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Al Teatro Diana “Opera Talk Show” propone una smagliante “Bohème” disturbata da alcune frange di pubblico

da sin.: Giacomo Puccini, Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Fra il 1845 ed il 1848 il quotidiano culturale parigino “Le Corsaire” pubblicò alcuni racconti a puntate, scritti da Henri Murger, racchiusi nel titolo Scènes de la vie de bohème, i cui personaggi principali, tratti dalla realtà quotidiana, erano artisti ed intellettuali che facevano fatica a sbarcare il lunario (a cominciare da Murger che si era ritratto nella figura dello squattrinato poeta Rodolfo).
Considerando la ristretta platea alla quale il giornale era rivolto, è probabile che tutto sarebbe caduto nel dimenticatoio, se il lavoro non avesse attirato l’attenzione dell’allora giovane commediografo Théodore Barrière.
Quest’ultimo, in collaborazione con Murger, diede vita ad una riduzione teatrale, dal titolo “La vie de bohème”, che esordì nel 1849 al Théâtre des Variétés di Montmartre riscuotendo un grande successo.
Le vicende di questi artisti colpirono la fantasia di due compositori italiani, fra l’altro anche amici, il napoletano Ruggero Leoncavallo, che rivendicò la priorità dell’idea, e il toscano Giacomo Puccini ed entrambi decisero di concepire un’opera ispirandosi a tali racconti.
A tal proposito sembra che Puccini abbia detto: “Egli musichi, io musicherò. Il pubblico giudicherà. La precedenza in arte non implica che si debba interpretare il medesimo soggetto con uguali intendimenti artistici”.
Dopo varie e prolungate polemiche, alimentate sia dai giornali che dalle case editrici (“Il Secolo” e Sonzogno dalla parte di Leoncavallo, il “Corriere della Sera” e Ricordi a sostegno di Puccini), il primo a mandare in scena il lavoro fu Puccini nel febbraio del 1896, al Teatro Regio di Torino, avvalendosi dei testi di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, mentre Leoncavallo, autore anche del libretto, fece esordire la sua “Bohème” l’anno seguente, al Teatro La Fenice di Venezia.
Limitandoci all’opera pucciniana, nonostante fosse molto ben diretta da Toscanini, allora ventinovenne, non convinse subito il pubblico, mentre la critica, che sovente prende grossi abbagli, definì il lavoro “puerile” e, addirittura, Carlo Bersezio scrisse su “La Stampa” queste “lungimiranti” parole: “La Bohème, come non lascia grande impressione sull’animo degli uditori, non lascerà grande traccia nella storia”.
Il vero successo iniziò solo nell’aprile dello stesso anno, quando l’opera fu allestita al Teatro Politeama di Palermo, ed è giunto ininterrotto fino ai nostri giorni.
Un motivo più che valido per parlarne in modo maggiormente approfondito, al Teatro Diana, nel secondo appuntamento con “Opera Talk Show”, format concepito e condotto dal maestro Riccardo Canessa, che si prefigge di avvicinare il pubblico alla lirica.
Fin dall’inizio il noto regista ha lasciato intendere come il lavoro offra miriadi di spunti da descrivere, musicali, strettamente legati alla psicologia dei protagonisti ed anche scenici.
Fra questi possiamo ricordare innanzitutto l’utilizzazione dei leitmotiv, che già in apertura identificano i quattro artisti (il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il baritono Schaunard ed il filosofo Colline), e quella del “motivo conduttore” è una peculiarità che diverrà costante nelle musiche da film e che, in ambito operistico, venne ampiamente sfruttata da Wagner.
Ancora, relativamente alla vicenda, almeno fino alla scena che vede il ricco Alcindoro lasciato solo a pagare il conto suo e quello degli artisti, siamo in piena opera buffa, che vira al dramma a partire dal terzo quadro.
E, a proposito di quadri (e non atti come talvolta si legge erroneamente), tutto comincia e si conclude nella soffitta, dando vita ad una compiuta circolarità d’azione.
Sempre su questo argomento, Canessa ha tenuto a sottolineare non solo le varie imposizioni di Puccini nei confronti dei due librettisti (che, in certi frangenti, lo avrebbero volentieri soppresso), che comunque risultano indispensabili nel dare all’insieme un’estrema compattezza, ma anche il fatto che anche le indicazioni sulla partitura sono minuziosissime, per cui concepire allestimenti “alternativi” della “Bohème” equivale a snaturane l’essenza.
Questa, per sommi capi, la parte divulgativa, alla quale faceva da contraltare l’esecuzione dei brani più noti, partendo da l’aria di Rodolfo “Che gelida manina”, l’aria di Mimì “Sì, mi chiamano Mimì”, e il duetto fra Rodolfo e Mimì “O soave fanciulla”, tutti inseriti nel primo quadro, passando per “Quando me’n vo”, valzer di Musetta presente nel secondo quadro, “Donde lieta uscì”, aria di Mimì dal terzo quadro e chiudendo con l’aria di Colline “Vecchia zimarra” del quadro finale.
Riguardo ai protagonisti, questa volta Riccardo Canessa, come sempre in ottima forma, oltre ad avvalersi della consueta collaborazione di un pianista strepitoso ed estremamente versatile come Maurizio Iaccarino (che con il suo strumento, a seconda dei casi, ricrea le atmosfere dell’opera o accompagna i cantanti), ha proposto un trio di grande livello, formato dal soprano Valentina Iannone, nel ruolo di Mimì, dal soprano Valentina Bilancione (già apprezzata nel primo appuntamento dedicato a “La Traviata”), in quello di Musetta, e dal tenore Francesco Fortes nei panni di Rodolfo.
Fin qui la splendida parte strettamente artistica, ma non possiamo ignorare che tutto si è svolto davanti ad un pubblico che non era quello solito degli appassionati, ovvero c’erano anche loro ma si perdevano, quasi inghiottiti da frange formate da docenti della scuola dell’obbligo (soprattutto donne e mediamente giovani).
Se abbiamo ben capito (purtroppo fin dall’inizio la voce del maestro Canessa è stata sommersa da un costante e fastidioso cicaleccio), il teatro aveva invitato un discreto numero di docenti, in quanto la mattina dopo lo spettacolo sarebbe stato riproposto davanti ad un pubblico costituito in prevalenza da studenti.
Un’iniziativa quanto mai intelligente, trasformatasi in un boomerang, perché non si poteva prevedere lo scarso spessore culturale (ma anche la cattiva educazione) che purtroppo caratterizza molti docenti.
E non si trattava di casi isolati, in quanto abbiamo consultato altri amici, seduti in varie zone (alcuni costretti per non litigare a cambiare posto), che ci hanno confermato, a parte i soliti scartocciamenti e squilli di cellulare (dai quali ormai non ci libereremo più), una bassissima attenzione nei confronti dello spettacolo, manifestata con brusii tutt’altro che sommessi e continui scambi di messaggini con relativo segnale acustico.
Dalla nostra postazione “privilegiata”, abbiamo inoltre osservato una signora che è stata tutto il tempo a navigare (con un cellulare che sembrava il faro di Civitavecchia) e visto gente che andava via a spettacolo in corso, dando fastidio a quanti la circondavano, manifestando tutta la scontentezza di essere venuta (qualcuno li aveva obbligati?).
Ma la ciliegina sulla torta era rappresentata da un trio di dementi (donne), che durante la descrizione della scena del terzo quadro, quando Mimì accenna alla cuffietta rosa, uno dei simboli della storia d’amore con Rodolfo, hanno cominciato inspiegabilmente a sghignazzare.
Il prossimo appuntamento, terzo della stagione, sarà rivolto al “Macbeth” di Verdi, opera non molto frequentata e quindi ancora più interessante da approfondire, per cui ci auguriamo la presenza di un pubblico sia numeroso che fortemente interessato.

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7 marzo, 2019 Posted by | Campania, Italia, Musica, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Registi, Riccardo Canessa, Teatri, Teatro Diana | , , , , , , , | Lascia un commento

Lunedì 11 marzo a Villa di Donato il quartetto The Bass Gang ospite di “Max 70”


Si terrà lunedì 11 marzo, alle ore 20.30, a Villa di Donato (piazza S. Eframo Vecchio – Napoli) “Un Poker di ContrabbASSI – Dai classici dei Classici ai classici del Rock”, concerto del quartetto The Bass Gang, nell’ambito della rassegna dedicata alla musica da camera, MAX 70.
Novità assoluta nel panorama dei quartetti, frutto della ricerca e anche del divertimento di quattro professori d’orchestra, l’insolita formazione è costituta da quattro Contrabbassi (Amerigo Bernardi, Alberto Bocini, Andrea Pighi, Antonio Sciancalepore), strumenti da sempre considerati pesanti e poco agili.
Il quartetto mostra la varietà e la ricchezza sonora che questi strumenti riescono a produrre, presentando un vasto repertorio, che supera i confini del genere classico.
Da Wolfgang Amadeus Mozart a “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, attraversando i ritmi latini, i quattro musicisti stupiranno il pubblico in sala un pezzo dopo l’altro.

The Bass Gang ha tenuto concerti negli Stati Uniti, Portogallo, paesi Baltici, Germania e dal 2002 è regolarmente in Giappone e Corea del Sud.
È ospite immancabile in ogni manifestazione sul Contrabbasso come il premio Bottesini (Crema e Cremona), il Premio W. Benzi (Alessandria), il festival del Contrabbasso a Wroclaw Polonia (Ago 2006), il Double Bass Symposium University of Georgia Atlanta (USA Feb 2007), Mühldorf Germania 2015.
Quattro CD incisi dall’ensemble: Live Recital (1995), Flying Carpets (1998), Evasioni e Fughe (2003), La Contrabbassata (2005) e un DVD live “The Chianti Concert” (2006).

Come consuetudine della casa, al concerto seguirà una cena offerta dalla padrona di casa ai gentili ospiti.
Il menù dedicato alla serata verterà sul tema “Carnevale napoletano”: lasagna di Carnevale, corona di riso ai funghi e per concludere le immancabili graffette calde.

Si ringrazia lo sponsor tecnico Setaro – antico pastificio tradizionale.

The Bass Gang è composta da:

Amerigo Bernardi
Giovane e vulcanico talento, è attivo in numerose formazioni cameristiche in Italia ed all’estero. Collabora come Primo Contrabbasso con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, con la Filarmonica A. Toscanini di Parma e con la Mahler Chamber Orchestra.

Alberto Bocini
È stato Primo Contrabbasso di prestigiose Orchestre internazionali, dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, del Teatro alla Scala di Milano, dalla London Symphony Orchestra e all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.
È titolare della cattedra alla HEM – Haute école de musique di Ginevra.
Ideatore e fondatore dell’etichetta discografica NBB records.

Andrea Pighi
Dal 1989 fa parte dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma.
È inoltre attivo in varie formazioni cameristiche in Italia ed all’estero.
È l’arrangiatore ed il trascrittore del quartetto.

Antonio Sciancalepore
Dal 1986 al 1996 ha fatto parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
Dal 1996 è Primo contrabbasso dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma.

Posto unico: 30 euro
Prenotazione obbligatoria – numero di posti limitato (nella mail di prenotazione indicare cognome, contatto telefonico e numero di posti prenotati)
Per prenotazioni: prenotazioni@key-lab.net
NB: Nella Piazza Sant’Eframo Vecchio, di fronte alla Villa trovate un Garage

Info e Contatti:
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, 80137, Napoli
Mail: info@villadidonato.it
Web: www.villadidonato.it
Fb: https://www.facebook.com/villadidonato/
Instagram: Villa di Donato

Press e accrediti:
Chiara Reale per Villa di Donato
0039/3805899435
chiara.reale81@gmail.com

7 marzo, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni | , , , , , , , , | Lascia un commento

Dedicata alla poesia l’XI Edizione della Festa della Donna 2019 a cura degli “Amici della Musica” di Pignataro Maggiore (CE)

Tutto pronto per la “Primavera in festa!” promossa dagli “Amici della Musica” di Pignataro Maggio nell’ambito della 44a Stagione Artistica.
In occasione dell’undicesima Edizione della Festa della Donna 2019, venerdì 8 marzo, alle ore 19.00, nella Sala Concerti del Palazzo Vescovile, appuntamento dedicato alla poesia: “Cartoline al tuo silenzio…e altro”
Incontro con il poeta Stefano Simoncelli.

Il reading letterario è stato ideato e curato da Giovanni Nacca, che dialogherà col poeta romagnolo, autore dell’ultima raccolta Residence Cielo (peQuod, 2018), con interventi musicali di Pietro Nacca.
Ancora una volta gli “Amici della Musica”, fedeli ad una consolidata attenzione culturale, propongono un appuntamento con la poesia, occasione propizia per una profonda riflessione sulle problematiche del nostro vivere e del nostro tempo.
Gli “Amici della Musica” di Pignataro Maggiore sono giunti ormai alla quarantaquattresima Stagione Artistica, consolidandosi, nel tempo, come una forza culturale di grosso spessore qualitativo.
«Una programmazione articolata per la “Primavera in festa!” – afferma il Presidente Rossella Vendemia – poiché risponde al preciso intento di realizzare cartelloni sempre più ricchi in cui dare spazio alla musica, alla letteratura, alla poesia».

Ufficio Stampa e Comunicazione
Associazione Culturale “Amici della Musica”- Palazzo Vescovile
81052 – Pignataro Maggiore (CE)
Tel.: 338 4551348/320 7847230
E-mail: pignataro@pignataromusica.it 
Sito web: http://www.pignataromusica.it/
Facebook: Associazione Culturale Amici della Musica

7 marzo, 2019 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Caserta, Italia, Musica, Poesia, Regioni | , , , | Lascia un commento

   

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