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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Da martedì 3 a domenica 8 maggio “Gli innamorati” di Goldoni con la regia di Andrée Ruth Shammah chiude la stagione del Teatro Mercadante

Gli Innamorati al Teatro Mercadante
Lo spettacolo Gli innamorati di Carlo Goldoni con drammaturgia di Vitaliano Trevisan e la regia di Andrée Ruth Shammah – in scena al Mercadante da martedì 3 a domenica 8 maggio – chiude il cartellone 2015/2016 del teatro di Piazza Municipio.
Uno spettacolo salutato da unanimi consensi di critica e di pubblico col quale la regista milanese ritorna al teatro di Goldoni dopo La locandiera e Sior Todero Brontolon.

Con Marina Rocco nei panni di Eugenia e Matteo De Blasio in quelli di Fulgenzio, recitano Roberto Laureri, Elena Lietti, Alberto Mancioppi, Silvia Giulia Mendola, Umberto Petranca, Andrea Soffiantini.
Le scene e i costumi sono di Gian Maurizio Fercioni, le luci di Gigi Saccomandi e le musiche di Michele Tadini.

Gli innamorati – produzione del Teatro Franco Parenti di Milano – è uno spettacolo specchio di un oggi fortemente nevrotico in cui cinismo e romanticismo si mischiano e si intrecciano.
Una lettura penetrante che mette in luce i semitoni di una commedia che possiede il fascino leggero delle piccole cose della vita.
Due giovani innamorati incapaci di confrontarsi con il loro sentire – immaturi – si dilaniano, attraversati da lampi di furore, impantanati in ridicoli trasporti, smarriti in fulminei momenti di tenerezza.
La poesia dei sentimenti acerbi esplorata da Goldoni ben si evidenzia nella lettura registica elegante, giocosa e profonda di Andrée Ruth Shammah.
Una sottile sinfonia di impulsi e di emozioni cui danno vita Marina Rocca e Matteo De Blasio nei ruoli della coppia di innamorati Eugenia e Fulgenzio, insieme a tutta la compagnia di interpreti.
Sul palcoscenico, nell’arco di un’ora e quarantacinque minuti, tra leggerezza e ironia, lo spettatore assiste al vorticoso gioco dell’amore messo in campo dai due giovani protagonisti della celebre commedia che Goldoni scrisse nel 1759 a Bologna, di ritorno a Venezia da un viaggio a Roma.

Andrée Ruth Shammah è una delle figure di spicco del teatro italiano.
La sua storia artistica inizia al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e Paolo Grassi.
Dal 1989 dirige a Milano il Teatro Franco Parenti, ex Salone Pier Lombardo, fondato nel 1973 insieme a Franco Parenti, Giovanni Testori, Dante Isella, Gian Maurizio Fercioni.

Orario rappresentazioni
3 e 6 maggio: ore 21.00;
4 e 5 maggio: ore 17.00;
7 maggio: ore 19.00;
8 maggio: ore 18.00

Info:
tel.: 0815524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria
tel. 0815513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Ufficio stampa
Valeria Prestisimone
mob.: +39 339.2082696
e-mail: v.prestisimone@teatrostabilenapoli.it

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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venerdì 6 maggio inaugurazione al PAN della mostra di Enza Monetti “Swinging”

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Venerdì 6 maggio, alle ore 17.30, presso il PAN (Palazzo delle Arti Napoli – via dei Mille, 60), inaugurazione della mostra di Enza Monetti dal titolo “Swinging”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Il potere unico e assoluto della vita, la transitorietà umana come stimolo e accensione per dar valore all’oggi, il vuoto inteso non come svuotamento ma come spazio pregno di possibilità e futuro, l’integrazione di una tecnologia in armonia e non contrapposizione con uomo e natura, l’invito ad abbracciare e abbracciarsi in resilienza, positività, solidarietà: Swinging, la nuova personale in agile e fecondo connubio tra arte e design di Enza Monetti, costruisce spazi energetici e puri, come cappelle e navate di una chiesa celebrante la Vita, simboleggiata nel segno interculturale forte e ancestrale dell’albero, caro all’artista – ante litteram rispetto a Expo 2015 – da più di un quinquennio.
Il percorso espositivo accoglie il fruitore quasi con una pala o croce d’altare, imponente e candido pannello sostenente la forma specchiante di un albero dalle lesioni ricomposte in unità, asimmetrico ma euritmico e in equilibrio di pesi ottici e fisici.
Ritrovarsi in esso riflessi invita al coinvolgimento, scoprire alla sua base la “radice” di oscillanti alberi in ceramica abbracciati – forgiati in pezzo unico in una fornace di Vietri connessa alla storia familiare dell’artista – risveglia la coscienza solidale, mentre la memoria del fuoco da cui la stessa ceramica proviene riscalda in neopoveristico contrasto il freddo, non di distacco ma di purezza, degli specchi.
Ai lati, la vitale tensione tra materiali continua con l’accostamento di legno e plastica in neoconcettuali pannelli, associanti il segno visivo dell’immagine arborea a parole evocanti il suo significato simbolico.
Poco lontano, sulla “navata” veglia, seme e origine del tutto, il primo originale disegno col motivo dell’albero realizzato dall’artista anni fa.
Procedendo, alle pareti altri alberi dimezzati in pvc avvolgono e come strutturante scheletro danno forza, accompagnando la visione centrale di un vero e proprio esercito/foresta di alberelli oscillanti.
In paulownia, essenza arborea asiatica di incredibile malleabilità, espongono la loro transitorietà e vulnerabilità nell’oscillazione e nelle ferite ricoperte di garze, riaffermando tuttavia la propria resilienza e orgogliosa presenza, come guerrieri di terracotta cinesi.
Foglie di quercia ricavate da un autentico stampo antico – e dunque pregne di un’energia pluriennale – sono altri militi in supporto alla conquista della vita, corroborati da quattro teche-tabernacoli con forme arboree ricavate da carta adesivizzata, richiamanti la memoria storica e dunque forza primigenia del materiale, mentre alberelli in plexiglas dagli ipnotici riflessi e pannelli specchianti nei colori del cielo, mare e boschi convogliano le energie naturali negli spazi museali, gli uni e gli altri fragili eppur potenti talismani di luce trasformanti la vulnerabilità in poesia e ogni vissuto travagliato in forte fusto identitario, come evocato dalla trasfigurazione arborea dell’autoritratto fotografico dell’autrice.
Così connesso alla linfa universale, il visitatore/pellegrino è dunque pronto e depurato per accedere all’esperienza personale, propria e altrui, del potere della vita. Quasi cappella di mistico raccoglimento, la sala video lo immerge infatti nella percezione 3D di un albero, mentre sei lightbox – in ascesa su una scala reale ed esistenziale – fondono l’albero-simbolo con flash del vissuto dell’artista: una foto matrimoniale dei genitori, tre vedute naturali care all’autrice e il decoro di due antichi piatti dalla casa natale, uno dei quali da lei rotto da bambina e poi ricomposto.
Infine, a viatico di ogni suo ingresso o uscita nella e dalla “chiesa della Vita” dell’artista, il fruitore è accompagnato da una lastra in plexiglas tramutante in luce pura l’incisione di un sofferto e commuovente inno alla scelta di vivere – nonostante tutto! – del social guru Vittorio Carità, ulteriore esempio dell’uso del medium tecnologico come connettore di energie e, con parole dell’artista stessa, dell’ecologia dell’anima di Enza Monetti.

Ufficio stampa
Diana Gianquitto
dianagianquitto@alice.it

Orari e Info

PAN | Palazzo delle Arti Napoli
Via dei Mille 60, Napoli
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato 9.30-19.30;
domenica 9.30-14.30;
martedì chiuso

Ingresso libero
+ 39 081 795 8604
pan@comune.napoli.it

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Enza Monetti

Artista e designer, nata a Napoli, Enza Monetti indaga i binari paralleli dell’arte e della valorizzazione della vita, integrando materiali naturali e linguaggi tecnologici in quell’ambiente in cui tutto è ancora possibile.

2015 – Art Hotel Gran Paradiso, Sorrento
2014 – A basso tasso alcolico – Wineandthecity, Napoli
2010 – Fake, Castel dell’Ovo, Napoli
2007 – In the wind – clear energy – Consorzio Universitario del Cilento
2002 – Mater Insula – ex chiesa S. Giacomo Apostolo, Procida

«I numeri, come il cielo, non hanno mai fine»
(Enza Monetti)

Catalogo
Edizioni Savarese.
Testo critico in catalogo di Adriana Rispoli.

Sponsor
Via Manzoni 82, Art Hotel Gran Paradiso, Io Printo, Mario Miele, Fiorillo Arte, Enzo Santoriello, De Capua, Cantine Olivella, Gay Odin, Sirica, Ferdinando Polverino de Laureto Art, Istituto Isabella d’Este Caracciolo.

Calendario eventi

Nello spirito di rendersi connettore di energie e inno alla multiforme espressività della Vita, la mostra Swinging di Enza Monetti promuove e ospita nei suoi spazi i seguenti eventi:

Lunedì 9 maggio, h 17.30
“Le Parole della Danza” di Aldo Masella – Edizioni Teatro Totale

Giovedì 12 maggio, h 17.00
Yoga con il maestro Paolo Colussi (per partecipare, portare un tappetino) – YogArt

Venerdì 13 maggio, h 17.30
“Facimmoce ‘a croce” di Umberto Franzese – Cuzzolin Editore

Lunedì 16 maggio, h 17.30
“Tessuti d’Arte del ‘900” con Tullia Gargiulo Passerini e Silvana Musella Guida

Mercoledì 18 maggio, h 17.30
“Sotto un contorto ulivo saraceno” di Aurora Cacopardo – Edizioni Iuppiter

Giovedì 19 maggio, h 17.30
Collana di Napoletanistica a cura di Umberto Franzese – Edizioni Savarese

Venerdì 20 maggio, h 17.30
“questanapoli” periodico stracittadino con Ermanno Corsi
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Arte contemporanea, Campania, Italia, Napoli, Regioni | , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giovedì 28 aprile e lunedì 2 maggio l’Associazione Alessandro Scarlatti dedica due appuntamenti in occasione del 356° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti

Logo Associazione Alessandro Scarlatti 2015-2016
L’ anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti – quest’anno il 356° – è diventato un appuntamento fisso per la Associazione Alessandro Scarlatti, soprattutto per far conoscere la sua musica e rendere giustizia ad uno dei compositori barocchi più celebrati ma meno eseguiti e conosciuti, vittima probabilmente della maggiore fama del brillante figlio Domenico.

Quest’anno i festeggiamenti prevedono due appuntamenti.

Giovedì 28 aprile, alle ore 17.30, nella Sala Martucci del Conservatorio di San Pietro a Majella, nell’ambito dell’attività di divulgazione dedicata alla presentazione di importanti pubblicazioni di argomento musicale intitolata “Parliamo di Musica – I Libri”, verrà presentata la nuova edizione, edita da LIM, del volume “Alessandro e Domenico Scarlatti. Due vite in una” del compianto Prof. Roberto Pagano.
Interverranno quali relatori Dinko Fabris e Agostino Ziino.
Seguirà un concerto di musiche scarlattiane eseguite al clavicembalo da Enrico Baiano.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il Conservatorio di San Pietro a Majella nell’ambito della convenzione che lega le due importanti istituzioni napoletane.

Lunedì 2 maggio, nella Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini (via Portamedina alla Pignasecca, 41), alle ore 19.00 si terrà il concerto “356 candeline per Alessandro Scarlatti”, il consueto concerto celebrativo nell’anniversario della nascita del compositore eponimo della Associazione.
Protagonista sarà l’Ensemble Barocco di Napoli, direttore e solista Tommaso Rossi.
Il concerto è realizzato in collaborazione con la Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.

Entrambi gli appuntamento sono ad ingresso gratuito.

Per informazioni
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

356 candeline per Alessandro Scarlatti – note di Tommaso Rossi
È certamente famosa, e più volte citata, la testimonianza – consegnata alla storia attraverso la biografia del grande flautista Johann Joachim Quantz – secondo la quale il grande Alessandro Scarlatti non avrebbe avuto una grande predilezione per gli strumenti a fiato, ritenuti imperfetti dal punto di vista dell’intonazione. «Figlio mio, tu sai che odio gli strumenti a fiato, non sono mai intonati», avrebbe detto Scarlatti, rivolgendosi all’allievo Johann Adolph Hasse, il quale, residente a Napoli da qualche anno, aveva chiesto al maestro di ricevere proprio l’amico Quantz, in visita nella città partenopea, nel 1725.
Quale sia la verità, mai sapremo.
Certo, se da un lato è presumibile ipotizzare da parte del grande flautista tedesco un atteggiamento prevenuto nei confronti della scuola di strumenti a fiato italiana, che emerge peraltro anche in altre dichiarazioni, dall’altro lato non possiamo non chiederci come sia stato possibile che il grande Alessandro Scarlatti avesse davvero queste opinioni a fronte di una presenza massiccia dei fiati, e del flauto in particolare, in tutta la sua produzione, sia strumentale, che vocale (nello specifico cantate e serenate).
Volendo tralasciare i brani specificamente dedicati al flauto in funzione solistica, oltre una ventina, basterà ricordare le numerose Cantate in cui il flauto (o due flauti) giocano un ruolo solistico importante, e soprattutto le Serenate, opere a carattere encomiastico, allegorico o comunque pensate per occasioni celebrative, dove spesso la batteria degli strumenti a fiato appare nutrita e con ruoli di grande rilievo.
Il pubblico dell’Associazione “Alessandro Scarlatti” ha ormai da qualche anno, in coincidenza con la celebrazione del suo eponimo, imparato ad apprezzare questo repertorio, che ha fornito materia per molti dei “compleanni” festeggiati dal 2010 a oggi.
Il programma di questa sera è dedicato a un campione della produzione strumentale del compositore nativo di Palermo.
I tre concerti per flauto appartengono alla serie di 7 concerti scarlattiani presenti nel manoscritto contenente “24 Concerti di flauto, violini, violetta e basso di diversi autori” conservati nella biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella”, dalla cui raccolta sono stati già eseguiti, in tre diversi “compleanni” uno dei due concerti in la minore, nel 2010, quello in re maggiore, nel 2012, e quello in sol minore, nel 2015. Formalmente i tre concerti presentati questa sera hanno come tratto comune la presenza di un secondo movimento fugato, di grande perizia compositiva, in una scrittura che non indulge al virtuosismo tecnico per il solista, tratteggiando così uno stile ibrido, ai confini tra il concerto e la sonata.
Questa scrittura è tipica dello stile napoletano dell’epoca, differenziandosi in questo dai tratti del concerto veneziano, e vivaldiano in particolare.
In questo senso anche i due concerti per archi (vere e proprie sonate a 4 parti, realizzabili sia a parte reali – come questa sera – che in forma di concerto grosso) confermano questa caratteristica dello stile strumentale scarlattiano.
Pubblicati a Londra postumi, nel 1740, essi sono la testimonianza del successo inglese del compositore, amplificato anche grazie all’opera del fratello Francesco, che nel 1719 si recò a Londra, invitato, secondo alcuni, da Georg Friedrich Händel e da Francesco Geminiani.
A Londra è conservato anche il manoscritto delle 12 Sinfonie di Concerto Grosso, composte nel 1715, e con ogni probabilità portate a conoscenza del pubblico inglese proprio da Francesco.
Non possiamo ridurre le qualità musicali dei concerti scarlattiani solo alla perizia contrappuntistica.
In essi è presente una varietà straordinaria di atteggiamenti, riscontrabili sia nel carattere ora fiero ora malinconico e commosso dei movimenti lenti, che nella ricerca di una struttura formale complessiva sempre diversa.
Scarlatti varia spesso il numero complessivo dei movimenti, ora tre, ora quattro, ora anche cinque, con la presenza, non esplicitamente dichiarata, anche di forme di danza, quali ad esempio la sarabanda veloce e il canario (rispettivamente primo e ultimo movimento del concerto in la minore) o la giga posta a chiusura del concerto in fa maggiore per archi.
Da questo punto di vista il compositore sembra percorrere quasi una sorta di sperimentazione attorno alle forme strumentali, vissute forse, a differenza del melodramma e della cantata, come genere più aperto a nuove codificazioni.
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Programma

Giovedì 28 aprile 2016, ore 17.30 – Conservatorio di San Pietro a Majella – Sala Martucci
Parliamo di Musica: I Libri
“Alessandro e Domenico Scarlatti: due vite in una” di Roberto Pagano
con Dinko Fabris e Agostino Ziino

Enrico Baiano, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725): Toccata per G Sol Re

Domenico Scarlatti (1685 – 1757)
Sonata F 46 (K 85) in fa maggiore
Sonata F 552 (K 41) in re minore

Francesco Durante (1684 – 1755):
Studio Primo
Divertimento Primo

Gaetano Greco (1657 – 1728): Partite sopra il Ballo di Mantova

Domenico Scarlatti
Sonata F 372 (K 426) in sol minore
Sonata F 208 (K 260) in sol maggiore

Enrico Baiano
Enrico BaianoE’ oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica.
Nel suo approccio interpretativo si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo.
Nato a Napoli nel 1960, dopo essersi brillantemente diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli si è specializzato in clavicembalo, clavicordo e fortepiano con Emilia Fadini presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
Ha registrato otto CD per l’etichetta “Symphonìa”, ora in corso di ripubblicazione per le etichette Pan Classic e Glossa, tutti accolti entusiasticamente dalla critica e più volte premiati; un altro CD dedicato alle Sonate di Scarlatti, recentemente pubblicato dall’etichetta Stradivarius, ha vinto il Premio Speciale della Critica Classica di “Musica & Dischi” come miglior album 2013 nella sezione “classica strumentale italiana”.
Ha preso parte a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche italiane ed estere e a due film-documentario del regista Francesco Leprino: “Sul nome B.A.C.H.” e “Un gioco ardito” (su Domenico Scarlatti).
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Metodo per clavicembalo, edito da Ut Orpheus e tradotto in cinque lingue; Le Sonate di Domenico Scarlatti (in collaborazione con Marco Moiraghi), edito da LIM – Libreria Musicale Italiana; Il discorso musicale, in La narrazione al plurale (a cura di S. Messina), edito da Gaia.
Enrico Baiano tiene regolarmente corsi per la Fondazione Italiana per la Musica Antica (corsi internazionali di Urbino), per l’associazione L’Architasto di Roma e per la società di musica antica Origo et Practica di Tokyo.
E’ docente di clavicembalo, clavicordo e fortepiano presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

Lunedì 2 maggio 2016, ore 19.00 – Cappella della SS. Trinità dei Pellegrini
356 Candeline per Alessandro Scarlatti

Ensemble Barocco di Napoli
Tommaso Rossi, direttore e flauto dolce
Raffaele Tiseo e Marco Piantoni, violini
Rosario Di Meglio, viola
Manuela Albano, violoncello
Patrizia Varone, clavicembalo

Alessandro Scarlatti (1660 – 1725)
Concerto XXIII in do maggiore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 3 in fa maggiore
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Concerto per archi n. 2 in do minore
Concerto XXI in la minore per flauto, due violini e basso continuo

Ensemble Barocco di Napoli

Foto Pietro Previti

Foto Pietro Previti

L’Ensemble Barocco di Napoli è stato costituito su iniziativa di Tommaso Rossi, Raffaele Di Donna e Marco Vitali e ha esordito il 2 maggio del 2010 in occasione del 350° anniversario della nascita di Alessandro Scarlatti.
Il gruppo è costituito da musicisti da anni attivi nelle più importanti compagini di musica antica italiane.
Nel corso del 2013 il gruppo si è esibito al Festival Cusiano di Musica Antica, nella stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa di Savona e nell’ambito del Festival Leonardo Leo.
Con l’etichetta Stradivarius ha pubblicato due cd: uno dedicato alle Cantate e Sonate con flauto di Alessandro Scarlatti con la soprano Valentina Varriale, l’altro dedicato alle sonate per flauto di Leonardo Leo.
Nello scorso gennaio l’Ensemble ha suonato nella stagione in abbonamento dell’ “Associazione Scarlatti” con la soprano Maria Grazia Schiavo.
L’Ensemble ha organizzato a Pertosa il corso di musica antica “Musiche da ricordare” in collaborazione con la Fondazione MidA.
Nel 2016 l’Ensemble si è esibito per il Festival “Echi Lontani” di Cagliari e per il festival “Magie Barocche” della Val di Noto.

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Tommaso Rossi

Si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti.
Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina.
Ha partecipato stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio (oggi Cappella Neapolitana) con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali.
Nel 2010 ha co-fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd con sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto e la prima registrazione moderna delle sonate per flauto e basso continuo di Leonardo Leo per l’etichetta Stradivarius.
Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e sempre per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann.
Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli.
Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel.
È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”.
Compositori quali Alessandro Solbiati, Carlo Boccadoro, Patrizio Marrone, Vincenzo Gualtieri, Claudio Lugo, Claudio Rastelli, Paolo Marchettini hanno scritto composizioni esplicitamente a lui dedicate, mentre nel 2016 vedrà la luce il progetto “Metamorfosi” pensato con la compositrice Alessandra Bellino, in cui si confrontano musica antica e contemporanea.
Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli.
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26 aprile, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Libri, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sala Martucci, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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