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Grande successo del recital pianistico di Genny Basso nella Cappella del Vasari

Il penultimo concerto della XV edizione del Festival Pianistico di Napolinova, curato da Alfredo de Pascale, ha ospitato il napoletano Genny Basso, che si è confrontato con un programma costituito da brani di Mozart, Beethoven, Chopin e Liszt
In apertura abbiamo ascoltato la Sonata in la maggiore K. 331 di Mozart, composta a Parigi nel 1778, che inizia con un tema e sei variazioni di grande suggestione e, dopo un Minuetto, si chiude con il “Rondo alla Turca”, uno dei motivi più famosi della produzione del genio di Salisburgo.
Molto conosciuta anche la successiva Sonata n. 14, in do diesis minore op. 27, n. 2 (1801), che Beethoven dedicò alla contessa diciassettenne Giulietta Guicciardi.
Definita dall’autore “sonata quasi una fantasia”, in quanto non seguiva rigorosamente gli schemi del genere, è passata alla storia con l’appellativo “Al chiaro di luna”, che si deve al critico musicale Ludwig Rellstab, secondo un’usanza tipicamente romantica di fornire un titolo che, in un certo senso, aiutasse ad inquadrare la composizione.
Dopo l’intervallo, breve incursione nella produzione chopiniana, con due Notturni, in mi minore n. 19 (1827) e in do diesis minore, n. 20 (1830), entrambi pubblicati postumi.
Il secondo, in particolare, venne dedicato da Chopin alla sorella maggiore Ludwika e contiene temi che il musicista sviluppò nel Concerto per pianoforte ed orchestra n. 2.
La conclusione del recital è stata rivolta, doverosamente, a Liszt (del quale si celebrano i duecento anni dalla nascita), con l’ Étude d’exécution transcendante n. 11 in re bemolle maggiore “Armonie du soir” e la Rapsodia Ungherese n. 2 in do diesis minore.
Il primo appartiene ad una raccolta di dodici pezzi, frutto di una lunga gestazione durata dal 1826 al 1852, dove si possono intravedere i primi germi dell’impressionismo, mentre la seconda risulta la più celebre fra le diciannove rapsodie, tributo dell’autore alla tradizione folcloristica del suo paese.
Veniamo, quindi, all’interprete, che ha proposto per la maggior parte brani familiari anche a chi frequenta poco le sale da concerto, fornendo una buona prova e dimostrando di essere particolarmente a suo agio nei movimenti lenti, come l’Adagio sostenuto della sonata beethoveniana, e nei brani intimi e raccolti quali i due Notturni di Chopin.
Pubblico numerosissimo, che ha gremito la Cappella del Vasari (con i problemi che ne conseguono e che stavolta non approfondiamo, anche se, in proporzione, le cose sono andate un po’ meglio), ed ha più volte applaudito l’artista, fino ad una vera e propria ovazione finale.
Il Festival si chiude oggi con un altro pianista napoletano, Massimo Tomei, figlio d’arte che ha già riscosso numerosi e meritati successi, la cui proposta sarà rivolta al Liszt trascrittore e compositore.

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5 giugno, 2011 - Posted by | Concerti, Musica, Pianisti | , , , , , , ,

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