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Lech Lechà, vai a te stesso. Ebraismo a Trani e in Puglia a settembre

Sinagoga Scolanova di Trani

Dal 2 all’8 settembre 2012 (ossia dal 15 al 21 Elul 5772 del calendario ebraico) si terrà a Trani e in altre 9 città pugliesi dal Gargano al Salento (Sannicandro Garganico, Manfredonia, Andria, Barletta, Bari, Brindisi, Oria, Nardò e Lecce) la Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà – Và verso te stesso.
Lech Lechà è promossa dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e organizzata dalla Comunità ebraica di Napoli (sotto la cui giurisdizione ricade la Puglia e l’Italia meridionale) con il patrocinio dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane; sarà inaugurata domenica 2 settembre in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2012.
Lech Lechà si sviluppa in moduli: Reshit (conferenze), Ulpan (corso di lingua ebraica), Sefarim (Fiera del libro ebraico), Il canto di Abramo (concerti), Un ebreo a Hollywood (cinematografia ebraica), Le pietre raccontano (Visite guidate ai tesori della Puglia), I Sogni di Giuseppe (Seminario sull’interpretazione dei sogni), Chi è rimasto a bottega? (Minchà e Arvit in Sinagoga, 17 Stand librari discografici), Yom ha–Shabbat (Il Sabato ebraico), La Notte dell’ebraismo tranese (Suoni, sapori e humour nella Giudecca).

La Settimana include conferenze su economia, politica, giustizia, medicina, Israele e Paesi del bacino mediterraneo, umorismo ebraico nella Torà (presso la Sala Rossa del Castello Svevo di Barletta), grandi figure storiche dell’ebraismo da Shabbetay Donnolo e Achimaaz di Oria a Rabbi Itzhak Malki Zedek di Siponto e Menachem Mendel Schneerson, ebraismo e cristianesimo, ebrei durante l’impero romano, accoglienza dei profughi nello Stato di Israele, scoperta di tesori nascosti e vie di guarigione spirituale che sgorgano dalla Cabbalà e simboli segreti nell’arte di Michelangelo Buonarroti e in Castel del Monte.
Ben 19 conferenze con oltre 40 relatori tra scrittori, magistrati, politici, docenti universitari e giornalisti che parteciperanno alle conferenze tra i quali Daniela Abravanel, Piercamillo Davigo, Claudia De Benedetti, Benedetto Della Vedova, Fabrizio Del Noce, Donatella Di Cesare, Roy Doliner, David Gerbi, Antonio Laudati, Rav Menachem Lazar e Rav Amedeo Spagnoletto, Fabrizio Lelli, Moise Levy, Francesco Messina, Cecilia Nizza, Claudio Pagliara, Francesco Schittulli, Ugo Villani, Nedim Vlora e altri.
Non si può conoscere l’ebraismo senza conoscere la lingua ebraica; a essa e al suo storico promotore Eliezer Ben Yehuda è dedicata una conferenza mentre ogni mattina da lunedi 3 a venerdi 7 settembre presso la Sinagoga Scolanova di Trani si svolgerà un corso intensivo di lingua ebraica moderna.
Saranno gli stessi Autori a presentare i loro libri su tematiche ebraiche in ben 9 presentazioni mentre saranno eseguite le affascinanti musiche del Cafè Chantant (I Musici della Giudecca a Trani), cabaret ebraico scritto nei Campi di concentramento di Westerbork, Theresienstadt e Preçu–Riga (a Trani e Andria), musica ebraica sefardita e ashkenazita eseguita dall’Ensemble Shanà Tovà (a Oria, Brindisi e Manfredonia).
Ampio spazio viene riservato al cinema che affronta i capisaldi della storia ebraica come la deportazione ebraica durante la Seconda Guerra Mondiale (Train de vie di Radu Mihaileanu a Sannicandro Garganico), i drammatici, eroici giorni della fondazione dello Stato d’Israele (O’ Jerusalem di Elie Chouraqui a Trani), l’alyà degli ebrei etiopi (Vai e vivrai di Radu Mihaileanu a Nardò) e una brillante commedia con uno sguardo al mondo ebraico americano (Tentazioni d’amore di Edward Norton a Brindisi).
Ne Le pietre raccontano gli ospiti del Lech Lechà potranno visitare alcuni tesori archeologici e museologici del territorio nord barese–ofantino quali Canosa di Puglia e il sito storico di Canne della Battaglia.
I Sogni di Giuseppe, seminario sull’interpretazione dei sogni condotto da David Gerbi, ebbe già notevole successo a Trani nel 2010 durante la Giornata Europea della Cultura Ebraica; questa volta viene riproposto in tre giorni a partire da mercoledì 5 settembre presso la Biblioteca G. Bovio di Trani.
Lech Lechà è soprattutto una Settimana di vita ebraica e la vita dell’ebreo ruota intorno allo Shabbat; perciò non può non concludersi con un Sabato ebraico da vivere pienamente a Trani e che sarà introdotto prima del tramonto di venerdì 7 settembre da riflessioni e approfondimenti curati da scrittori e rabbini, prima di immergersi nello Shabbat, nello studio della Torà e nell’assaporare quel cibo che nel settimo giorno acquista odore e sapore della kedushà (santità) del Sabato ebraico; al termine dello Shabbat l’evento forse più inedito dell’intera Settimana ossia La Notte dell’ebraismo tranese che si snoderà attraverso le principali strade della Giudecca e presso i luoghi ebraici più caratteristici di Trani con illustrazioni itineranti di storia ebraica tra Scolanova, Scolagrande e le altre due ex Sinagoghe tranesi che per l’occasione saranno illuminate ad arte, lezioni in memoria del Rebbe Menachem Mendel Schneerson, sui mondi segreti della Cabbalà e sull’interpretazione ebraica dei sogni e uno spettacolo all’insegna dell’umorismo in chiave israelita tenuto dall’incontenibile ebreo napoletano Roberto Modiano.
Non ultima, la cucina ebraica preparata secondo le regole della kasherut; a partire dal pranzo di mercoledì 5 settembre e sino al termine degli eventi di Lech Lechà, presso il Ristorante Il Marchese del Brillo di Trani (a due passi dalla Sinagoga Scolanova) sarà possibile mangiare e degustare vino kasher e, durante La Notte dell’ebraismo tranese si potrà degustare carne kasher preparata sotto stretta sorveglianza rabbinica.
Il direttore artistico del Lech Lechà è il pianista Francesco Lotoro; autore della monumentale Enciclopedia discografica della musica concentrazionaria KZ Musik, a settembre sarà pubblicato in Francia un libro di Thomas Saintourens sulla sua vita e le sue ricerche sulla musica dei Lager.
Da poche settimane consigliere della Comunità ebraica di Napoli e coordinatore dell’attività ebraica per la regione Puglia, Lotoro è affiancato nella organizzazione della Settimana ebraica da una Commissione scientifica presieduta dal rabbino capo di Napoli e Italia meridionale Rav Shalom Bahbout.

Venerdi 20 luglio alle ore 11 presso la Casa delle Culture delle Scuole Ebraiche di Roma (via Portico d’Ottavia) si terrà la conferenza stampa nazionale di presentazione del Lech Lechà; il cartellone sarà presentato dall’Assessore al Mediterraneo Silvia Godelli, dal rabbino Capo di Napoli Rav Shalom Bahbout e altri ospiti
.

Lech Lechà è un viaggio verso le proprie radici ebraiche che in Puglia tornano a ricrescere dopo cinque secoli di silenzio nel palcoscenico interculturale di Trani; un viaggio dello spirito e della mente attraverso i tesori visibili e nascosti non soltanto dell’ebraismo ma delle altre culture sociali e religiose del bacino mediterraneo; un viaggio verso sud, nello spirito del patriarca Abramo che, uscendo da Ur–Kasdim e arrivato in Terra d’Israele continuò il suo viaggio verso sud, verso un Mar Mediterraneo culla della cultura occidentale e rebus irrisolto di una coesistenza pacifica con il mondo ebraico.

Lech Lechà – ufficio stampa
settimanaculturaebraica@gmail.com
ebraicatrani@fastwebnet.it
Segreteria organizzativa del LECH LECHÀ
Luciana Doronzo cell 3313989353

Il Rinascimento Ebraico della Puglia di Francesco Lotoro

Il popolo ebraico arrivò nell’I–tal–yà (in ebraico Terra della rugiada divina) da popolo libero durante la Roma repubblicana e da popolo schiavo durante la Roma imperiale, dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme.
Gli ebrei sono entrati dal più importante varco d’ingresso dell’Oriente in Occidente ossia la Apulia, la terra senza porte come ci ricorda la sua radice greca (Apyle, alfa privativo+ pyle, porta).
Da Sannicandro Garganico a Otranto la Puglia ha da sempre una spina dorsale ebraica.
La storia antica riporta di Rabbi Akivà che salpa da Brindisi e concepisce una importante norma halachica sul viaggio in nave durante Shabbat; di una importante accademia rabbinica guidata dal grande Rabbi Itzchak Malki Zedek nella Siponto bizantina; di una comunità ebraica barlettana che vantava grandi tradizioni notarili e che accolse il grande Maestro Itzchak Abravanel e che a Barletta fondò il Banco Feneratizio; delle benestanti famiglie ebraiche Franzese e Spagnolo e di una ketubà (atto di matrimonio ebraico) misteriosamente sottratta all’ebrea Leonetta in una Andria liberale e tollerante verso gli ebrei (ma anche di misteriose trame segrete a sfondo cabalistico in Castel del Monte); di Bari e Otranto vere e proprie Sion sull’Adriatico da far dire al Maestro alsaziano Rabbi Jacob Tam (1100–1171) che “Da Bari uscirà la Legge e la Parola del Signore da Otranto“; di grandi medici del corpo e dell’intelletto e poeti dell’ebraismo oritano quali Shabbetay Donnolo, Achimaaz ben Paltiel e Amittai ben Shefatiah ma altresì di episodi di saccheggio e incendio della giudecca a Lecce nel 1463 e dell’obbligo stabilito dalla sovrana Maria d’Enghien di segno distintivo per gli ebrei leccesi.
La storia più recente riporta di Donato Manduzio, Concetta Di Leo e altri sannicandresi che nella prima metà del secolo scorso si convertirono all’ebraismo, parte di essi si trasferì in Israele ma i loro discendenti hanno sempre mantenuto acceso il fuoco ebraico a Sannicandro Garganico; a Nardò tra il 1943 e il 1947 l’intera comunità cittadina venne in soccorso degli ebrei scampati ai Lager e che sulla spiaggia di S. Maria al Bagno attendevano di imbarcarsi per la Palestina Mandataria Britannica.
Trani è il capoluogo dell’ebraismo di Puglia, faro dell’ebraismo della Diaspora; già sede di quattro sinagoghe, fucina di una enorme attività di studio e di importanti approfondimenti del pensiero religioso ebraico, nel Medioevo la presenza di una consistente colonia ebraica favorì lo sviluppo dell’economia locale, Federico II di Svevia assegnò agli ebrei della città il monopolio della tintoria e della lavorazione e rivendita della seta grezza in tutto il Meridione.
A Trani operava il chacham Isaia ben Mali il Vecchio (nato a Trani nel 1180) detto Emanuele; Shlomo Simonsohn definisce Emanuele di Trani il più fecondo autore rabbinico italiano di tutti i tempi: tra i principali talmudisti del Medioevo, dottore della Legge con grandi capacità di sintesi tra il pensiero askenazita tedesco e francese e quello orientale di Bisanzio ed Eretz Israel, è citato tra i Rishonim, Maestri universali della Legge ebraica secondi soltanto ai Gaonim babilonesi.
Suo nipote Isaia il Giovane, Salomone da Trani, Giuseppe da Trani e altri diedero vita a un pensiero ebraico che ha dettato regole etiche e giudiziarie all’intera Diaspora; i loro commentari e responsa sono studiati nelle più rinomate accademie talmudiche mentre la comunità ebraica tranese divenne punto di riferimento dell’attività commerciale e politica sotto gli Angioini e, a dispetto di una legislazione sempre meno permissiva e tollerante verso gli ebrei dell’Italia meridionale, godette della più vasta stima e riconoscenza.
I decreti di espulsione emanati dal Regno di Napoli Il, le conversioni coatte incoraggiate dalla Chiesa e il dilagante Marranesimo non hanno mai spento il focolare ebraico di queste terre.
A Trani, simbolo della rinascita dell’ebraismo nel Mezzogiorno, gli ebrei sono tornati 463 anni dopo la cacciata, ripristinando culto e vita ebraica presso la Sinagoga Scolanova; la rinascita della comunità ebraica tranese è una delle più affascinanti realtà nel bacino mediterraneo e costituisce il punto di riferimento per tutti gli ebrei della regione e non solo.
La rinascita ebraica di Trani è stata di forte stimolo alla rinascita dell’ebraismo in Calabria e in Sicilia; lo spirito di tale rinascita è quello di promuovere il pensiero ebraico, l’osservanza dei precetti e l’insegnamento della fede e cultura ebraica ai giovani della comunità, i valori di convivenza e dialogo con istituzioni e componenti sociali, culturali e religiose del territorio.
Qualcuno tende a parlare unicamente dell’ebraismo che fu, di tombe e lapidei sparsi per la Puglia, di comunità ebraiche e sinagoghe pugliesi scomparse; giusto che se ne parli ma questo non è ebraismo.
L’ebraismo è innanzitutto Vita; perché l’ebreo crede unicamente alla vita al punto tale da chiamare i propri cimiteri bathè–haChaim (case della Vita); l’ebraismo pugliese non è esposto in alcun museo e gli ebrei di Puglia non riposano in alcuna tomba ma vivono normalmente la loro diversità culturale e religiosa in questa terra che odora degli Ulivi di Gerusalemme.
Alcuni Maestri osano affermare: “ebreo non è già chi vanta la propria mamma ebrea ma chi avrà il proprio nipote ebreo”; è un paradosso che rende l’idea di come un ebreo guardi al passato e al presente e trasmetta la propria identità al punto da ipotecarla oggi su quella del figlio di suo figlio.
Oggi, come al momento della nascita (Genesi 25, 26), Giacobbe–Israèl ha nuovamente riafferrato il calcagno del fratello Esaù–Edom, progenitore delle genti italiche secondo la tradizione ebraica.
Il Rinascimento ebraico della Puglia è iniziato.

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30 giugno, 2012 - Posted by | Arte, Concerti, Letteratura, Musica | , , , , , ,

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