MusicArTeatro

comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Al Teatro Mercadante Geppy Gleijeses disegna un “Bugiardo” di grande spessore

Geppy Gleijeses
Dopo il successo ottenuto la scorsa estate, quando ha esordito nell’ambito del Napoli Teatro Festival, “Il Bugiardo”, tratto dall’omonima commedia di Carlo Goldoni, nell’adattamento del franco-argentino Alfredo Arias e di Geppy Gleijeses, è stato recentemente riproposto al Teatro Mercadante di Napoli.
Il lavoro, che fu rappresentato a Mantova per la prima volta nel 1750, ebbe come fonte di ispirazione “Le Menteur” del francese Pierre Corneille (1606-1684), che a sua volta aveva attinto il soggetto da “La verdad sospechosa” dello spagnolo Juan Ruiz de Alarcón (1581? – 1639).
Lo stesso Goldoni, nella sua prefazione, indica queste due opere quali punti di riferimento, anche se tiene a precisare di essersi discostato quasi subito da esse, fornendo ambientazioni e svolgimento della vicenda molto differenti.
La trama è incentrata sulle bugie, o per meglio dire le “spiritose invenzioni”, come le definisce il protagonista, Lelio Bisognosi, figlio di Pantalone, tornato a Venezia con il suo fido servitore Arlecchino, dopo essere stato vent’anni a Napoli.
Prima ancora di riabbracciare il padre, Lelio inizia a corteggiare due sconosciute, affacciate alla finestra della loro casa, spacciandosi per un ricchissimo nobile napoletano.
Le due ragazze sono Rosaura e la sorella minore Beatrice, figlie del dottor Balanzoni, al momento libere, con la prima che ha come ammiratore segreto il timidissimo Florindo, studente in medicina, ospite del luminare, che compone una serenata e un sonetto per l’amata senza mai palesarsi (situazione sfruttata da Lelio che, per fare colpo su Rosaura, se ne attribuirà la paternità), mentre la seconda è stata in precedenza chiesta in sposa da Ottavio, senza successo, in quanto Balanzoni vuole accasare prima la figlia maggiore.
L’arrivo di Lelio, inizialmente indeciso su quale delle due scegliere, porta lo scompiglio in casa Balanzoni e provoca la gelosia dell’amico Ottavio, dopo che il figlio di Pantalone gli ha confessato che, approfittando dell’assenza del dottore, è salito in casa sua, intrattenendosi con entrambe.
Nel frattempo il dottor Balanzoni e Pantalone hanno combinato il matrimonio fra Rosaura e Lelio, ma quest’ultimo, non conoscendo la vera identità della promessa sposa, dichiara al padre di non poter accontentarlo poiché a Napoli ha già una moglie, addirittura in dolce attesa.
Pantalone è quindi costretto a dare la notizia a Balanzoni che, parlando con Rosaura, comprende come Lelio si sia spacciato per nobile napoletano per far colpo sulla figlia.
A questo punto Pantalone riceve due missive, una spedita da Napoli e diretta a lui, l’altra proveniente da Roma e destinata al figlio.
Apre la prima, che contiene un documento ufficiale, dove si attesta che Lelio non è sposato per cui, quando se lo trova di fronte, gli chiede ragione dell’accaduto.
Messo di fronte alla verità, a Lelio non rimane che ritornare sui suoi passi ed accettare il matrimonio, soprattutto dopo aver appurato che la futura moglie è Rosaura (la quale, in verità, inizia ad avere seri dubbi sulla sincerità del promesso sposo).
Sembrerebbe tutto risolto, ma la lettera giunta da Roma, dove una certa Cleonice si lamenta di essere stata abbandonata da Lelio, dopo che quest’ultimo aveva intascato la dote di matrimonio, apre definitivamente gli occhi a Pantalone.
Il finale vedrà il trionfo della verità sulla menzogna, con Florindo e Rosaura (e Ottavio e Beatrice), che convoleranno a giuste nozze, mentre Lelio, almeno per il momento bugiardo “pentito”, sarà costretto a sposare Cleonice.

Foto Tommaso Le Pera

Foto Tommaso Le Pera

Uno sguardo, ora, sull’allestimento e sui protagonisti, innanzitutto per sottolineare la scena essenziale di Chloe Obolensky (storica collaboratrice di Peter Brook, che ha curato anche i costumi), sul cui sfondo campeggiava l’immagine di uno scorcio del Canal Grande, dove ogni tanto qualcuno rischiava di cadere o di essere buttato.
Numerose le soluzioni adottate da Alfredo Arias lungo l’arco dello spettacolo, come ad esempio il viraggio degli abiti del protagonista e delle due sorelle, che in apertura indossavano vestiti borghesi, per poi passare quasi subito ai costumi d’epoca.
Interessante anche il breve intervallo, utilizzato dagli attori per discorrere, sempre sul palcoscenico, dei problemi relativi al dopo recita (di natura prettamente alimentare) o, più legati all’attualità, riguardanti l’eventuale proposizione di un lavoro di maggiore impegno sociale rispetto ad una commedia.
Molto divertente, infine, la descrizione della vicenda che aveva costretto Lelio al presunto matrimonio napoletano, mediante l’uso di una sorta di “ombre cinesi”.
Per quanto riguarda i protagonisti, Geppy Gleijeses, ha fornito un’impronta decisamente napoletana al suo Lelio, senza però calcare troppo la mano, ma dando la giusta misura ad un personaggio già di per sé “esagerato”, che pur uscendo alla fine della vicenda con le ossa rotte, è sempre visto con simpatia dal pubblico.
Ulteriore merito dell’attore, che ha voluto dedicare lo spettacolo alla memoria di Mario Scarpetta (con il quale Gleijeses debuttò nel 1972 e che lo aveva più volte spronato, senza successo, ad interpretare Lelio), è stato quello di apportare alla commedia, insieme al regista, alcuni tagli e piccole variazioni che, senza snaturarne l’essenza, hanno contribuito a rendere ancor più godibile l’insieme.
Così la figura di Colombina è stata eliminata, Beatrice aveva ancor meno spazio, mentre Balanzoni, aggirandosi sulla scena con occhiali scuri e bastone, appariva una sorta di gatto collodiano (trasformazione molto ironica, in quanto ci si chiede come potesse esercitare, in quelle condizioni, la sua professione di medico).
Infine Cleonilde, la cui presenza a Venezia, nel testo originale, è solo annunciata, giungeva invece sul palcoscenico in carne ed ossa per chiedere energicamente giustizia del torto subito.
Relativamente agli altri attori, Marianella Bargilli ha disegnato una ottima Rosaura, progressivamente conscia dell’inaffidabilità di Lelio ed alla fine conquistata da Florindo.
Dal canto suo Andrea Giordana si è calato con la consueta bravura in un ruolo ricoperto da predecessori ugualmente illustri come Cesco Baseggio, e Luciano D’Amico si è divertito (e ha divertito il pubblico) nel proporre un Balanzoni che, come abbiamo accennato in precedenza, risultava privo di vista e quanto mai “sui generis”.
Molto bravi i due “figli d’arte”, con Lorenzo Gleijeses, che ha dato vita ad un Arlecchino di elevatissimo spessore e ad un Brighella strepitoso.
Non gli è stato da meno Luchino Giordana, nei panni del timidissimo Florindo, capace comunque di un colpo d’ala conclusivo, grazie al quale si assicurava la mano di Rosaura.
Due anche i personaggi interpretati da Valeria Contadino, che ha ben ritagliato le figure di Beatrice, sorella e rivale in amore di Rosaura e Cleonice, promessa sposa romana, la cui irruzione sulla scena con tanto di parlata burina, smontava definitivamente il castello di bugie costruite da Lelio.
“Last but not least” Mauro Gioia, nel duplice ruolo di Ottavio e dell’uomo in maschera, al quale era affidata l’interpretazione delle serenate (una composta sul testo originale goldoniano, l’altra in inglese, ispirata al teatro di Shakespeare), scritte dallo stesso Gioia, autore anche delle altre suggestive musiche che accompagnavano lo spettacolo.
Pubblico numeroso, nonostante la concomitanza con l’8 marzo, che si è sicuramente divertito ed ha potuto apprezzare un gruppo di attori quanto mai compatto e versatile, trascorrendo un paio d’ore molto piacevoli che sono letteralmente volate.

_________________________________________________________

Seguici su Facebook:

MusicArTeatro

MusicArTeatro Eventi a Napoli

imagesSu Twitter: @Music_Ar_teatro

**P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’**

Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo
tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

ascoltalo GRATIS su:SPO

…e molti altri network in tutto il mondo! per scoprirliclikka qui

14 marzo, 2016 - Posted by | Campania, Italia, Napoli, Regioni, Teatri, Teatro, Teatro Mercadante | , , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: