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comunicazione eventi di Musica Arte e Teatro

Domenica 13 marzo 2011 Francesco Caramiello ospite di “Visioni Classiche” per la stagione del Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Ancora un appuntamento musicale di grande prestigio, ambientato nella sede di Palazzo Zevallos Stigliano (via Toledo 185 – Napoli), per la rassegna “Visioni Classiche”, promossa dal Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini in collaborazione con Intesa Sanpaolo in occasione della mostra “Le ore della donna” Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, aperta al pubblico fino al 3 aprile 2011.

Domenica 13 marzo, alle ore 18.30 il concerto “Verso i modelli classici” condurrà l’ascoltatore a riscoprire il perfetto equilibrio strutturale di Franz Joseph Haydn, di Wolfgang Amadeus Mozart e del più tardivo Muzio Clementi, grazie al talento interpretativo e alla tecnica sopraffina del pianista napoletano Francesco Caramiello.

Costo del biglietto

Intero: 4 Euro
Ridotto: 3 Euro

Fuani Marino
Ufficio Stampa CMA
Chiesa di Santa Caterina da Siena
via Santa Caterina da Siena 38
80132 Napoli
e-mail:ufficiostampa@turchini.it
sito web: www.turchini.it

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Programma

Muzio Clementi (1752-1832)
Preludio I alla Clementi
Sonata in sol minore, op. 7 n. 3
Preludio II alla Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Sonata in la maggiore K 331

Muzio Clementi: Preludio II alla Haydn

Franz Joseph Haydn (1732-1809)
Variazioni in fa minore Hob. XVII: 6
Sonata in mi bemolle maggiore Hob. XVI: 52

Note al concerto (di Francesco Caramiello)

I Preludi di Clementi che introducono le tre Sonate, quella dello stesso Clementi, quella di Mozart e le Variazioni e la Sonata di Haydn, sono tolti dalle “Musical Characteristic”, originale lavoro del musicista romano vissuto a Londra.
L’opera è bizzarra e modernissima, in un certo senso neo-classica se si intende con questo termine l’aspirazione estetica di un ritorno a modelli di più posato e riflessivo contegno espressivo e formale.
D’altra parte, i modelli cui Clementi fa riferimento sono tutt’altro che lontani, ma proprio contemporanei.
Le “Musical Characteristic” furono infatti pubblicate a Londra nel 1787 e alcuni anni più tardi, nel 1807 furono completamente revisionate in vista dell’edizione delle “Oeuvres complettes” (sic) da Breitkopt und Härtel. Le cadenze ed i preludi presenti nella raccolta anticipano per il loro contenuto caricaturale, lo spirito dei brevi brani di Maurice Ravel o di Alfredo Casella, “A la manière de…” per intenderci, nonché tratti del neoclassicismo stravinskiano. E’ noto che in Dr. Gradus ad Parnassum, primo brano del Childrens Corner, Debussy faceva una maligna caricatura alla raccolta di Clementi e alla sua chiara impostazione didattica.
Nessuna malizia, almeno evidente se non nascosta, in Clementi, ma una efficace, almeno per l’epoca (forse il suo tentativo di entrare nella bottega degli altri artisti porta a risultati dal carattere non troppo pregnante per noi ascoltatori moderni), una efficace, dicevo, vena parodistica, non caricaturale ma piuttosto dettata da una profonda ammirazione verso i suoi contemporanei, informa questi piccoli brani, dove Clementi giunge persino ad auto-imitarsi, dando un’immagine sorniona e distaccata di sé stesso.
Nelle imitazioni mozartiane, Clementi cerca di ricreare lo spirito del salisburghese, nei contrasti immediati di carattere, nell’inventiva senza limiti e nel virtuosismo di tipo clavicembalistico. Quando rifà il suo Haydn ecco che predomina l’ironia e l’allegrezza del mondo militare e i suoi scherzi basati su improvvisi e parodistici cambi di tempo.
Quando imita sé stesso Clementi riesce a far sfoggio comicamente, in un brano di dimensioni ridottissime, di varie formule pianistiche, persino delle doppie terze delle quali era famoso ed orgoglioso e che gli valsero peraltro dure critiche di Mozart dettate anche da una malcelata invidia (nelle lettere del salisburghese al padre, che il Clementi poté leggere solo molti anni dopo e che lo ferirono al punto di fargli distruggere molte sue composizioni), riconoscendo forse con divertimento ma anche amaramente, rispetto ai suoi colleghi, che il materiale che animava i suoi brani era composto spesso solo da formule pianistiche! E proprio straordinarie e inedite formule pianistiche fanno grandi alcune sue composizioni, anche giovanili, come la Sonata in sol minore op. 7 n. 3, caratterizzata da masse accordali e audaci passi di doppie ottave i cui accenti appassionati prefigurano ardue pagine del grande romanticismo pianistico, già dal 1782, anno di composizione della Sonata.

La Sonata in la maggiore K 331 di Mozart, composta a Parigi nel 1778, introdotta dal Preludio alla Mozart in la maggiore di Clementi, è tra le sue più piacevoli composizioni pianistiche, ispirata alla voga “moresca” del tempo. L’elemento galante del primo tempo, una serie di sei variazioni su di un Andante grazioso di superba purezza melodica sfocia, nella variazione in minore in un tono oscuro e malinconico. Lirico e nobile il successivo Minuetto e divertente il rondò Alla Turca che conclude la Sonata con una coda aggunta nel 1784.

Le Variazioni in fa minore Hob:6, composte nel 1793, intitolate in precedenti autografi “Sonata” e “Piccolo divertimento” seguono il principio della doppia variazione, su due temi, uno in fa minore, l’altro in fa maggiore. Il brano, dal tema dal colore luttuoso di marcia funebre, dopo le variazioni di notevole intensità espressiva, in un’ardita scrittura pianistica, si conclude sfumando su un lontano fa acuto in pianissimo.

La Sonata in mi bemolle maggiore Hob. XVI:52, scritta in Inghilterra nel 1794 è fra le più imponenti composizioni pianistiche di Haydn.
Quest’ultima sonata riflette inoltre la presa di contatto con le potenti sonorità dei pianoforti di fabbricazione inglese. Potenti accordi improvvisi dal carattere eroico e sinfonico, lo avvicinano a Beethoven.
Il tuffo verso zone d’ombra di armonie lontane, persino il mi maggiore, nello sviluppo del primo tempo, poi riproposto come tonalità d’impianto dell’Adagio, altro non è che un rivolto dell’accordo di sesta napoletana, una delle tante sorprese della sonata, come l’uso di straordinaria forza espressiva dell’accordo di nona, che arriva carico delle tensioni accumulate nelle precedenti linee melodiche e nella precedenti modulazioni.
Quando il sol naturale non armonizzato inizia il terzo movimento, questo viene interpretato dall’ascoltatore come una svolta verso il minore (mi minore), prima che l’intero accordo venga suonato riportando gioiosamente la sonata alla sua tonalità di impianto riaprendola a colori e movimenti del più espansivo ottimismo.

Francesco Caramiello

E’ stato allievo di Vincenzo Vitale e di Massimo Bertucci diplomandosi con lode presso il Conservatorio “San Pietro a Majella”. In seguito si è brillantemente diplomato in composizione sotto la guida di Bruno Mazzotta. Si è esibito in qualità di solista al Barbican Centre di Londra, all’Opernhause di Norimberga, al Merkin Concert Hall di New York, al Teatro di San Carlo di Napoli, al Teatro “Carlo Gesualdo” di Avellino, al Teatro Golden di Palermo ed in Polonia (Varsavia), Francia (Marsiglia), Norvegia (Festival di Bergen) e Giappone (Auditorium di Nagoja e Università di Chubu).

Ha suonato con la Philharmonia Orchestra, i Nürnberger Philharmoniker, l’Orchestra giovanile del Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra del Teatro Comunale di Cagliari, l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Tiene concerti anche su strumenti antichi. Vincitore di entrambi i concorsi a cattedre di pianoforte principale e complementare, è titolare della cattedra di pianoforte complementare presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino.

La sua discografia comprende i concerti e la musica pianistica di Martucci (ASV) in quattro cd acclamati dalla critica internazionale, un cd dedicato ad autori dell’Ottocento napoletano (Opus 111), il Concerto per pianoforte e orchestra, la musica da camera (ASV) e l’integrale della musica per pianoforte (Tactus) in 9 volumi di Sgambati ed una serie di dischi dedicati ad autori americani da Gottschalk a Carter per le etichette Nireo e Agorà.

Hanno scritto di lui: “His recording of the music of Martucci and Sgambati are tremendous” Mark Mitchell: “Virtuosi” (Indiana University Press), ”Eccellenza musicologica e interpretativa” Riccardo Risaliti su Classic cd, “utter convinction, unshakeable technique and intellect aplenty” Jessica Duchen su International Piano Quarterly, ”A revelation… I am mightily impressed by this pianist” Fanfare, “it is good to have such an assured and authoritative performance” Richard Osborne su Gramophone, “ha dita splendide, una franca tensione virtuosistica e una musicalità fresca e diretta (…) una tecnica scintillante ed un completo controllo formale” Piero Rattalino su Musica, ”dispone dell’istinto interpretativo che rende sostanza la virtuosità. Viene così rivelato qualcosa di misterioso e demoniaco che non si trova nelle note in sè. I Philharmoniker si sono lasciati contagiare e hanno ingaggiato un duello con il solista, di cui sono stati testimoni i coinvolti spettatori.” Nürnberger Zeitung.

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10 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Centro di musica antica "Pietà dei turchini", Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli | , , , , , | Lascia un commento

Domenica 13 marzo 2011 si apre la rassegna dell’Associazione Alessandro Scarlatti “Romantici a confronto” con la pianista Maria Gabriella Mariani

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Domenica 13 marzo, alle ore 11.00, a Villa Pignatelli si inaugura un ciclo di concerti, organizzato dall’Associazione Alessandro Scarlatti, dedicato a celebrare il bicentenario della nascita di due compositori profondamente diversi ma in fondo simili, con appassionanti storie che si incrociano non solo sulla tastiera del pianoforte: Fryderyk Chopin (2010) e Franz Liszt (2011).

Liszt sentì suonare per la prima volta Chopin in occasione del primo concerto parigino del musicista polacco e, con la straordinaria generosità e curiosità intellettuale che gli era propria, gli aprì le porte della Parigi colta, divenendone il più grande amico e protettore.

Nel 1850, appena un anno dopo la morte di Chopin, pubblicò la sua “Vita di Chopin” che, più che come una biografia, si presenta piuttosto come uno straordinario ritratto dal vero.

Il ciclo di 5 concerti, intitolato “Romantici a confronto” si apre immediatamente con un confronto diretto tra i due compositori, con un programma dedicato alle due sonate in si minore nell’esecuzione di Maria Gabriella Mariani.

Appuntamenti successivi domenica 20 marzo con il pianista Salvatore Biancardi e la soprano Valentina Varriale, e ancora domenica 27 marzo con il pianista Giulio De Luca che eseguirà un concerto intitolato “un viaggio in italia di Monsieur Liszt….in compagnia del Signor Rossini” che vedrà la partecipazione dell’esperto rossiniano Sergio Ragni.

Il calendario degli appuntamenti prosegue nel mese di aprile con un recital interamente dedicato a Chopin di Giovanni Auletta domenica 3 aprile, e in conclusione con Francesco Caramiello e Antonello Cannavale che eseguiranno brani di Liszt per due pianoforti domenica 17 aprile.

L’intera rassegna è fuori abbonamento; i biglietti, del costo di 5 Euro andranno in vendita un’ora prima dell’inizio del concerto presso Villa Pignatelli.

Programma

Fryderyk Chopin (1810-1849): Sonata n. 3 in si minore, op. 58

Franz Liszt (1811 – 1886): Sonata in si minore R 178

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Maria Gabriella Mariani, pianoforte

Suona il pianoforte dall’età di quattro anni e si diploma con lode e menzione speciale.
Suoi Maestri sono A. Tramma e A. Ciccolini con il quale consegue il diploma di eccellenza, con il massimo dei voti, presso l’Accademia Internazionale di Biella.

Si perfeziona anche all’Ecole Normale A. Cortot di Parigi e alla Juilliard School of Music di New York. A tredici anni esordisce al Concorso di La Spezia e a quattordici all’Aterforum di Rimini con musiche di Liszt, suscitando grandissima impressione nella critica specializzata.
Vincitrice di sedici concorsi nazionali e internazionali, in Italia ha suonato da solista per Enti musicali tra cui: Società dei Concerti di Milano, Accademia Chigiana di Siena, Società dei Concerti e RAI di Trieste, RAI di Torino, Associazione Scarlatti, Thalberg e RAI di Napoli, Teatro del Giglio di Lucca, European Liszt Center, Istituto di Cultura Italo Tedesca di Venezia, Teatro Orfeo di Taranto, Conservatorio Santa Cecilia, Teatro Ghione per Euromusica di Roma, Accademia Pescarese, MozArt Box; all’estero, per l’EPTA e per prestigiosi Enti e Teatri, in Belgio, Francia, Germania; in Spagna per il Centro de Difusion de Musica Contemporanea e per il Ministerio de Cultura.
Per R. De Simone ha tenuto tournées in Italia e Francoforte con l’Opera dei Centosedici. Ha suonato con E. Bennato per Futuro Remoto all’Auditorium Scarlatti di Napoli.
All’attività concertistica affianca quella di compositrice con numerosi brani per pianoforte solo, nonché quella, strettamente collegata agli impegni musicali, di autrice di romanzi, fra cui Presenze (2008), con allegato CD omonimo di suoi brani e Consonanze imperfette (2010), con allegato il brano Fun…Tango, presentati entrambi con successo in tutt’Italia e in Svizzera.
Su di lei si sono espressi entusiasticamente grandi musicisti (Argerich, Ciccolini, Del Vecchio, Tipo etc.), riviste musicali e quotidiani nazionali ed internazionali. Prossimamente si esibirà al Teatro di San Carlo con una Lezione-Concerto su sue composizioni, al Teatro Bellini di Catania, a Milano e in Cina. E’ laureata in Lettere con pubblicazione della tesi Schumann. Pensiero e Fantasia.
Ha pubblicato saggi e contributi su percorsi di musica, arte e letteratura per le Università delle Marche, di Salerno, Perugia e Firenze.

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10 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Associazione "A. Scarlatti", Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli, Villa Pignatelli | , , , | 1 commento

Domenica 13 marzo 2011, il soprano Rita Del Santo e la pianista Maria Grazia Ritrovato ospiti della rassegna “Marzo Donna”

Critica Classica di Marco del Vaglio:

Domenica 13 marzo, alle ore 11.00, al Circolo Ufficiali della Marina Militare (Via Cesario Console 3 bis), per la rassegna “Marzo Donna”, organizzata dallo Zonta International – 28° Distretto-Area 3 Napoli, concerto del duo formato dal soprano Rita Del Santo e dalla pianista Maria Grazia Ritrovato.

In programma musiche di Weill, Satie, Gardel, Gershwin.

Ingresso libero

Programma

Kurt Weill
My Ship
Speak Low

Erik Satie
Je te veux
Poudre d’or
(valzer per pianoforte)

Kurt Weill: Je ne t’aime pas

Carlos Gardel: Por una cabeza (tango per pianoforte)

Kurt Weill: Youkali (tango habanera)

George Gershwin
Someone to watch over me (per pianoforte)
The man I love
Summertime

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“Il Tocco di Venere”, incontro tra musica e passioni al femminile
(nota al concerto di Rita Del Santo)

Il percorso che s’intende tracciare in questo concerto rappresenta una ricerca che celebri l’amore in molte sue sfaccettature, visto con occhi femminili, ma filtrato dalla sensibilità di tre grandi musicisti: K. Weill; G. Gershwin; E. Satie.

Esso prende le mosse con un brano tratto da un musical di K. Weill intitolato “One tuch of venus” nel quale l’autore fa una satira contemporanea dei valori, delle mode artistiche, dei costumi sessuali e romantici della società americana. Weill aveva vissuto in America per dieci anni ed era incuriosito e influenzato dallo Broadway- style.

Si tratta quindi di un piccolo viaggio durante il quale con accenti ora frivoli, ora appassionati, ora indignati, ora estatici si narrano i segreti desideri, i sogni,i tormenti, le passioni, con la forza e la capacità persuasiva che le donne hanno saputo imprimergli.

I brani scelti descrivono con puntualità e sagacia ma anche con struggente realismo l’universo femminile e si possono interpretare come un itinerario che dipinge, per mezzo della musica, quella congerie di emozioni che appartengono al delicato mondo delle donne.

Nel brano “Je ne t’aime pas”, ad esempio, è rappresentato un dialogo tra due amanti che si stanno lasciando, l’una rassicura l’altro di non amarlo più, mentre gli chiede di non prestargli il proprio fazzoletto perché è troppo intriso suo profumo, di non parlargli con tono troppo intimo al calar della sera.
Lo incoraggia a raccontargli dei suoi nuovi amori come farebbe con un vecchio amico, adducendo il pretesto di non amarlo più, ma in questa negazione è ben evidente quanto ancora bruci dentro il fuoco della passione. Una passione intesa come mezzo di “saggezza”, come sosteneva Rousseau, e che ci porta lontano, per vie segrete e affascinanti rendendo straordinaria la vita.

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10 marzo, 2011 Posted by | Agenda Eventi, Concerti, Musica, Musica classica, Musica da camera, Napoli | , , , , , , , | Lascia un commento

   

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