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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Domenica 6 novembre il duo chitarristico Aversano-Ascione ospite di “Solfatara in Musica”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Causa maltempo il concerto è stato rimandato a domenica 13 novembre, alle ore 12.00

Domenica 6 novembre, alle ore 11.00, nella Sala del Bianchetto (Via Solfatara 161 – Pozzuoli), quarto appuntamento della rassegna “Solfatara in musica”, organizzata dalla Associazione Mozart Italia – sede di Napoli, in collaborazione con Vulcano Solfatara s.r.l., intitolato “I vicini di Mozart”.
Il programma prevede un intervento a cura della Liuteria Sansone, dal titolo “Come nasce una chitarra”, corredato da fotografie di Sabrina Noah Cirillo e un concerto del duo chitarristico formato da Giuseppe Aversano e Rosario Ascione, preceduto dalla presentazione, a cura del maestro Giancarlo Sanduzzi, del cd “Ingenium Fubas” recentemente inciso dai due musicisti.

Costo del biglietto (comprensivo di concerto, visita della Solfatara e Aperitivo): 12 Euro
Parcheggio interno gratuito

Informazioni:
Associazione Mozart Italia Napoli
e-mail: toniagalassi@gmail.com

Vulcano Solfatara
tel. 0815262341
e-mail: info@solfatara.it
sito web: www.solfatara.it
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Programma

D. Cimarosa (Aversa, 1749 – Venezia, 1801)

Sonata in re (dall’originale per Clavicembalo)
Sonata in la minore (dall’originale per Clavicembalo)
Sonata in sol (dall’originale per Clavicembalo)
Sonata in re minore (dall’originale per Clavicembalo)

F. Durante (Frattamaggiore, 31 marzo 1684 – Napoli, 13 agosto 1755)

Concerto I (dall’originale per Quartetto d’Archi e Clavicembalo)
Concerto V (dall’originale per Quartetto d’Archi e Clavicembalo
Toccata in la minore (dall’originale per Clavicembalo)
Fuga in sol (dall’originale per Clavicembalo)

N. Jommelli (Aversa, 1714 – Napoli, 1774)
Trio Sonata in re (dall’originale per due Flauti dolci e Violoncello)

P. D. Paradisi (Napoli, 1707 – Venezia, 1791)
Toccata in la (dall’originale per Clavicembalo)

Giuseppe Aversano e Rosario Ascione
L’amicizia profonda, la passione per la musica e la ricerca mirata all’integrazione sonora delle due chitarre, conducono ad esplorare le emozioni più profonde che il linguaggio sonoro genera, trascrivendo e scrivendo opere adattandole alle loro sonorità.
Attento a privilegiare un repertorio per quanto possibile ampio e senza prevenzioni sonostati premiati sia da solisti che in formazione cameristica in numerosi concorsi nazionali ed internazionali tra i quali: 1994 “Premio Andrea Castaldi” Seminario Internazionale di Interpretazione Musicale, Ischia,1996 “Concorso Internazionale Città di Ancona”,1996 “ Arrigo Tassinari”, XI Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale “Città di Cento”,1997 “Concorso Internazionale Musica dal Vivo San Filippo”, Torino,1997 “VI Concorso Nazionale di Villar Perosa”, Torino,2000 “Concorso Internazionale di Chitarra Città di Castelfidardo”, Ancona, 2000 “Concorso Nazionale di Esecuzione Musicale Riviera Etrusca” Val di Cornia Livorno, 2002“Concorso Internazionale di Chitarra Città di Castelfidardo”, Ancona, 2004 “Premio Scugnizzo Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e Ass. Agorà Arte, 2006 “Premio Pulcinella, Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e Ass. Agorà Arte.

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3 novembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Chitarristi, Musica, Musica classica, Musica da camera | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Domenica 6 novembre Olga Laudonia ai “Vespri d’organo”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Domenica 6 novembre, alle ore 19.00, nella chiesa di Santa Caterina a Chiaia (via S. Caterina 76 – Napoli), nuovo appuntamento con la V edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli – Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è Mauro Castaldo.
Protagonista sarà Olga Laudonia, organista titolare del Santuario della Madonna del Carmine di Sorrento, che aprirà il concerto con il Ricercare I del napoletano Ascanio Mayone (? – 1627), allievo di Jean de Macque, che ricoprì prestigiosi incarichi nella città partenopea.
Da Napoli a Roma dove, durante il Seicento, confluirono un gran numero di compositori.
La figura di riferimento fu indubbiamente il ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643), alla cui produzione appartengono la Toccata III (dal I Libro di Toccate, 1615) e la Toccata IV (dal II Libro di Toccate, 1627).
Del suo allievo tedesco Johann Jacob Froberger (1616-1667) ascolteremo invece il Capriccio V.
Nella città capitolina, in tempi diversi, soggiornarono anche il genovese Michelangelo Rossi (ca. 1601/1602–1656), autore della Toccata VII ed il toscano Bernardo Pasquini (1637–1710), presente con il Ricercare II tuono, pubblicato fra la fine del Seicento e i primi del Settecento.
Il recital si concluderà nel segno della scuola veneziana, con la Sonata in sol minore di Benedetto Marcello (1686–1739) e l’Adagio dal Concerto in re minore BWV 974 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), trascrizione per tastiera del Concerto per oboe in re minore di Alessandro Marcello (1684-1750).

L’ingresso è libero

Per ulteriori informazioni
Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci
Via Duca di San Donato, 28 – Napoli
Tel.: 081.5634518
Cell.: 339.5389103
e.mail: associazionetrabaci@alice.it
sito web: www.associazionetrabaci.it

Olga Laudonia
Nata a Sorrento nel novembre 1981, ha iniziato gli studi musicali nel 1997 con il Maestro Vincenzo De Gregorio e in soli sei anni ha conseguito il Diploma in Organo e Composizione organistica con il massimo dei voti presso il Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli, dove ha poi seguito il corso di tirocinio.
Ha proseguito gli studi musicali presso il Conservatorio F. Morlacchi di Perugia, conseguendo nel 2008 il Diploma Accademico di II Livello in Organo e Composizione organistica sotto la guida del Maestro Wijnand van de Pol. Diplomata in Clavicembalo presso il Conservatorio di Napoli, è attualmente iscritta al primo anno del Diploma accademico di secondo livello in Clavicembalo nella classe del Maestro Enza Caiazzo presso il medesimo Conservatorio.
Ha seguito corsi di perfezionamento in organo e clavicembalo con maestri di chiara fama internazionale, quali: P. D. Peretti, K. Schnorr, E. Fadini etc.
Agli studi musicali ha affiancato quelli umanistici: infatti, nel 2005 ha conseguito la Laurea in Lettere Moderne – Settore Musica e Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II con una tesi in Storia della Teoria Musicale sull’organista Franco Michele Napolitano.
Nel 2004 ha vinto il Secondo Premio al Concorso nazionale d’organo “Premio Goffredo Giarda” (Roma – Accademia organistica romana) ed è stata invitata ad eseguire un concerto per l’inaugurazione del Nuovo Anno del Corpo Consolare di Napoli.
Nello stesso anno ha partecipato come relatrice al Convegno internazionale di studi “Napoli e l’Europa: gli strumenti, i costruttori e la musica per organo dal XV al XX secolo” (Battipaglia, Salerno – Accademia Organistica Campana).
Nel 2008 ha inaugurato presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli la mostra “La città cantante” a cura del M° Pasquale Scialò.
Nel Capodanno del corrente anno ha tenuto un concerto in occasione della presa della Diaconia da parte del Cardinale Kurt Koch della Chiesa del Sacro Cuore in Piazza Navona a Roma.
Docente di Educazione musicale presso il Conservatorio “S. Maria della Pietà” di Sorrento, dal 2004 è organista titolare del Santuario della Madonna del Carmine della stessa città.

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3 novembre, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione Trabaci, Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Fabio Mingarelli nel foyer del Teatro Carlo Gesualdo, fino al 3 dicembre

Spazio Arte di Claudia Campagnano

 

Comunicato Stampa.

Artisti in mostra nel foyer del Teatro Carlo  Gesualdo: sabato sarà la volta della personale di Fabio Mingarelli. L’appuntamento è per le 17,30 per l’inaugurazione dell’esposizione, che sarà presentata dal presidente del Cda dell’istituzione teatro Gesualdo, Luca  Cipriano, con gli interventi della gallerista Elide Rusolo, dello scrittore  Franco Festa e dell’ingegnere Mario Perrotta.
Ogni mese gli spazi del comunale ospiteranno una mostra personale di pittori,  scultori, artisti digitali, fotografi che animeranno i foyer del teatro con le proprie opere. Un progetto nato dalla volontà del presidente Luca Cipriano di aprire il teatro a tutte le espressioni artistiche, intercettando nuovo pubblico e offrendo occasioni di confronto culturale al territorio.

Le opere di Mingarelli saranno esposte al Gesualdo per un mese, fino al tre dicembre. Poi toccherà ad altri maestri, artisti, fotografi, animare, per tutta la stagione, gli spazi interni del Massimo Irpino. Dodici mesi dedicati all’arte, per arricchire il cartellone del Gesualdo con forme artistiche diverse, dal classico al contemporaneo, dalla sperimentazione al tratto distintivo di autori apprezzati in ambito nazionale.

Animando la stagione con nuovi eventi artistici collaterali abbiamo voluto aprire il Gesualdo all’arte – commenta il presidente del teatro Luca Cipriano, ideatore del progetto -, offrendo da un lato una vetrina d’eccezione per i migliori talenti irpini, dall’altro al nostro pubblico e visitatori di fruire di allestimenti unici e imperdibili. Nuovi modi di confronti con l’arte, che
riescano a porre l’accento sul talento dei suoi maestri e al contempo a restituire nuove funzioni culturali al nostro teatro, che si conferma istituzione culturale di primo riferimento dell’Irpinia”.

La mostra, con ingresso da piazza Castello, sarà visitabile tutti i giorni dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 e, nei giorni festivi in cui sono in programma eventi, due ore prima dell’inizio dello spettacolo.

Fabio Mingarelli – biografia

Fabio Mingarelli, in arte Ming, nasce a Faenza, dove trascorre l’infanzia. Si trasferisce con la famiglia ad Avellino, dove tuttora vive. La madre, Gabriella Rivalta, da buona faentina è ceramista ed insegna decorazione e tecnologia all’Istituto Statale d’Arte di Avellino… sarà lei a portare il figlio nei laboratori della vecchia scuola d’arte ed a svelargli i segreti dell’antica arte del fuoco.

Come l’artista ama ricordare: “…ero talmente piccolo che quando mia madre mi portava nei laboratori, dove c’erano gli altri suoi colleghi, dopo le prime carezze e qualche pizzicotto sulla guancia, nessuno più badava a me… era come se diventassi invisibile… ed in quel preciso istante, io, cominciavo a divertirmi… potevo toccare ogni cosa… colori, smalti, pennelli… giocare con l’argilla… sporcarmi… era bellissimo… mi lasciavo trasportare lasciando che gli anni passassero e mi dessero in seguito le capacità per poter assaporare il gusto di una discussione artistica”.

Questa era l’aria che si respirava in quegli anni… anni di fermento… anni in cui la creatività poteva davvero elevarti al di sopra dei “comuni mortali”. Comunque per poter comprendere appieno l’arte di Ming bisogna saper cogliere nelle sue opere i codici espressivi della modernità e collegarli alla “memoria” stessa dell’artista; certamente non è cosa facile, ma….cosa c’è di facile oggi
che non sia scontato?! Tralasciamo per il momento l’attività svolta nella bottega di ceramica della “Julia Bèla” in Avellino con la madre e la moglie Pina e soffermiamoci piuttosto su quella pittorica. Difficilmente catalogabile è l’arte di Ming …si potrebbe parlare di astrattismo, ma così non è, in quanto incastri complicati di forme si fondono in una ritmica compositiva con colori
che divengono a volte puri e a volte amalgamati in infinite sfumature e velature…..ed all’interno dell’opera, l’occhio attento percepisce,anzi, intuisce… la memoria… il linguaggio dell’artista.

Ovviamente non è immediato tutto ciò, e questo è proprio quello che si aspetta Ming. La sua arte è come un linguaggio sconosciuto che deve venire appreso un po’ per volta, senza fretta…ti deve penetrare, coinvolgere, emozionare, stimolare. Come scrisse di lui il critico piemontese Vietto: “…l’altro quadro l’ho trovato sorprendente e potentemente evocatore, a cominciare dalla scelta e dall’accostamento delle forme e dei colori, con la costruzione di un intrigante puzzle di anatomie frammentate, in cui una mente ossessionata come la mia o di chiunque altro si può applicare a riconoscere dita con unghie e polpastrelli, peni a glande vivo o prepuziato e seni con i loro capezzoli rubizzi, una vulva in attesa verso cui tutto sembra convergere, altri orifizi di anatomie aliene, il tutto in una danza di incastri che si svolgono sul campo verde del piacere e delle attese.”

In questi ultimi due anni l’artista ha abbandonato, temporaneamente, l’arte astratta….consigliato da un suo collega….in quanto la stessa gli provocava un travaglio interno forse eccessivo. Il ritratto è diventato predominante e con esso il disegno….i suoi ultimi lavori sono molto “disegnati” e come dice lui stesso: “….è come per me una terapia…il poter vedere ora una forma compiuta, definita, fa si che il mio animo si rilassi fino al punto di poter essere cosi libero da sperimentare nuove forme espressive”

Naturalmente ritroviamo in questi lavori le caratteristiche peculiari già presenti nelle opere precedenti come la tela trattata in modo materico e il segno predominante. Con la ritrattistica l’artista ha comunque avuto diversi riconoscimenti, ultimo dei quali il primo premio nel concorso “Sfumature di donna” indetto dalla galleria d’arte “Alfonso Grassi” di Solfora. Per la cronaca Ming, essendo personaggio molto schivo e sfuggente e per niente incline alla vita mondana, ha finora esposto molto poco le sue opere e ,quasi esclusivamente, presso gallerie o locali di amici fidati e di vecchia data. Espone soprattutto all’estero, dove non è richiesta la sua presenza. Nel 2005 e 2006 ha partecipato a mostre collettive tenutesi a Londra, Firenze e Tokio. Nel nov. 2007 un suo lavoro è stato recensito in modo lusinghiero dal critico Vittorio Sgarbi.

Ufficio stampa
Luigi Basile 3663981337
Simonetta Ieppariello 3343207500

 

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3 novembre, 2011 Posted by | Uncategorized | 1 commento

   

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