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Taccuino personale di Francesco Canessa:NON SOLTANTO VA PENSIERO-BELLINI ANTICIPÒ VERDI

Non soltanto Va Pensiero-Bellini anticipò Verdi
( Da Repubblica-Ediz.Napoli del 15/3/2011 )

 

Non solo Verdi e non solo <Va pensiero!> L’anniversario dell’Unità è l’occasione per dare uno sguardo più attento al rapporto che ci fu tra la musica del Melodramma italiano e lo spirito del Risorgimento, tradizionalmente rappresentato dal famoso coro del Nabucco, da qualcuno proposto addirittura come inno nazionale. Idea che vede tra gli oppositori più motivati Riccardo Muti, che sa esaltarne al massimo i valori, come ha appena confermato dirigendolo all’Opera di Roma, ma che ad ogni occasione ricorda come il testo e il suo andamento musicale non richiamino riscossa e amor di patria, ma rappresentino  <la preghiera dolorosa di un popolo smarrito ed oppresso>. Esso va bene piuttosto, per l’uso provocatorio che ne fa la Lega nei suoi raduni in camicia verde, sostituendo l’oppressione di Roma Ladrona a quella che i milanesi del 1842 soffrivano negli anni più bui della dominazione austro-ungarica,  cui fece da specchio l’allusiva, rassegnata sofferenza del popolo ebraico. In realtà il contributo di Verdi fu in massima parte altrove e si espresse tutto insieme nella specchiata italianità di artista, ma i veri e propri spunti musicali che accendevano l’animo degli irredentisti e il desiderio di riscossa della società italiana cominciarono prima e ne fu protagonista un compositore – non se ne spiacciano i leghisti –  meridionale, catanese di nascita e napoletano di formazione, Vincenzo Bellini. Celebrato per il suo sublime melodismo e lo straordinario apporto al belcantismo tipicamente italiano, è stato per quell’aspetto sopraffatto dalla storicizzazione del fenomeno Verdi. Il canto irredentista che era risuonato nelle orecchie e nei cuori dei patrioti nel decennio precedente la prima del Nabucco, era suo, il <Guerra, guerra!> della Norma data alla Scala nel 1831. Era l’anno dei primi moti rivoluzionari di Modena e Bologna ispirati da Ciro Menotti e diffusisi in Lombardia, soffocati dall’esercito austriaco, mentre in Emilia falliva l’utopico tentativo delle Province Unite. <Guerra,guerra, le galliche selve quanto han querce producon guerrier!> fu adottato da Mazzini, che nello stesso 1831 aveva costituito La Giovane Italia e se ne esaltarono i patrioti del 1833 e del 1834 durante i moti nella Savoia, a Genova, in Piemonte e anche nel Lombardo Veneto. Non per nulla la censura austriaca ne aveva intuito il senso, bloccato il testo ancor più violento di quello che conosciamo e costretto il librettista Felice Romani a modificarlo. Ma Bellini fu ancora più scoperto ne <I Puritani>composto e rappresentato a Parigi nel 1835. E’ il celebre duetto basso-baritono: <Suoni la tromba e intrepido, io pugnerò da forte, bello è affrontar la morte, gridando libertà!> A Parigi, il compositore frequentava Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso, che fu tra i protagonisti dell’azione culturale e patriottica del Risorgimento. Oltre a ricevere letterati e musicisti, raccoglieva nel suo salotto di Montparnasse il fior fiore dei liberali italiani esuli in Francia, Poerio, Gioberti, Tommaseo, Mamiani e il conte Carlo Pepoli, che aveva partecipato ai moti di Bologna del 1831 e collaborato con Mazzini alla formazione de La Giovane Italia. Fu in quell’ambiente che nacque la collaborazione tra Bellini e Pepoli per l’opera destinata al Theatre des Italiens. E quel duetto opportunamente situato al finale d’atto su suggerimento di  Rossini, che dirigeva il Teatro parigino, entusiasmò spettatori e patrioti e restò il più esplicito tra le musiche risorgimentali di quegli anni. Per superarlo dovranno passare 14 anni, quando nel 1849 sull’entusiasmo per la Repubblica romana appena costituita, all’Argentina di Roma si rappresentò La Battaglia di Legnano, musica di  Verdi su libretto del poeta del Teatro San Carlo Salvatore Cammarano in cui si canta:” Viva Italia, sacro un patto, tutti stringe i figli tuoi, Viva Italia forte e una con la spada e col pensier…” Il giornale <Il Pallante> ne raccontò la prima con queste parole: “..Le signore dai palchi agitavano fazzoletti tricolori, dalla platea si gridava <Viva l’Italia> e ad ogni giunger degli autori sulla scena era un delirio: il Lombardo e il Napoletano uniti insieme in un solo trionfo nella città eterna italiana”.

Francesco Canessa

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17 marzo, 2011 Posted by | Francesco Canessa, Giornalismo, Giornalisti, Musica, Musica Lirica, Opera, Riccardo Muti, Teatri, Teatro San Carlo | , | Lascia un commento

Sabato 19 marzo Ilaria Iaquinta e Giacomo Serra protagonisti del concerto “Songs for Italy”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Sabato 19 marzo, alle ore 12.00, in occasione delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, si terrà a Villa Pignatelli un concerto del duo formato da Ilaria Iaquinta (soprano) e Giacomo Serra (pianoforte) dal titolo “Songs for Italy- l’Unità d’Italia e i compositori esuli nei paesi anglosassoni”, organizzato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli in collaborazione con l’Associazione Amici di Capodimonte

In programma musiche di Giorza, Wallace, Listz, Arditi, Mc Burney, Chopin, Piatti

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Nel periodo risorgimentale la Gran Bretagna, il mondo anglosassone e l’Italia erano legati da stretti rapporti politici e culturali.
Molti compositori italiani, sostenitori delle idee mazziniane, esuli in quei Paesi scrivevano brani dedicati alla Patria lontana e fra questi vi erano Alfredo Piatti, Luigi Arditi, Paolo Giorza le cui musiche saranno proposte durante il concerto.

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17 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Canto, Musica, Musica da camera, Napoli, Villa Pignatelli | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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