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Mercoledì 26 e giovedì 27 settembre l’ “Odissea Napoletana” di Gabriele Russo al Napoli Teatro Festival Italia

Mercoledì 26 settembre, alle ore 20.00, al Teatro Bellini (con replica giovedì 27, sempre alle ore 20.00) debutta, nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, Odissea Napoletana – In assenza del padre.
Un gruppo di persone nella stessa condizione si divide in due gruppi, dominati e dominanti; il viaggio di Telemaco alla ricerca di Ulisse; il suo rapimento, la successiva presa di coscienza del popolo, il ribaltamento del potere fino ad arrivare al caos.
Questa è la chiave del viaggio attraverso il mito greco dal regista napoletano Gabriele Russo.
Il palcoscenico è interamente cosparso di terra scura che prorompe in platea trasformando la sala in una grande arena.
Su una scena di pietra nuda, alcune panche, disposte a semicerchio, sostituiscono le file di poltrone consentendo al pubblico di vivere la vicenda in prima persona.
Così Gabriele Russo porta in scena Odissea Napoletana, una vibrante riflessione sulla società contemporanea.

Ma qual è il rapporto tra la sua Odissea e quella di Omero?

Gabriele Russo

“Una poesia di Konstantinos Kavafis, che mi ha evocato alcune suggestioni, termina con questi versi – spiega Russo – Odissea seconda e grande, forse più grande della prima. Ma purtroppo priva di esametri, priva di Omero. Chiaramente più grande della prima non è un riferimento alla qualità dell’opera di Omero ma al periodo storico che stiamo vivendo, che in senso generico potremmo definire un’Odissea. A differenza dei personaggi omerici e di Ulisse in particolare, in cui il viaggio e le esperienze vissute lasciavano segni nel corpo e nella memoria, oggi, almeno apparentemente o consapevolmente, sembra che ciò che accade giorno dopo giorno, non lasci segni nelle persone. È certo che stiamo parlando di una percezione sbagliata poiché in realtà tutto ci segna, ma viviamo in una società, scientificamente creata da un potere “senza più nomi né facce” che è molto al di sopra di noi, per cui il tempo scorre ad una velocità tale da alterarne la percezione, del tempo stesso e di conseguenza di quello che accade. Per cui può succedere che mentre accade il più tremendo dei delitti, cinque minuti dopo ce ne siamo già dimenticati, pronti a correre non si sa bene dove e soprattutto perché. È pur vero che se il delitto ci riguarda da vicino la percezione migliora un pochino. A questo punto, sarebbe importante capire quante altre cose ci riguardino davvero da vicino. Tornando al fuoco della domanda, direi che l’Odissea di Omero è una suggestione, una eco che viene da lontano e continuamente tradita, un’atmosfera più che un reale contenuto”.
Nello stesso modo anche la napoletanità è soltanto una eco, di suoni e suggestioni, di parole stracciate e viscerali. Non sono presenti riferimenti precisi alla condizione di Napoli in particolare.

Il sottotitolo dello spettacolo è “In assenza del padre”, un tema sempre attuale (da I fratelli Karamazov di Dostoevskij fino a Habemus papam di Moretti)

“I temi che sono sempre attuali – spiega ancora Russo – hanno evidentemente qualcosa di universale ed irrisolvibile. Nel caso dei fratelli Karamazov però il rapporto è affrontato praticamente dal punto di vista opposto, lì il figlio, Dimitrij finisce per uccidere il padre. Nel mio caso c’è Telemaco, che invece un padre lo vorrebbe, lo cerca, lo inventa. Crede e spera che sia un eroe, ma nel nostro caso, ed ecco il tradimento dell’Odissea, Ulisse non è un eroe. In questo caso per me il padre nel rapporto Telemaco-Ulisse rappresenta una metafora, e forse anche un’accusa ai padri della nostra generazione che non hanno saputo costruire nulla per il futuro delle generazioni prossime, anzi, hanno distrutto tutto quello che era stato costruito dalla generazione precedente nel giro di venti, trenta anni. Ecco un caso di delitto che ci riguarda più da vicino di quanto non avvertiamo”.
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Odissea Napoletana – In assenza del Padre

Progetto di Gabriele Russo
Collaboratore alla regia Marco Manchisi
Allestimento scenico Francesco Esposito
Costumi Chiara Aversano
Disegno Luci Salvatore Palladino
Movimenti Coreografici Eugenio Dura
Regia Gabriele Russo

con (in ordine alfabetico)
Diletta Acquaviva, Claudio Javier Benegas, Viviana Cangiano , Roberto Capasso , Marco Mario De Notaris, Adriano Falivene, Annarita Ferraro, Stefano Ferraro, Giuseppe Fiscariello, Martina Galletta, Serena Mattace, Gioia Miale, Marco Palvetti, Elena Pasqualoni, Danilo Rovani, Lorenza Sorino, Luca Varone
e con
Pippo Cangiano

Direttore di palcoscenico Antonio Verde
Elettricista Maurizio Di Maio
Fonico Luca Sgarbi
Assistente costumista Violetta Di Costanzo – Nunzia Russo
Scene e attrezzeria Scenotecnica de Capua/ Napoli
Realizzazione Costumi Masquerade srl/Napoli
Service luci e fonica Emmedue srl/Napoli
Foto di Scena Francesco Squeglia
Grafica Guerrera Style/Napoli
Ufficio Stampa Katia Prota
Ufficio Produzione Rino Di Martino – Alessandra Attena
Distribuzione Patrizia Natale

Si ringrazia
Sergio Fenizia, Claudio Buono
Produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

Fondazione Campania dei Festival
via dei Mille, 16
Napoli

Napoli Teatro Festival Italia
www.napoliteatrofestival.it
info@napoliteatrofestival.it
tel/fax: +39 081 19560383

Ufficio stampa
Napoli Teatro Festival Italia
tel.: +39 081 4206485
Raffaella Tramontano: +39 392 8860966
Viola Tizzano: +39 339 8146592
Ivan Morvillo: +39 393 9687733
Valeria Prestisimone: +39 339 2082696
Melina Chiapparino: +39 389 4353167

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25 settembre, 2012 - Posted by | Agenda Eventi, Napoli, Teatro | , ,

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