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Torna a Napoli e va in scena al Teatro TAN “Pina…ma perché a Napoli no!”

Bucciero RomaA un anno dal debutto torna a Napoli, a grande richiesta, Pina… ma perché Napoli no! Lo spettacolo firmato da Flavia Bucciero, in scena la Compagnia Movimentoinactor Teatrodanza, sarà sabato 6 aprile con due repliche alle 10.30 per gli allievi delle scuole superiori e alle 20.30 in serale (con replica domenica 7, alle ore 18) al Teatro TAN di Piscinola (via Dietro La Vigna 20).
Prodotto dal Consorzio Coreografi Danza d’Autore, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Toscana, lo spettacolo che prende vita da un pensiero, una domanda retorica, un sogno, un desiderio incompiuto: perché un’artista come Pina Bausch che ha dedicato tanto della sua produzione agli umori di molte città internazionali, ed ha tanto amato Napoli, non ha realizzato uno spettacolo su questa città così stimolante per creare?
L’interrogativo non cerca una risposta, ma è chiaramente una provocazione dalla quale la coreografa parte per ispirarsi idealmente e affettivamente ad una delle più grandi artiste del Novecento che amava tanto Napoli, la sua gente e le sue contraddizioni.
E tutto questo serve alla Bucciero anche a ricongiungersi con le proprie origini, con la danza espressionista, che è alla base della sua formazione artistica, e con Napoli luogo di nascita e di parte della sua vita.
Una Napoli che ha il privilegio di poter guardare dal di fuori e dal di dentro, e che ravvisa piena di contraddizioni: sensuale e seducente come una bella donna, ma anche acida e spietata, solare e piovosa (come solo Napoli può essere) divertente e ironica, tragica e disincantata.
Si sofferma sull’individualità e sulle relazioni maschili-femminili, che a volte diventano metafora di altro.
La scelta musicale dello spettacolo evita volutamente riferimenti alla musica napoletana, se non per qualche breve, ironica citazione neomelodica che sembra arrivare come da un altro mondo.
E poi musica barocca, turca, araba, jazz.
Sonorità diverse e discordanti come discordante è la Napoli citata nel titolo.

“Ho fatto un sogno. Ti ho sognata. Tu correvi, correvi, correvi, danzavi e correvi, correvi e danzavi per tutto il mondo per tutta la terra (…) poi sei passata pure per Napoli, ma non ti sei fermata, non hai creato nessuna danza per questa città. Allora, io nel sogno ti inseguivo e gridavo: Pinuccia, pinù, guarda che Napoli si piglia collera, nun può fa accussì, una danza gliela devi dedicare a questa città, è tanto bellella, è tanto sfiziosa, è tanto simpatica…”  (dal breve monologo iniziale dello spettacolo).

Biglietto
Intero: 12 euro
Ridotto: 8 euro

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Pina…ma perché Napoli no!
Regia e corografia Flavia Bucciero
Assistente alla coreografia: Franco Corsi
Danzatori/interpreti Flavia Bucciero, Franco Corsi, Sabrina Davini, Laura Feresin, Cristian Ponzi
Musica AA.VV.
Disegno luci e idea scenografica: Riccardo Tonelli
Costumi: Lucia Castellana

Per informazioni
mail: liberascena@libero.it
tel.: 081 18862368

Raffaella Tramontano
Ufficio Stampa e Comunicazione
Mob +39 392 8860966 / 338 8312413
Mail: raffaella.tramontano@gmail.com / raffaella.tramontano@libero.it

Rassegna stampa

“…L’intero spettacolo nasce da un interrogativo che la coreografa Flavia Bucciero si è posta, ovvero come mai Pina Bausch, che ha dedicato il suo lavoro a tante città di bellezza e fama internazionale, non abbia al contrario mai realizzato niente per Napoli e la sua gente, che l’artista conosceva e amava profondamente. Fulcro della coreografia non è tanto la pretesa di voler dare una risposta a questa domanda, quanto più una provocazione dalla quale partire per mettere in scena un omaggio a Pina Bausch e più di tutto a Napoli e alle sue contraddizioni: (…) la scelta musicale dell’intero spettacolo evita volutamente inserimenti di musiche o canzoni napoletane, tranne che per qualche citazione neomelodica (…) Sia la coreografia, studiata intorno alle relazioni maschili e femminili ed all’individualità dei danzatori. Che quella del teatro dalla struttura notoriamente inusuale, rappresentano una sorta di legame, “un cavo- come ha concluso la coreografa-che unisce al tempo stesso il ventre della città ed il suo esterno”
Rosalba Ferrante, Terza Pagina, 29 marzo 2012

“…Nasce dal mancato matrimonio artistico tra Napoli e il suo Tanztheater “Pina…ma perché Napoloi no!” nuova creazione di Flavia Bucciero (…) La musica, in perfetto stile Bausch ammicca a melodie barocche, flirtando con i ritmi jazz, le mollezze armoniche della tradizione araba, le frasi aperte delle brevi citazioni neomelodiche . Una provocazione soft il titolo del suo ultimo lavoro” . Laura Valente, La Repubblica Cultura-Napoli; 30 marzo 2012
“…”Tutto è iniziato da un sogno” spiega la Bucciero e da un dubbio che da tempo la tormentava. “Il perché Pina Bausch, che pure ha realizzato spettacoli dedicandoli a grandi città europee, non ha mai fatto nulla per Napoli”. Ed ecco allora la risposta. Che non è quello che la Bausch avrebbe potuto dire, ma uno spettacolo che la napoletana dedica alla grande danzatrice… “
Donatella Longobardi, il Mattino, 30 marzo 2012

“…L’utopia che vede la Bausch lavorare con Napoli e su Napoli, per mutarne gli orizzonti, così come ha fatto con il teatro e la danza, si realizza in una forma possibile attraverso le coreografie della Bucciero ed il corpo della compagnia Movimentoinactor. L’intera rappresentazione si svolge su un percorso di umori in continua variazione che, accompagnati da una selezione musicale fortemente mediterranea, rimandano al dolore, all’ironia, alla malinconia ed alla violenza di una città seducente come Napoli…”
Maria Mazzoni, Il Denaro , 31 marzo 2012

“…L’immagine onirica comincia a diradarsi, e da sotto una coltre formata da fogli di giornali compaiono ad uno ad uno i quattro danzatori interpreti: è il risveglio della quotidianità, con cui anche una città come Napoli è abituata a giocarci. I protagonisti (…) cominciano a misurarsi con le contraddizioni, gli stridori, le cose belle e quelle brutte, quelle piacevoli e quelle spiacevoli della città. Napoli per loro è danza, sesso, sole, pioggia, amore, rabbia . Affiora l’individualità artistica della Bucciero dai contorni netti e precisi. ..(I ballerini) creano una serie di quadri allegorici che esaltano aspetti ontici della napoletaneità. Particolarmente emblematici sono quelli della “lotta dei gallinacei” e dell “erotismo”. (…). Per l’autrice, la presenza del gallo nella nostra città è molto forte e sentita (…) E’ un animale che vive nel letame, ma che sa anche lievitare dal suolo (…) La coreografia (quella sull’erotismo) che la rappresenta, ancor più della prima, ha ritmi coinvolgenti, sfrenati, ma anche toni sublimi. I movimenti che simulano gli amplessi, anche i più audaci, sono eleganti e avulsi da qualsiasi caduta di stile. Suonano le note di “Dans mon jardin”, il giardino fantastico, in cui c’è tutto, ma soprattutto, “c’è gente che non escluderemo mai”. Napoli è così, c’è il bello e il brutto, il buono e il cattivo, ma c’è soprattutto, un senso dell’umanità molto profondo dove nessuno verrà messo mai ai margini…”
Mimmo Sica, Roma Spettacoli, 1 aprile 2012

“Roma- Lo Spazio:’ Pina…ma perché Napoli no!’
…L’autrice, attraverso una forma di danza espressionistica, traduce in suoni,musica e colori una serie di iconografie che vogliono rimandare( sia lo spettatore che la stessa autrice) ad una Napoli della memoria piena di contraddizioni, di umori contrastanti dove il tragico e il divertente si alternano e che costituiscono il fascino e la dannazione,allo stesso tempo, di questa città così unica e particolare…”
Antonella Salerno, Renato Ribaud, Cultura News, marzo 2013

“…La scena iniziale evoca da subito un’atmosfera onirica di pacato disordine, grazie a luci azzurrine (…) che, come fossero un’alba alternativa, risvegliano i quattro personaggi – due donne e due uomini , i quali intendono rappresentare l’essenza di Napoli con la forza della musica, della sensualità, della caoticità e dei ritmi tipici di questa straordinaria terra; e così si susseguono una serie di sonorità arabeggianti, di tanghi, dall’antico barocco al moderno jazz, per esaltare la natura femminea, frivola e civettuola, di una città tanto generosa quanto complessa, come pure vizi e virtù di un territorio fortunatamente baciato dal sole e dal mare ma drammaticamente sovrastato dalla minacciosa presenza del Vesuvio. Perché Napoli è sole ma anche vento e pioggia, convivenza difficile, spesso spudorata, di assurde contraddizioni e profondi squilibri: Napoli è amore e sesso, orgoglio e rabbia, solidarietà e competizione, fantasia e buonumore, creatività e buon cibo, paesaggi incredibili e caotica edilizia. Sono indubbiamente forti e coinvolgenti, difatti, alcuni momenti particolarmente evocativi…”
Maria Raffaella Pisanu, Oltre Cultura, 17 febbraio 2013

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5 aprile, 2013 - Posted by | Arte, Campania, Danza, Italia, Napoli | , ,

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