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Al Teatro Sancarluccio la storia di Maddalena Cerasuolo, eroina quasi sconosciuta delle “Quattro giornate di Napoli”

Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credendino

Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credendino

Quasi a ridosso del 25 aprile, il Teatro Sancarluccio ha tenuto a battesimo, nell’ambito della sezione Napoli Games – Fratelli d’Italia, “Lenuccia, una partigiana del Sud”, proposto da Vodisca Teatro in collaborazione con Teatro in Fabula.
Scritto e diretto da Aniello Mallardo ed interpretato da Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credendino, la rappresentazione era rivolta alla figura di Maddalena Cerasuolo, detta Lenuccia che, durante le Quattro Giornate di Napoli (27-30 settembre 1943), ad appena ventitré anni, compì numerosi atti eroici, fra i quali il salvataggio, insieme al padre e ad altri partigiani, del ponte della Sanità, che i tedeschi volevano far saltare in quanto principale via d’accesso alla città.
Insignita della medaglia di bronzo al valor militare, Maddalena è morta nel 1999 e, dal 2011, il ponte della Sanità porta il suo nome, grazie all’impegno profuso dai due figli, Gennaro e Gaetana, e dalla sorella, che hanno trovato l’ampio appoggio di associazioni cittadine politiche e non, così da mantenere il ricordo di questa figura leggendaria e portarla ad esempio fra le attuali generazioni e quelle future, in un paese che dimentica tutto troppo presto.
Venendo alla rappresentazione, essa era ambientata negli anni ’50, ma conteneva numerose scene che rievocavano quanto accadde a Napoli, dalla dichiarazione di guerra del 1940, fino all’arrivo degli americani nel 1944, a città ormai già liberata.
Due, come detto all’inizio, gli attori sul palcoscenico, Maddalena Stornaiuolo e Luigi Credendino, che si muovevano fra pochi oggetti, lasciando libero spazio all’immaginazione.
Ciò che colpiva maggiormente era la strepitosa immedesimazione di entrambi, nonostante abbiano avuto la fortuna di non vivere personalmente quei terribili anni, con la Stornaiuolo che ha disegnato una Cerasuolo di grande credibilità, pur avendola conosciuta solo attraverso il testo teatrale e, forse, dai racconti dei figli, e Credendino, che ha ricoperto diversi ruoli, dallo strano ragazzo che la protagonista incontra nella scena iniziale, fino al soldato americano, passando per il soldato tedesco ed il fratello di Maddalena.
Siamo di fronte a due giovani attori, bravissimi e molto preparati, dietro i quali si intuisce un duro lavoro quotidiano e tantissimo impegno, che alla fine ripaga, almeno in termini di soddisfazione personale.
Aggiungiamo ancora che lo spettacolo si avvale del sostegno economico di 125 co-produttori ed è ecologicamente sostenibile, in quanto le due compagnie hanno calcolato le emissioni di CO2, prodotte dai gas di scarico delle loro autovetture e dall’energia consumata per l’impianto audio, luci e computer, compensandole con la creazione di due aiuole, una presso il Teatro Area Nord, dove sono state collocate oltre 20 varietà di piante e l’altra a piazza Bellini.
Il nostro augurio è che “Lenuccia” possa ottenere il successo che merita nella sua prossima tournée, attraverso il profondo Nord, così da far comprendere alle popolazioni settentrionali che ci furono anche partigiani meridionali) ed inoltre speriamo di avere la possibilità, in futuro, di apprezzare nuovamente i due artisti.
La conclusione, quasi doverosa, la dedichiamo al Teatro Sancarluccio, che ha ospitato la prima nazionale dello spettacolo, in quanto la storica sala di via S. Pasquale è ormai vicina alla definitiva chiusura.
Mancano i fondi, ma soprattutto risulta nullo l’interesse delle istituzioni cittadine, troppo tese ad organizzare “grandi eventi” (il cui ritorno economico è tutto da stabilire), per poter gestire il quotidiano in modo decente ed essere in tal modo interessate a salvare un pezzo di cultura napoletana che, da oltre 40 anni, si caratterizza per programmi di altissimo livello artistico.

Marco del Vaglio

27 aprile, 2013 Posted by | Campania, Italia, Napoli, Teatro, Teatro "Sancarluccio" | , , , , , , | Lascia un commento

   

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