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Al Clubino il grande ritorno di “Duets” con Susanna Canessa, Monica Doglione e Nicola Rando

Duets al Clubino
L’associazione culturale “Il Clubino”, situata nel quartiere napoletano del Vomero, ha ospitato il nuovo appuntamento di “Duets”, progetto portato avanti da Susanna Canessa (voce e chitarra) e Monica Doglione (voce).
Accompagnate per l’occasione dal sassofonista Nicola Rando, chiamato a sostituire il percussionista Luca Guida (assente giustificatissimo in quanto fermo a causa di un incidente stradale, che avrebbe potuto avere conseguenze molto più serie), le due artiste hanno proposto una serie di motivi legati a generi che spaziavano dalla musica folk, nazionale ed internazionale, a quella leggera di qualità.
L’apertura era dedicata a “I Dreamed I Saw Joe Hill Last Night”, incentrata sulla figura dello svedese Joel Emmanuel Hägglund, giunto negli USA (dove si faceva chiamare Joseph Hillström) per cercare fortuna.
Fu ben presto costretto a confrontarsi con una realtà completamente diversa da quella che immaginava, dove gli immigrati lavoravano senza alcuna tutela e vivevano ammassati in quartieri periferici e malsani.
Cercò quindi di lottare per i loro diritti, in particolare con le sue canzoni, che erano molto note perché accompagnavano i cortei di protesta, attirandosi così le ire degli imprenditori.
Per tale motivo, una volta accusato di un delitto mai commesso, venne condannato a morte e fucilato, nonostante le pressioni della comunità internazionale e del presidente americano Wilson, che per due volte chiese invano la grazia.
La sua fama era talmente elevata che, nel decennale della morte (1925), lo scrittore e poeta britannico Alfred Hayes volle ricordarlo con alcuni versi, che nel 1936 furono musicati da Earl Robinson per dare vita a I Dreamed I Saw Joe Hill Last Night, interpretata prima da Pete Seeger, poi da Joan Baez al leggendario raduno di Woodstock del 1969.
Il successivo Don’t Think Twice, It’s All Right (1962), che originava dal tradizionale Who’s Gonna Buy Your Chickens When I’m Gone, utilizzato in precedenza dal folksinger Paul Clayton, nacque invece dalla tormentata storia d’amore di Bob Dylan con l’artista e attivista Susan Elizabeth (Suze) Rotolo.

da sin.: Susanna Canessa, Monica Doglione e Nicola Rando

da sin.: Susanna Canessa, Monica Doglione e Nicola Rando

Era poi la volta di un terzetto di brani degli anni ’50, che riuniva Where Have all the flowers gone, canzone contro la guerra di Pete Seeger, la spiritosa Santa Baby (di Joan Javits e Philip Springer), cantata da Eartha Kitt e poi interpretata anche da Marylin Monroe, Madonna, Britney Spears, Kylie Minogue e Shakira, e Wonderful World (di Lou Adler e Herb Alpert), uno dei motivi di successo di Sam Cooke.
Non poteva mancare un riferimento alla tradizione classica napoletana, rappresentata nell’occasione da ‘A vucchella (1907), nata dalla collaborazione fra gli abruzzesi Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Tosti, seguita dall’accostamento fra Libertango di Piazzolla e Canzone appassiunata di E. A. Mario, che ha visto entrare sulla scena il sassofono di Nicola Rando.
Dopo l’accostamento fra le prime battute del leitmotiv creato da Nicola Piovani per il film “La vita è bella”, con la celeberrima Barcarola di Jacques Offenbach (dall’opera “I racconti di Hoffmann), toccava alla sarda Frore in su nie (Fiore sulla neve) portata alla ribalta da Andrea Parodi, anima dei Tazenda.
Dalla Sardegna al Portogallo del poeta Fernando Pessoa, con O infante, basata su una lirica, musicata da Dulce Pontes, appartenente alla raccolta Mensagem, seguito da La forma de querer, suggestivo tributo di Susanna Canessa e Vincenzo Albi al poeta Pedro Salinas.
Si continuava con un vivace trittico, costituito da “Pajarillo Barranqueño” del messicano Alfonso Esparza Oteo (1894-1950), proposto da Joan Baez nell’album Ring Them Bells (1995), “La gelosia non è più di moda” (di Schisa-Panzeri-Rastelli, 1939), tratto dal repertorio del Trio Lescano e “Però mi vuole bene” (di Savona-Cichellero-Giacobetti, 1964), nota canzone del “Quartetto Cetra”.
Il gran finale era dedicato ad un doveroso omaggio a Pino Daniele, con lo struggente “Terra mia”, pezzo che nel 1977 diede il titolo all’album di esordio del grande cantautore recentemente scomparso.
Fin qui il programma ufficiale ma, come sempre, non sono mancati i bis, iniziando da “Un mondo d’amore” (di Migliacci-Zambrini-Romitelli), famosa canzone di Gianni Morandi, passando per “Gracias a la vida”, testamento spirituale della poetessa e cantante cilena Violeta Parra, brano particolarmente caro a Susanna Canessa e chiudendo con Here’s to you di Ennio Morricone, dal film di Giuliano Montaldo “Sacco e Vanzetti”, motivo che, accompagnato dai testi di Joan Baez, è divenuto uno dei suoi cavalli di battaglia con il nome di “Ballata di Sacco e Vanzetti”.
Dal breve resoconto si comprende come il programma fosse quanto mai corposo e caratterizzato da canzoni, non sempre famose, ma tutte bellissime, merito della scelta operata da Susanna Canessa e Monica Doglione, che hanno confermato di essere una coppia artisticamente dotata e molto affiatata, in grado di trasmettere al pubblico una vasta gamma di emozioni.
Molto bravo anche il sassofonista Nicola Rando, che non ha mai tentato di far prevalere le sonorità del suo strumento, ma si è perfettamente amalgamato con le due soliste, rappresentando un valore aggiunto.
Ricordiamo, infine, alcuni interventi preregistrati di Luca Guida, che in questo modo ha duettato virtualmente con le protagoniste della serata, e ora attendiamo il prossimo appuntamento con “Duets” che, da indiscrezioni di prima mano, sembra sarà rivolto alle “contaminazioni”, delle quali abbiamo avuto già due piccoli esempi negli abbinamenti fra Libertango e Canzione appassiunata, e tra La vita è bella e la Barcarola di Offenbach.
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19 gennaio, 2015 - Posted by | Campania, Canto, Concerti, Country music, Folk music, Italia, Monica Doglione, Musica, Napoli, Regioni, Susanna Canessa | , , , ,

1 commento »

  1. L’ha ribloggato su susanna canessa.

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    Commento di susannacanessa | 21 gennaio, 2015 | Rispondi


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