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Lo splendido omaggio a Liszt del pianista Maurizio Baglini

Come sanno gli appassionati, fra le ricorrenze del 2011 spicca il bicentenario dalla nascita di Franz Liszt (1811-1886), una delle figure più prestigiose della musica dell’Ottocento.
Non ci possiamo certamente dilungare sulla sua biografia, quanto mai vasta e ricca di episodi, ma alcune cose al riguardo meritano di essere descritte.
Innanzitutto va ricordata la sua strepitosa carriera, che lo vide in breve tempo assurgere a idolo delle folle, grazie all’invenzione del recital pianistico (balenatagli nella mente dopo aver assistito ad un concerto di Paganini), dove univa un eccezionale carisma ad atteggiamenti istrionici.
Al pianoforte è legata anche la sua fama di compositore, poiché una buona parte della produzione lisztiana consiste in brani per tale strumento, molti dei quali rappresentano un severo banco di prova per ogni musicista, in quanto abbondano di difficoltà tecniche.
Ma, relegare l’opera di Liszt al solo virtuosismo risulta oltremodo riduttivo, poiché l’autore ungherese era assoluto padrone della scrittura musicale e, un esempio per tutti, può essere indicato dalla trascrizione pianistica della Sinfonia n. 9 di Beethoven, dove uno o due pianoforti (a seconda della versione considerata), riescono a coprire l’intera gamma strumentale e vocale.
Infine, la produzione dell’ultimo periodo, quello successivo al 1865, anno nel quale ricevette la tonsura e gli ordini minori, riflette il nuovo status, con la creazione di pezzi di estrema essenzialità, che guardavano sicuramente ad un futuro abbastanza remoto.
Tutti questi elementi si ritrovano nel recente cd della Decca, affidato a Maurizio Baglini ed intitolato “Rêves”, che raccoglie una serie di brani particolarmente significativi del repertorio lisztiano.
La parte preponderante è rivolta a pezzi che si riallacciano alla produzione paganiniana, tributo di un virtuoso ad un altro virtuoso, ovvero i 6 Grandes Etudes d’après Paganini S.141 e la Grande Fantaisie de bravoure sur La Clochette, S.420, d’après “La Clochette” du Concerto pour Violon op.7 de Paganini.
In essi, Liszt prende atto della complessità delle composizioni paganiniane, ma non si accontenta di una mera trascrizione, che difficilmente potrebbe fornire l’idea esatta del virtuosismo violinistico ma, avendo come riferimento il materiale musicale originario, tende a creare nuovi ed originali spunti, che ben si adattano alle sonorità pianistiche.
Il programma si completa con il meno noto Valse oubliée n. 1 S.215 e tre celeberrimi pezzi, il Mephisto Valse n. 1 S.514, ispirato non al Faust di Goethe, ma a quello del poeta Nikolaus Lenau, la Rapsodia Ungherese n. 2 S.244, che si avvale della cadenza di Paolo Marzocchi, compositore italiano contemporaneo, e Liebestraum n. 3 S.541 (ovvero Sogno d’amore) che chiude il disco.
Per quanto riguarda Maurizio Baglini, che ha già all’attivo altre incisioni di successo rivolte alla musica lisztiana, è artefice di un’interpretazione di grande livello, nitida e ricca di sfumature, contraddistinta da una precisa volontà di evidenziare la complessa scrittura alla base dei differenti brani, per cui va sempre al di là della superficiale patina virtuosistica (che comunque, già da sola, risulta notevolmente impegnativa).
In conclusione un cd che celebra degnamente un compositore famoso, la cui produzione risulta in buona parte ancora da riscoprire.

Marco del Vaglio

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4 luglio, 2011 Posted by | Musica, Musica classica, Pianisti | , , , | Lascia un commento

Valentina Varriale e Pier Luigi Ciapparelli chiudono la rassegna “Voci nel Chiostro” con un recital di estrema raffinatezza

Il “Cantico dei Cantici” (dall’ebraico Shir hashshirim), noto anche come “Cantico di Salomone”, occupa nelle Sacre Scritture uno spazio piuttosto limitato, ma è caratterizzato dal fatto di essere incentrato completamente sull’amore.
Sebbene approfondimenti recenti abbiano dato al testo biblico una valenza anche terrena, accettandolo come descrizione dell’amore vissuto intensamente da una coppia giovane e felice, gli studiosi più accreditati hanno interpretato questo sentimento esclusivamente dal punto di vista spirituale.
A seconda della tradizione, poi, per gli Ebrei rappresenta l’amore fra JHWH e Israele, mentre per i cristiani quello fra Cristo e la Chiesa e anche fra Cristo e la Madonna.
Adottando quest’ultima ipotesi, alcuni musicisti del Seicento si confrontarono con passi particolarmente significativi della traduzione latina del “Cantico dei Cantici” e tale argomento è stato al centro dell’ultimo appuntamento con la rassegna “Voci nel Chiostro”, organizzata dall’Associazione Alessandro Scarlatti, che ha avuto come protagonisti Valentina Varriale (soprano) e Pier Luigi Ciapparelli (tiorba).
I testi scelti, prevalentemente incentrati sull’esaltazione della figura femminile, erano O quam pulchra es, Ego flos campi, Tota pulchra es, O dolcissima dilecta mea, Egredimini, filiae Sion, Adiuro vos filiae Hierusalem, le cui musiche appartenevano ad autori noti ancora oggi come Claudio Monteverdi o abbastanza sconosciuti, sebbene tutti molto celebri al loro tempo, quali il ferrarese Alessandro Grandi, il milanese Giovanni Paolo Cima e il sacerdote veronese Stefano Bernardi.
Il programma si completava con il mottetto Angelorum ad convivia del bergamasco Giovanni Legrenzi, Quam candidus es, dai “Mottetti ecclesiastici” di Francesco Casola, e con due brani per sola tiorba, la Toccata seconda arpeggiata, del tedesco Giovanni Girolamo Kapsberger e la Corrente sopra l’aria di Firenze, di anonimo del XVII secolo, proveniente da un manoscritto conservato nella Biblioteca Jagellonica di Cracovia.
Considerando la sacralità degli argomenti trattati, i brani erano tutti contraddistinti da grande ricercatezza, e quindi molto lontani dalla vivacità del repertorio profano dell’epoca, per cui, in casi come questi, il serio rischio che si corre è quello di cadere, con il procedere dell’eseibizione, nella monotonia più assoluta.
Se così non è stato, il merito è sicuramente di Valentina Varriale, che ancora una volta ha evidenziato le sue grandi doti di interprete intensa e raffinata, mostrando anche un ottimo affiatamento con Pier Luigi Ciapparelli, a sua volta delicato esecutore dei due brani solisitici.
Il concerto si è poi concluso con un bis che, seguendo la tematica mariana della serata, consisteva nell’Ave Maris Stella del principe e compositore ungherese Pál Esterházy (1635-1713), tratta dalla sua raccolta Harmonia Caelestis, a suggello di una rassegna decisamente interessante come “Voci nel Chiostro”, svoltasi nella suggestiva cornice della chiesa dei Santi Marcellino e Festo, pregevolissimo atto finale dell’intera stagione dell’Associazione Alessandro Scarlatti.

Marco del Vaglio

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4 luglio, 2011 Posted by | Associazione "A. Scarlatti", Canto, Musica, Musica classica, Napoli | , , , , | 1 commento

dal 27 luglio III Seminario di Interpretazione e Tecnica Pianistica a cura dell’Associazione Mozart Italia Napoli

L’Associazione Mozart Italia—Sede di Napoli in collaborazione con la ‘Vulcano Solfatara s.r.l.’
propone il

“III Seminario di Interpretazione e Tecnica Pianistica” per Pianoforte solista – Musica da camera

Il seminario è aperto a tutti i musicisti senza limiti di età.
Il repertorio è a libera scelta con particolare attenzione alla produzione cameristica mozartiana.
Le lezioni saranno tenute dal M° Stefano Mancuso.

PROGRAMMA del seminario:

27 Luglio ore 12.00 Aperitivo e incontro con i partecipanti—Presentazione del Seminario
ore 16.00 Inizio lezioni
Nei giorni 28-29 e 30 Luglio le lezioni si svolgeranno dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.
Parallelamente al seminario il M° Mancuso terrà incontri su “La consapevolezza corporea nella tecnica pianistica’”.
31 Luglio ore 13.00 Buffet e saluti di chiusura del Seminario.

CONCERTI:

27 luglio ore 20.30 Concerto di apertura:Stefano Mancuso pianoforte
Beethoven,Schubert,Chopin

28 luglio ore 20.30 Duo pianistico (a 4 mani):Miriam D’Amico – Rosanna Di Giuseppe
Mozart:Sonata in do maggiore KV19d – Sonata in do maggiore KV521
Brahms:Liebeslieder walzer op. 52a – Dvorak:Danze slave da op. 46 e op. 72

29 luglio ore 20.30 Paola Cossu pianoforte
Mozart:Sonata in fa maggiore KV332 – Schumann:Kinderszenen op.15
Mélanie Leroy pianoforte
Beethoven:Sonata in mi maggiore op. 109 – Brahms: Pezzi op. 118

30 luglio ore 20.30 Duo clarinetto e pianoforte:Rebecca Mertel clarinetto Mélanie Leroy pianoforte
Saint-Saens:Sonata per clarinetto e pianoforte – Poulenc:Sonata per clarinetto e pianoforte
Duo flauto e pianoforte:Annamaria Carroni flauto Gianluca Paschino pianoforte
Leclaire:Sonata per flauto e pianoforte – Poulenc:Sonata per flauto e pianoforte

31 luglio ore 11.00 Concerto finale dei partecipanti,scelti dalla Direzione artistica

TARIFFE PER VISITA DELLA SOLFATARA E CONCERTO 
Ingresso dalle ore 19,00 – Parcheggio interno gratuito
Concerto di apertura € 12,00
Altri Concerti € 8,00
Concerto finale dei partecipanti – ingresso libero per i visitatori della Solfatara – informazioni www.solfatara.it 

COSTO DEL SEMINARIO
– Pianisti solisti € 180,00.
– Formazioni cameristiche € 100,00 per ogni partecipante.
Alla fine del Seminario sarà rilasciato a tutti i partecipanti un Diploma di partecipazione.Per gli studenti saranno messi a disposizione pianoforti da studio.Il numero massimo di studenti (solisti o formazioni cameristiche) è fissato in 18.La richiesta di iscrizione va effettuata via mail all’indirizzo napoli@mozartitalia.org entro il 30.06.2011.Per le iscrizioni è previsto un acconto di € 50,00.
Per informazioni sul Seminario Stefano Mancuso stefmancuso@tiscali.it
Associazione Mozart Italia Napoli
napoli@mozartitalia.org
cell. 3356654523

Per essere informati e aggiornati sugli eventi iscriviti ai gruppi su Facebook:

MusicArTeatro e/o MusicArTeatro Eventi a Napoli

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4 luglio, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Campania, Concerti, Italia, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Pianisti, Regioni, Sale da concerto | , , , | Lascia un commento

   

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