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Sabato 9 dicembre il Teatro di San Carlo inaugura la Stagione d’Opera 2017-18 con il ritorno della “Fanciulla del West” di Giacomo Puccini

Foto Luciano Romano

Sabato 9 dicembre, alle ore 19, il Teatro di San Carlo inaugurerà la Stagione d’Opera e di Balletto 2017-18 con “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini.
Il titolo, che torna dopo quarantadue anni sul palcoscenico del Massimo napoletano, sarà diretto da Juraj Valčuha, direttore musicale del Massimo napoletano e andrà in sena in un nuovo allestimento interamente firmato da Hugo De Ana, tra i maggiori registi internazionali.
Nel cast ci saranno Emily Magee al suo debutto italiano nel titolo, Claudio Sgura, Roberto Aronica e Marco Berti, già interpreti di tale repertorio nei maggiori teatri europei.
Alla “prima” sono attesi, tra gli altri, i ministri Dario Franceschini, Claudio De Vincenti e Roberta Pinotti, il segretario generale della Presidenza del Consiglio Paolo Aquilanti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il giudice costituzionale Giuliano Amato, il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli e presidente del Cdi della Fondazione Luigi de Magistris con i consiglieri Mariano Bruno, Michele Lignola, Sebastiano Maffettone e Giuseppe Tesauro, il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il presidente della Metropolitana di Napoli Ennio Cascetta e altre personalità istituzionali, dell’imprenditoria e della cultura tra cui la gallerista d’arte Lia Rumma e lo scrittore Maurizio De Giovanni.

L’inaugurazione della Stagione 2017-18”, sottolinea il sovrintendente Rosanna Purchia, “sarà accompagnata come di consueto dal fascino della ‘prima’ e da importanti presenze istituzionali, e vedrà sul podio il nostro direttore musicale Juraj Valčuha alla sua prima inaugurazione, con il ritorno dopo oltre quarant’anni a Napoli di un grande titolo di Puccini. L’allestimento di Hugo de Ana, pregiato e impegnativo sul piano realizzativo, e frutto di una coproduzione internazionale, è un ulteriore segno del virtuoso percorso che ha conosciuto negli ultimi anni il Teatro di San Carlo”.

Fanciulla è un’opera moderna”, sottolinea Juraj Valčuha, “ricca di echi del grande sinfonismo europeo: una partitura affascinante e studiata al millimetro”.
Il maestro slovacco salirà sul podio di Orchestra e Coro stabili, quest’ultimo preparato da Marco Faelli.
Tradizionale e intimista sarà la messinscena con regia, scene e costumi di Hugo De Ana, luci di Vinicio Cheli.
Il regista argentino affronta per la prima volta l’opera, un soggetto decisamente contemporaneo, ambientato in una cittadina mineraria della California di metà Ottocento, in piena febbre dell’oro.
Minnie, protagonista in un mondo duro e praticamente al maschile, sarà interpretata dal soprano statunitense Emily Magee e da Rebeka Lokar.
Lo sceriffo Jack Rance avrà la voce di Claudio Sgura; il bandito Ramerrez Dick Johnson quella di Roberto Aronica e di Marco Berti.
Il cast si completa con Bruno Lazzaretti (Nick), John Paul Huckle (Ashby), Gianfranco Montresor (Sonora), Paolo Orecchia (Sid), Antonello Ceron (Trin), Tommaso Barea (Bello), Orlando Polidoro (Harry), Enrico Cossutta (Joe), Ivan Marino (Happy), Donato Di Gioia (Larkens), Enrico Marchesini (Billy Jackrabbit), Alessandra Visentin (Wowkle), Carlo Checchi (Jake Wallace), Francesco Musinu (José Castro), Armando Valentino (Un postiglione).

Opera in tre atti su libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini, “La Fanciulla del West” ha debuttato al Teatro Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 diretta da Arturo Toscanini, di cui ricorre il 150° anniversario dalla nascita, con Enrico Caruso, Emmy Destinn e Pasquale Amato.
Al San Carlo è stata rappresentata dodici volte: la prima il 5 dicembre 1911, l’ultima nel marzo 1975.
L’inaugurazione sarà accompagnata da una cena esclusiva per 200 persone organizzata da Anna Normale nel Foyer degli specchi tra gemme preziose e addobbi particolari, e ancora dalla mostra fotografica sulle stazioni dell’arte a cura di Metropolitana di Napoli e da una esposizione di rifacimenti di diamanti storici con la nuova e preziosa creazione “Velario”, un gioiello ispirato al velario del Cammarano del San Carlo, della Compagnia dei Diamanti.

Il nuovo allestimento è in coproduzione con Abao Olbe e sarà in replica martedì 12 dicembre alle ore 20, mercoledì 13 alle ore 18, venerdì 15 alle ore 20, sabato 16 alle ore 20 e domenica 17 alle ore 17.

Info e biglietteria:
0817972331 – 412
www.teatrosancarlo.it

Ufficio Stampa Fondazione Teatro di San Carlo
Tel. + 39 081 7972 301 – 202
ufficiostampa@teatrosancarlo.it

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Sabato 9 dicembre alle ore 19 – Teatro di San Carlo (via San Carlo 98 f – Napoli)
Inaugurazione della Stagione d’Opera e di Balletto 2017-18

La Fanciulla del West
Opera in tre atti
Musica di Giacomo Puccini
Libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini
Dal dramma di David Belasco, “The Girl of the Golden West”
Prima rappresentazione
New York, Metropolitan Opera, 10 dicembre 1910

Direttore: Juraj Valčuha
Maestro del Coro: Marco Faelli
Regia, scene e costumi: Hugo De Ana
Light designer: Vinicio Cheli

Interpreti e Personaggi
Emily Magee (9 – 13 – 16 ) / Rebeka Lokar (12 – 15 -17) –  Minnie
Claudio Sgura – Jack Rance
Roberto Aronica (9 – 13 -16) / Marco Berti (12 – 15 -17) – Dick Johnson
Bruno Lazzaretti – Nick
John Paul Huckle – Ashby
Gianfranco Montresor – Sonora
Paolo Orecchia – Sid
Antonello Ceron – Trin
Tommaso Barea – Bello
Orlando Polidoro – Harry
Enrico Cossutta – Joe
Ivan Marino – Happy
Donato Di Gioia – Larkens
Enrico Marchesini – Billy Jackrabbit
Alessandra Visentin – Wowkle
Carlo Checchi – Jake Wallace
Francesco Musinu – José Castro
Armando Valentino – Un postiglione

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Nuova produzione del Teatro di San Carlo
in coproduzione con Abao Olbe

Repliche
Martedì 12 dicembre, alle ore 20
Mercoledì 13 dicembre, alle ore 18
Venerdì 15 dicembre, alle ore 20
Sabato 16 dicembre, alle ore 20
Domenica 17 dicembre, alle ore 17

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8 dicembre, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Canto, Italia, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Napoli, Opera, Regioni, Teatri, Teatro San Carlo | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 14 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018 Spazio Kromìa, in collaborazione con il Riot Laundry Bar, propone la mostra “Felici dentro: Maradona per Castanò”

Franco Castanò – Diego Armando Maradona – C.sy Kromìa e Archivio Pressphoto

Giovedì 14 dicembre 2017, alle ore 19.00, Kromìa è lieta di presentare, presso il Riot Laundry Bar (via Kerbaker, 19 – Napoli Vomero), “Felici dentro: Maradona per Castanò”, mostra personale di omaggio al fotoreporter Franco Castanò prematuramente scomparso nel 2014.

Nel corso della serata inaugurale, dj-set di Maradona Sound System.

In mostra, sei opere fotografiche di medio formato in bianco e nero di Franco Castanò, titolare per anni dell’agenzia fotogiornalistica Pressphoto attiva dagli anni ‘70, l’uno e l’altra tra i principali e più acuti testimoni della cronaca della città partenopea e della storia del Calcio Napoli.

In scatti indimenticabili, l’icona di Maradona si rivela persona e mito attraverso lo sguardo unico dell’autore.

Direzione Artistica: Donatella Saccani
A cura di: Diana Gianquitto

Al termine della mostra, le opere resteranno in vendita, oltre che presso Spazio Kromìa, anche presso Riot Laundry Bar.

L’evento si inserisce infatti nel progetto di collaborazione di Kromìa con Riot Laundry Bar, spazio di creatività e incontro trasversale in piena linea con la mission Kromìa di allargamento della fruizione artistica e dell’espressione fotografica.
La mostra è anche quindi occasione per Kromìa di arricchire, in espansione dell’attività della sua sede storica di via Diodato Lioy, il suo corner espositivo e di vendita – dedicato in particolare a opere di piccolo formato in gift box – presso Riot Laundry Bar.

Franco e Diego
(nota critica di Diana Gianquitto)

“Se non sono felice dentro, non riesco a essere un campione” (D. A. Maradona)

Ebbrezza.
La folla è un’arena, i cori un unico corpo. Il Divo Diego avanza, con fare quasi timido, subito sciolto in un abbraccio istintivo. Quello che non sai nemmeno perché, ma avvolge da subito le grandi storie d’amore, come l’immediato riconoscersi l’uno nell’altra del più vulcanico fantasista della storia con Partenope, che la fantasia ce l’ha da sempre avuta ogni giorno nel vivere e resistere, nonostante i suoi molteplici martirii. Così come ha bruciante, in quel caldo luglio del 1984 in cui Maradona viene presentato al San Paolo – ancora troppo vicino alle macerie del novembre di quattro anni prima – la voglia di risorgere alla dignità e alla gioia dopo il devastante terremoto. E la rinascita dell’orgoglio di un popolo può passare anche da un campo verde. Lo saluterà il giovane argentino, dopo l’emozione iniziale e alla fine di quel pomeriggio, riempiendolo di baci, e sapendo che la festa e l’amore sarebbero solo iniziati, in quel momento. E ne diventerà, di quel prato e di tutta la città che ogni domenica vi riversava il proprio pensiero, il simbolo, il terapeuta, il sogno di rialzarsi.

Dietro di lui c’è un fotografo, un testimone, un uomo, che guarda da uomo e da solo a solo – nell’anfiteatro incombente che di migliaia di corpi ne fa uno – quello che già era stato incoronato Re del calcio: Franco Castanò, titolare della storica agenzia fotogiornalistica Pressphoto, una delle più attive che Napoli e il Meridione abbiano mai avuto. Sceglie prospettive alle spalle, laterali, inaspettatamente intime, Castanò. Entra nelle pieghe di quegli occhi ancora fanciulli, e forse proprio per questo già ardenti, del campione che non ha mai dimenticato di voler essere, semplicemente, quel ragazzo che si diverte troppo a tirar calci e che un giorno era stato scoperto talento nella sua città natale. Il fotografo lo segue nelle esultazioni, bizzarrie, gestualità e sospensioni spontanee, cercando e trovando la persona nell’icona. E nel coglierne i capelli al vento, in un istintivo rovesciare la testa, lo staglia anche contro un background sfocato e abbacinato – quasi gotico sfondo sacrale fatto metà di cielo, metà di folla di tifosi/fedeli – rivelandone la doppia natura di uomo e di mito.

Perché Franco era così: solare e generoso, fotoreporter che non dimenticava mai, un po’ come l’asso argentino, che il suo lavoro l’aveva scelto perché lo rendeva felice, così come mai tralasciava di cercare, anche nei più scottanti fatti di cronaca, l’umanità – e non la strumentalizzazione morbosa – di una storia. E quella storia d’amore là, tra un ragazzo e il suo mare di sguardi, quel giorno e per molti anni ancora dopo, Castanò l’ha sempre guardata negli occhi, dalla sua camera, puntando l’obiettivo e il cuore verso Maradona come se fossero soli. Così come a ciascuno e uno a uno quel campione, che per tutti sarebbe diventato semplicemente Diego, tirava baci quel giorno.

Info:
Spazio Kromìa
Napoli, via Diodato Lioy 11 (piazza Monteoliveto)
08119569381
3315746966
info@kromia.net
www.kromia.net

Orari di apertura (verificare via telefono):
lun/merc/ven 10.30-13.30 e 16.30-19.30
mar/giov/sab 10.30-13.30

Riot Laundry Bar
Napoli, via Kerbaker 19 (Vomero)
08119578491
https://it-it.facebook.com/riotlaundrybarandclothes/

Orari di apertura Riot Laundry Bar:
lun-ven 10.00-14.00 e 16.00-2.00
sab 8.00-2.30
dom 18.00-2.00

8 dicembre, 2017 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Fotografia, Italia, Napoli, Regioni | , , , , , , | Lascia un commento

   

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