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Taccuino personale di Francesco Canessa: QUEI MANIFESTI OLTRE BERSANI

Quei manifesti oltre Bersani
(da REPUBBLICA del 29/III/2011 ed.Napoli)

 

SONO apparsi anche a Napoli i maxi-manifesti dell’ultima campagna pubblicitaria del Partito Democratico, dominati dalla figura di un Bersani protagonista semi-sorridente in camicia con le maniche arrotolate.

In coerenza con la precedente campagna, che esplicitamente ammoniva: “Rimbocchiamoci le maniche!”. L’immagine è in bianco e nero ed è sovrastata da una scritta principale che proclama: “oltre”. Il seguito è in carattere più piccolo e di volta in volta diverso: “oltre… le divisioni, c’è l’Italia unita” oppure “oltre… la crisi, c’è il coraggio delle imprese”, “oltre… la precarietà, c’è la forza del lavoro”, “oltre l’egoismo… c’è una mano tesa”.

L’anima della sinistra ne è rimasta piuttosto turbata sia per i contenuti che per la forma e sul web si è scatenata una polemica, ove tra blog e forum si leggono interventi a ripetizione di militanti, simpatizzanti ed anche esperti in comunicazione: “Campagna epitafficae tombale.E Bersani sembra il caro estinto” sentenzia ad esempio Oliviero Toscani. E Claudio Velardi: “Il Pd non ne azzecca una, scimmiotta Berlusconi, il risultato è pessimo”. E c’è chi ricorda che “Oltre” è anche il titolo di un episodio del film di Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 3”, in cui un De Niro settantenne ha un infarto mentre fa l’amore con la bellissima Monica Bellucci.

Alla funerea obbiezione di Toscano replica Salvatore Scibilia, uno dei due “creativi” dell’Agenzia Abc che ha curato la campagna: “Bersani è solido, materico, simpatico e soprattutto eroticamente composto”. Di natura più tecnica è la discussione sulla mancanza del colore. Dice la sua anche il professor Giovanni Scibilia (stesso cognome del precedente) che si qualifica filosofo, categoria che un tempo si interrogava sulla Critica della ragion pura, ed oggi disquisisce sulla percezione emotiva del Marketing dei colori “…sempre più allusivi e intangibili rispetto ai prodotti, sempre più incuneati nei meandri psichici del soggetto, fino a pornograficamente sfiorare – senza alcun pudore, senza nessuna mediazione – il suo fondo pulsionale più nascosto, la sua natura perversa e polimorfa”.

A chi redige questa nota, appassionato melomane, vien da commentare come fa Marcello nella Bohème “Dio, che concetti rari!…”, dichiarandosi subito dopo incompetente a prendere nella diatriba una qualsiasi posizione. Ma non può fare a meno di notare che almeno uno dei contestati manifesti, incuneandosi nei meandri psichici di chi lo guarda, una qualche perplessità la lascia. È quello che dice “Oltre l’egoismo c’è una mano tesa”. Perché nella gigantografia di Bersani le mani non ci sono, le tiene in tasca.

Francesco Canessa

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6 aprile, 2011 - Posted by | Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti | , , , , ,

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