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Domenica 10 e lunedì 11 luglio due nuovi appuntamenti con la 68a Settimana Musicale Senese

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Il secondo appuntamento della 68ª Settimana Musicale Senese si terrà domenica 10 luglio alla Chiesa di Sant’Agostino, alle ore 21.15 con il concerto barocco dell’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone.
Händel e Bach sono gli autori scelti per questo appuntamento della Settimana che ospita uno dei più raffinati e vivaci complessi italiani di musica antica, fra i migliori ensemble presenti oggi sulla scena internazionale per questo repertorio: lo studio della prassi esecutiva su strumenti originali, insieme a un’attenta e rispettosa lettura della partitura, ha infatti decretato il successo internazionale dell’attività ormai quasi trentennale dell’Accademia Bizantina.
Il programma della serata si apre con la celeberrima Sinfonia “L’arrivo della Regina di Saba” tratta da Solomon di Händel e prosegue, dello stesso autore, con tre Concerti, vere e proprie “meraviglie strumentali” del Settecento: il Concerto in si bemolle maggiore op. 4 n. 2 per organo e orchestra, il Concerto grosso in sol maggiore op. 6 n. 1 e il Concerto in fa maggiore op. 4 n. 5 per organo e orchestra.
La seconda parte del programma si apre con Bach e la sua Sinfonia dalla Cantata n. 42 BWV 42; a seguire di nuovo Händel con il Concerto in fa maggiore op. 4 n. 4 per organo e orchestra e il Concerto grosso in si bemolle maggiore op. 6 n. 7.

Ottavio Dantone

L’Accademia Bizantina nasce a Ravenna nel 1983, con l’intento di fare musica “come un grande quartetto d’archi”.
Oggi come allora, il gruppo è interamente gestito dai propri componenti, che assieme ne stabiliscono obiettivi e linee guida.
Dal 1996 Ottavio Dantone e Stefano Montanari collaborano in piena sintonia alla gestione musicale dell’ensemble, ricoprendo rispettivamente i ruoli di direttore musicale e di primo violino concertatore e fondendo insieme il meglio delle loro qualità umane e artistiche.
L’intento comune, in ogni fase del lavoro, è quello di coniugare ricerca filologica e studio della prassi esecutiva su strumenti originali, con un’attenta e rispettosa lettura della partitura, come nella più nobile tradizione cameristica italiana.
Rigore e raffinatezza di Dantone, energia ed estro di Montanari, entusiasmo e complicità da parte di ogni singolo strumentista, si fondono insieme come le tessere di un mosaico bizantino, rendendo l’Accademia uno dei più raffinati e vivaci ensemble di musica antica presenti oggi sulla scena internazionale.
Numerose le incisioni per Decca, l’Oiseau-Lyre, Harmonia Mundi, Naïve, Arts, Denon, Amadeus (premiate da riconoscimenti come Diapason d’Or e Midem), le partecipazioni a trasmissioni e dirette radiofoniche (Radio France, Rai Radio Tre, RSI, WDR) e i concerti nelle più prestigiose stagioni e sale di tutta Europa, Israele, Giappone, Messico, Stati Uniti e America del Sud.

La Settimana prosegue lunedì 11 luglio, alle 21.15, al Teatro dei Rinnovati, con l’attesa prima esecuzione assoluta, commissionata dall’Accademia Musicale Chigiana, di Faust, tragedia soggettiva con musica di Silvia Colasanti su testo di Fernando Pessoa, progetto nato da una idea di Francesco Frongia e Silvia Colasanti.
Scritta per attore, soprano ed ensemble, l’opera si presenta come una riflessione sul Faust in chiave contemporanea.

Silvia Colasanti

Così parla del suo nuovo lavoro la compositrice romana: “Cosa ne è stato del Faust illuminista che trova la salvezza nella conquista del Paradiso? In cosa si è trasformato l’ideale goethiano della conoscenza? Quale la sua evoluzione novecentesca? Il poema di Pessoa si presenta come il dramma di un’anima, bloccata nel suo nichilismo, nella sua incapacità di amare. Ci rispecchia talmente, Faust: denuncia un uomo contemporaneo preda della sua strapotente cerebralità, schiavo della superbia dell’intelligenza, incapace di ‘sentire’ ciò che non riesce a ‘comprendere’”.
Racconta il regista Francesco Frongia: “In 18 scene vogliamo rendere la complessità dell’opera di Pessoa attraversando e accompagnando il solitario protagonista nella sua lotta tra l’intelligenza e la Vita. In questo Faust immaginiamo un uomo solo con le sue ombre evocate attraverso video che lo circondano e che rendono reali i suoi incontri e i suoi incubi. Insieme a lui in scena una cantante darà voce e farà da contrappunto al suo monologare. La parola sarà incastonata nella musica, sia nei momenti del canto sia in quelli recitati; saranno a tratti i soli suoni a restituire allo spettatore la tragedia interiore di Faust”
.
Faust sarà interpretato dall’attore Ferdinando Bruni, sulla scena insieme al soprano Laura Catrani; l’Icarus Ensemble è diretto da Gabriele Bonolis; regia di Francesco Frongia; scene e luci di Nando Frigerio; impianto scenografico e realizzazione tecnica del Teatro Elfo Puccini.

Silvia Colasanti, classe 1975, è stata allieva chigiana ed è oggi una delle migliori e promettenti compositrici italiane, vincitrice di prestigiosi premi e riconoscimenti internazionali che l’hanno portata a collaborare con le principali istituzioni concertistiche italiane ed estere, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi; a maggio scorso è stata nuovamente invitata alla Konzerthaus di Berlino dove è stato eseguito un suo nuovo lavoro per orchestra d’archi.

Info: tel. 0577-22091, www.chigiana.it

Biglietti: 25 e 18 euro (ridotto 8 euro).

Ufficio stampa Settimana Musicale Senese 2011
Anna Dal ponte
cell. 346 0620710; 331 1835467
e-mail: dalann@tiscali.it
Sara Ciccarelli
cell. 339 7097061
e-mail: sara.ciccarelli@fastwebnet.it

Ufficio stampa Accademia Musicale Chigiana:
Agenzia Freelance
tel. 0577 219228 – 272123
Sonia Corsi
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Agnese Fanfani
cell. 335 1979385
e-mail: relazioni@chigiana.it o info@agfreelance.it

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9 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Musica, Musica classica | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La prima parte del “Maggio della Musica” si chiude con l’ ottimo concerto dell’Ensemble Wien-Berlin accompagnato da Michele Campanella

Foto Flaviana Frascogna

L’ ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, della rassegna Maggio dei Monumenti-Maggio della Musica, era particolarmente atteso sia per il fatto che avrebbe dovuto svolgersi all’aperto, nel Giardino di Villa Pignatelli, sia per la caratura dei protagonisti, l’Ensemble Wien-Berlin, quintetto di fiati formato da prime parti provenienti dalla Filarmonica di Vienna e dalla Filarmonica di Berlino, ed il pianista Michele Campanella, anche direttore artistico della manifestazione.
Purtroppo il tempo abbastanza instabile ha consigliato l’organizzazione a ripiegare sulla consueta veranda neoclassica ma, considerando l’umidità della serata, per gli strumenti è stato un bene, mentre gli spettatori hanno comunque usufruito di un’ aria condizionata molto ben calibrata.
Il programma si è aperto con il Quintetto a fiati in mi bemolle maggiore, op. 88 n. 2 (dai Sei quintetti per fiati, pubblicati a Parigi nel 1817), del boemo naturalizzato francese Antonín Reicha (1770-1836), noto per essere stato fra i primi a fornire un corposo repertorio a questo particolare organico cameristico.
A seguire un capolavoro non molto conosciuto della produzione mozartiana, il Quintetto per pianoforte e fiati in mi bemolle maggiore K. 452, che conobbe il suo esordio nel 1784 a Vienna, in una delle cosiddette Accademie, concerti-fiume dove Mozart era allo stesso tempo autore, solista, direttore d’orchestra ed organizzatore, e dai cui proventi dipendevano in grossa misura le sue traballanti finanze.
Tanto per avere un’idea, insieme al quintetto, in quella occasione furono proposti un concerto per fortepiano, tre sinfonie, tre arie e una improvvisazione.
Dopo l’intervallo, largo alla musica del Novecento, rappresentata dalle 6 Bagatelle per quintetto di fiati dell’ungherese György Ligeti (1923-2006) e dal Sestetto per pianoforte e quintetto a fiati del francese Francis Poulenc (1899-1963).
Le prime appartenevano, in origine, ad una raccolta di 12 Bagatelle per pianoforte, scritte fra il 1951 ed il 1953, sei delle quali furono trascritte per un quintetto di fiati e sono costituite da pezzi molto brevi, ma ricchi di difficoltà esecutive.
In esse si possono riscontrare, fra l’altro, numerosi echi della tradizione popolare, in quanto Ligeti, come il connazionale Bartók (al quale è dedicata la Bagatella n. 5), approfondì tale repertorio, in particolare quello legato al folclore rumeno.
Per quanto riguarda il Sestetto di Poulenc conobbe una prima versione, poi andata perduta, che risale al periodo 1931-32, mentre una seconda, quella eseguita anche in questa occasione, venne completata nel 1939, per essere poi proposta ufficialmente al pubblico l’anno successivo.
Nei tre movimenti che compongono il Sestetto, si può apprezzare il tipico stile del compositore francese che, come ha sottolineato il maestro Campanella nella sua breve introduzione al concerto, contrapponeva la mai rinnegata melodia alle istanze musicali moderne, dando vita a risultati particolarmente efficaci ed originali.
Uno sguardo ora agli interpreti, partendo dal quintetto di indiscutibile valore, formato da Wolfgang Schulz (flauto), Hansjőrgen Schellenberger (oboe), Norbert Täutl (clarinetto), Richard Galler (fagotto) e Stephan Dohr (corno), che ha evidenziato un suono nitido e privo di sbavature, ed un’intesa perfetta, dalla quale traspariva un piacere di fare musica insieme, recepito anche dal numerosissimo pubblico presente.
Dal canto suo, Michele Campanella si è integrato perfettamente in un complesso ben rodato come l’Ensemble Wien-Berlin, al punto che era difficile credere che stessero suonando insieme per la prima volta.
In conclusione un concerto interessante e piacevole, degna conclusione della prima parte di una prestigiosa rassegna ormai radicata nel panorama musicale napoletano.

Marco del Vaglio

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9 luglio, 2011 Posted by | Concerti, Maggio della Musica, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Villa Pignatelli | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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