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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Venerdì 24 febbraio Capri Jazz & Art propone un’esposizione degli allievi del Liceo Artistico “Filiberto Menna” e il concerto del Vincenzo Saetta Quartet

Si intitola “Analogica – mente” il vernissage che verrà inaugurato venerdì 24 febbraio nell’ambito del ciclo di mostre del “Capri”.
Protagonisti sono cinque allievi del Liceo Artistico “Filiberto Menna” di Salerno, ovvero: Giuseppe Battipaglia, Alfonso Crisci, Carlo Ferraioli, Paolo Barretta e Rossella Sottolano (v.foto).
La mostra, realizzata a cura della professoressa Cristina Tafuri, si regge su un unico pilastro fondamentale, il “ritorno” incondizionato all’interno dell’incolmabile mondo analogico “Per ricordarci un’ennesima volta chi siamo, e per rammentare al mondo il modo in cui riusciamo ad esprimerlo, per ricordare ciò che, lentamente, un eclettico tempo di mutazioni sta sotterrando ad occhi chiusi sotto la terra arida e secca del sostituibile”: queste le parole degli allievi che chiariscono il senso del progetto.
Pur giovanissimi, è dunque dalla necessità di ricordare che i ragazzi partono per questo lavoro cui affidano l’intento di riportare nel proprio tempo ciò che purtroppo ha indossato panni di inutilità.
“La vita sta cambiando – a parlare sono ancora i cinque studenti – le persone, l’aria, i mezzi con i quali è possibile esternare la propria anima, gli infiniti metodi di comunicazione che oramai la nostra era ci concede con assidua ricorrenza, stanno mutando secondo i canoni dell’evoluzione. Ma questo violento tornado di innovazione ci sveste, giorno dopo giorno”.
Un percorso espositivo, quello proposto, che plagia il tempo, privando dogmaticamente al “passato” di proseguire per il sentiero tecnologico già tracciato con un chiaro riferimento alla complessa discutibilità della ragione combinata artisticamente alla filosofia fotografica.

A seguire, salirà sul palco il sassofonista sannita Vincenzo Saetta, appena reduce dal successo raggiunto in occasione della pubblicazione di “Ubik” (prodotto dalla Cinik Records), l’album di debutto del jazzista sannita.
Un titolo che prende il nome a prestito dal capolavoro letterario di Philip Dick, richiamando proprio la capacità dell’essere in più di uno spazio attraverso il tempo, che è quanto caratterizza di Vincenzo Saetta, da anni in giro per il mondo con il suo sassofono e con lo spirito del jazz.
Originario di San Giorgio del Sannio, classe ’74, Saetta si è approcciato 15enne allo studio del sax tre le aule del Conservatorio di musica “Nicola Sala” di Benevento dove ha conseguito il diploma, per poi inoltrarsi nel complesso universo jazzistico.
Tra i brani proposti nel suo esordio discografico, anche una cover del noto sassofonista americano Bobby Watson con cui Vincenzo Saetta ha avuto l’onore di collaborare.

L’ingresso ai concerti (Lunedì, Mercoledì e Venerdì – ore 22.00) ed alle mostre (Venerdì, ore 21.30) è completamente libero e senza alcun obbligo di consumazione.

Per info e prenotazioni:
Capri Jazz Bar
via Pastore,42
Battipaglia (Sa)
tel.: 0828 300124

L’addetto stampa
Alessandra De Vita
cell.: 349 8709870

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22 febbraio, 2012 Posted by | Arte, Jazz, Musica | , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:MUSICA IN CRISI PER UNA POSTILLA

Musica in crisi per una postilla

Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012

Una crisi nella crisi s’è aperta con l’anno nuovo nella vita musicale di Napoli e della regione, non quella degli sporadici <eventi> assai presenziati, ma spesso effimeri, bensì quella più nascosta e intensa delle piccole Società di concerto che fanno musica negli spazi anche impropri disseminati sul territorio. Crisi nella crisi perché alla metodica riduzione dei contributi pubblici s’è aggiunta l’entrata in vigore di una legge del 2010 che vieta ai dipendenti delle Fondazioni liriche di svolgere occasionale attività professionale altrove. E poiché solisti e formazioni di musica da camera e anche le piccole orchestre che quella attività alimentano si reggono in buona parte su musicisti che suonano o cantano nelle Fondazioni Liriche, concerti su concerti sono stati da un giorno all’altro cancellati. Non è accaduto solo da noi, ma in tutta Italia e voci autorevoli si sono levate – specie sul web – in difesa della musica per tutti, ora ristretta nelle <cattedrali> da cui i suoi sacerdoti non possono più allontanarsi. Qualcuno, in un eccesso di retorica o per deficienza di informazione, ha gridato allo scandalo e tuonato contro il legislatore che ancora una volta calpesta i valori dell’Arte e della Cultura. Nè è stato risparmiato il Ministero per una circolare applicativa di quell’articolo di legge e i sovrintendenti delle Fondazioni che, San Carlo compreso, l’hanno applicato. Cosa è accaduto? In uno degli innumerevoli tentativi di riforma o quanto meno di correzione del sistema-musica – la legge n° 100 del 29 giugno 2010 – venne fatto salvo il vecchio, permissivo criterio secondo cui il dipendente può “svolgere previo autorizzazione del sovrintendente attività di lavoro autonomo per prestazioni di alto valore artistico” sempre che restino “nei limiti e con le modalità previste dal Contratto nazionale di lavoro”. All’epoca della legge, esso era scaduto e si stava trattando per rinnovarlo. Fu quindi aggiunto al disposto una postilla: “Nelle more della sottoscrizione del Contratto, sono vietate tutte le prestazioni autonome a decorrere dal 1 gennaio 2012”. Un anno e mezzo di tempo per chiudere un accordo e stabilire le conseguenze economiche dei <permessi artistici> fin qui del tutto ignorate, così che il dipendente che avuta l’autorizzazione svolgeva lavoro autonomo per un’altra piccola o grande istituzione, conservava il suo compenso e ne maturava un secondo. E quasi sempre, attraverso il finanziamento diretto o un contributo, era lo Stato a pagare doppio. Quel termine del 1 gennaio 2012 è arrivato, ma non il nuovo contratto, di qui la circolare ministeriale che richiama, come atto dovuto, l’entrata in vigore del decreto. Due le considerazioni: forse l’occasione è giusta per le piccole società di concerto di dedicarsi al lancio di musicisti giovani, lasciando <spalle> e primi strumenti dinanzi ai loro leggii. Per stare alla Campania, qui abbiamo 4 Conservatori, ricchi di studenti e di diplomati pieni di talento che trovano difficoltà enormi ad inserirsi nel lavoro e che potrebbero portare una ventata di freschezza e di entusiasmo in una attività che rischia altrimenti di sclerotizzarsi nel manierismo o nella ricerca velleitaria di una irraggiungibile qualità. La seconda riguarda il sistema-musica nel suo complesso e nella sua storia. Esso nasce in pieno clima del ’68, risalendo la legge che lo disegna – la cosiddetta Legge Corona – alla vigilia del Ferragosto del 1967. E’ arrivata sino a noi pasticciata da una serie infinita di interventi piccoli e grandi che non ne hanno modificato affatto lo spirito e l’ossatura, partita male già ai suoi tempi e proseguita peggio in quelli successivi. Oggi è come una maionese impazzita. Noi che siamo tutti gourmet grazie alle cento trasmissioni di cucina che ci raggiungono dall’etere, sappiamo bene che quando fa così non c’è rimedio, non serve a nulla aggiungere uova, sostituire olio o cambiare recipiente, bisogna soltanto buttarla e rifarla da capo.

Francesco Canessa

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Titolo : “Musica in crisi per una postilla” ( Da Repubblica/Napoli del 22/02/2012 )

22 febbraio, 2012 Posted by | Art, Arte, Conservatori di Musica, Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Italia, Music, Musica, Musica classica, musica sinfonica, Opera, Teatri, Teatro San Carlo | , , , | Lascia un commento

Sabato 25 febbraio Susanna Canessa e Monica Doglione al Penguin café con “DUETS in COLOURS”

Sabato 25 febbraio 2011, alle ore 21.00, al Penguin café (Via S. Lucia, 88 – Napoli), Susanna Canessa (voce e chitarra) e Monica Doglione (voce), presentano il nuovo “DUETS in…COLOURS!”, con la partecipazione straordinaria di Frankie Vediol (Francesco De Laurentiis) al violino
Le storie di questa nuova ricerca musicale di Susanna Canessa, accompagnata da Monica Doglione, sono quelle che nell’immaginario vengono da sempre attribuite all’amore, in tutte le sue forme e che qui sono raccontate attraverso brani ricercati ed intensi, molte delle quali incentrate sui colori: da quelli della natura a quelli dell’anima.
E’ uno spettacolo che presenta e fa immaginare una girandola di personaggi che amano, ognuno con la sua storia, che si aggancia e dà forma ad altre storie: d’amore, di abbandono, di illusione, di sogni, di felicità.
L’elemento caratterizzante per le interpreti e per lo spettacolo stesso è proprio il significato del titolo Duets: un’attenta elaborazione corale e un intreccio curioso e divertente delle voci, degli arrangiamenti e dei racconti.
Non mancano poi, accanto ai pezzi intramontabili d’amore di Joan Baez, le canzoni dell’emancipazione femminile, i canti alla vita e ancora le allegre filastrocche amorose di ogni tempo e di qualsiasi parte del mondo.
E’ alle donne che hanno amato davvero che è dedicato il racconto di questo spettacolo, alle donne che hanno sfidato tutto, alla loro tenacia, al loro coraggio, alla loro storia. Di Vita.

Ingresso libero con consumazione obbligatoria
Si consiglia la prenotazione chiamando dopo le 19.30 al numero: 081- 764 6815 oppure tramite mail: info@penguincafe.it

Guarda il Trailer del 19 marzo:

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22 febbraio, 2012 Posted by | Folk music, Monica Doglione, Musica, Napoli, Penguin café, Susanna Canessa | , , | Lascia un commento

   

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