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Domenica 2 settembre inizia, da Trani e San Nicandro Garganico, “Lech Lechà” (Va’ verso te stesso) – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica

Parte da Trani e San Nicandro Garganico ‘Lech Lechà’ (Va’ verso te stesso) – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica, manifestazione che coinvolge 10 città pugliesi (Trani, Barletta, Andria, Bari, San Nicandro Garganico, Manfredonia, Brindisi, Oria, Nardò, Lecce): una kermesse multidisciplinare con un ricco programma articolato in dieci moduli:

1) Giornata Europea della Cultura ebraica 2012;
2) Reshit (Conferenze);
3) Ulpàn (Corso di Lingua Ebraica);
4) Safarim (Fiera del libro ebraico);
5) Il Canto di Abramo (Concerti e produzioni teatrali);
6) Un ebreo a Hollywood (Cinematografia ebraica);
7) Le Pietre Raccontano (Visite guidate ai tesori di Puglia);
8) I Sogni di Giuseppe (Seminario sulla interpretazione di sogni e visioni nella Torà e nei Profeti);
9) Chi è rimasto a bottega? (Minchà e Arvit in Scolanova, stand di libri e dischi, gastronomia kasher);
10) Yam ha – Shabbat (Il Sabato cuore pulsante della vita ebraica e modello di ricreazione dell’uomo).

Chiuderà la manifestazione (8 settembre) La Notte dell’ebraismo tranese (Libri, Cabala, visite guidate, umorismo, gastronomia kasher).

Segnaliamo il programma della Prima Giornata (2 settembre), che coincide con la Giornata Europea della Cultura ebraica 2012, con gli eventi indicati per tipo di ‘modulo’ (identificato da un numero) e per sede.

Trani, Piazzetta Scolanova dalle ore 10:30 alle 13:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Stand librario&discografico, enologia e artigianato ebraico con possibilità di acquisto

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 10:30
1.Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Inaugurazione Giornata Europea della Cultura Ebraica e LECH LECHÀ coreografia di Gianluigi Belsito

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Lech…Lechà…Lechàim! concerto–aperitivo di musiche del Cafè Chantant I Musici della Giudecca

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Jewdrink, l’aperitivo ebraico a cura della comunità ebraica di Trani

Trani, Sezione Ebraica del Museo Diocesano (ex Sinagoga Scolagrande) dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 18:00 alle 20:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Visite alla Sezione Ebraica del Museo Diocesano in collaborazione con la Arcidiocesi di Trani–Barletta–Bisceglie e la cooperativa E.T.A. Puglia s.r.l.

Trani, Piazzetta Scolanova dalle ore 17:00 alle 22:00
7. Chi è rimasto a bottega?
Stand librario&discografico, enologia e artigianato ebraico con possibilità di acquisto

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 17:00
2. Reshìt
Lo scriba e i testi sacri; viaggio nel mondo del Sofèr relatore Rav Amedeo Spagnoletto modera il dibattito Fabrizio Lelli

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 18:00
2. Reshìt
Gli ebrei durante l’impero romano; elementi storici e profili giuridici relatori Andrea Lovato, Giovanni De Bonfils modera il dibattito Francesco Lotoro segue rinfresco

Trani, Piazzetta Scolanova alle ore 19:30
2. Reshìt
Il Techelet di Taranto, Rabbi Akiva a Brindisi e altre storie ebraiche di Puglia relatori Roy Doliner, Fabrizio Lelli modera il dibattito Dov Holzer

Trani, Sinagoga Scolanova alle ore 21:30
5. Il canto di Abramo
Salomon Rossi Hebreo, la sua musica Ensemble La Sonora Alternanza diretto da Angelo De Leonardis

Sannicandro Garganico, Piazza Castello alle ore 12:00
1. Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012
Jewdrink, l’aperitivo ebraico a cura della comunità ebraica di Sannicandro Garganico

Sannicandro Garganico, Piazza Castello dalle ore 18:00 alle 22:00
7. Chi è rimasto a bottega?
Stand librario&discografico con possibilità di acquisto

Sannicandro Garganico, Piazza Castello alle ore 19:30
4. Sefarìm
Daniela Abravanel. Guarire per curarsi presenta l’Autrice, conduce il dibattito Grazia Gualano

Sannicandro Garganico, Palazzo Fioritto alle ore 21:30
6. Un ebreo a Hollywood
Train de vie regia di Radu Mihaileanu introduzione al film a cura di Grazia Gualano

Ufficio stampa
Luciana Doronzo
cell.: 3470095976 e 3313989353
e-mail: settimanaculturaebraica@gmail.com oppure traniebraica@fastwebnet.it

Info:

Direttore artistico
Francesco Lotoro
cell. 3402381725;

Presidente commissione scientifica
Rav Shalom Bahbout
cell. 3663165622;

Coordinatore per il Salento
Cosimo Y. Pagliara
cell. 330877878

Segreteria organizzativa
Luciana Doronzo
Grazia Tiritiello
cell. 331/3989353

Lech Lechà è promosso anche su Facebook
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1 – Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012 (2 settembre)
Con il Patrocinio dell’Unione Comunità ebraiche Italiane e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

La Giornata Europea della Cultura Ebraica è nata nel 2000 allo scopo di aprire le porte dei luoghi ebraici, per far conoscere tradizioni e usanze, sinagoghe e musei ebraici, patrimonio storico, artistico e architettonico dell’ebraismo europeo.
In Italia la manifestazione ha una notevole risonanza, con oltre 50 mila visitatori per ogni edizione, più di 60 località coinvolte e centinaia di eventi che la prima domenica di settembre (data scelta per la manifestazione) animano piazze e strade italiane.
Lo scopo della giornata è favorire la cultura del dialogo, dell’accoglienza e rispetto per ogni diversità.
La Giornata Europea della Cultura Ebraica, alla quale partecipano ogni anno circa 30 Paesi Europei, è coordinata dalAEPJ (European Association for the Preservation and Promotion of Jewish Culture and Heritage) e gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Nel 2009 Trani è stata città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica; una Giornata tuttora ricordata dalle Istituzioni ebraiche nazionali come uno dei più riusciti eventi culturali dell’ebraismo italiano e con una enorme ricaduta di immagine per la città di Trani e il suo territorio.
La comunità ebraica tranese si distinse non soltanto per la vasta offerta culturale ma altresì per l’impeccabile organizzazione del Festival della Cultura Ebraica di Puglia NEGBA che ebbe inizio con la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
La medesima formula viene riproposta per la Giornata e per Lech Lechà.

2.-Reshìt – Conferenze su ebraismo, storia ebraica e Israele

La parola ebreo non indica una nazionalità o cittadinanza né designa un seguace della religione ebraica. Ebreo è chi nasce da genitori o almeno da madre ebrea o che si converte alla religione ebraica.
Chi nasce da madre o genitori ebrei è sempre considerato formalmente membro del popolo ebraico; chi si converte all’ebraismo entra a far parte del popolo ebraico a pieno titolo.
Ci sono ebrei bianchi, etiopi di ceppo camitico detti Falasha, neri indiani dell’Andra Pradesh, tunisini di Djerba, gialli di Kaifeng, mongolidi del Birodidjan ecc.
La parola ebreo compare per la prima volta in Genesi 14:13, dove Abramo viene chiamato Avraham ha-ivrì (l’ebreo).
Ci sono due spiegazioni: perché discendente di Ever (la terza generazione dopo Sem figlio di Noè) o perché, dopo aver lasciato la sua città, Ur-Kasdìm in Mesopotamia, andò al di là (me-ever) dell’Eufrate per stabilirsi in Canaan, futura Terra d’Israele.
Ivrì significa colui che va al di là del fiume oppure, in quanto unico monoteista, colui che sta da una parte del mondo mentre il resto si trova dall’altra parte del fiume.
Ogni popolo ha il suo fiume, come il Nilo per gli Egiziani o il Danubio per l’Europa orientale; per gli Ebrei attraversare l’Eufrate è un gesto che affida i destini di quella regione alla discendenza di Abramo padre di molte nazioni.
Ma la storia ha fatto sì che gli Ebrei attraversassero loro malgrado parecchi fiumi, non c’è epoca che non abbia visto gli Ebrei cacciati dalla loro terra: dal re assiro Tiglat Pileser, dal re babilonese Nebucadnetsar, da Roma, dalla Spagna, dal Terzo Reich, dagli Arabi.
Quando Abramo lasciò Ur-Kasdìm per Canaan, percorse il nuovo paese e ovunque costruiva un altare e proclamava il nome del Dio unico.
E’ scritto (Genesi 12:9): “Abramo camminava e viaggiava verso sud”.
Nel Meridione d’Italia, dopo la cacciata del 1541, è venuto a mancare l’ebreo come interlocutore nel dialogo tra fedi e culture; il ritorno e la diffusione dell’ebraismo, dei suoi valori etici verso il Mezzogiorno è uno degli obiettivi principali di Lech Lechà.

4.-Sefarim – Fiera del libro ebraico e presentazioni librarie con gli autori

C’è qualcosa che lega indissolubilmente il popolo ebraico ai libri; dalla cultura ebraica della Diaspora o di Israele al mondo cartaceo degli autori, editori e lettori il passaggio è strettamente obbligato.
Gli ebrei possiedono il Libro per eccellenza: la Torà, non solo Legge scritta da Dio medesimo e summa della storia dell’Umanità e dell’universo ma autentico thesaurus della Scienza e della Tecnica sociale che segna i meccanismi dell’intelletto, scaffale di idee e valori utili a esercitare il gusto del progresso, della tolleranza, della libertà d’espressione e di critica, della creatività.
La Torà ha reso quello ebraico un popolo all’avanguardia nelle idee e nella scoperta di metodi di ricerca tali da scardinare i misteri del sapere umano e in essi scorgere nuovi significati o ricostruire situazioni inimmaginabili di creatività.
Libri di argomento ebraico saranno presentati dagli stessi Autori con la partecipazione di giornalisti e uomini di cultura che con gli Autori approfondiranno i libri sottoponendo loro domande proprie o del pubblico. Ogni libro sarà acquistabile presso lo stand a margine della relativa presentazione libraria.

5.-Il Canto di Abramo – Concerti, produzioni teatrale, musica tradizionale ebraica

Nel Mediterraneo si incrociano tre grandi culture religiose: ebraica, cristiana e musulmana.
Popoli e storie divise da conflitti ideologici e territoriali ma con un’unica discendenza rivendicata, quella di Abramo cresciuto in Ur-Kasdìm che lascia la sua terra.
Quando cantò Abramo? Il testo biblico non risponde ma l’istinto ci suggerisce che Abramo abbia intonato il suo canto al culmine della legatura del figlio Isacco, quando la voce divina fermò la sua mano nell’atto di sacrificare il figlio, dopo aver notato il montone incastrato nei pruni, antesignano del corbàn del Tempio.
Il canto di Abramo risuona attraverso millenni e, intrecciandosi nei tempi e luoghi più diversi con gli eventi del Mediterraneo, conserva la sua unicità nella lode all’unico Dio, pilastro della civiltà.
Il canto ebraico sopravvisse alla distruzione del Secondo Tempio nel 70 e.v. quando i Maestri proibirono la musica strumentale in segno di lutto.
Il canto dei leviti si spostò dal Tempio alla sinagoga dando inizio alla storia della musica ebraica nella Diaspora.
Il canto gregoriano discende da quello del Tempio, il canto dell’Islam conserva intatto il pianto di Aga per Ismaele, il conforto divino della promessa di una vasta e duratura progenie, l’orgoglio di una grande nazione che abbracciò il tesoro spirituale del monoteismo.

6.-Un ebreo a Hollywood – Produzione cinematografica ebraica e introduzione ai film

Mentre nel teatro leggero gli attori ebrei portano un soffio di assurdità (vedi le maschere dello shlemiel, del nebech, del mishegoss, del badchen, del chutzpa, del draykopf, del kibitzer), nel cinema l’ebreo si dissimula nelle figure della società moderna, assume gli atteggiamenti dei popoli presso i quali vive sino a relegare in un angolo della coscienza la propria identità.
Ciò permette all’attore ebreo quasi uno sdoppiamento; ironizza su se stesso come se parlasse di un altro.
Forse proprio per questo ritroviamo nei comici ebrei il tema del doppio (Danny Kaye ne ‘Il giullare del re’, Jerry Lewis ne ‘Le folli notti del dottor Jerryll).
Come suggerisce il libro ‘An Empire of their own: how the Jews invented Hollywood’ di Neal Gabler, nel 1979 gli ebrei negli Stati Uniti erano il 3% della popolazione, eppure fra i comici se ne contava l’80 %.
Negli anni in cui il cinema americano diventava arte, Hollywood divenne per molti ebrei luogo dove esprimere quella parte di sé che costituisce un ponte con gli altri.
Come leggiamo fra le dense pagine di ‘Non solo Woody Allen. La tradizione ebraica nel cinema americano’ di Guido Fink, Hollywood è stata per gli ebrei una homeland alternativa dove rappresentare la propria identità di frontiera.
Comicità, equivoco, complessità, ambivalenza sono alcuni degli ingredienti di un cinema definito talora ebraico o americano o comico, umoristico o semplicemente appartenente all’anima irrequieta dell’uomo contemporaneo.
Hollywood tende a rappresentare non soltanto l’ebreo ma anche l’immigrato o chi, in cerca della propria identità e realizzazione personale, si presta a un senso di comica inadeguatezza.
I personaggi di questo cinema aprono la strada a una nuova comicità colorita da un’allegra amarezza e in cui è facile riconoscersi.
Emergono i difficili contorni di un’identità irrequieta, avvolti da un sorriso yiddish assolutamente originale, paradossale, assurdo: trattasi di quell’assurdità che declina l’identità moderna.
Nel cinema gli ebrei hanno trasformato la cultura chiusa in valigia, la propria esistenza in qualcosa da condividere e di tremendamente locale: hanno saputo rappresentare una condizione non solo ebraica ma anche americana o appartenente a quella realtà globale caratterizzata dal passaggio a Occidente.
Sarà per questo che è stato possibile inventarsi un Woody Allen così newyorkese e, al tempo stesso, così ebreo, radicalmente sradicato a se stesso eppure così identificabile, emblematico cittadino della metropoli dei migranti; merito non soltanto dell’eredità del teatro yiddish ma altresì del saper leggere creativamente la propria condizione, raccontarla e condividerla con gli altri.

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31 agosto, 2012 - Posted by | Agenda Eventi, Arte, Letteratura, Musica | , , ,

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