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Sabato 16 luglio la sezione classica dei “Concerti d’estate a Villa Guariglia” propone il suo secondo appuntamento

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 16 luglio, (Ingresso Libero) secondo appuntamento della sezione classica dei “Concerti d’estate di Villa Guariglia, organizzati da Tonia Willburger, con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno,della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno e con la collaborazione tecnica è della Regione Campania, della Coldiretti Salerno e dell’Enoteca Provinciale di Salerno.
La serata verrà inaugurata, alle ore 20, nella piazzetta antistante la cappelletta di San Vito con una conversazione sull’ultima opera di Massimo Bignardi, “Carte d’imbarco. Il viaggio in Italia nelle rotte della contemporaneità” edito da Claudio Grenzi.
A discuterne con l’autore interverranno Ada Patrizia Fiorillo, dell’università di Siena, Pasquale Rocco in rappresentanza del Frac di Baronissi ed Eva Willburger.
L’opera evidenzia traiettorie di riflessioni storico critiche, nate intorno ai soggiorni e alle esperienze di alcuni artisti contemporanei nel Bel Paese che, nelle diverse declinazioni, richiamano ad un pellegrinaggio iniziatico, in pratica ad un ‘andare’ verso l’Italia avvertendo, rileva Bignardi, “nel nascosto ripostiglio dei desideri, ancora la memoria (oramai offuscata) di quella che, per la cultura del Novecento, era stata la terra del genius loci”.
I saggi, nati come relazioni degli studenti in occasione di seminari organizzati all’interno del corso, pongono l’attenzione a figure di artisti quali Brigitte Brand, presente a Venezia; Frédéric Brenner, che opera a Roma; Horiki Katsutomi, che vive nelle lande piemontesi; Anne-Clémence de Grolée e Jenny Saville nella Palermo del terzo millennio; Ivan Theimer sedotto dal classicismo fiorentino e Serghej Potapenko rifugiatosi in Piemonte; infine di Peter Willburger vissuto dagli anni Sessanta al 1998 (data della sua morte) a Raito.
Nell’opera di Willburger, scrive Bignardi, la natura mediterranea ha ceduto “il proprio ‘colore’, quello della sua materia, invitandoci a riflettere sulla nostra identità, orientandoci verso sentieri ancora poco battuti ove il colore è olfatto, tatto, gola e non solo privilegio dell’occhio”.

Alle ore 21, sarà lo stesso direttore artistico del cartellone dei Concerti d’Estate, il pianista Francesco Nicolosi, ad omaggiare Franz Liszt, nell’anno del bicentenario della nascita, proponendo la trascrizione della quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven in do minore op.67, inframmezzata da lettere e documenti del compositore tedesco, rivelati dalla voce di Geremia Longobardo.
Francesco Nicolosi, interprete lisztiano d’elezione, ha scelto di porre il suo sguardo sull’azione culturale svolta da Franz Liszt, quando tra il 1833 e il 1846, trascrisse la sinfonia fantastica di Hector Berlioz, le sue ouverture Roi Lear e Francs Juges, le Sinfonie n. 4, 5 e 6 di Beethoven, le ouverture dell’Oberon e del Franco Cacciatore e la Jubelouverture di Carl Maria von Weber.
Il valore della proposta di Franz Liszt può essere intesa con difficoltà oggi, nell’epoca della comunicazione globale, in tutta la sua portata di autentica rivoluzione culturale, ma neppure si può valutare la figura del genio ungherese se, accanto al creatore, non si considera in lui l’operatore che intendeva indirizzare il nuovo pubblico verso obbiettivi non più esclusivamente edonistici: una volta soggiogato il pubblico con le diavolerie, Liszt lo educava alla comprensione dei classici e dei contemporanei d’avanguardia, distinguendosi, così e collocandosi in una dimensione in attingibile dai Thalberg.
È un Beethoven titanico, quello della Quinta. Ma è anche un Beethoven più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell’Eroica.
La forma stessa è essenziale, senza espansioni retoriche, la coerenza interna rigorosa.
I temi sono netti e concisi, come lo scarno inciso d’apertura, un motto di sole quattro note.
Così si apre il primo movimento, l’Allegro con brio. Il primo tempo è forse la più perfetta applicazione della valenza tragica della tonalità di do minore, e della dialettica beethoveniana, basata sul contrasto di due idee, una veemente e una implorante; ma questa perfezione è dovuta innanzitutto alla configurazione icastica del tema – i celebri “tre più uno” colpi iniziali, esposti all’unisono – poi a una tecnica di elaborazione che fa percepire ogni dettaglio come logicamente consequenziale, necessario e imprescindibile; la seconda idea è solo un diversivo, nel fitto reticolato dell’elaborazione, che viene tuttavia interrotta da improvvisi silenzi e singole voci strumentali, dalla valenza angosciante ed interrogativa.
In questo contesto l’Andante con moto, in la bemolle maggiore, non ha la semplice funzione di stemperare la tensione, ma piuttosto di mantenerla sempre sottesa.
Con lo Scherzo si torna non solo alla tonalità minore iniziale, ma anche al medesimo inciso tematico, solo variato ritmicamente; è questo il movimento chiave per donare coerenza alla sinfonia.
Da una parte, infatti, il “motto” iniziale acquista, nella riproposizione, una valenza fatalistica (ma non bisogna dimenticare lo studio sul timbro, all’inizio, o il Trio contrastante, con entrate fugate); dall’altra parte il movimento sembra spegnersi nel nulla, con il “motto” sussurrato dai timpani, e sfocia invece in un episodio di transizione, tanto breve quanto decisivo, che congiunge direttamente i due ultimi tempi, attraverso un calibratissimo ed entusiasmante crescendo.
Si approda dunque, col Finale, alla risoluzione di tutti i conflitti esposti, con una trionfale fanfara che è in realtà la conversione ottimistica dell’idea iniziale; non a caso, nella mirabile costruzione in forma sonata.

Il dopo-concerto sarà firmato da 8 ristoranti tra Vietri sul Mare, Salerno e Sieti (Dal Pescatore, Enoteca Segetum, Il Principe e la Civetta, La Locanda del Cantastorie, L’Antica Pagliera, L’Argonauta e Taverna Santa Maria De Domno) in cui si rinnoverà quel felice connubio che solo musica e buona cucina riescono a realizzare.

Concerti d’estate è anche solidarietà: fino al 2 agosto (serata in cui saranno presenti anche alcuni bambini e la direttrice dell’orfanotrofio di Zhodino, Bielorussia) gli amici della rassegna di Villa Guariglia contribuiranno all’acquisto di un pianoforte per iniziare alla musica i piccoli.

Quest’anno la rassegna si avvarrà anche di un servizio navetta per e da Villa Guariglia, con partenza dal teatro Verdi di Salerno alle 20.00 e partenza da Villa Guariglia alla fine dell’evento.

Per info.:
ditta Rocciola: 347/ 4531429

L’Ufficio Stampa
Concita De Luca
Cell.: 328 0261294
Olga Chieffi
Cell-: 3478814172
sito web: www.eventsandmusic.it

Segreteria organizzativa:
CTA – Centro Turistico ACLI Vietri sul Mare
Piazza Matteotti
84019 Vietri sul Mare SA
telefono e fax: (+ 39) (0)89 211 285
mobile: (+ 39) 329 4158640
e-mail: ctavietri@libero.it oppure cta@comune.vietri-sul-mare.sa.it

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14 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica classica, Musica da camera, Pianisti, Salerno | , , , | Lascia un commento

Venerdì 15 luglio debutta a Siena la Camerata Salzburg diretta da Philipp von Steinäcker

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Debutta a Siena per la 68ª Settimana Musicale Senese uno dei più prestigiosi complessi europei, la Camerata Salzburg, diretta da Philipp von Steinäcker, in concerto venerdì 15 luglio, alle ore 21.15, al Teatro dei Rinnovati.
Prossimo a festeggiare nel 2012 i sessanta anni di attività, il complesso salisburghese è uno dei più rinomati nel panorama musicale internazionale e per il suo debutto senese presenta un programma che abbraccia oltre due secoli di storia della musica, dal sontuoso stile dei balletti di Jean-Philippe Rameau (l’opéra-ballet Les Fêtes d’Hébé risale al 1739) alle Danses concertantes di Igor Stravinskij, passando per la giovanile Serenata n. 1 di Johannes Brahms.

Les Fêtes d’Hébé ou Les Talents lyriques è un’ opéra-ballet di Jean-Philippe Rameau su libretto di Antoine-César Gautier de Montdorge, rappresentata il 25 marzo del 1739.
La Suite orchestrale che qui viene presentata nasce da una sapiente scelta di danze, numerose e varie.
Ci si concentra così su quanto di più interessante – anche secondo il giudizio dei contemporanei – conteneva questo sterminato spettacolo in un Prologo e tre Entrées, che da subito piacque moltissimo al pubblico parigino tanto da essere presentato per ben 80 volte già nel 1739 e per gli anni a seguire.

Le Danses concertantes vennero commissionate a Stravinskij quando si trovava negli Stati Uniti nel 1941 da Werner Janssen, direttore della Janssen Symphony Orchestra di Los Angeles e vennero eseguite per la prima volta a Los Angeles l’8 febbraio 1942.
In questa partitura confluiscono – facilmente ravvisabili – temi, ritmi e soprattutto scelte ‘stilistiche’ (di gusto e di valore), che ci riportano ad altre partiture famose del musicista russo come l’Histoire du soldat e il balletto Pulcinella, caratterizzate dalla presenza della componente ironica nella vicenda creativa di Stravinskij, che si compiace di ridicolizzare l’idea stessa di “musica colta” con i modi della banda e – nella componente visiva presente fin dai tempi di Pulcinella – con lo scombinato puzzle della commedia dell’arte.

Chiude il programma la Serenata op. 11 di Brahms, opera giovanile composta all’età di 25 anni, quando il musicista era al suo primo incarico di maestro di musica per la corte di Detmold, dove soggiornerà per i mesi autunnali dal 1857 al 1859.
Composta per un piccolo organico cameristico (1 flauto, 1 corno, 2 clarinetti, 1 fagotto e quartetto d’archi), la Sinfonia è formata da sei movimenti dal tono sereno e gioioso, con forti richiami ad altre composizioni di Haydn (Sinfonia London) e Beethoven (Sinfonia Pastorale, Seconda Sinfonia) e l’Ottetto di Mendelssohn

Info: tel. 0577-22091, tutto il programma su www.chigiana.it
Biglietti: 25 e 18 euro (ridotto 8 euro).

Ufficio stampa Settimana Musicale Senese 2011
Anna Dal ponte
cell. 346 0620710; 331 1835467
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Sara Ciccarelli
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Ufficio stampa Accademia Musicale Chigiana
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Cogliere la nota esatta è fondamentale per ogni oratore, ma per i musicisti è essenziale. L’arte, la sfida, l’essenza sono da ricercare oltre l’interpretazione di ciò che è “visibile”, scritto nella partitura. Qui è dove inizia la realtà della musica”.
È stato questo il principio guida che il leggendario violinista Sandor Vegh ha voluto dare all’ensemble Camerata Salzburg (originariamente fondato nel 1952 da Bernhard Paumgartner): principio che ha modellato l’identità stilistica della Camerata dal 1978 fino al 1997, anno della morte di Vegh.
A lui è succeduto Roger Norrington, Direttore Principale dal 1997 fino al 2006 e, in seguito, Leonidas Kavakos che nell’agosto 2006 è stato nominato Direttore Artistico della Camerata Salzburg, posizione che ha ricoperto fino al 2009.
Roger Norrington è comunque rimasto in stretto contatto con l’orchestra in veste di Conductor Laureate.
Dopo sessant’anni di storia, la Camerata Salzburg è divenuta a pieno titolo un’orchestra da camera della miglior tradizione.
Oggi consiste in una formazione di giovani e motivati musicisti i quali “suonano con un trasporto ed una gioia che è quasi contagiosa”.
Molti sono i solisti con cui la Camerata si è esibita; fra i più recenti Louis Langrée, Jonathan Biss, Elisabeth Leonskaja, Stefan Vladar, Anne-Sophie Mutter, Victoria Mullova, Hilary Hahn, Jian-Wang, Matthias Goerne, Emmanuel Pahud, Hakan Hardenberger e molti altri.
Le esibizioni hanno avuto luogo ad Aix-en-Provence, in Slovenia, in Olanda, in Italia, in Germania, in Grecia e in Asia.
La Camerata Salzburg viene regolarmente invitata al Festival Carinthischer Sommer, così come alla Mozartwoche di Salisburgo; questi eventi si aggiungono al proprio Festival “Begegnung”, della durata di tre giorni, nella città natale dell’Orchestra. Altre manifestazioni ormai consolidate sono il Festspiele di Salisburgo e una serie di concerti alla Konzerthaus a Vienna.

Il direttore Philipp von Steinäcker ha vinto il concorso di direzione Melgaard OAE Young Conductor Auditions a Londra ed è stato l’assistente dell’Orchestra of the Age of Enlightenment per un anno lavorando con direttori come Sir Simon Rattle, Vladimir Jurowski, Sir Roger Norrington.
Ha preparato l’Orchestra of the Age of Enlightenment per Vladimir Jurowski, la Symphonica Toscanini per Lorin Maazel, la Trondheim Symphony Orchestra per Daniel Harding ed ha assistito lo stesso Harding all’Orchestra della Radio Svedese di Stoccolma ed alla London Symphony Orchestra.
È stato l’assistente di Sir John Eliot Gardiner per la sua produzione di Pelléas e Mélisande all’Opéra Comique a Parigi.
Ad ottobre 2010 ha diretto il concerto finale dell’Orchestra dell’Accademia Gustav Mahler a Bolzano.
Nel 2011 Philipp von Steinäcker assisterà Sir John Eliot Gardiner per Der Freischütz all’Opéra Comique a Parigi e dirigerà una produzione de La Bohème a Londra e ai festival di Mentone e St. Raphael.
È fondatore e direttore dell’orchestra Musica Saeculorum in Alto Adige.
Con questo gruppo ha debuttato alle Settimane Mahleriane 2008 a Dobbiaco proseguendo negli anni successivi in un’impegnativa attività.
Steinäcker è cresciuto ad Amburgo ed ha iniziato i suoi studi presso la Musikhochschule di Lubecca.
Durante il liceo ha fatto il suo debutto alla Musikhalle di Amburgo come violoncellista ed è stato membro sia dell’Orchestra Giovanile Tedesca sia della Gustav Mahler Jugendorchester.
Dopo la maturità ha studiato presso la Musikhochschule di Vienna e soprattutto presso la Juilliard School di New York con Harvey Shapiro, dove ha compiuto gli studi con il titolo di Master of Music.
In seguito ha studiato il violoncello barocco presso il CNSM a Parigi nella classe di Christophe Coin.
Di recente ha compiuto i suoi studi di direzione d’orchestra con Mark Stringer e Yuchi Yoasa presso l’Università di Musica di Vienna.

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14 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica classica, musica sinfonica, Prima del concerto | , , , , , , | Lascia un commento

I “Pomeriggi in Concerto” di Napolinova propongono a sorpresa il duo formato da Catello Coppola e Aniello Iaccarino

Il secondo appuntamento dei “Pomeriggi in Concerto” di Napolinova, che hanno luogo nella “Sala delle Conferenze” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, doveva essere dedicato al saggio conclusivo del Master di violoncello, ma problemi di natura organizzativa hanno fatto slittare l’evento.
A questo punto Alfredo de Pascale, direttore artistico della rassegna, non volendo annullare il concerto e privare così il pubblico dei napoletani di una delle pochissime occasioni di ascoltare musica in un periodo morto come quello attuale, ha pensato bene di invitare il duo formato da Catello Coppola (flauto) e Aniello Iaccarino (pianoforte).
I due giovanissimi interpreti hanno affrontato brani prevalentemente del Novecento, iniziando con la Sonata per flauto e pianoforte del ceco Bohuslav Martinů (1890-1959).
Scritta nel 1945, in un particolare momento della vita dell’autore che, esule negli Usa, era fortemente indeciso se rimanere lì, ritornare nella sua patria o prendere qualche altra strada, venne dedicata a George Laurent, all’epoca primo flauto della Boston Symphony Orchestra.
Tipica dello stile di Martinů, la Sonata si caratterizza, tra l’altro, per il movimento conclusivo (Allegretto poco moderato), il cui motivo deriva dal verso di un uccello notturno, il Caprimulgus vociferus, ascoltato dal compositore a Capo Cod nel Massachusetts dove risiedeva per una breve vacanza.
Dopo un salto all’indietro, con la Sonata in do minore, opera giovanile di Gaetano Donizetti (1797-1848), è stata la volta di Vocalise di Sergej Rachmaninov (1873-1943), posta a chiusura delle Quattordici liriche per voce e pianoforte, op. 34 (1915).
Il suo lirismo ha finito per oscurare il resto della raccolta, facendo sì che Vocalise fosse oggetto di numerose versioni, fra le quali anche una per flauto e pianoforte.
Il recital è terminato con la Sonatina di Eldin Burton (1913-1979), arrangiamento per flauto e pianoforte di un pezzo pianistico da lui composto come esercizio, quando era studente alla Juilliard School.
Il brano si aggiudicò nel 1948 una rassegna organizzata dal New York Flute Club, che aveva come premio la pubblicazione della composizione vincitrice a cura dell’editore Schirmer e, grazie a questo, risulta ancora in repertorio, unico nell’ambito della produzione, abbastanza scarna, del musicista statunitense.
Alcune considerazioni, ora, sugli interpreti, il flautista Catello Coppola ed il pianista Aniello Iaccarino, a cominciare dalla loro capacità di concepire, in tempi brevissimi, un programma insolito e ricco di brani di raro ascolto.
Una peculiarità confermata anche nel bis, rivolto a Aria di Otar Taktakishvili (1924-1989), autore a noi completamente sconosciuto, che però ha rappresentato una delle figure di maggior prestigio della musica georgiana del Novecento, avendo ottenuto numerosi premi, scritto l’inno del suo paese ed essendo anche stato eletto Ministro della Cultura.
Ma, oltre a proporre un panorama poco frequentato di buona musica del Novecento, i due esecutori hanno evidenziato elevata bravura e buon affiatamento, per cui si può dire che la scelta effettuata da Alfredo de Pascale si sia dimostrata vincente, e chi non è venuto, perché poco attratto dal violoncello, ha perso sicuramente una grande occasione per poter apprezzare due giovani talenti.
La rassegna proseguirà domenica 17 luglio, come da programma generale, con il tenore Delfo Menicucci e i partecipanti al suo Master Internazionale di Canto e Tecnica Vocale.

Marco del Vaglio

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