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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Domenica 20 marzo la Associazione Alessandro Scarlatti propone un incontro con Dinko Fabris dal titolo “Gaetano Veneziano, chi era costui?” nell’ambito del ciclo “Parliamo di musica”

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Per venire incontro a un’esigenza di divulgazione più volte manifestata dal nostro pubblico, la Associazione Alessandro Scarlatti propone “Parliamo di musica”, una breve serie di incontri la domenica mattina presso la Villa Pignatelli in collaborazione con il Polo Museale della Campania.
Si tratterà di tre conversazioni, nel corso delle quali il nostro direttore artistico, Renato Bossa, dialogherà con vari esperti su altrettanti momenti cardine della storia della musica.
Nel terzo ed ultimo incontro, che si terrà domenica 20 marzo, alle ore 11 in Villa Pignatelli, Renato Bossa risponderà con Dinko Fabris alla provocatoria domanda: “Gaetano Veneziano, chi era costui?”.

Questo incontro di approfondimento è idealmente collegato alla esecuzione della Passione secondo Giovanni di Gaetano Veneziano, che sarà eseguita della Cappella Neapolitana Antonio Florio con il Ghislieri Choir, giovedì 24 marzo a Castel Sant’Elmo, alle ore 21, nell’ambito della Stagione Concertistica della Associazione Alessandro Scarlatti.

Ingresso gratuito

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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17 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Napoli, Regioni, Sale da concerto, Villa Pignatelli | , , , , , | Lascia un commento

Al Teatro Mercadante Geppy Gleijeses disegna un “Bugiardo” di grande spessore

Geppy Gleijeses
Dopo il successo ottenuto la scorsa estate, quando ha esordito nell’ambito del Napoli Teatro Festival, “Il Bugiardo”, tratto dall’omonima commedia di Carlo Goldoni, nell’adattamento del franco-argentino Alfredo Arias e di Geppy Gleijeses, è stato recentemente riproposto al Teatro Mercadante di Napoli.
Il lavoro, che fu rappresentato a Mantova per la prima volta nel 1750, ebbe come fonte di ispirazione “Le Menteur” del francese Pierre Corneille (1606-1684), che a sua volta aveva attinto il soggetto da “La verdad sospechosa” dello spagnolo Juan Ruiz de Alarcón (1581? – 1639).
Lo stesso Goldoni, nella sua prefazione, indica queste due opere quali punti di riferimento, anche se tiene a precisare di essersi discostato quasi subito da esse, fornendo ambientazioni e svolgimento della vicenda molto differenti.
La trama è incentrata sulle bugie, o per meglio dire le “spiritose invenzioni”, come le definisce il protagonista, Lelio Bisognosi, figlio di Pantalone, tornato a Venezia con il suo fido servitore Arlecchino, dopo essere stato vent’anni a Napoli.
Prima ancora di riabbracciare il padre, Lelio inizia a corteggiare due sconosciute, affacciate alla finestra della loro casa, spacciandosi per un ricchissimo nobile napoletano.
Le due ragazze sono Rosaura e la sorella minore Beatrice, figlie del dottor Balanzoni, al momento libere, con la prima che ha come ammiratore segreto il timidissimo Florindo, studente in medicina, ospite del luminare, che compone una serenata e un sonetto per l’amata senza mai palesarsi (situazione sfruttata da Lelio che, per fare colpo su Rosaura, se ne attribuirà la paternità), mentre la seconda è stata in precedenza chiesta in sposa da Ottavio, senza successo, in quanto Balanzoni vuole accasare prima la figlia maggiore.
L’arrivo di Lelio, inizialmente indeciso su quale delle due scegliere, porta lo scompiglio in casa Balanzoni e provoca la gelosia dell’amico Ottavio, dopo che il figlio di Pantalone gli ha confessato che, approfittando dell’assenza del dottore, è salito in casa sua, intrattenendosi con entrambe.
Nel frattempo il dottor Balanzoni e Pantalone hanno combinato il matrimonio fra Rosaura e Lelio, ma quest’ultimo, non conoscendo la vera identità della promessa sposa, dichiara al padre di non poter accontentarlo poiché a Napoli ha già una moglie, addirittura in dolce attesa.
Pantalone è quindi costretto a dare la notizia a Balanzoni che, parlando con Rosaura, comprende come Lelio si sia spacciato per nobile napoletano per far colpo sulla figlia.
A questo punto Pantalone riceve due missive, una spedita da Napoli e diretta a lui, l’altra proveniente da Roma e destinata al figlio.
Apre la prima, che contiene un documento ufficiale, dove si attesta che Lelio non è sposato per cui, quando se lo trova di fronte, gli chiede ragione dell’accaduto.
Messo di fronte alla verità, a Lelio non rimane che ritornare sui suoi passi ed accettare il matrimonio, soprattutto dopo aver appurato che la futura moglie è Rosaura (la quale, in verità, inizia ad avere seri dubbi sulla sincerità del promesso sposo).
Sembrerebbe tutto risolto, ma la lettera giunta da Roma, dove una certa Cleonice si lamenta di essere stata abbandonata da Lelio, dopo che quest’ultimo aveva intascato la dote di matrimonio, apre definitivamente gli occhi a Pantalone.
Il finale vedrà il trionfo della verità sulla menzogna, con Florindo e Rosaura (e Ottavio e Beatrice), che convoleranno a giuste nozze, mentre Lelio, almeno per il momento bugiardo “pentito”, sarà costretto a sposare Cleonice.

Foto Tommaso Le Pera

Foto Tommaso Le Pera

Uno sguardo, ora, sull’allestimento e sui protagonisti, innanzitutto per sottolineare la scena essenziale di Chloe Obolensky (storica collaboratrice di Peter Brook, che ha curato anche i costumi), sul cui sfondo campeggiava l’immagine di uno scorcio del Canal Grande, dove ogni tanto qualcuno rischiava di cadere o di essere buttato.
Numerose le soluzioni adottate da Alfredo Arias lungo l’arco dello spettacolo, come ad esempio il viraggio degli abiti del protagonista e delle due sorelle, che in apertura indossavano vestiti borghesi, per poi passare quasi subito ai costumi d’epoca.
Interessante anche il breve intervallo, utilizzato dagli attori per discorrere, sempre sul palcoscenico, dei problemi relativi al dopo recita (di natura prettamente alimentare) o, più legati all’attualità, riguardanti l’eventuale proposizione di un lavoro di maggiore impegno sociale rispetto ad una commedia.
Molto divertente, infine, la descrizione della vicenda che aveva costretto Lelio al presunto matrimonio napoletano, mediante l’uso di una sorta di “ombre cinesi”.
Per quanto riguarda i protagonisti, Geppy Gleijeses, ha fornito un’impronta decisamente napoletana al suo Lelio, senza però calcare troppo la mano, ma dando la giusta misura ad un personaggio già di per sé “esagerato”, che pur uscendo alla fine della vicenda con le ossa rotte, è sempre visto con simpatia dal pubblico.
Ulteriore merito dell’attore, che ha voluto dedicare lo spettacolo alla memoria di Mario Scarpetta (con il quale Gleijeses debuttò nel 1972 e che lo aveva più volte spronato, senza successo, ad interpretare Lelio), è stato quello di apportare alla commedia, insieme al regista, alcuni tagli e piccole variazioni che, senza snaturarne l’essenza, hanno contribuito a rendere ancor più godibile l’insieme.
Così la figura di Colombina è stata eliminata, Beatrice aveva ancor meno spazio, mentre Balanzoni, aggirandosi sulla scena con occhiali scuri e bastone, appariva una sorta di gatto collodiano (trasformazione molto ironica, in quanto ci si chiede come potesse esercitare, in quelle condizioni, la sua professione di medico).
Infine Cleonilde, la cui presenza a Venezia, nel testo originale, è solo annunciata, giungeva invece sul palcoscenico in carne ed ossa per chiedere energicamente giustizia del torto subito.
Relativamente agli altri attori, Marianella Bargilli ha disegnato una ottima Rosaura, progressivamente conscia dell’inaffidabilità di Lelio ed alla fine conquistata da Florindo.
Dal canto suo Andrea Giordana si è calato con la consueta bravura in un ruolo ricoperto da predecessori ugualmente illustri come Cesco Baseggio, e Luciano D’Amico si è divertito (e ha divertito il pubblico) nel proporre un Balanzoni che, come abbiamo accennato in precedenza, risultava privo di vista e quanto mai “sui generis”.
Molto bravi i due “figli d’arte”, con Lorenzo Gleijeses, che ha dato vita ad un Arlecchino di elevatissimo spessore e ad un Brighella strepitoso.
Non gli è stato da meno Luchino Giordana, nei panni del timidissimo Florindo, capace comunque di un colpo d’ala conclusivo, grazie al quale si assicurava la mano di Rosaura.
Due anche i personaggi interpretati da Valeria Contadino, che ha ben ritagliato le figure di Beatrice, sorella e rivale in amore di Rosaura e Cleonice, promessa sposa romana, la cui irruzione sulla scena con tanto di parlata burina, smontava definitivamente il castello di bugie costruite da Lelio.
“Last but not least” Mauro Gioia, nel duplice ruolo di Ottavio e dell’uomo in maschera, al quale era affidata l’interpretazione delle serenate (una composta sul testo originale goldoniano, l’altra in inglese, ispirata al teatro di Shakespeare), scritte dallo stesso Gioia, autore anche delle altre suggestive musiche che accompagnavano lo spettacolo.
Pubblico numeroso, nonostante la concomitanza con l’8 marzo, che si è sicuramente divertito ed ha potuto apprezzare un gruppo di attori quanto mai compatto e versatile, trascorrendo un paio d’ore molto piacevoli che sono letteralmente volate.

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14 marzo, 2016 Posted by | Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 16 marzo l’Associazione Scarlatti propone una serata dedicata a Schoenberg con l’Ensemble In Canto, diretto da Fabio Maestri, ed il soprano Alda Caiello

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Mercoledì 16 marzo, alle ore 21, nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo la Associazione Alessandro Scarlatti  ospita una serata tutta dedicata al multiforme genio di Arnold Schönberg, con l’Ensemble In Canto diretto da Fabio Maestri e la voce di Alda Caiello, una delle maggiori interpreti nel panorama europeo.
La prima parte dello spettacolo vive una dimensione “leggera” con i Brettl-Lieder, otto canzoni composte nel 1901 per un cabaret letterario berlinese.
Irriverenti, spassose, ammiccanti, danno vita a otto piccole messe in scena, cui seguiranno una serie di sorprendenti trascrizioni da lieder di Schubert a Funiculì Funiculà.
Il tono poi cambia completamente: dopo la marcia militare “Die eiserne Brigade” si ascolterà la “Ode a Napoleone” su testo scritto da Byron nel 1814, quando, alla notizia dell’ abdicazione di Napoleone e del suo esilio all’Elba, il poeta inglese sfogò le proprie ansie di romantico «libertario» in una violenta e impietosa invettiva contro il tiranno caduto.
La scrittura di Schönberg in questo brano è concepita secondo la tecnica dodecafonica, ma la funzione della musica è palesemente subordinata ai contenuti espressi dal testo, dove l’immagine della tirannide napoleonica allude a quella della tirannide hitleriana.

Biglietti
Intero: 15 Euro
Ridotto giovani (under 33): 10 Euro
Last minute (under 33): 3 Euro – in vendita un’ora prima del concerto

Per informazioni:
www.associazionescarlatti.it
Infoline: 081 406011

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Mercoledì 16 marzo 2016, ore 21.00 – Auditorium di Castel S. Elmo

Alda Caiello, soprano

Ensemble In Canto
Direttore: Fabio Maestri
Silvia Paparelli, pianoforte
Anna De Luca, ottavino
Roberto Petrocchi, clarinetto
Massimo Martusciello, fagotto
Andrea Di Mario, tromba
Francesco Mammola, mandolino
Paolo Macedonio, chitarra
Fabiola Battaglini, tamburo
Vincenzo Bolognese, violino
Anna Chulkina, violino
Gianluca Saggini, viola
Michele Chiapperino, violoncello

Programma

Arnold Schönberg (1874 – 1951): Brettl-Lieder (1901)

Luigi Denza (1846 – 1922): Funiculì–Funiculà
trascrizione di A. Schoenberg per clarinetto, mandolino, chitarra, violino, viola e violoncello (1921)

Franz Schubert (1797 – 1828): Ständchen D889
trascrizione di A. Schoenberg per voce, clarinetto, fagotto, mandolino, chitarra, 2 violini, viola e violoncello (1921)

Johann Sioly (1843 – 1911): Weil i a alter Drahrer bin
trascrizione di A. Schoenberg per clarinetto, mandolino, chitarra, violino, viola e violoncello (1921)

Arnold Schönberg:
Die eiserne Brigade per quartetto d’archi e pianoforte (1916)
Ode to Napoleon Buonaparte op. 41 per voce recitante, quartetto d’archi e pianoforte (su testo di Lord Byron)

Ensemble In Canto
Ensemble In CantoNasce all’interno del Festival OperaInCanto, promosso in Umbria dall’Associazione In Canto dal 1988.
Regolarmente presente nei più qualificati cartelloni concertistici e più volte inserito nella programmazione di Radio Tre Rai, l’ensemble ha inizialmente lavorato sul repertorio contemporaneo, eseguendo, spesso in prima assoluta, musica dei maggiori compositori italiani viventi e del Novecento storico e producendo progetti tematici (tra gli altri: Poesia e Musica, Cartoline per Mozart, Tierkreis) diffusi radiofonicamente.
Negli ultimi anni, l’Ensemble ha intensificato la sua attività anche nel repertorio “tradizionale”, anche in trascrizione cameristica o riletto da compositori di oggi (partendo da composizioni di Mahler, Händel, De Falla).
Particolarmente attento al repertorio con voce, l’Ensemble ha spesso collaborato con Roberto Abbondanza, Alda Caiello, Cristina Zavalloni, partecipando, inoltre, a numerose esecuzioni e prime di opera contemporanea.
L’Ensemble In Canto è stato ospite, ovunque in Italia e sempre con grande successo, di tutte le maggiori istituzioni concertistiche e dei più importanti festival internazionali.

Alda Caiello
Alda CaielloDiplomata in pianoforte e in canto al Conservatorio di Perugia, è considerata oggi fra le maggiori interpreti nel panorama europeo per versatilità, raffinatezza e capacità espressive.
Prediletta da Berio per le sue “Folk songs”, ha cantato sotto la guida di direttori quali Berio stesso, Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, e ha collaborato con ben noti registi fra cui citiamo Daniele Abbado, Yoshi Oida, Giorgio Barberio Corsetti, Davide Livermore, Giorgio Pressburger.
Invitata dalle maggiori istituzioni musicali europee e dai più importanti festival internazionali, ha cantato ovunque in Europa, proponendo con costante successo un vasto repertorio che spazia dagli autori “classici” a quelli del Novecento – da Monteverdi a Bach, Purcell, Scarlatti, Mozart, Boccherini, Pergolesi, Gluck, Rossini, Respighi, Mahler, Schönberg, – , e numerose partiture del Novecento e contemporanee fra cui “La voix humaine” di Poulenc, “Pierrot Lunaire” di Schoenberg, “Passaggio” e “Recital for Cathy” di Berio, “Io” frammento di “Prometeo” di Nono, “Rara Requiem” di Bussotti.
Ha inciso per BMG/Ricordi, CAM Stradivarius, Rai Trade, Col Legno, Zig Zag Territoires, Verso, Bottega Discantica, Praga Digitals.

Fabio Maestri

Foto Marco Borrelli

Foto Marco Borrelli

Compositore e direttore d’orchestra, ha studiato con Franco Donatoni e Franco Ferrara.
Da quarant’anni attivo sulla scena musicale, è stato più volte ospite di importanti orchestre e ha diretto in prestigiosi enti e festival: Maggio Musicale Fiorentino, Teatro di S. Carlo di Napoli, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Lirico di Cagliari, Ravenna Festival, Teatro dell’Opera di Nizza. Assai apprezzato come esecutore di musica contemporanea, ha più volte diretto alla Biennale di Venezia, a Rai Nuova Musica (Torino), al Festival Play.it! (Firenze, ORT), al Festival “Musica d’oggi”, al Festival Pontino, al Festival di Nuova Consonanza, al Festival di Villa Medici (Roma), all’Accademia Filarmonica Romana (Teatro Olimpico), al Sinopoli Festival (Taormina).
Ha diretto numerose prime assolute di vari autori fra cui ricordiamo Panni, Pennisi, Donatoni, Bortolotti, Brouwer, Manzoni, Galante, Cardi, Ambrosini, Sbordoni, Tutino, Betta, Del Corno, Boccadoro, D’Amico, Dall’Ongaro, Pedini, Vacca, Panfili, Gregoretti, Montalti, Antignani.
Sue composizioni sono state premiate e segnalate in diversi concorsi e rassegne tra cui: Venezia Opera Prima (1981), Concorso Achantes di Parigi (1983, presidente Yannis Xenakis).
Ha curato numerose revisioni di opere di Pergolesi, Haendel, Padre Martini, Morlacchi, Vaccaj, Haydn.
Ha al suo attivo 19 produzioni discografiche, dal ‘600 ai contemporanei.
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14 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Al Teatro Mercadante dal 15 al 20 marzo l’imperdibile Candide di Mark Ravenhill ispirato all’opera di Voltaire con la regia di Fabrizio Arcuri

Candide al Teatro Mercadante
Dopo il successo registrato al debutto romano lo scorso 27 febbraio al Teatro Argentina, giunge a Napoli – dal 15 al 20 marzo al Teatro Mercadante – lo spettacolo Candide di Mark Ravenhill, ispirato all’opera di Voltaire, nella traduzione di Pieraldo Girotto, con la regia di Fabrizio Arcuri.
In scena Filippo Nigro, Lucia Mascino, Francesca Mazza, Francesco Villano, e Matteo Angius, Federica Zacchia, Francesca Zerilli, Domenico Florio, Lorenzo Frediani, Giuseppe Scoditti, con la partecipazione straordinaria di Luciano Virgilio.
Musiche composte, arrangiate e eseguite dal vivo dalla cantante e violinista H.e.r.; le scene sono di Andrea Simonetti; i costumi di Fabrizio Arcuri; video di Luca Brinchi e Daniele Spanò; live visual di Lorenzo Letizia.
Una produzione Teatro di Roma in collaborazione con Centro Teatrale Santacristina.

Un Candide “alla seconda” per un grande affresco senza tempo, ricco di ironia e suspense che smonta le certezze di ieri e di oggi, attraverso un meccanismo teatrale che è un congegno a spasso fra le epoche.
Autore acclamato come il “nuovo arrabbiato”, fin dagli esordi con Shopping and fucking, quando cominciò a imporre una nuova idea di drammaturgia, Mark Ravenhill mette mano al Candide nel 2013, ispirandosi all’opera che Voltaire aveva composto nel 1759 come risposta indignata a coloro che si erano convinti che il terremoto, che aveva raso al suolo Lisbona quattro anni prima, fosse parte di un piano divino per il bene dell’umanità.
Mentre oggi il “terremoto” è rappresentato da una crisi ideologica, culturale e politica, di identità, di rappresentanza e di rappresentazione.
Candide è un ottimista, un sognatore convinto che tutto andrà per il meglio, poi, all’improvviso, il mondo, che ha creduto il migliore possibile, comincia a crollargli intorno.
Due secoli dopo, Ravenhill compone una cover dell’originale classico e ne fa uno strumento di indagine del presente.
Un canovaccio linguistico e narrativo con cui interrogare l’idea di Occidente, mettendone in ridicolo il pensiero e aggredendone le certezze con tragica ironia, così come Voltaire demoliva quella che considerava l’idiozia ideologica su cui si fondavano i poteri di Chiesa e Stato.
Un gioco scenico di teatro nel teatro di gusto shakespeariano che permette di avanzare una mossa nel gioco della società e far esplodere il tema del “futuro del nostro presente”.
Sono 5 le scene e 2 le storie che corrono parallele, una nel passato l’altra nel presente, per incontrarsi in un improbabile futuro; a legarle i percorsi musicali, i fili del pensiero e le parabole dei personaggi per un viaggio attraverso i generi – la farsa, la commedia, la tragedia, il musical – dove ogni capitolo è dedicato ad un diverso scioglimento del pensiero di Voltaire: l’Occidente, la sua ideologia e le sue strutture culturali e di potere; l’idea di democrazia, le sue storture e le sue trappole.

«Candide di Mark Ravenhillcommenta il regista Fabrizio Arcurinon è esattamente una riscrittura dell’omonimo testo di Voltaire, ma una vera e propria trasposizione teatrale con variazioni. Una stanza degli specchi è questo Candide di Ravenhill: specchi che riproducono perfettamente o che deformano, e che nella loro fedeltà tradiscono l’immagine originale, ma anche nella loro distanza rivelano verità profonde e censurate. E non è semplice dire a che epoca appartiene l’uomo Candide di Ravenhill, anche perché nell’arco del testo del drammaturgo inglese, di epoche se ne attraversano molte, ognuna confusa nell’altra, ognuna in cui sembra rappresentarsene un’altra ancora. Appena si riconosce una geografia o un tempo della scena, già la lingua o l’immaginario evocato sembrano sfuggirgli e portarci altrove. Di certo c’è un’idea di civiltà che Ravenhill mette al centro del suo lavoro e articola il tema del pensiero di Voltaire: l’individualismo anarchico radicale come risposta all’accelerazionismo ottimistico leibniziano».

«Candidesottolinea ancora il registadiventa così l’incorporamento di un pensiero che prova nevroticamente a sfuggire all’ideologia dominante rappresentata da un Pangloss che sopravvive ai mutamenti storici. E Cunegonde a rappresentare l’oggetto del desiderio, il simulacro di una condizione umana migliore, e che con i suoi 400 anni di Storia ci racconta di un’Europa vecchia e confusa in cerca di un ultimo bacio. Non bisogna compiere l’errore di pensare che questa sia solo un’altra versione del Candide. Qui è di Candide di Voltaire che si parla e di qualcosa molto vicino a noi: il pensiero occidentale moderno su cui si sono costruiti i valori attuali, le immagini attuali del nostro rappresentarci, che difendiamo o con cui entriamo quotidianamente in conflitto. In fondo tutto si consuma sempre in quello spazio che si crea tra ciò che siamo e quello che vorremmo essere e quindi come ci rappresentiamo. È la regola del teatro moderno e tra i primi a incorporarla nei suoi testi c’è Shakespeare. E Ravenhill gioca con Shakespeare, con Candide e con noi, perché sa bene che le regole il teatro le ha mutuate dalla vita».

Mark Ravenhill, acclamata star della nuova scena inglese e editorialista delle pagine culturali del quotidiano “The Guardian”, ha debuttato come drammaturgo nel 1995 con i monologhi Fist e His Mouth.
Il successo internazionale risale però all’anno successivo grazie a Shopping and Fucking, messo in scena dalla compagnia Out Of Joint al Royal Court Theatre di Londra.
Il monologo The Product risale al 2005 e ha segnato il debutto dell’autore sulla scena nelle vesti di attore.
Da sempre leader indiscusso della generazione dei “nuovi arrabbiati” Ravenhill è autore di teatro, cinema e serie televisive.
Nel 2012 Mark Ravenhill è diventato drammaturgo residente della Royal Shakespeare Company.

Teatro Mercadante, Piazza Municipio – Napoli

Info:
tel. 081.5524214
www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria:
tel. 081.5513396
biglietteria@teatrostabilenapoli.it

Calendario rappresentazioni:
15, 18 marzo: ore 21.00
16, 17 marzo: ore 17.00
19 marzo: ore 19.00
20 marzo: ore 18.00

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14 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Concerti a Napoli dal 14 al 20 marzo 2016

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Carmine Pagliuca

Carmine Pagliuca

Questi gli appuntamenti previsti dal 14 al 20 marzo 2016:

Lunedì 14 marzo, alle ore 18.00, al Teatro delle Palme (via Vetriera a Chiaia, 12), per l’inaugurazione della rassegna “Music Colours”, concerto del duo formato da Francesco D’Orazio (violino) e Giampaolo Nuti (pianoforte).

In programma musiche di Beethoven, Ravel, Busoni

Info e prenotazioni: 081 4104486
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Lunedì 14 marzo, alle ore 20.30 (Turno S / P – Turno M Sinfonica), al Teatro di San Carlo, per la stagione sinfonica 2015-2016, recital del mezzosoprano Daniela Barcellona, accompagnata al pianoforte da Alessandro Vitielllo

Programma

Gioachino Rossini:
La regata veneziana
O patria…Di tanti palpiti
(da “Tancredi”)
Cruda sorte (da “L’italiana in Algeri”)
Mura felici…O quante lagrime (da “La donna del lago”)

Francesco Paolo Tosti: Quattro canzoni d’Amaranta

A. Thomas: Connais-tu le pays (da “Mignon”)

G. Donizetti: O mon Fernand (da “La Favorite”)

Costo del biglietto

Palco Reale: 200 Euro
Intero: da 35 a 20 Euro
Ridotto: da 90 a 20 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)

Giovani under 30 /Over 65**
Platea (III settore): 15 Euro
Palchi: 10 Euro

**Anziani over 65 con reddito minimo (come da circolare INPS n.1 del 9 gennaio 2015) e / o Social Card

Scuole
Palchi: 10 Euro

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Martedì 15 marzo, alle ore 20.00 (Turno C/D), con repliche mercoledì 16 marzo, alle ore 20.00 (fuori abbonamento), giovedì 17 marzo, alle ore 18.00 (Turno B), venerdì 18 marzo, alle ore 20.30 (fuori abbonamento), sabato 19 marzo, alle ore 19.00 (fuori abbonamento) e domenica 20 marzo, alle ore 17.00 (Turno F) al Teatro di San Carlo, per la stagione lirica 2015-2016, allestimento di “Falstaff”, commedia lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito

Direttore: Pinchas Steinberg
Regia: Luca Ronconi (ripresa da Marina Bianchi)
Scene: Tiziano Santi
Assistente alle scene: Alessia Colosso
Costumi: Maurizio Millenotti
Assistente ai costumi: Tiziano Musetti
Luci: A. J. Weissbard
Assistente alle luci: Pamela Cantatore

Personaggi ed interpreti

Sir John Falstaff: Roberto de Candia (15, 17 e 20 Marzo) / Elia Fabbian (16, 18 e 19 marzo)
Ford: Fabian Veloz (15, 17 e 20 Marzo) / Stefano Antonucci (16, 18 e 19 Marzo)
Fenton: Antonio Poli (15, 17 e 20 Marzo) / Leonardo Cortellazzi (16, 18 e 19 marzo)
Dott. Cajus: Cristiano Olivieri
Mrs Alice Ford: Ainhoa Arteta (15, 17 e 20 Marzo) / Eva Mei (16, 18 e 19 marzo)
Nannetta: Rosa Feola
Mrs Quickly: Enkelejda Shkoza (15, 17 e 20 Marzo) / Barbara Di Castri
Mrs Meg Page: Marina Comparato (15, 17 e 20 Marzo) / Annunziata Vestri (16, 18 e 19 marzo)
Bardolfo: Bruno Lazzaretti (15, 17 e 20 Marzo) / Gianluca Sorrentino (16, 18 e 19 marzo)
Pistola: Gabriele Sagona

Allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari e con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Costo del biglietto

Palco Reale: 400 Euro
Intero: da 100 a 25 Euro
Ridotto: da 90 a 20 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)

Giovani under 30 /Over 65**
Platea (III settore): 30 Euro
Palchi: 25 Euro

**Anziani over 65 con reddito minimo (come da circolare INPS n.1 del 9 gennaio 2015) e / o Social Card

Scuole
Palchi: 10 Euro

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Mercoledì 16 marzo, alle ore 20.30, presso Il Clubino (via L. Giordano, 73), presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Edizioni “La Conchiglia”)

A seguire spaghettata

Contributo: 5 Euro
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Mercoledì 16 marzo, alle ore 21.00, nell’Auditorium di Castel S. Elmo, per la stagione 2015-2016 della Associazione Alessandro Scarlatti, concerto dell’ensemble In Canto, diretto da Fabio Maestri con la partecipazione del soprano Alda Caiello

Programma

A. Schönberg:
Brett-Lieder
Die eiserne Brigade
Ode a Napoleone op. 41

Costo del biglietto
Intero: 15 Euro
Ridotto (giovani under 33): 10 Euro
Ridotto last minute (giovani under 33): 3 Euro

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Giovedì 17 marzo, alle ore 19.00, presso il Palazzo dello Spagnolo (via Vergini, 19), aperitivo-concerto con la partecipazione di Mihai Sirbu (corno), Giuseppe Carannante (clarinetto) e Aurora Sequino (pianoforte).

In programma musiche di Carannante, Sobeck, Reinecke.

Per prenotare si prega di inviare un’e-mail a
aldodevero1960@gmail.com o chiamare al 349-5331581 specificando il numero di prenotazioni, i nominativi e i recapiti cellulari
.
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Giovedì 17 marzo, alle ore 20.00, nella Basilica Santuario del Carmine Maggiore (piazza del Carmine, 2), con replica sabato 19 marzo, alle ore 18.30, nella chiesa della Missione di S. Vincenzo de’ Paoli (via Vergini, 51), concerto del Coro Mysterium Vocis, diretto da Rosario Totaro, dal titolo “Stava à pié della croce” – Musiche per la Passione

Programma

A. Lotti: Miserere (incipit)

Anonimo: Stava à pié della croce (lauda)

G. Salvatore
Stabat Mater (incipit)
Peccantem me quotidie

G. Fenton: Veni Sancte Spiritus

F. Picka: Crucem tuam

G. Panariello: Pater noster

R. Dubra: Ave Maria

D. D. Melgás: Salve Regina

A. Scarlatti: Exsurge Domine

N. Jommelli: Qual giglio candido (dall’Agonia di Cristo)

N. Sala: Sepulto Domino

H. de Lange: Quando corpus

A. Nola: Resurrexit

Ingresso libero
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Venerdì 18 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Scarlatti del Conservatorio, presentazione del cd del pianista Dario Candela, dedicato alle Sonate di Cimarosa a cura di Sandro Cappelletto e Dinko Fabris.

A seguire concerto del maestro Livio De Luca
In programma musiche per pianoforte di Paisiello, Durante, Cotumacci

Ingresso libero
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Venerdì 18 marzo, alle ore 18.00, nella chiesa dei SS. Marcellino e Festo (largo San Marcellino), per la rassegna Federimusica, concerto del pianista Giuseppe Andaloro

Programma da definire

Costo del biglietto: 10 Euro
Ingresso gratuito per gli studenti

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Venerdì 18 marzo, alle ore 19.30, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero (piazza Immacolata), per la X edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, concerto del maestro Mauro Castaldo

Programma

L. – N. Clérambault:
Suite du deuxième ton
Plein jeu
Duo
Trio
Basse de Cromorne
Flûtes
Récit de Nazard
Caprice

(dal Premier Livre d’Orgue, 1710)

J. G. Walther: Partite diverse sopra “Jesu, meine Freude”

J. S. Bach
Preludio al corale: “O Mensch, bewein’ dein’ Sünde gross” BWV 622
Fantasia e fuga in sol minore BWV 542

Mauro Castaldo: Preludio e fuga in do minore

Ingresso libero
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Venerdì 18 marzo, alle ore 20.30, nella Basilica di San Giovanni Maggiore (largo San Giovanni Maggiore), concerto di Pasqua organizzato da “La Casa del Mandolino” dal titolo “Preghiera – Il sacro e la Passione nella musica a plettro” con l’Orchestra della Casa del Mandolino, diretta da Tobías González e la partecipazione di Mauro Squillante (solista)

In programma musiche di Munier, Becucci, Sartori, Calace, Pettine, González

Ingresso euro 10
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Venerdì 18 marzo, alle ore 21.00, presso il Centro Culturale Domus Ars (via S. Chiara 10c), Miserere – Cantare le Passioni, Liturgia Popolare della Settimana Santa a cura di Carlo Faiello con la partecipazione della Scuola Musicale R. Goitre, del Kiepò Ensemble Cilentano, della Confraternita di Ortodonico e di Antonella Morea

Info:
081.3425603
infoeventi@domusars.it

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Sabato 19 marzo, alle ore 19.00, presso la Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola (piazza Plebiscito), nell’ambito della rassegna Arti in Movimento, concerto dell’Ensemble vocale Florilegium Vocis e dell’Ensemble della Cappella S. Teresa dei Maschi, diretti da Sabino Manzo

Programma

Michel’Angelo Grancini: Il giardino spirituale de’ varii fiori musicali

Missa Brevis a quattro voci concertata

Salmi a quattro voci concertati
Domine ad adiuvandum
Dixit Dominus
Beatus vir
Laudate Dominum

Magnificat a quattro voci concertato

Ingresso libero
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Domenica 20 marzo, alle ore 11.00, a Villa Pignatelli, nell’ambito del ciclo “Parliamo di musica”, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti, incontro con Dinko Fabris dal titolo “Gaetano Veneziano, chi era costui?”

Ingresso libero
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Domenica 20 marzo, alle ore 11.00, al Centro Culturale Domus Ars (via S. Chiara 10c), per la stagione invernale-primaverile 2016 dell’Associazione Musica Libera, concerto del soprano Virginia Cimino, del mezzosoprano Emanuela De Rosa e dell’ Ensemble Strumentale dell’associazione Musica Libera

Programma

G. B. Pergolesi: Stabat Mater

Costo del biglietto: 12 Euro
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Domenica 20 marzo, alle ore 11.30, presso la chiesa di S. Aniello a Caponapoli (vico Sant’Aniello a Caponapoli), concerto dell’ensemble Comtessa de Dia, diretto dal maestro Ferdinando de Martino

In programmi musica sacra e profana dal Medioevo al Rinascimento

Ingresso libero
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13 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazione Trabaci, Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "S.Pietro a Majella", Italia, Musica, Musica classica, Musica corale, Musica da camera, Mysterium vocis, Napoli, Prima del concerto, Regioni, Sale da concerto, Villa Pignatelli | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mercoledì 16 marzo presentazione al Clubino del nuovo libro di Francesco Canessa: “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Ed. La Conchiglia)

Copertina
Mercoledì 16 marzo, alle ore 20.30, presso “Il Clubino” (Via Luca Giordano, 73 – Napoli), presentazione del libro di Francesco Canessa “Ridi Pagliaccio” Vita morte e miracoli di Enrico Caruso (Edizioni “La Conchiglia”).

Al termine la consueta “spaghettata”.
Contributo serata: € 5.

Un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati dell’opera lirica

Un tenore muore come Sigfrid in scena e sulla musica della sua marcia funebre, torna in camerino e muore per davvero.
Accadde nel febbraio del 1915 al Metropolitan di New York, il cantante era il tedesco Rudolf Berger, e quel camerino l’aveva in coabitazione con un famoso collega napoletano, Enrico Caruso, che ne rimase sconvolto.
Passarono un po’ di anni, e il ricordo di quell’evento riemerse e si trasformò in ossessione, una sorta di miraggio per colui che era diventato il personaggio di spettacolo più famoso del mondo, la morte in scena inseguita come la sublimazione suprema della vita dell’artista.
francesco-canessaQuesto libro di Francesco Canessa (nella foto) ripercorre in una chiave di lettura nuova ed essenzialmente drammatica gli ultimi anni di vita del più celebre tenore d’ogni tempo, spentosi a 48 anni, intrecciando la sua storia familiare ed artistica con quella dei Canessa Antiquaires, tre fratelli che a New York, Parigi e a Napoli gli furono molto vicini e lo guidarono nella sua passione per gli oggetti antichi che coltivò, aggiungendo alla personalità di artista una profonda dimensione culturale ed una posizione di rilievo nel mondo del collezionismo d’arte.
Vi si racconta anche degli anni in cui il tricolore sventolava sul più importante teatro d’America, con Gatti Casazza e Toscanini al comando di una schiera di italiani alla ribalta, con al centro il “trio” napoletano Caruso, Scotti e Amato.
Nelle pagine che narrano i primi passi del tenore, dai palcoscenici di provincia alle capitali della lirica, si demolisce con una serie di documenti il falso mito dei fischi ricevuti al San Carlo, il teatro della sua città.

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12 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Il Clubino, Associazioni culturali, Campania, Francesco Canessa, Giornalisti, Italia, Libri, Musica, Musica Lirica, Napoli, Regioni | , | Lascia un commento

Presentata a Trani la IV edizione di Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica che si terrà dal 14 al 19 marzo

logo lech lecha
Il 10 marzo è stata presentata a Trani, presso Palazzo Lodispoto, sede del cittadino Polo Museale, Lech Lechà – Settimana di Arte, Cultura e Letteratura Ebraica (in programma a Trani dal 14 al 19 marzo 2016), la manifestazione che da ormai quattro edizioni ha riacceso i riflettori sull’ebraismo meridionale di cui Trani è tornata ad essere la capitale.
All’incontro con la stampa sono intervenuti Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, Giuseppe Corrado, Presidente Provincia BAT, Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, Pierluigi Campagnano, Vice-Presidente Comunità Ebraica di Napoli, Cosimo Yehudah Pagliara, assessore e consigliere della Comunità Ebraica di Napoli nonché co-direttore artistico della manifestazione insieme a Francesco Lotoro e Ottavio Di Grazia; il dott. Antonio Quinto in rappresentanza della Fondazione SECA e Luigi De Santis, console onorario in Puglia dello Stato di Israele.
Dopo la proiezione di un video che ha sintetizzato spirito e finalità di una manifestazione ormai diventata di interesse nazionale, il co-direttore artistico Cosimo Yehudah Pagliara, ha spiegato il significato dell’espressione ebraica Komemiut (a testa alta) che quest’anno fa da sottotitolo alla manifestazione, quale richiamo ad una fiera affermazione della propria identità ebraica, totalmente aperta al dialogo con gli altri e volta a promuovere la reciproca conoscenza quale strumento di incontro e di integrazione, nel rispetto delle peculiarità di ciascuno.
Un approccio tanto più significativo in un momento in cui l’antisemitismo torna a serpeggiare in Europa in modo preoccupante.
Il messaggio arriva da una città come Trani che – ricorda Pagliara – per secoli ebbe il quartiere ebraico, la Giudecca, e non il ghetto, forma di segregazione affermatasi solo dopo i provvedimenti antisemiti del XVI secolo. Fino alla nota cacciata degli Ebrei dal Regno di Napoli del 1541 non ci sono stati ghetti in Puglia, regione in cui l’apporto ebraico è stato sempre molto attivo e presente, così come lo è stato a livello nazionale: basti pensare che ai moti risorgimentali ha contribuito il 27% degli ebrei, una percentuale altissima attestata anche da storici non ebrei.
Oggi – ha concluso – gli ebrei voglio continuare ad essere partecipi ed ecco perché è importante il ruolo di Trani capitale dell’ebraismo non solo di ieri ma anche del presente e del futuro.

Ha quindi preso la parola Clara Minerva, Prefetto di Barletta Andria Trani, che ha definito Lech Lechà “un momento di dialogo importante in una fase storica delicata in cui emergono forme preoccupanti di intolleranza e odio etnico, per cui è più che mai urgente lanciare messaggi di segno opposto.
In tal senso la cultura svolge un ruolo chiave, perché riesce ad arrivare là dove non arrivano gli Stati, impegnati a garantire la sicurezza; purché però sia una cultura della pace e della tolleranza.”
L’intervento del presidente della provincia BAT, Giuseppe Corrado, ha sottolineato come Lech Lechà rappresenti “il punto di arrivo di un percorso di valorizzazione dell’integrazione, principio secondo il quale si può e si deve convivere nel rispetto delle specificità di ciascuno.” “Ritengo – ha aggiunto – che iniziative come questa vadano sostenute e incoraggiate. Vorremmo infatti che dall’essere ormai una manifestazione di interesse nazionale, possa diventare un appuntamento di rilevanza internazionale”.

Il Console Onorario in Puglia Luigi De Santis ha evidenziato il legame profondo e reale fra gli ebrei italiani e lo Stato di Israele, che proprio in Puglia ha voluto il suo primo consolato onorario.
Ha quindi lodato la mission di una manifestazione come Lech Lechà che “promuove la conoscenza quale motore di un’integrazione che esclude la rinuncia o lo snaturamento della propria cultura stimolando al rispetto per gli altri.” Ha quindi sottolineato come “la scelta di Israele di avere in Puglia il suo primo consolato onorario non è affatto casuale ma si lega appunto al ruolo che la regione sta giocando nella rinascita dell’ebraismo meridionale”.
Si è quindi detto “ben felice di far sì che la nuova istituzione possa collaborare con Lech Lechà e con le varie altre realtà operanti sul territorio.”
Anna Vita Perrone, Dirigente Servizio Cultura della Regione Puglia, ha riferito come la Regione si senta “orgogliosa che Lech Lechà stia crescendo sempre più” ed ha annunciato che “nel piano strategico per la Cultura che l’ente sta approntando, la manifestazione avrà un ruolo importante, dovendosi considerare un modello per tutte le iniziative che intendono promuovere il dialogo pacifico e l’integrazione”.

Grazia Di Staso, assessore alla Cultura del Comune di Trani, ha definito la comunità ebraica cittadina come “un capitale da valorizzare, per il percorso di pace e di tolleranza che è stata in grado di promuovere.” Ha quindi ricordato come fin dal Medioevo “Trani abbia svolto un ruolo fondamentale, tornando ora a dare risalto alla pregnanza culturale della sua comunità ebraica”.

Antonio Quinto, parlando a nome della Fondazione SECA, curatrice del nuovo Polo Museale di Trani e fra i partner di Lech Lechà, ha espresso l’orgoglio di questa istituzione per aver aver avuto l’occasione di ospitare la manifestazione nella riqualificata struttura di Palazzo Lodispoto, da considerarsi a disposizione della comunità ebraica e dell’intera città. Ed ha infine annunciato che il Polo Museale, che comprende anche la Sinagoga Museo S. Anna oltre al Museo Diocesano e quello della Macchina per scrivere, sarà inaugurato il prossimo 21 aprile.

Nel riprendere la parola, Cosimo Yehudah Pagliara ha annunciato per il 2017 due importanti partnership di Lech Lechà con alcune importanti realtà come il Museo dei Lumi della comunità ebraica di Casale Monferrato (Alessandria) e la israeliana Magen David Adom (Stella rossa di Davide), la società di soccorso nazionale, competente per le emergenze sanitarie e gli interventi in caso di disastro, fornendo soccorso con le ambulanze e un servizio di banca del sangue, analoga alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa internazionale.

Ha quindi proseguito la serie di interventi Pier Luigi Campagnano, vice-presidente della Comunità Ebraica di Napoli, che ha voluto ricordare gli esordi e l’evoluzione di Lech Lechà, passando poi la parola ad Amedeo Bottaro, sindaco di Trani, il quale ha ricordato come la restituzione nel 2005 della Sinagoga Scolanova, la più antica d’Europa, abbia rappresentato “un atto importante in cui si è espresso il grande spirito di accoglienza della città di Trani”. Ha quindi sottolineato anche l’importanza turistica di una manifestazione come Lech Lechà, in grado di attrarre persone da ogni dove.
“Il quartiere della Giudecca, dove io stesso vivo – ha detto il primo cittadino – è quotidianamente frequentato da persone che giungono fin qui per cogliere la storia che trasuda dalle sue pietre.E questo è per noi un motivo di orgoglio, accresciuto dal fatto che l’ebraismo a Trani non è solo memoria storica ma rivive ogni giorno grazie alla sua attiva comunità ebraica”.

I co-direttori artistici Ottavio Di Grazia e Francesco Lotoro hanno quindi chiuso l’incontro illustrando a grandi linee un programma che anche quest’anno, dal 14 al 19 marzo, si annuncia ricchissimo di iniziative fra conferenze, presentazioni librarie, mostre, concerti, studio dei testi scritturali, proiezione di docu-film, cucina casher elaborata sotto stretta sorveglianza del rabbinato di Napoli, e il grande dono dello Shabbat nell’incantevole scenario della Sinagoga Scolanova di Trani. In particolare Lotoro ha voluto rimarcare il forte legame instauratosi fra lo stato di Israele e la Puglia che ha avuto il merito di riportare l’ebraismo in un luogo dei suo fasti.
Ha inoltre ricordato come quest’anno si sia particolarmente consolidato il legame con le scuole, sempre più interessate a conoscere i vari aspetti dell’ebraismo e a rendendersi partecipi in modo attivo.

Anticipazioni sul programma

Sono sette le sezioni che compongono il cartellone di Lech Lechà Komemiut: Reshìt (Convegni su ebraismo, storia e attualità ebraica, Israele); Sefarìm (Fiera del libro ebraico, mostre e film); Yeshivà (Tefillòth e lezioni rabbiniche presso la Sinagoga Scolanova); Il canto di Abramo (Concerti, musiche e danze tradizionali ebraiche); Chi è rimasto a bottega? (Ristorazione casher sotto sorveglianza del Rabbinato di Napoli); Yom ha-Shabbat (Il Sabato, cuore pulsante della vita ebraica); Il ritorno del Mabit (La serata dell’ebraismo tranese).

Fra gli appuntamenti principali in programma la presentazione (martedì 15 marzo) del libro “Con lo sguardo alla luna. Percorsi di pensiero ebraico” (Giuntina) di Rav Roberto della Rocca, dedicato alla riscoperta di un ebraismo vivo, capace di rimanere sempre attuale, inesauribile fonte di saggezza e insegnamento; nella stessa giornata, la conferenza “Noi non dimentichiamo. I fatti di Monaco 1972”, con proiezione del film Munich di Steven Spielberg (2005) e gli interventi di Raphael Luzon scrittore e giornalista, Silvia Godelli già Assessore al Mediterraneo, Cultura, Turismo Regione Puglia, e Miriam Rebhun, scrittrice; la presentazione (mercoledì 16 marzo) del libro “Tramonto libico. Storia di un ebreo arabo. Prefazione di Roberto Saviano” (Giuntina), con intervento dell’autore Raphael Luzon, costretto nel 1967 ad abbandonare Bengasi in seguito al pogrom scatenato dalle folle arabe contro gli ebrei; l’appuntamento “Da Trani uscirà la Torà” (venerdì 18 marzo), giornata di full immersion nello studio dei pilastri scritturali dell’ebraismo (Torà e Mishnà); il concerto Il violino di Chagall dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio di Musica U. Giordano di Foggia nella suggestiva cornice del Castello Svevo di Trani nell’ultima serata (sabato 19 marzo).

I biglietti, al costo di 3 euro, potranno essere acquistati presso la Sinagoga e il Polo Museale – Info: 346.6812143-3924578848.

Tra gli eventi, si segnala la mostra fotografica Il Cantico dei Cantici a cura di Norma Picciotto, che sarà inaugurata lunedì sera alla ore 20.00, alla presenza dell’autrice.
Seguirà l’interpretazione dei versi del cantico a cura di Gianluigi Belsito, Claudia Lerro e Domenico Tacchio.
La mostra rimarrà aperta fino al 19 marzo.

Sempre presso il Polo Museale, si segnala la proiezione del docu-film Rinascere in Puglia, a cura dell’Associazione Amici di Maghen David Adom (AMDA-ITALIA), prodotto da Gady Castel e girato da Yael Katzir, che sarà proiettato lunedì 14 marzo, alle ore 9.00 e ore 11.00.

Anche gli studenti del Liceo De Sanctis parteciperanno a questa IV edizione di Lech Lechà: venerdì 18, alle ore 10.00, nell’Aula Magna del Liceo (sito in via Tasselgardo) racconteranno, attraverso pièce teatrali, video e letture sceniche, storie tratte da libri di autori ebrei o di argomento ebraico.

Ufficio stampa
Luciana Doronzo: 347.0095976
Enzo Garofalo: 328.1443279
Email: settimanaculturaebraica@gmail.com

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11 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Cinema, Concerti, Letteratura, Libri, Musica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dal 14 al 17 marzo il Conservatorio di Avellino “Domenico Cimarosa” ospita la masterclass del mezzosoprano Dora Kutschi

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Dal 14 al 17 marzo il Conservatorio di Avellino “Domenico Cimarosa” ospiterà, per una masterclass dedicata agli studenti dell’istituto, il mezzosoprano Dora Kutschi.
Docente di canto presso il Conservatorio di Feldkirch in Austria, la cantante, originaria della Bulgaria, è stata vincitrice di diversi concorsi internazionali di canto e si è esibita nella sua carriera di interprete nei migliori teatri europei, partecipando anche a numerosi festival di musica vocale.
Gli allievi delle classi di canto del Cimarosa potranno perfezionare la loro preparazione partecipando a questo appuntamento e arricchendo, nel contempo, le loro esperienze musicali.
L’iniziativa si inserisce nel programma di mobilità dell’Erasmus, coordinato dal M° Roberto Maggio.
“I nostri studenti hanno, grazie al programma Erasmus e alle convenzioni con altre realtà formative europee ed extraeuropeedichiara il M° Maggio presentando l’appuntamentola possibilità di confrontarsi continuamente con il panorama culturale e musicale che il mondo offre loro. Il programma di mobilità degli studenti vede attualmente due tirocini di stagisti attivati nel nostro istituto, mentre altrettanti nostri studenti svolgono tirocini in Polonia e a Manchester, in Inghilterra. Grazie alle relazioni internazionali che il nostro istituto ha avuto la possibilità di curare, prossimamente saranno nostri graditi ospiti due docenti americani per un concerto al Cimarosa”.

Per informazioni sulle prenotazioni alla masterclass, gratuita, si consiglia di contattare l’Ufficio Relazioni Internazionali del Conservatorio.


Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino
Eleonora Davide
Relazioni interne e rapporti con la stampa
Tel. 333-717.94.79 –
relazioni.interne@conservatoriocimarosa.org

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10 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Avellino, Campania, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Musica, Musica classica, Musica Lirica, Regioni | , | Lascia un commento

Concerti a Napoli dal 7 al 13 marzo 2016

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Carmine Pagliuca

Carmine Pagliuca

Questi gli appuntamenti previsti dal 7 al 13 marzo 2016:

Lunedì 7 marzo, alle ore 18.00, presso il Circolo Artistico Politecnico (piazza Trieste e Trento, 48), per “I Lunedì Musicali”, concerto del duo formato da Nicolò Vaiente (marimba) e Eleonora Volpato (arpa)

In programma musiche di Bach, Pachelbel, Debussy, Salzedo, Rodrigo, Damase, Koetsier

Ingresso gratuito per i soci, associati e ragazzi fino ai 15 anni di età.
Per gli ospiti è previsto un contributo
Per info: tel 081426543

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Martedì 8 marzo, alle ore 17.00, nel Museo di Capodimonte, concerto dell’Ensemble Musico Spirto, formato da Roberta Andalò e Sabrina Santoro (soprani) e Maria Rosaria Marchi (clavicembalo)

Programma

C. Monteverdi: Pulchra es

R. Dering: Duo Seraphim

G. Frescobaldi: Decantabat populus Israel

Marc-Antoine Charpentier:
Nativité de la Vièrge
Serve bone

G. Carissimi: Alma redemptoris mater

Sigismondo D’India: Fresche erbette novelle

G. Bononcini:
Chi d’amor fra le catene
Bella sì, ma crudel
Leal dunque il tuo sen?
Con nuovi e dolci modi
Amor è quel bambin

F. Couperin: Motet pour le jour de Pâques

Jean-Jacques Rousseau: da Les consolations des misères de ma vie
Vrai Dieu, que trouble extrème
Beviam!

Costo del biglietto: Euro 6,50 (comprensivo di ingresso al museo)
Ingresso gratuito per le donne

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Martedì 8 marzo, alle ore 18.00, nel Foyer del Teatro di San Carlo, l’Associazione Amici del San Carlo propone la presentazione dell’opera di Giuseppe Verdi “Falstaff” curata dal musicologo Daniele Spini

Ingresso libero
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Martedì 8 marzo, alle ore 20.30, nel Foyer del Teatro di San Carlo, conversazione teatrale con Antonella Rizzo dal titolo “Donne…all’Opera”, dedicata ad alcune delle grandi figure femminili che legarono il loro nome al Teatro più antico d’Europa.

Costo del biglietto: 12 euro
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Mercoledì 9 marzo, alle ore 18.30, presso il Salone degli Specchi del Decumani Hotel de Charme (via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 15 d), concerto del Sestetto Stradivari, formato da David Romano, Marlène Prodigo (violini), Raffaele Mallozzi e David Bursack (viole), Diego Romano e Sara Gentile (violoncelli)

In programma musiche di Rimskij Korsakov e Ciaikovskij

Posti limitati
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria alla mail: info@decumani.com

Sarà gradita una donazione a favore della onlus “Il meglio di te” – sezione Progetto Nisida, allo scopo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani che escono dall’istituto minorile di Nisida.
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Venerdì 11 marzo, alle ore 18.00, nella chiesa dei SS. Marcellino e Festo (largo San Marcellino), per la rassegna Federimusica, concerto del pianista Giorgio Trione Bartoli

Programma

L. v. Beethoven: Sonata in do maggiore, op. 2 n. 3

S. Prokofiev: Quattro pezzi, op. 4

K. Szymanowski: Variazione su un tema popolare polacco, op. 10

M. Balakirev: Islamej – Fantasia orientale. op. 18

Costo del biglietto: 10 Euro
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Sabato 12 marzo, alle ore 17.30, nella chiesa delle Crocelle a via Chiatamone (via Chiatamone, 24) per “I Concerti di Golfo Mistico al Chiatamone”, recital del duo formato da Stefano Maffizzoni (flauto) e Valter Favero (pianoforte)

In programma musiche di Mel Bonis, Cécile Chaminade, Reinecke, Bizet

Costo del biglietto: 10 Euro
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Sabato 12 marzo, alle ore 18.00, al Teatro di San Carlo, nell’ambito del “San Carlo per il sociale”, prova generale aperta al pubblico del “Falstaff” di Giuseppe Verdi

Costo dei biglietti

Platea, palchi I e II fila: 60 Euro
Palchi III, IV fila: 40 Euro
Balconata: 20 Euro

I biglietti per le prove generali saranno in vendita a partire da giovedì 10 marzo e si acquistano ESCLUSIVAMENTE in biglietteria (dalle ore 10 alle ore 17.30), nella quantità massima di 4 biglietti a persona.
Non si accettano prenotazioni né individuali, né per gruppi.
Si ricorda che la prova è aperta in primo luogo alla vendita ai dipendenti del Teatro: dunque i biglietti messi in vendita al pubblico ordinario saranno il residuo della vendita ai dipendenti stessi.

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Sabato 12 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala Chopin (piazza Carità, 6), concerto del pianista Mario Merola organizzato dalla Ditta Alberto Napolitano Pianoforti

Programma

F. Chopin
Notturno op. 27, n. 2 in re bemolle maggiore
Notturno op. 48, n. 1 in do minore

C. Debussy
Reflets dans l’eau
Hommage à Rameau
Mouvement

(da Images – I série)

Clair de lune (dalla Suite bergamasque)

S. Prokofiev: Sonata n. 7 in si bemolle maggiore, op. 83

Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Domenica 13 marzo, alle ore 10.30, con repliche alle ore 11.30 e alle ore 12.30, al Museo Diocesano (Largo Donnaregina), Tableaux vivants dall’opera di Michelangelo Merisi, accompagnati dalle musiche di Mozart, Vivaldi, Bach e Sibelius

Costo del biglietto (cumulativo con la visita al Museo Diocesano)
Intero: 10 Euro
Ridotto gruppi: 8 Euro
Ridotto giovani: 6 Euro (dai 7 ai 18 anni)
Gratis fino a 6 anni

Info e prenotazioni: 081 5571365
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Domenica 13 marzo, alle ore 17.00 (Turno A), al Teatro di San Carlo, per la stagione lirica 2015-2016, allestimento di “Falstaff”, commedia lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito

Direttore: Pinchas Steinberg
Regia: Luca Ronconi (ripresa da Marina Bianchi)
Scene: Tiziano Santi
Assistente alle scene: Alessia Colosso
Costumi: Maurizio Millenotti
Assistente ai costumi: Tiziano Musetti
Luci: A. J. Weissbard
Assistente alle luci: Pamela Cantatore

Personaggi ed interpreti

Sir John Falstaff: Roberto de Candia
Ford: Fabian Veloz
Fenton: Antonio Poli
Dott. Cajus: Cristiano Olivieri
Mrs. Alice Ford: Ainhoa Arteta
Nannetta: Rosa Feola
Mrs. Quickly: Enkelejda Shkoza
Mrs. Meg Page: Marina Comparato
Bardolfo: Bruno Lazzaretti
Pistola: Gabriele Sagona

Allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Teatro Petruzzelli di Bari e con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Costo del biglietto

Palco Reale: 400 Euro
Intero: da 120 a 30 Euro (Palco Reale 400 Euro)
Ridotto: da 110 a 25 Euro (titolari Carte dei programmi di Membership, gruppi di almeno 10 persone membri di enti, CRAL ed associazioni convenzionati con il Teatro di San Carlo)

Giovani under 30 / Over 65**
Platea (III settore): 50 Euro
Palchi: 40 Euro

**Anziani over 65 con reddito minimo (come da circolare INPS n.1 del 9 gennaio 2015) e / o Social Card
_________________________________________________________

Domenica 13 marzo, alle ore 18.30, presso la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi (piazza Monteoliveto), concerto dell’Orchestra Giovanile Napolinova, diretta da Mariano Patti, con la partecipazione dell’oboista Fabio D’Onofrio

Programma

P. Marrone: Lento espressivo dalla Sinfonia per archi

W. A. Mozart: Concerto per oboe e orchestra in do maggiore K. 314

F. Schubert: Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, D. 485

Ingresso al concerto con libero contributo
10 euro (adulti)
5 euro (minori di 25 anni)
Versabile a partire da un’ora prima dell’inizio del concerto

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Domenica 13 Marzo, alle ore 19.00, presso il Santuario Santa Maria della Stella (Via Stella, 25), nell’ambito della rassegna “Arti in Movimento”, Area Arte Associazione propone un concerto con la partecipazione di Rosa Montano (mezzosoprano), Egidio Mastrominico (violino), Mauro Castaldo (organo)

Programma

F. Durante
Overtura in do maggiore
Toccata in do maggiore
Vergin tutt’amor – aria sacra

M. Mascitti: Sonata op. 2, n. 2 a Violino solo e basso continuo

L. Leo (attrib.): Pange Lingua

G. Paisiello
Tantum Ergo
Sonata in sol maggiore
Sonata in re maggiore
Sonata in fa maggiore

Michel Corrette: Sonata I per violino e basso

Charles Gounod:
Offertoire in Do Maggiore
“O Salutaris”

Ingresso libero
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5 marzo, 2016 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Musica Lirica, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro S. Carlo | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Mischa Maisky e la figlia Lily conquistano il pubblico dell’Associazione Scarlatti

Foto Vincenzo Moccia

Foto Vincenzo Moccia

Il recente appuntamento della stagione 2015-2016 dell’Associazione Alessandro Scarlatti ha portato a Napoli il celebre violoncellista Mischa Maisky, giunto con la sua giovane figlia pianista Lily.
Il duo ha proposto alcuni capolavori della letteratura cameristica, compresi in un arco di tempo fra gli albori del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento, appartenenti alla produzione di compositori molto famosi quali Johann Sebastian Bach (1685-1750), Franz Schubert (1797-1828), Robert Schumann (1810-1856) e Johannes Brahms (1833-1897).
L’apertura era rivolta alla Sonata n. 3 in sol minore BWV 1029, ultima di un trittico per viola da gamba e cembalo, scritto da Bach, come molta musica strumentale, durante la sua permanenza alla corte di Köthen (1719-1723).
La successiva Sonata in la minore/maggiore D.821 di Schubert, risalente al 1824, è passata alla storia con l’appellativo di “Arpeggione”, in quanto creata per uno strumento che si stava affacciando sulla scena musicale, sorta di incrocio fra violoncello e chitarra, chiamato anche chitarra d’amore, inventato dal liutaio viennese Johann Georg Stauffer e fortemente sponsorizzato dal virtuoso violoncellista Vincenz Schuster.
La sua diffusione non ebbe il successo sperato, in quanto i primi a rifiutarne l’utilizzo furono proprio gli strumentisti per i quali era stato ideato ma, come testimonianza, rimase questa composizione, pubblicata postuma nel 1871, la cui versione più nota è quella per violoncello e pianoforte.
Dopo l’intervallo abbiamo ascoltato i Fantasiestücke op. 73, scritti da Schumann nel febbraio del 1849, quando risiedeva a Dresda, anche nel tentativo di evadere da un ambiente a lui poco congeniale e che, pochi mesi dopo, sarebbe stato teatro di sanguinose turbolenze politiche, legate ai moti insurrezionali, costringendo l’autore tedesco ad una momentanea fuga.
Chiamati in origine Soireestücke, si inquadrano nella cosiddetta “Hausmusik”, ovvero musica concepita per essere suonata in un contesto casalingo, secondo una tradizione tipicamente tedesca.
Non per questo i tre pezzi, che formano l’op. 73, possono essere considerati di scarso valore, ed anzi risultano curati in ogni minimo particolare, rappresentando piccoli gioielli intrisi di romanticismo
Va ancora ricordato che, creati in origine per clarinetto e pianoforte, proprio per la loro particolare destinazione prevedevano, fin dall’inizio, la possibilità di affidare la parte del clarinetto al violino o al violoncello.
Ultimo brano in programma la Sonata n. 1 in mi minore, op. 38 di Johannes Brahms (1833-1897), frutto di una lunga gestazione, durata dal 1862 al 1865.
Dedicata a Joseph Gänsbacher, violoncellista, giurista ed insegnante di canto al Conservatorio di Vienna, contiene un omaggio a Bach, costituito dall’inserimento, nel terzo ed ultimo movimento, del motivo corrispondente al Contrapunctus XIII de “L’arte della fuga” e venne completata all’indomani della perdita della madre, per cui rispecchia in parte anche lo stato d’animo del musicista.
Veniamo quindi ai due ottimi protagonisti e, se Mischa Maisky è da molto tempo, e meritatamente, sulla cresta dell’onda, la figlia risulta sicuramente meno nota.
Per tale motivo, fermo restando l’eccezionale esibizione del violoncellista, dotato di un suono splendido, raffinato e ricco di sfumature, ci piace sottolineare la prova di Lily, che è riuscita a tenere testa al padre lungo l’intero recital senza alcun cedimento, ma dialogando alla pari.
Da ciò è scaturita una serata di grande spessore, contraddistinta da momenti che rimarranno a lungo impressi nei ricordi del numerosissimo pubblico presente, come nell’allegro conclusivo della sonata brahmsiana.
Entusiasmo alle stelle e bis beethoveniano, tratto da Sieben Variationen über “Bei Männern, welche Liebe fühlen” aus Wolfgang Amadeus Mozarts Oper “Die Zauberflöte”, a coronamento di uno splendido concerto.
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3 marzo, 2016 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Associazioni Musicali, Auditorium Castel S. Elmo, Campania, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Regioni, Sale da concerto | , , , , , | Lascia un commento

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