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Grandi emozioni al Tunnel Borbonico con “Stop the War!” di Susanna Canessa e Monica Doglione

Da sinistra a destra Monica Doglione, Susanna Canessa, Annie Pempinello, Francesco De Laurentiis e Luca Guida - Foto Alessandro Catocci

Da sinistra a destra Monica Doglione, Susanna Canessa, Annie Pempinello, Francesco De Laurentiis e Luca Guida – Foto Alessandro Catocci

Memore di quanto era accaduto durante i moti del 1848, re Ferdinando II volle far costruire un percorso sotterraneo che, dalla zona delle caserme, adiacente all’attuale piazza dei Martiri, giungesse fino alle vicinanze di Palazzo Reale, in modo tale da poter prendere alle spalle i rivoltosi, in caso di attacco alla sua residenza.
Il progetto, affidato nel 1853 all’architetto Enrico Alvino, venne portato a termine, superando brillantemente numerose difficoltà di ordine tecnico e logistico, nel maggio del 1855.
Nacque così il Tunnel Borbonico di Napoli, che perse quasi subito la sua funzione originaria, considerando che, soltanto 5 anni dopo, ebbe fine il Regno delle due Sicilie.
Negli anni seguenti, perciò, il tunnel subì varie utilizzazioni, fino a divenire un sicuro rifugio dai bombardamenti, durante il secondo conflitto mondiale, e successivamente, fu anche adibito a deposito di auto e moto sequestrate dalla polizia.
Solo da pochissimi anni, questa cavità sotterranea è stata riportata agli antichi splendori, diventando non solo una delle maggiori attrazioni turistiche della città, ma anche sede di eventi artistici.
In tale ambito, la chitarrista e folksinger Susanna Canessa ha recentemente proposto, insieme a Monica Doglione (voce), Luca Guida (percussioni) e Annie Pempinello (voce recitante), un concerto dal titolo “Stop the War!”, incentrato su canzoni contro la guerra e contro tutte le forme di violenza.
In apertura abbiamo ascoltato Be still, my soul, inno protestante il cui testo fu abbinato alla principale melodia del poema sinfonico Finlandia di Jean Sibelius.
Il tutto è legato alla storia di Eric Liddell, atleta scozzese immortalato nel film “Momenti di Gloria” che, missionario in Cina, fu catturato dai Giapponesi nel 1941, ed internato in un campo di prigionia, dove portò avanti una serie di iniziative per rendere meno difficile la vita dei suoi compagni e, fra le altre cose, insegnò a tutti questo brano.
Il successivo Dona Dona, melodia tradizionale yiddish, ripresa da Zeitlin e Secunda per la commedia musicale Esterke (1940-41), e trasformata da Joan Baez in Donna Donna, descriveva, nella prima strofa, il dramma di un capretto che andava verso il macello paragonato, nella seconda, ad un ragazzino che veniva deportato in un campo di concentramento.
Era poi la volta di Esquinazo del guerrillero, serenata composta dai cileni Fernando Alegría e Rolando Alarcón e di Llegó con tres heridas, tratto dalla tradizione iberica, su testi di Miguel Hernández, musicati dal connazionale Joan Manuel Serrat.
L’ampia pagina statunitense iniziava con Day after Tomorrow di Tom Waits, proseguendo con Jerusalem e Jericho Road, entrambe di Steve Earle.
Toccava quindi ad un momento esclusivamente recitato, rivolto alla struggente I Saw the Vision of Armies, frammento da “When Lilacs Last in the Dooryard Bloom’d” (1865-66), elegia scritta dal poeta americano ‎‎Walt Whitman in ricordo del presidente Abraham Lincoln, assassinato nel 1865.
Infine, si entrava nell’universo del cantautore Bob Dylan, con un medley comprendente Blowin’ in the Wind, manifesto del movimento pacifista, la cui melodia originava da un canto afro-americano, mentre Here’s to You di Ennio Morricone rievocava le figure dei due anarchici italiani Sacco e Vanzetti, emigrati negli USA e lì ingiustamente condannati a morte per un delitto mai commesso.
Ultimi due brani in programma, entrambi di autori cileni, Todo Cambia di Julio Numhauser e Gracias a la vida della poetessa e cantante Violeta Parra, testamento spirituale, in quanto scritto pochi mesi prima del suo suicidio, e anche brano con il quale si chiude, per tradizione, ogni recital di Susanna Canessa.
Veniamo ora agli interpreti, con il trio formato da Susanna Canessa, Monica Doglione e Luca Guida che ha evidenziato il consueto affiatamento e, complice l’unicità del luogo dove si è svolto il concerto, ha saputo trasmettere emozioni particolari al numeroso pubblico convenuto.
Non è stata da meno l’attrice Annie Pempinello, che ha letto, con grande intensità e trasporto, i testi delle canzoni maggiormente significative, così come notevole è risultato l’apporto del violinista Francesco de Laurentiis nel ruolo di “special guest”.
Pubblico entusiasta e partecipativo, che è stato salutato con C’era un ragazzo che come me di Migliacci-Lusini, celeberrima canzone di protesta contro la guerra del Vietnam, portata al successo da Gianni Morandi.
In conclusione un concerto ricco di suggestioni, scaturite da un repertorio di vasto respiro internazionale, indicativo della valenza universale delle canzoni contro la guerra.

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11 giugno, 2013 - Posted by | Annie Pempinello, Folk music, Monica Doglione, Musica, Susanna Canessa | , , ,

4 commenti »

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