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Con lo ScarlattiLab uno splendido preludio alla stagione 2011-2012 dell’Associazione Alessandro Scarlatti

Come preannunciato nella conferenza di presentazione della stagione 2011-2012, quest’anno l’Associazione Alessandro Scarlatti rivolgerà un occhio di riguardo ai giovani interpreti.
Si inquadra in questo ambito l’inizio del progetto ScarlattiLab, dedicato alla musica barocca, la cui direzione artistica è stata affidata ad Antonio Florio e Dinko Fabris, volto ad evidenziare i talenti cresciuti all’ombra dei Conservatori di Napoli, Bari e Cosenza.
Il primo frutto di questa iniziativa, alla quale collabora anche il flautista Tommaso Rossi, si è recentemente concretizzato con la proposizione, nella splendida chiesa dei Santi Marcellino e Festo, di un concerto che ricostruiva le atmosfere di una festa svoltasi a Napoli nel Palazzo del Viceré spagnolo durante il carnevale del 1620, partendo da documenti giunti miracolosamente intatti ai nostri giorni.
Dopo un breve prologo, costituito da brani sacri a tre voci, tratti dal repertorio di Scipione Dentice, Bartholomeo Le Roy e Jean de Macque, si passava alla vera e propria festa, dedicata alle “Delizie di Posillipo boscarecce e maritime”, dove pezzi cantati, a uno o più voci, si alternavano a composizioni strumentali.
Numerosi gli autori proposti, molti dei quali oggi rappresentano degli illustri sconosciuti, pur avendo lasciato una produzione di elevata qualità.
Da ciò si evince come già all’epoca la città partenopea fosse sede di una fervente attività artistica, che di lì a poco avrebbe ricevuto durissimi colpi, prima in seguito ad eventi politici, culminati con la rivolta di Masaniello (1647), poi a causa dell’epidemia di peste, che falcidiò la popolazione napoletana nel 1656.
Per quanto riguarda gli interpreti, partiamo dal gruppo dei cantanti, formato dai soprani Cristina Grifone, Maddalena Pappalardo, Silvia Tarantino e Leslie Visco, e dai contralti Candida Guida ed Enrico Vicinanza, tutti provenienti dal Conservatorio di Napoli.
Si tratta di artisti già in possesso di una notevole maturità artistica e di una buona esperienza, che hanno evidenziato una elevata bravura come solisti ed un ottimo affiatamento nei brani a più voci.
A completare l’apporto del Conservatorio di S. Pietro a Majella vi erano Francesco Aliberti al cembalo e Vincenzo Caterino al violoncello che, insieme alla tiorba di Paola Ventrella del Conservatorio di Bari e ai flautisti Annalisa De Simone e Domenico Passarelli del Conservatorio di Cosenza, hanno affiancato alcune prime parti dell’ensemble “I Turchini” di Antonio Florio (i violinisti Alessandro Ciccolini e Marco Piantoni, il violista Rosario Di Meglio ed i flautisti Tommaso Rossi e Raffaele Di Donna), dando vita ad un ensemble ben amalgamato, che ha anche fornito un valido supporto alle diverse voci.
In definitiva un esordio di altissimo profilo, i cui meriti vanno equamente divisi fra gli interpreti e la direzione artistica, e non è un caso che il maestro Florio sia stato chiamato alla ribalta dai musicisti nel momento dei ringraziamenti finali, prima del bis rivolto a “Festa, riso” a sei voci di Pietro Antonio Giramo, scelto appositamente in quanto coinvolgeva l’intero organico vocale e strumentale.

Marco del Vaglio
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9 ottobre, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Conservatorio "S.Pietro a Majella", Musica, Musica classica, Napoli | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

   

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