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Il rigore interpretativo di Olga Laudonia ai “Vespri d’organo”

Olga Laudonia è stata la protagonista del recente appuntamento, nella chiesa napoletana di Santa Caterina a Chiaia, con i “Vespri d’organo”, rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci e affidata alla direzione artistica del maestro Mauro Castaldo.
La musicista ha incentrato il suo concerto su brani risalenti al periodo compreso fra la fine del Cinquecento e l’epoca barocca, con un occhio particolare a due forme apparse in epoca tardo-rinascimentale, il ricercare e la toccata, entrambe utilizzate per esaltare il virtuosismo dell’interprete.
In apertura abbiamo quindi ascoltato il Ricercare I del napoletano Ascanio Mayone (? – 1627), allievo del franco-fiammingo Jean de Macque (1548/50-1614), che ricoprì importanti incarichi nella città partenopea.
A seguire le Toccate III e IV del ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643), rispettivamente dal I Libro di Toccate (1615) e dal II Libro di Toccate (1627), raccolte pubblicate a Roma, e la Toccata VII di Michelangelo Rossi (ca. 1601/1602–1656), genovese attivo anch’egli a Roma.
E’ stata poi la volta del Capriccio V di Johann Jakob Froberger (1616-1667), allievo di Frescobaldi nato a Stoccarda, e del Ricercare II tuono del toscano Bernardo Pasquini (1637–1710), altro compositore di grande prestigio.
La chiusura del concerto è stata invece dedicata a due rappresentanti della scuola veneziana, Benedetto Marcello (1686–1739) e suo fratello Alessandro (1684-1750).
Del primo è stata proposta la Sonata in sol minore, mentre al secondo apparteneva l’Adagio dal Concerto per oboe in re minore, molto noto in quanto utilizzato come leitmotiv della colonna sonora del film “Anonimo Veneziano”, qui presente nella trascrizione per tastiera, operata da Johann Sebastian Bach (1685-1750), contenuta nel Concerto in re minore BWV 974.
Confrontandosi con un programma di grande interesse storico-musicale, Olga Laudonia ha evidenziato un approccio rigoroso e preciso, mostrando di essere perfettamente a suo agio nell’eseguire questo genere di repertorio, portando nel contempo alla ribalta una serie di figure che sono ancora oggi indispensabili riferimenti nell’ambito della letteratura organistica.
Grande successo e pubblico piuttosto numeroso, che ha lungamente applaudito l’artista, prodottasi in un suggestivo e raffinatissimo bis di Bach (Largo dal Concerto in fa minore per clavicembalo BWV 1056), degna conclusione di un recital di elevato livello.

Marco del Vaglio
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11 novembre, 2011 - Posted by | Associazione Trabaci, Musica, Organisti | , , , , , , , , , , , ,

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