse forme e applicazioni, non resti solo un ideale ma lasci il segno di un concreto contributo ai processi di rigenerazione e trasformazione urbana.

La parola latina campeggia come un monito sulle finestre e sui portali di Palazzo Marigliano.
Una parola incisa nel marmo: ricordare nel passato così come continuare a ricordare nel futuro, sopravvivere al tempo imprimendo un segno.
È su questo concetto che la prima edizione di APERTURE elabora il suo percorso, chiamando l’arte contemporanea a relazionarsi col ricordo, con la storia, con gli ambienti antichi del palazzo a loro volta fusi nel tessuto urbano in quell’unicum edile, paesaggistico ed umano che è Napoli.

Palazzo Marigliano diventa la cornice per un’indagine sulla città, sulle sue caratteristiche più intrinseche che la rendono una città unica, viva, vulcanica, refrattaria alla gentrificazione e alla spersonalizzazione, contraria all’ordine asettico della città contemporanea, sporca di una vita e di un’umanità ben più solide del mattone e della pietra, resistenti ai disastri, alle guerre, ai cataclismi che più volte hanno colpito gli edifici, ma non lo spirito di una comunità resiliente e di carattere.

MEMINI diventa quindi un percorso, un’ascesa dantesca attraverso gli aspetti caratteristici della città, da quelli più oscuri ed infernali a quelli più sublimi ed elevati, un cammino che dalle cavità telluriche e vulcaniche della terra porti alla luce lieve del cielo e allo splendore del sole.
Perché non può esserci luce senza oscurità, e Napoli questo lo racconta molto bene, coi suoi vicoli bui che esplodono sul mare più luminoso, con la sua terra fertile che nasce dal vulcano, con la lava che diventa scultura, con la sua veracità che la rende unica ed ambita.

Un intervento site specific non solo sul palazzo, quindi, ma sull’intero tessuto che lo ospita, in cui l’arte contemporanea è chiamata prima di tutto ad osservare, per poi riuscire a creare un’allegoria potente della città, che racconti al meglio la sua potenza, la sua unicità, la sua bellezza spinosa e allo stesso tempo avvolgente.

Le installazioni sonore sono curate dai Professori Giosuè Grassia (Responsabile del Dipartimento) Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri.

I lavori principali sono stati realizzati con le seguenti tecniche:

1) L’installazione sonora realizzata nell’“ex. Tipografia” è stata progettata per l’elaborazione del suono prodotto dalla sollecitazione di grandi piastre in acciaio posizionate lungo la struttura interna della sala: il suono viene captato mediante particolari sensori microfonici disposti su punti prestabiliti di ogni piastra e il segnale ricavato viene elaborato in tempo reale da un computer e quindi da un software appositamente scritto per l’installazione.
Il compito principale del software è quello di elaborare musicalmente i modi propri delle piastre percosse producendo sonorità ad alta, media e soprattutto bassa frequenza, in accordo al tema principale dell’installazione, rispondendo in modo interattivo alle sollecitazioni delle piastre.
Il suono così ottenuto viene arricchito da altri elementi tematici e viene diffuso all’esterno della sala mediante una catena elettroacustica che sfrutta un apposito diffusore monolitico ad elevata potenza al fine di enfatizzare l’atto del calcio, l’energia dei moti tellurici, il rumore dei quartieri e altri gesti caratterizzanti la città di Napoli.

2) L’installazione sonora progettata nel salone principale del palazzo realizza uno spazio sonoro immersivo suggerito dalla figura del “Cristo velato”, interpretata in tal caso da un’artista distesa su un piano rialzato.
Mediante appositi sensori sperimentali, disposti sul corpo dell’artista, vengono enfatizzati suoni come: il battito cardiaco, il respiro, il movimento articolatorio, etc. opportunamente elaborati e amplificati mediante un computer e una catena elettroacustica.
La diffusione sonora avviene all’interno della stessa sala e un software provvede alla riduzione del rumore di fondo e all’attenuazione del feedback.
L’obiettivo è quello di rivelare al pubblico le sonorità musicali del “Cristo velato” attraverso l’enfatizzazione di alcune risonanze e delle microvariazioni emergenti dalle cavità del corpo umano.

A cura dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Conservatorio «Nicola Sala» di Benevento

7 giugno, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Benevento, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Italia, Musica, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

Sabato 25.03.2017 |Spazio 121 |Perugia |Mostra “Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive”|a cura di Maurizio Vitiello

Sabato 25 marzo 2017, alle ore 17, presso lo “Spazio 121” Via A. Fedeli n. 121 Perugia, inaugurazione della mostra, a cura di Maurizio Vitiello, con il coordinamento di Pippo Cosenza, “Razionale e Irrazionale nelle Percezioni Visive”, con opere di Andrea Alfano, Angelisa Bertoloni, Pippo Cosenza, Carlo Cottone, Giuseppe Cotroneo, Maria Pia Daidone, Carlo Errico, Arnhild Kart, Mario Lanzione, Adele Lo Feudo, Luciana Mascia, Salvatore Oppido, Cecilia Piersigilli, Gustavo Pozzo, Myriam Risola, Antonio Salzano, inseriti nel volume “PERCORSI D’ARTE IN ITALIA 2016”.
Nell’occasione sarà presentato il libro “CONTRO OGNI REAZIONE Enrico Prampolini teorico e promotore artistico” di Andrea Baffoni, Edizioni Lantana Arte, e commentata la pubblicazione “PERCORSI D’ARTE IN ITALIA 2016”, a cura di Giorgio Di Genova ed Enzo Le Pera, Rubbettino Editore.
Modera il coordinatore Pippo Cosenza; interventi di Andrea Baffoni, critico d’arte, e Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte.
La mostra resterà aperta sino a sabato 1° Aprile 2017, dalle ore 16 alle ore 19; visitabile anche su appuntamento telefonando al 3299833998.

 

Scheda editoriale su “Percorsi d’Arte in Italia 2016”:

Spesso l’arte contemporanea ci sembra un mondo chiuso e ripiegato sui suoi meccanismi, in tanti pensano che si tratti di sola speculazione, tuttavia, chi vi ha un po’ di dimestichezza sa che molte delle forme, dei metodi, dei codici con i quali si compone e si sostanzia, oggi, la nostra cultura nascono in quell’universo, saccheggiato più o meno consapevolmente da chiunque si occupi di comunicazione, sia essa visiva o che impegni altri schemi non convenzionali.
Resta il fatto che tale attività umana ha traghettato nel nuovo millennio l’eredità di molte conquiste, compiute nell’arco del XX secolo, con la volontà di proporle in assetti sempre nuovi. L’arte contemporanea consente di esprimere tematiche personali oppure sociali, di scivolare nella memoria così come nella protesta, di essere ancorata alle tecniche tradizionali o di prendere spunto dall’attivismo.
È difficile definire un settore che può essere un campo per la speculazione finanziaria così come per la speculazione filosofica.
Ma questa sua estrema libertà è la sua fascinosa malìa.
In “Percorsi d’Arte in Italia 2016”, dopo il successo delle edizioni del 2014 e 2015, prosegue la rilevazione d’interessanti artisti, italiani e stranieri, viventi o scomparsi, che oggi operano o hanno operato nella seconda metà del secolo scorso sul territorio nazionale.
Gli artisti presenti nel volume sono stati scelti da una commissione critica formata da: Gianluca Covelli, Giorgio Di Genova, Enzo Le Pera, Enzo Santese, Laura Turco Liveri, Mimma Sardella, Maurizio Vitiello.
Questa “bussola-guida” permette di conoscere i molteplici linguaggi visivi, odierni o di ieri, e permette di orientarsi nella complessa dialettica delle varie realtà artistiche ed è indirizzata a un vasto pubblico di artisti, collezionisti, critici d’arte, galleristi, addetti ai lavori o semplici amanti dell’arte.

12 marzo, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Art, Arte, Arte contemporanea, Cultura, Italia, Libri, Mostre, Perugia, Pittura, Regioni, Scrittori, Umbria | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 18 novembre all’Art Gallery “Civico 103” di Aversa si inaugura “La Memoria Ferita” di Antonio De Rosa

locandina-mostra-de-rosa
L’Art Gallery “Civico 103” riapre al pubblico con un nuovo spazio espositivo d’ampio respiro di oltre 160 mq.
Situato in Aversa (CE), lo space porta in eredità dalla prima galleria il suo gusto raffinato e di stile, accessibile dalla corte di un edificio dell’800 recentemente ristrutturato (da Via Seggio).
L’amore e la passione per l’arte ed il design hanno spinto il gallerista/scultore/imprenditore, Antonio Iazzetta, a dare ancora più attenzione a questo luogo che già dalla sua prima inaugurazione (2014) diviene polo e attrattore culturale territoriale, un “contenitore” fatto di realtà contemporanee di spessore che ha visto susseguirsi diversi appuntamenti di notevole richiamo.
Il nuovo spazio espositivo è intento a riconfermarsi come luogo di fusione di nuove sinergie, di aggregazione culturale, di sodalizi artistici e creativi.

L’art gallery Civico 103 invita l’artista Antonio De Rosa come rappresentante della prossima stagione espositiva.
L’appuntamento partirà col vernissage di venerdì 18 novembre 2016 (ore 19.00) e si protrarrà fino al 7 gennaio 2017 con “La Memoria Ferita” di Antonio De Rosa, a cura di Antonio Iazzetta.

Antonio De Rosa (1958), da sempre affianca, con percorsi paralleli, l’attività musicale a quella figurativa e di scultore.
Diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “San Pietro a Majella”, come concertista ha suonato per importanti associazioni italiane.
A Napoli ha tenuto concerti, tra gli altri, in collaborazione con “L’Università Federico II”, con l’istituto di cultura francese “Le Grenoble”.
In Concomitanza di una mostra personale, ha tenuto un concerto nella
“Haldane Room” presso il Wolfson College di Oxford.
Come scultore progetta e realizza con diversi materiali pianoforti a coda a grandezza reale o di piccole dimensioni.
“Oggetti muti” contestualizzati e destrutturati, che gli consentono di esprimere altro dalla musica.
Il gesto espressivo trova nelle installazioni e negli acquerelli, tecnica che dal ’98 predilige, un naturale completamento nel mondo dinamico dello strumento
da cui molti anni l’autore dedica la sua vita artistica.
Il pianoforte diviene espressione del gesto e traduzione della sensibilità, fedele ossessione negli anni, tanto da subire il destino naturale di essere scomposto e ricomposto, sospeso nel tempo e nello spazio e al contempo tenacemente saldato alla realtà.
Lo “strumento” è un dispositivo di tormento e liberazione, che in un prolungato viaggio onirico attraversa la luce, il buio, la pienezza del vuoto.

“I pianoforti di Antonio De Rosa sono scrigni magici, svuotati solo in apparenza e riempiti di nuove emozioni, nuovi significati, sono senza musica perché ognuno possa
immaginarsene una a proprio piacimento, o, se preferisce, un proprio silenzio, immaginarne il peso o la leggerezza, la materia, le geometrie e il contenuto, riporvi i ricordi e custodire i segreti.”
Dario Candela

Antonio De Rosa esporrà presso il nuovo spazio gallery per mezzo di installazioni, acquerelli, segni e materia il suo esistenzialismo.
Una personalità tanto eclettica quanto sensibile ma forte, può solo preannunciare un evento culturale che di certo farà vibrare le emotività della totalità degli spettatori presenti, e questa sicuramente resta le tra le più alte ambizioni
dell’arte.

Interverranno durante la sera di vernissage:
– Enzo Salomone (attore);
– Ilaria Capalbo (contrabbasso);
– Francesco D’Errico (sonorizzazione)
.

Inaugurazione: 18 Novembre 2016, ore 19.00

Art Gallery Civico 103 – Via Seggio, 103 – Aversa (CE) 81031

Ingresso libero
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17 novembre, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Campania, Italia, Musica, Regioni | , , | Lascia un commento

Lunedì 6 e martedì 7 giugno seminario con Stephen Prina al MADRE di Napoli

Stephen Prina
Nell’ambito del progetto MADREscenza Seasonal School, avviato dal 2013 e giunto alla sua quarta edizione, lunedì 6 e martedì 7 giugno, dalle 10.00 alle ore 14.00 (Sala Re_PUBBLICA MADRE, piano terra) il museo MADRE di Napoli (via Settembrini, 79), ospiterà un seminario con Stephen Prina (Galesburg, Illinois, 1954), uno dei più influenti artisti visivi nordamericani contemporanei, Visual and Environmental Studies Professor all’Università di Harvard (USA).
Il seminario – al quale sono stati invitati a partecipare gli studenti dei quattro Conservatori di musica della Regione Campania (San Pietro a Majella di Napoli, Giuseppe Martucci di Salerno, Nicola Sala di Benevento e Domenico Cimarosa di Avellino) – presenterà la ricerca dell’artista concentrandosi sulla relazione fra produzione musicale sperimentale e produzione di opere d’arte visuali (dipinti, installazioni, video e film), attraverso la visione e l’ascolto di opere quali il Concerto tenuto presso The Kitchen a New York nel 2015, le colonne sonore di alcuni film e le quattro grandi installazioni The Second Sentence of Everything I Read Is You e galesburg, Illinois+.
In occasione del seminario sarà presentato in anteprima il volume monografico sull’opera di Stephen Prina edito da Walther Koenig e coprodotto dal museo MADRE con Kunsthalle St. Gallen (Svizzera) e Museum Kurhaus Kleve (Germania), istituzioni partner della quarta edizione del progetto.
A tutti gli studenti e ai professori coinvolti nel seminario sarà distribuita una copia del volume, quale materiale didattico connesso al seminario stesso.
Il progetto MADREscenza Seasonal School è promosso dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/museo MADRE con varie istituzioni internazionali e rivolto alle Università, i Centri di ricerca, le Accademie e i Conservatori di musica della Regione Campania per indagare l’integrazione fra arte contemporanea ed altre forme di conoscenza.
Il progetto prevede che nuclei di studenti universitari analizzino, insieme ad artisti internazionali invitati come visiting professors, temi di assoluta rilevanza scientifica nel dibattito culturale contemporaneo, approfondendo la propria formazione curriculare e fornendo le loro riflessioni alla genesi dell’arte di domani, in un quadro di confronto inter-istituzionale e multi-disciplinare, che favorisca il consolidarsi di un sistema integrato delle varie attività di ricerca operative nella Regione Campania.
Il primo seminario del ciclo è stato organizzato dal 16 al 18 dicembre 2013 in collaborazione con l’Università Orientale di Napoli, con protagonista l’artista
libanese Akram Zaatari, che ha presentato il suo libro Time Capsule coprodotto dal MADRE con MAGASIN-Centre national d’art contemporain, Grenoble.
Il secondo seminario, organizzato dall’11 al 12 dicembre 2014 con il DISPAC-Università di Salerno, ha visto protagonisti gli artisti portoghesi Joao Maria Gusmao & Pedro Paiva e il loro curatore Alberto Salvadori, che hanno presentato il volume Teoria Extraterrestre co-prodotto dal MADRE con Museo Marino Marini, Firenze, Hangar Bicocca, Milano, Le Plateau-FRAC Ile de Frace, Parigi e Camden Art Centre, Londra.
Il terzo seminario, infine, si è tenuto il 9 ottobre 2015 in occasione della mostra al museo MADRE di Napoli dell’artista britannico Mark Leckey DESIDERATA (in media res).
Durante il seminario, organizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli, è stato distribuito agli studenti il primo catalogo monografico dedicato all’artista (Mark Leckey-On Pleasure Bent), co-prodotto dal MADRE con Wiels, Bruxelles e Haus der Kunst, Monaco di Baviera.

Info
Tel. 081.19313016 lunedì-venerdì 9:00-18:00 e sabato 9:00-14:00
www.madrenapoli.it

Luisa Maradei
luisamaradei@gmail.com

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5 giugno, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Museo Madre, Musica | , , | Lascia un commento

Martedì 31 maggio al Plart di Napoli presentazione degli Atti del Convegno Internazionale “Il Futuro del Contemporaneo. Conservazione e Restauro del Design”

Locandina Presentazione Plart
Martedì 31 maggio 2016, alle ore 18.00, Fondazione Plart (via Martucci, 48 – Napoli) è lieta di presentare gli Atti del Convegno “Il Futuro del Contemporaneo. Conservazione e Restauro del Design” (Gangemi Editore), a cura di Giovanna Cassese.
Alla presentazione interverranno Rossella Paliotto, Marina Santucci, Cherubino Gambardella, Stefano de Stefano.
A seguire, cocktail.

Il convegno, tenutosi a maggio 2015 nell’ambito del Festival internazionale del design – Tradizione, innovazione e sviluppo sostenibile, si è interrogato sulla Conservazione del design, disciplina recente nata a seguito di problematiche riscontrate nelle nascenti collezioni museali di design in Europa e in Italia.
Conservare il design significa conservare oggetti-simbolo e oggetti-testimoni della cultura materiale ed estetico-artistica attuale.
È dunque impegno di estremo rilievo, reso tuttavia complesso dalle insite caratteristiche di variabilità, deteriorabilità e instabilità dei materiali contemporanei, a cominciare dalla plastica, e che richiede la definizione e lo sviluppo di un’identità specifica per il restauro del design, differente rispetto a quella da tempo strutturata del restauro d’arte.

Convegno a cura di: Giovanna Cassese (docente di Storia dell’arte contemporanea e Problematiche della conservazione dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, istituzione che ha anche diretto dal 2007 al 2013 aprendo la prima Scuola di restauro accreditata delle Accademie), Alice Hansen, Antonella Russo (entrambe restauratrici di arte contemporanea e responsabili del Dipartimento di Ricerca e Conservazione del Museo Plart).

Patrocini del Convegno: MIUR, MIBACT, CNR, IGIIC, Società Chimica Italiana.

Relatori del convegno: Giovanna Cassese (docente di Storia dell’arte contemporanea e Problematiche della conservazione dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli), Stefano de Stefano (giornalista e docente Accademia di Belle Arti di Napoli), Cherubino Gambardella (architetto), Rossella Paliotto (direttore Fondazione Plart), Marina Santucci (funzionario storica dell’arte, curatore dipinti antichi e responsabile Laboratori Restauro Museo Capodimonte).

Info:
www.fondazioneplart.it
info@plartonline.it
tel.: 081 19565703

Ufficio Stampa
Diana Gianquitto
dianagianquitto@alice.it

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24 maggio, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Campania, Italia, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

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