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Sabato 9 aprile al Penguin cafè ritorna DUETS di Susanna Canessa e Monica Doglione

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Dopo il grande successo ottenuto sia a gennaio che a marzo, sabato 9 aprile, alle ore 21.30, al Penguin café (via S. Lucia, 88 – Napoli), Susanna Canessa (voce e chitarra) e Monica Doglione (voce) ritornano con il concerto intitolato “Duets – Joan Baez, altre donne e altre storie…”, al quale prenderanno parte anche Bruna Paone (voce recitante) e Frankie Vediol (violino).
Ospite della serata Clelia Liguori che anticiperà qualcosa sul prossimo evento al Penguin cafè firmato: Imprenditori di sogni!
Nel corso della serata sarà presentato il Video Ufficiale, da Nefeli di Susanna Canessa, di Caleb Meyer, prodotto da “Ca’ Bianca Edizioni Musicali” in collaborazione con Imprenditori di sogni e La Scuola di Cinema di Napoli al quale hanno partecipato:
Claudio Baiamonte (Regia)
Palmer Vitaliano (Riprese e montaggio)
Elio Di Pace (Direttore della fotografia)
Egidio Ferrara (Aiuto regia)
Mary Samele (Trucco)
Silvia Del Zingaro (Segretaria di edizione)
Susanna Canessa, Brunello Canessa, Dario Mennella, Monica Doglione, Serena Pisa, Claudia Natale, Miriam Martine Manco.
Inoltre verrà proposto il Trailer di BACH IN PROGRESS, il prossimo spettacolo tutto dedicato a Bach di Susanna Canessa sempre in collaborazione con gli Imprenditori di sogni.

L’ingresso alla serata è libero con consumazione obbligatoria
Si consiglia la prenotazione chiamando dopo le 19.30 al numero: 081- 764 6815 oppure tramite mail: info@penguincafe.it

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Duets – Joan Baez, altre donne e altre storie…

Le “altre storie” di questa nuova ricerca musicale di Susanna Canessa, accompagnata da Monica Doglione (voce), sono quelle che nell’immaginario vengono da sempre attribuite all’amore, in tutte le sue forme e che qui sono raccontate attraverso brani ricercati ed intensi.
E’ uno spettacolo che presenta e fa immaginare una girandola di personaggi che amano, ognuno con la sua storia, che si aggancia e dà forma ad altre storie: d’amore, di abbandono, di illusione, di sogni, di felicità.
L’elemento caratterizzante per le interpreti e per lo spettacolo stesso è proprio il significato del titolo Duets: un’attenta elaborazione corale e un intreccio curioso e divertente delle voci, degli arrangiamenti e dei racconti.
In apertura, un prezioso canto d’amore sefardita del XVI secolo, che evolve nella versione moderna in lingua inglese, tutta “a cappella” e guidata dalla narrazione di Bruna Paone (voce recitante).
Non mancano poi, accanto ai pezzi intramontabili d’amore di Joan Baez accompagnate dal violino di Francesco De Laurentiis, le canzoni dell’emancipazione femminile, i canti alla vita e ancora le allegre filastrocche amorose di ogni tempo e di qualsiasi parte del mondo.
E’ alle donne che hanno amato davvero che è dedicato il racconto di questo spettacolo, alle donne che hanno sfidato tutto, alla loro tenacia, al loro coraggio, alla loro storia. Di Vita.

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6 aprile, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazioni culturali, Canto, Concerti, Folk music, Imprenditori di sogni, Monica Doglione, Musica, Napoli, Penguin café, Pubs, Susanna Canessa | , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa:HAI UN CONTO A NAPOLI? VAI A TEATRO A MILANO

Hai un conto a Napoli? Vai a teatro a Milano
(da REPUBBLICA del 2/IV/2011 ed.Napoli)

 

 

LE GENERAZIONI nuove, meno nuove e anche quelle un po’ stantie navigano ormai con perizia sul web e sanno scoprirne i vantaggi. Uno di questi è quello di portarsi la propria banca in casa e farci le operazioni senza mettere il piede fuori della porta. Il suo uso è semplice, pur se blindato da password e chiavi elettroniche, e perciò assai diffuso. La prima pagina che compare dopo le cliccate d’obbligo si chiama in gergo telematico Home Page ed è una specie di copertina che raccoglie il sommario di quel che c’ è dentro, consigli sui servizi bancari, promozioni e réclame. Gradevole e funzionale è quella del Banco di Napoli, colorata, animata da un caleidoscopio di slogan e di immagini. A noi napoletani fa piacere, quella che si mostra così ben ammodernata è la nostra banca per antonomasia, per il nome che porta, la storia, la presenza radicata nella tradizione popolare, allusivamente ricordata addirittura in proverbi e canzoni, il che le dà un singolare, ma significativo primato. È ‘ o Banco ‘ e Napule, insomma! Girata pagina ed entrato nello spazio a lui riservato, il cliente trova accanto alle indicazioni necessarie per le operazioni un vistoso e cortese invito: “Le abbiamo riservato un posto a teatro…”. Che gentile pensiero! Ma quale teatro? Ci si aspetterebbe il San Carlo, storica gloria napoletana al pari del Banco, con cui è stretto da un legame plurisecolare certificato dai preziosi documenti conservati nel suo Archivio Storico, il contratto di Barbaja a Rossini, le ricevute dei compensi della Malibran, la fede di credito di Verdi. Invece no, il posto riservato è in un altro teatro, è alla Scala di Milano. In verità l’ invito è fatto in nome e per conto della capofila del gruppo cui il Banco appartiene, l’ Intesa San Paolo che, come si legge “…sostiene il Teatro alla Scala da oltre 10 anni in un riuscito connubio tra due grandi istituzioni. Il rapporto con il Teatro alla Scala sottolinea l’ impegno della Banca nella promozione e diffusione dell’ Arte e della Cultura in Italia e all’ Estero”. Complimenti! Ma con tutto il rispetto della capogruppo, il Banco di Napoli il connubio con chi ce l’ ha? Nelle pubblicazioni del San Carlo il suo nome compare tra gli «sponsor ufficiali e soci sostenitori» accanto ad altri quattordici, tra cui è meritoriamente anche l’ azienda di famiglia del suo attuale presidente, Enzo Giustino, appassionato frequentatore del teatro. Posizione ben diversa da quella che nella Scala ha l’ Intesa San Paolo che siede in consiglio di amministrazione come socio fondatore e che al teatro assicura un apporto finanziario assai più alto del suo omologo sostenitore napoletano. Connubio proprio no, o almeno non ancora. L’ ora della ricostituzione del consiglio di amministrazione del San Carlo si avvicina, e allora chi sa, il Banco potrebbe raccogliere l’ esempio della capogruppo e posizionarsi diversamente nel teatro più bello del mondo, che ha tutti i numeri per contribuire anch’ esso alla promozione e diffusione dell’ Arte e della Cultura in Italia e all’ estero. Ma intanto, parrebbe opportuno che esprimesse il sostegno che l’ attuale rapporto gli consente riservando ai clienti della sua Home Bank un posto al San Carlo, piuttosto che alla Scala. Oppure, se proprio non se ne può fare a meno, a tutti e due.

Francesco Canessa

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il Video Ufficiale dal CD
NEFELI di Susanna Canessa:

CALEB MEYER
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6 aprile, 2011 Posted by | Arte, Cultura, Italia, Musica, Napoli, Teatri, Teatro alla Scala, Teatro San Carlo | , , , , , , , , | Lascia un commento

Taccuino personale di Francesco Canessa: QUEI MANIFESTI OLTRE BERSANI

Quei manifesti oltre Bersani
(da REPUBBLICA del 29/III/2011 ed.Napoli)

 

SONO apparsi anche a Napoli i maxi-manifesti dell’ultima campagna pubblicitaria del Partito Democratico, dominati dalla figura di un Bersani protagonista semi-sorridente in camicia con le maniche arrotolate.

In coerenza con la precedente campagna, che esplicitamente ammoniva: “Rimbocchiamoci le maniche!”. L’immagine è in bianco e nero ed è sovrastata da una scritta principale che proclama: “oltre”. Il seguito è in carattere più piccolo e di volta in volta diverso: “oltre… le divisioni, c’è l’Italia unita” oppure “oltre… la crisi, c’è il coraggio delle imprese”, “oltre… la precarietà, c’è la forza del lavoro”, “oltre l’egoismo… c’è una mano tesa”.

L’anima della sinistra ne è rimasta piuttosto turbata sia per i contenuti che per la forma e sul web si è scatenata una polemica, ove tra blog e forum si leggono interventi a ripetizione di militanti, simpatizzanti ed anche esperti in comunicazione: “Campagna epitafficae tombale.E Bersani sembra il caro estinto” sentenzia ad esempio Oliviero Toscani. E Claudio Velardi: “Il Pd non ne azzecca una, scimmiotta Berlusconi, il risultato è pessimo”. E c’è chi ricorda che “Oltre” è anche il titolo di un episodio del film di Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 3”, in cui un De Niro settantenne ha un infarto mentre fa l’amore con la bellissima Monica Bellucci.

Alla funerea obbiezione di Toscano replica Salvatore Scibilia, uno dei due “creativi” dell’Agenzia Abc che ha curato la campagna: “Bersani è solido, materico, simpatico e soprattutto eroticamente composto”. Di natura più tecnica è la discussione sulla mancanza del colore. Dice la sua anche il professor Giovanni Scibilia (stesso cognome del precedente) che si qualifica filosofo, categoria che un tempo si interrogava sulla Critica della ragion pura, ed oggi disquisisce sulla percezione emotiva del Marketing dei colori “…sempre più allusivi e intangibili rispetto ai prodotti, sempre più incuneati nei meandri psichici del soggetto, fino a pornograficamente sfiorare – senza alcun pudore, senza nessuna mediazione – il suo fondo pulsionale più nascosto, la sua natura perversa e polimorfa”.

A chi redige questa nota, appassionato melomane, vien da commentare come fa Marcello nella Bohème “Dio, che concetti rari!…”, dichiarandosi subito dopo incompetente a prendere nella diatriba una qualsiasi posizione. Ma non può fare a meno di notare che almeno uno dei contestati manifesti, incuneandosi nei meandri psichici di chi lo guarda, una qualche perplessità la lascia. È quello che dice “Oltre l’egoismo c’è una mano tesa”. Perché nella gigantografia di Bersani le mani non ci sono, le tiene in tasca.

Francesco Canessa

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6 aprile, 2011 Posted by | Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti | , , , , , | Lascia un commento

   

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