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Napoli, recital del clavicembalista Enrico Baiano

I CONCERTI DEL MAGGIO DEI MONUMENTI 2008

“Le note del Maggio”

Domenica 25 Maggio
Ore 10,45 – Chiesa “S.Anna dei Lombardi”
a cura del Conservatorio “D. Cimarosa” – Avellino
“Scarlatti ed i suoi contemporanei europei”

Recital del clavicembalista

Enrico Baiano

musiche di Scarlatti, Vivaldi, Fischer, Rameau, Telemann.
L’artista napoletano propone un interessante excursus mirato ad illustrare la produzione cembalistica settecentesca dal titolo ‘Scarlatti ed i suoi contemporanei europei’.

Considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica, il rinomato cembalista napoletano, infatti, ritorna al suo pubblico con una ricca locandina che comprende musiche di di Rameau, Fischer, Telemann, Vivaldi e, naturalmente, Domenico Scarlatti.

Conversazione con Enrico Baiano
Dopo i recenti cimenti concertistici cittadini con la produzione di Domenico Scarlatti e Carl Philipp Emanuel Bach, Enrico Baiano propone un itinerario imperniato intorno al repertorio tastieristico praticato ai tempi di “Mimo”. I rappresentanti di varie latitudini contribuiscono a ricostruire uno spaccato musicale europeo assai intrigante dove alle formule “franche” si sommano quei tratti distintivi fatti di sperimentalismo compositivo e tecnica strumentale.
La cifra dei singoli autori come va ricercata?
Ad esempio la musica francese viene spesso accusata di essere convenzionale, stereotipata, sempre uguale a se stessa. In effetti vi sono in essa stilemi e movenze peculiari, immediatamente riconoscibili in tutta la produzione dei secoli XVII e XVIII: ma questo semmai è un pericolo per l’interprete, che rischia di privilegiare le somiglianze morfologiche tra i vari autori – eseguendo perciò tutti allo stesso modo – invece di ricercare ciò che di personale esprime ciascun compositore servendosi di un linguaggio.
Così Rameau si distingue dai suoi contemporanei per l’invenzione melodica più ricca ed espressiva, per il trattamento più libero delle forme di danza e per le arditezze armoniche; egli inoltre esplora le possibilità foniche e tecniche dello strumento con un tipo di scrittura che spesso trascende il semplice jeu de doigts comunemente in uso in Francia al tempo e richiede invece il coinvolgimento di tutto il braccio (salti, incroci, arpeggi semplici e spezzati, apertura e chiusura rapida del palmo).
Mentre per Bach…
Possiamo solo ricordarne la sovrumana capacità di padroneggiare e sintetizzare tutti gli stili e le forme musicali a lui precedenti e contemporanee, creando un linguaggio dove il magistero inventivo ed informativo è pari alla pregnanza dei contenuti musicali ed extramusicali. Il Clavicembalo ben temperato (1720-1744) sta alla musica occidentale come la Commedia dantesca sta alla letteratura occidentale; è, tra l’altro, un specie di enciclopedia della musica, dove vediamo rappresentati esempi di mottetto severo, di svariati tipi di danza, di studio per una o entrambe le mani, di grandi affreschi musicali.
Il sonatismo scarlattiano da te indagato con inusitati risultati esecutivi che hanno aperto straordinarie prospettive di lettura, come va visto?
A dispetto della denominazione, le Sonate sono per lo più assimilabili alla forma della toccata italiana, della quale una delle caratteristiche salienti è senz’altro la varietà. D’altronde solo l’abitudine all’improvvisazione e la familiarità con i salti logici ed emotivi della toccata secentesca potevano permettere di gestire una miriade di materiali eterogenei in maniera così spregiudicata, per non dire temeraria! La maggior parte delle sonate non comincia nemmeno con un tema vero e proprio, ma con un abbozzo melodico che, una volta abbandonato, quasi mai viene ripreso. Subito dopo, invece, cominciano le sorprese: è negli episodi di transizione che si esplicano le sconfinate possibilità inventive di Scarlatti. Egli organizza il discorso musicale secondo una concezione retorica dell’eloquio, tesa a catturare l’attenzione dell’ascoltatore e a stimolarne la fantasia con tutti i mezzi possibili

Per Informazioni:
Pubbliche Relazioni, Marta Columbro, 081 544 08 66, 347 546 18 58.

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23 maggio, 2008 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Campania, Concerti, Conservatori di Musica, Conservatorio "D. Cimarosa", Italia, Maggio dei monumenti, Musica, Napoli, Rassegne, Regioni | | Lascia un commento

Napoli, Giulia De Caro una piece teatrale-musicale alla Pietà dei Turchini

Domenica 25 maggio ore 19,30

Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini

GIULIA DE CARO «Seu Ciulla principessa di Napoli»

Licia Maglietta porta in scena una piece teatrale-musicale sulla cantante impresaria del ‘600 napoletano alla Pietà de’ Turchini.

A seguire una cena d’epoca

Per l’ultimo appuntamento di maggio il Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini ripropone la formula della perfetta fusione tra esperienze sensoriali di diversa natura: quella sonora e quella gastronomica, con l’intento di mettere insieme la grande tradizione musicale barocca con l’arte culinaria della nostra regione.

Un’esperienza inedita per il Centro di Musica Antica, frutto della collaborazione con l’associazione culturale Soup.
Giulia de Caro « Seu Ciulla principessa di Napoli », una piece teatrale e musicale interamente dedicata alla mitica figura, cantante impresaria della Napoli seicentesca.
La serata porterà a compimento un progetto curato per l’aspetto storico scientifico e musicologico da Paologiovanni Maione e affidato alla scrittura drammaturgia e all’interpretazione dell’attrice Licia Maglietta (nella foto) che sarà l’alter ego del soprano Maria Ercolano. La piece prenderà corpo e si svilupperà sulle musiche di Cicinelli, Cavalli e Provenzale, al clavicembalo Anna Fontana.

A seguire la cena d’epoca a cui si potrà partecipare su prenotazione ad un costo di 25 €. La tavola sarà imbandita in puro stile barocco, con un menu interamente concepito prendendo spunto da fonti originali e antichi ricettari d’epoca.
Una serata molto particolare, come è particolare ed interessante la figura di Giulia de Caro. “Commediante cantarinola armonica” sono i titoli altisonanti che le cronache seicentesche davano alla donna; la vita della “principessa del bordello” napoletano oggi è foriera di osservazioni e segnali sull’organizzazione e attività teatrale di quel periodo storico. La breve parabola della sua folgorante carriera, esauritasi e consumatasi nell’arco di sette anni (1669-1676) sul palcoscenico della città partenopea, tra case aristocratiche, palazzo vicereale e teatro pubblico, è incastonata in un’esistenza contrassegnata prima dall’attività di meretrice e commediante e poi di sposa “civile, molto onesta e dabbene”. Il trionfo della Famosissima Armonica fu graduale, il suo noviziato si consumò tra i luoghi dell’emarginazione sociale e spettacolare; i quartieri di Toledo e della Pignasecca furono il regno del meretricio e il Largo di Castello il palcoscenico del debutto artistico. La vita corrotta, dissoluta e sfrontata fece fiorire intorno a questa figura un interesse morboso e denigratorio. La storia ha riservato ai posteri un dettagliato resoconto dei costumi sconvenienti di questa pioniera della nuova avventura teatrale. Regina assoluta dell’alcova e degli intrighi di Palazzo fu per le cronache abietta e sconsiderata artista. I suoi meriti maggiori vanno ricercati nell’aver scritturato per la piazza partenopea il compositore Pietro Andrea Ziani e la celebrata cantante Caterina Pori, di aver commissionato opere ad Andrea Perrucci e Francesco Provenzale e di avere “nelle malegevolezze di queste imprese” ricercato attraverso “le mie incessanti fatiche, che meritano d’esser celebri almeno per aver con applausibile stento uniti […] tutte le Calliopi e gli Orfei, che hanno indotto stupori di Cielo, non che all’Italia, al mondo”.

Biglietti 10,00 €, ridotto studenti e artecard 7,00 €
Prenotazioni cene rivolgersi all’associazione culturale SOUP tel. 3391144572 3282755465
informazioni info@turchini.it www.turchini.it

23 maggio, 2008 Posted by | Agenda Eventi, Arte, Campania, Concerti, Italia, Musica, Napoli, Regioni, Teatro | Lascia un commento

   

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