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Giovedì 25 agosto il giovanissimo pianista Alessandro Lanzoni esordisce al Ravello Festival

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Il suo primo concerto al pianoforte, da solo, l’ha tenuto a New York nel 2008 all’Onu, alla presenza del Segretario generale Ban Ki Moon e della stampa internazionale.
Dai tempi di questa non comune occasione a oggi sono però cambiate molte cose – tante quante sono le variabili in evoluzione nella vita di un adolescente, dai quattordici ai diciannove anni – tanto che questo concerto, il 25 agosto, alle ore 21.45, al Ravello Festival, nella cornice mozzafiato dei Giardini di Villa Rufolo, può essere considerato il vero e proprio debutto di Alessandro Lanzoni in piano solo.
Nel programma di quel primo fatidico concerto figuravano quasi unicamente gli standard; il Lanzoni quattordicenne non aveva ancora scritto molto.
Oggi, a fianco a brani dei più grandi autori della tradizione bebop e degli anni sessanta e settanta, nei programmi di questo pianista dalla “musicalità ecclatante” e dalla “padronanza linguistica incredibile” (Enrico Rava a La Nazione) figurano alcune pietre miliari del repertorio pianistico classico, e suoi originali omaggi agli autori di entrambe le tradizioni di provenienza, il jazz e la classica, che Lanzoni chiama scherzosamente “i miei antenati”.

Inoltre, anticipa Alessandro: “A Ravello voglio dedicarmi all’improvvisazione libera. Mi sto esercitando molto in questa direzione, in questo periodo: mi metto al piano e mi diverto, improvvisando a partire dal nulla. O, partendo da una mia qualche idea, suono tutto ciò che mi passa per la testa, nel preciso momento in cui mi passa per la testa, e le mani. Non è per nulla semplice, in realtà. Per capire che cosa stia effettivamente producendo, mi registro e, alla fine di quello che diventa, con lo scorrere delle note, un brano, mi riascolto. Il procedimento si può dire riuscito quando, nel riascoltarmi, scorgo una struttura, al di là delle singole note o delle singole parti di cui si compone il brano. Ciò vuol dire che, dall’inizio alla fine del brano, è stato compiuto un percorso, un discorso.”

Il più giovane tra i pianisti additati da Thomas Conrad (All About Jazz), fin dal 2008, in quanto esponenti di un pianismo che, “sebbene non tutti ne siano ancora consapevoli al di là dei confini italiani, si qualifica tra i migliori al mondo”, lodato da Ira Gitler (Jazzimprov. NY) per la freschezza, l’originalità delle soluzioni improvvisative, la purezza del blues e di sentimento, Alessandro Lanzoni accosterà al jazz, in piena autonomia e con la consapevolezza che la critica nazionale e internazionale gli riconoscono, quello che definisce un omaggio alla sua tradizione musicale di provenienza.

“Sono molto legato al repertorio del Novecento”, precisa, “il più vicino al jazz e quello da cui il jazz di oggi, in parte, proviene. Amo molto Prokofiev, in particolare, di cui eseguirò la terza Sonata op. 28. Ma amo molto anche i Classici, Mozart e Chopin, e in particolare lo Scherzo op. 31.”

Tornando al jazz: “Ho poi scelto My song di Jarrett per omaggiare, anche in questo caso, l’autore che più di ogni altro ha influenzato la mia primissima formazione jazz: è grazie a lui – che ho sentito suonare dal vivo a Pescara – che mi sono avvicinato jazz. All’inizio, io non potevo fare a meno di ascoltarlo, di imitarlo. Ora ritengo di essermi del tutto distaccato, quindi posso eseguirlo come fosse altro da me, consapevole dell’importanza che ha avuto nella mia formazione. I pezzi di Monk, dal suo primo disco in quartetto, sono assolutamente predisposti per l’esecuzione al pianoforte. Sono brani semplici, che “lasciano molto spazio attorno a sé”, per l’improvvisazione. Monk stesso ha inciso molto per piano solo, e in questo, e molto altro, lo considero uno dei miei più importanti Maestri. Fats Waller l’ho scoperto di recente, invece. E’ il musicista a cui mi sto dedicando maggiormente, in questo periodo, eseguendo canzoni, da cui parto per arrivare all’improvvisazione.”

Infine, le composizioni originali: “Levra è l’anagramma di Ravel. In assoluto, è il mio autore “classico” preferito. In questo momento sto studiando il suo Concerto in sol, e partendo dalla sua armonia, o da una sua trascrizione, costruirò, questa volta senza l’ausilio del quartetto, il suono di questa ballad, ispirandomi al suo.”

Info: http://www.ravellofestival.com/z47.php

Ufficio Stampa
Massalia Comunicazione
Nicoletta Tassan Solet
Cell.: +39 348 64 18 066
e-mail: Nicoletta.tassan@gmail.com; massaliacomunicazione@gmail.com
Skype: nicoletta.tassan
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Programma

T. Monk: Monk’s dream
A. Lanzoni: Improvvisazione libera
S. Prokofiev: Sonata in la minore n. 3 op. 28
A. Lanzoni: Levra
K. Jarrett: My song
F. Chopin: Scherzo op 31 in si bemolle minore
F. Waller: Ain’t Misbehavin

Alessandro Lanzoni
Best Young Soloist a Parigi nel 2010, in occasione dell’ultima edizione del concorso internazionale Martial Solal, la più prestigiosa fra le competition jazzistiche internazionali dedicate al pianoforte, a 19 anni Alessandro Lanzoni rappresenta la punta della nuova scena jazzistica italiana.
Si è avvicinato al jazz attraverso l’ascolto di grandi pianisti, da Earl Hines a Bud Powell sino a Bill Evans, e a Keith Jarrett, completando al contempo la sua formazione musicale in ambito classico, con studi di pianoforte e violoncello.
Attualmente iscritto al nono anno della classe di pianoforte principale al Conservatorio di Firenze, è però nel jazz che Lanzoni ha trovato il linguaggio che gli è più congeniale, in particolare nella sua linea più europea.
Alessandro Lanzoni si è esibito nei “luoghi deputati” del jazz, affermandosi molto presto in veste di band leader, e può vantare una significativa esposizione internazionale, in particolare negli Stati Uniti, dove ha ricevuto recensioni lusinghiere e insolite per un musicista straniero (Ira Gitler, nella sua colonna su Jazzimprov. NY ha già avuto modo di affermare, dall’altro dei suoi settant’anni di pura storia del jazz: “Non dovrebbe essere giudicato come un giovane musicista. E’ già eccezionale, e il punto è che rischia di diventarlo ancora di più).
Ad oggi ha tenuto concerti all’Auditorium Parco della Musica e alla Casa del Jazz (Roma), al Piccolo Teatro (Milano), e nei festival più prestigioso quali Umbria Jazz, Moncalieri Jazz, Dolomiti Ski Jazz, Finestra Jazz, Pescara Jazz Festival, Ancona Jazz Summer Festival, Forma e Poesia nel Jazz (Cagliari), Festival Letterature di Roma, Sudtirol Jazz Festival Alto Adige, Bologna Jazz Festival, Padova Jazz Festival, Grey Cat Festival, Festival Pianistico di Trieste, Music Pool Network Sonoro, Novara Jazz, Festival Mundus, Etruria Jazz, Chianti Festival, Odio l’estate Festival, Vicenza Jazz, Festival Crossroads, Festival Internazionale di Eilat (Israele), Panama Jazz Festival, Morgan Library Auditorium NY.
Il suo successo è segno che la linea verde del jazz nazionale non solo sta conquistato la terra d’origine di questa musica, ma sta anche affermandosi in maniera significativa in campo nazionale, dove tanti giovanissimi musicisti sono accomunati da inaspettati e prestigiosi successi internazionali.
Di giovane età, Lanzoni è un artista in fase di costante crescita: il suo stile, attualmente una sintesi della grande tradizione che va dal bebop agli anni Sessanta e Settanta, senza perdere di vista il jazz europeo, presenta un gusto melodico contemporaneo, che traspare, oltre che nell’improvvisazione, nella sua attività compositiva. Lanzoni, che “come una spugna ha assorbito gli umori dei grandi” presenterà nei suoi concerti in piano solo, il suo “pianismo creativo, in continua e frenetica ricerca” (Giovanni Gori – Musica Jazz), attraverso un programma trasversale, alternando spazi di libertà improvvisativa a brani del repertorio classico, interpretati con il lirismo e l’intensità che contraddistinguono il suo universo musicale.

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20 agosto, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica classica, Musica da camera, Pianisti | , , | Lascia un commento

   

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